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	Commenti a: Le mani degli schiavi (prima parte)	</title>
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		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2007 09:30:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guardo Chavez. Meglio i Money Masters.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardo Chavez. Meglio i Money Masters.</p>
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		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66552</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 21:57:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Valter, non capisco cosa significhi dire che &quot;internazionalismo e globalizzazione sono la stessa cosa&quot;. Guarda Chavez, per esempio - a cui all&#039;inizio ho guardato con diffidenza (militare, populista, ecc) ma che sta conseguendo dei grandissimi risultati in patria, ed è innegabile che il suo nuovo internazionalismo (praticato anche nei confronti dei poveri del nord del mondo, come ha fatto con Livingstone) ha un segno opposto alla globalizzazione. E&#039; solo entro un internazionalismo affermativo che ha senso parlare di nazione. Ed è chiaro che il regionalismo (un regionalismo democratico, che in Europa ha preso il segno del No a Maastricht) è oggi l&#039;obiettivo. Il capitale finanziario globale può essere vincolato solo da misure &quot;regionali&quot; (cominciando ad esempio da misure minime, assolutamente riformiste, come la Tobin Tax), non certo, a mio parere, recuperando la dimensione della sovranità nazionale (come se oltretutto fosse esistito un nazionalismo democratico. no, la storia delle nazioni e del nazionalismo non è questo: le nazioni europee hanno figliato esse stesse l&#039;imperialismo: Hannah Arendt insegna). Ed è allo stesso tempo nel contesto europeo che si pone la questione della migrazione (speculare alla libertà senza alcun vincolo del capitale finanziario), tentando di smontare dall&#039;interno la fortezza. Tutto questo, sul presupposto che senza lotte sociali non si otterrà nulla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valter, non capisco cosa significhi dire che &#8220;internazionalismo e globalizzazione sono la stessa cosa&#8221;. Guarda Chavez, per esempio &#8211; a cui all&#8217;inizio ho guardato con diffidenza (militare, populista, ecc) ma che sta conseguendo dei grandissimi risultati in patria, ed è innegabile che il suo nuovo internazionalismo (praticato anche nei confronti dei poveri del nord del mondo, come ha fatto con Livingstone) ha un segno opposto alla globalizzazione. E&#8217; solo entro un internazionalismo affermativo che ha senso parlare di nazione. Ed è chiaro che il regionalismo (un regionalismo democratico, che in Europa ha preso il segno del No a Maastricht) è oggi l&#8217;obiettivo. Il capitale finanziario globale può essere vincolato solo da misure &#8220;regionali&#8221; (cominciando ad esempio da misure minime, assolutamente riformiste, come la Tobin Tax), non certo, a mio parere, recuperando la dimensione della sovranità nazionale (come se oltretutto fosse esistito un nazionalismo democratico. no, la storia delle nazioni e del nazionalismo non è questo: le nazioni europee hanno figliato esse stesse l&#8217;imperialismo: Hannah Arendt insegna). Ed è allo stesso tempo nel contesto europeo che si pone la questione della migrazione (speculare alla libertà senza alcun vincolo del capitale finanziario), tentando di smontare dall&#8217;interno la fortezza. Tutto questo, sul presupposto che senza lotte sociali non si otterrà nulla.</p>
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		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66539</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 16:45:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco, su questa cosa mi piacerebbe confrontarmi sul serio, senza litigare.
Credi davvero che possa esistere un orizzonte non-nazionale del diritto? Non parlo di dichiarazioni più o meno benigne e altisonanti, ma di diritti effettuali, che hanno una possibilità effettiva di essere rispettati mediante un soggetto depositario di una forza ritenuta legittima, e che abbia il mandato di TUTTI i contraenti un patto sociale? Io dico
1) che l&#039;internazionalismo e la globalizzazione sono di fatto la stessa cosa perchè l&#039;uno è la ragione debole che permette all&#039;altro di realizzarsi secondo la propria lugubre marcia sacrificale.
2)  che la lentezza o peggio l&#039;ambiguità della legislazione italiana in materia è legata anche all&#039;impopolarità delle politiche di integrazione, con cui politici di destra e sinistra paraculeggiano. Solo chi si sente sicuro e padrone in casa propria può ospitare.
3) che se questi poveri cristi hanno qualche possibilità di essere trattati umanamente devono aspettarsela dalle leggi dello stato ospitante e solo da esse. Che non la voracità ma almeno la sregolatezza del capitalismo può essere frenata solo in nome di un interesse nazionale. Ma è una parolaccia: i partiti di oggi sono rappresentanti di lobbies: possono rinegoziare all&#039;infinito, ma sono incapaci di scelta etica
4) Che come afferma anche recentemente Bruno Arpaia, l&#039;abbandono da parte della Sinistra di valori come comunità, tradizione e nazione è stato letale per la sinistra e per l&#039;Occidente, non solo perchè sono stati requisiti da una destra imperialista e fascistoide, ma perchè hanno lasciate scoperte le masse alla vera aggressione, che non veniva dal padronato ottocentescamente concepito ma dalla finanza internazionale che è poi la redditività del capitale liberata dai confini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, su questa cosa mi piacerebbe confrontarmi sul serio, senza litigare.<br />
Credi davvero che possa esistere un orizzonte non-nazionale del diritto? Non parlo di dichiarazioni più o meno benigne e altisonanti, ma di diritti effettuali, che hanno una possibilità effettiva di essere rispettati mediante un soggetto depositario di una forza ritenuta legittima, e che abbia il mandato di TUTTI i contraenti un patto sociale? Io dico<br />
1) che l&#8217;internazionalismo e la globalizzazione sono di fatto la stessa cosa perchè l&#8217;uno è la ragione debole che permette all&#8217;altro di realizzarsi secondo la propria lugubre marcia sacrificale.<br />
2)  che la lentezza o peggio l&#8217;ambiguità della legislazione italiana in materia è legata anche all&#8217;impopolarità delle politiche di integrazione, con cui politici di destra e sinistra paraculeggiano. Solo chi si sente sicuro e padrone in casa propria può ospitare.<br />
3) che se questi poveri cristi hanno qualche possibilità di essere trattati umanamente devono aspettarsela dalle leggi dello stato ospitante e solo da esse. Che non la voracità ma almeno la sregolatezza del capitalismo può essere frenata solo in nome di un interesse nazionale. Ma è una parolaccia: i partiti di oggi sono rappresentanti di lobbies: possono rinegoziare all&#8217;infinito, ma sono incapaci di scelta etica<br />
4) Che come afferma anche recentemente Bruno Arpaia, l&#8217;abbandono da parte della Sinistra di valori come comunità, tradizione e nazione è stato letale per la sinistra e per l&#8217;Occidente, non solo perchè sono stati requisiti da una destra imperialista e fascistoide, ma perchè hanno lasciate scoperte le masse alla vera aggressione, che non veniva dal padronato ottocentescamente concepito ma dalla finanza internazionale che è poi la redditività del capitale liberata dai confini.</p>
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		Di: Giulia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 15:50:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per quetso post. Sembra impossibile che possa esistere ancora una realtà così, e invece andranno aumentando e non diminuendo: è la globalizzazione dello sfruttamento e la negazione di quella dei diritti Ciao Giulia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per quetso post. Sembra impossibile che possa esistere ancora una realtà così, e invece andranno aumentando e non diminuendo: è la globalizzazione dello sfruttamento e la negazione di quella dei diritti Ciao Giulia</p>
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		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 12:38:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Infatti, non è &quot;tutta&quot; colpa. Oltre ai pescecani c&#039;erano i pescegatti. Sul &quot;soprattutto&quot; dei clandestini niente da dire. Ci mancherebbe altro.
Mica partecipano a &quot;Un due tre Stalla&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti, non è &#8220;tutta&#8221; colpa. Oltre ai pescecani c&#8217;erano i pescegatti. Sul &#8220;soprattutto&#8221; dei clandestini niente da dire. Ci mancherebbe altro.<br />
Mica partecipano a &#8220;Un due tre Stalla&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66423</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 12:09:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è &quot;tutta&quot; colpa. Ma la Romania è stata aperta al ciclone neoliberista che ha lasciato in mano il paese ai pescecani e ha scavato un solco tra ricchi e poveri.
Ma soprattutto: &quot;E’ su questi clandestini che si scarica la necessità di manodopera sottopagata per un settore in crisi, che ha bisogno di loro non riuscendo a reggere sul piano della produzione intensiva.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è &#8220;tutta&#8221; colpa. Ma la Romania è stata aperta al ciclone neoliberista che ha lasciato in mano il paese ai pescecani e ha scavato un solco tra ricchi e poveri.<br />
Ma soprattutto: &#8220;E’ su questi clandestini che si scarica la necessità di manodopera sottopagata per un settore in crisi, che ha bisogno di loro non riuscendo a reggere sul piano della produzione intensiva.&#8221;</p>
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		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 11:59:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;In Romania, in particolare, lo stipendio minimo è di 86 euro al mese&quot;. Mi chiedo se sia stata tutta colpa del capitalismo globalizzato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;In Romania, in particolare, lo stipendio minimo è di 86 euro al mese&#8221;. Mi chiedo se sia stata tutta colpa del capitalismo globalizzato.</p>
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		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/12/le-mani-degli-schiavi-prima-parte/#comment-66420</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 11:56:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[RobertOC, è evidente che i tratti dello schiavismo restano simili ovunque. Ma il loro senso muta. Qui ho rilevato il senso di questo nostro schiavismo. Ho spiegato in che senso è prodotto del capitalismo globalizzato. Puoi confutare l&#039;argomentazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RobertOC, è evidente che i tratti dello schiavismo restano simili ovunque. Ma il loro senso muta. Qui ho rilevato il senso di questo nostro schiavismo. Ho spiegato in che senso è prodotto del capitalismo globalizzato. Puoi confutare l&#8217;argomentazione.</p>
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		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 11:35:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;modernissimo prodotto del nuovo capitalismo&quot;. A me sembra più il vecchissimo prodotto del feudalesimo meridionale. Che somiglia(va) tanto a quello orientale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;modernissimo prodotto del nuovo capitalismo&#8221;. A me sembra più il vecchissimo prodotto del feudalesimo meridionale. Che somiglia(va) tanto a quello orientale.</p>
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		Di: Alessandra		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 08:34:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[.....e la cosa più sconvolgente e vergognosa è che molti, di fronte a ciò, hanno il coraggio di infischiarsene non vedendo, non sentendo e non parlando.....

Un grazie speciale a Marco Rovelli per aver dato modo di riflettere ancora una volta, su questo ( e altri drammi) che capitano nel nostro paese....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;..e la cosa più sconvolgente e vergognosa è che molti, di fronte a ciò, hanno il coraggio di infischiarsene non vedendo, non sentendo e non parlando&#8230;..</p>
<p>Un grazie speciale a Marco Rovelli per aver dato modo di riflettere ancora una volta, su questo ( e altri drammi) che capitano nel nostro paese&#8230;.</p>
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