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	Commenti a: Biondo 901	</title>
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		<title>
		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2007 17:11:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Scerba
Nieu Dieu Ni Matre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Scerba<br />
Nieu Dieu Ni Matre.</p>
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		Di: Eva Risto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eva Risto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2007 19:18:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;The O.C. : Ma tu fai parte della redazione di Nazione Indiana?&quot;

ahi, ahi, ahi, signora longari..............]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;The O.C. : Ma tu fai parte della redazione di Nazione Indiana?&#8221;</p>
<p>ahi, ahi, ahi, signora longari&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
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		<title>
		Di: Scerbanenko		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Scerbanenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2007 18:30:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ The O.C. : Ma tu fai parte della redazione di Nazione Indiana?

Senti, alcuni tuoi punti io li condivido. 
Voglio essere di questa partita. 
voglio essere parte attiva. 
Non solo &quot;criticare&quot;, ma anche e soprattutto costruire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ The O.C. : Ma tu fai parte della redazione di Nazione Indiana?</p>
<p>Senti, alcuni tuoi punti io li condivido.<br />
Voglio essere di questa partita.<br />
voglio essere parte attiva.<br />
Non solo &#8220;criticare&#8221;, ma anche e soprattutto costruire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: The O.C.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68570</link>

		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2007 11:58:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dell’editing e della selezione dei testi da pubblicare si deve occupare la redazione di NI. 

Quello che aggiungevo a margine di Lagioia riguarda i commenti, che a mio parere sono la marcia in più di quella che chiamate litblog. 

In questo caso non tutto, e non subito, dovrebbe essere “in chiaro”, alla luce del web. Ma un lavorio preventivo e sotterraneo. Per evitare che scazzi e scazzetti, gattini ciechi e imprevedibili retromarce, finiscano per ‘depistare’ la discussione che si sviluppa intorno a un pezzo.

Questo non significa limitare o censurare nessuno. A differenza di altri io credo che si può essere, tutti, ’scrittori per un giorno’. Sono sempre stato un fan di Pupkin. Dopo un po’ i Langford mi appallano.
http://it.movies.yahoo.com/r/re-per-una-notte/index-112905.html

Dice Scerba che forse sarebbe opportuno distinguere tra ciò che è letterario e cio che non lo è; la stessa cosa che prospettava Lagioia nel suo intervento. 

Questo però mi toglierebbe gran parte del divertimento: i nick e i tic, il gossip intramuscolo nelle arterie editoriali e il vaffamokk, insomma il cazzeggio che poi è il succo dell’hot blog. 

Non so voi, ma io qui ci vengo al 70% per questo (i commenti), mica per leggere Lagioia che ho già digerito a sufficienza. Saviano, Lagioia e i postatori sono solo uno stimolo. I protagonisti sono altri. Il protagonista è la condivisione. Che non è fatta di nomi e cognome. 

Capisco però che ci sono tanti, ma tanti Priori del culturame che predicano bene (libertà di commento per tutti) e razzolano male, selezionando i pezzi (non i commenti) in base a una precisa linea ideologica, prima che editoriale. 

Di questo non mi lamento, mi ci è voluto un po’ di tempo per esserne sicuro, ma è chiaro che è così. E in fondo questo è l’aspetto meno sorprendente di un blog come NI. Ma proprio in virtù di questa scoperta (dell’acqua calda) andrei oltre: estendere la selezione e l’editing anche ai commenti. ‘Moderati’ secondo nuovi e diversi criteri dalla redazione:

1. Criptiamo il chat-style senza censurare nessuno: chi si diverte in questo modo, io per primo, potrebbe essere disposto anche a diventare un vero sostenitore di NI, perché criptare vuol dire pagare. Datemi i riferimenti bancari, non aspetto altro.

2. Selezioniamo (ops, selezionate) i commenti più adatti al testo apparso in Home page. Il criterio? il merito. E chi lo decide chi merita? La redazione. E chi controlla i controllori? Lo chiamano direttore editoriale. E chi lo sceglie il direttore editoriale. Inventiamoci ‘na cosa tipo Primarie, ovviamente solo ai lettori muniti di password. 

3. I suddetti commenti, remixati e corretti, li pubblichiamo in chiaro. Per ordine di attinenza e di valenza.

4. Proponiamo ai commentatori impubblicabili e impubblicati di riscrivere il loro “sfogo” con tanto di editing. Dalla teoria alla pratica. 

5. Definiamo delle guidelines sulla scrittura web, non quella mondiale, ma nel particolare: il web writing nazionale. 

Ce n’è da fare.

Per adesso mi tocca salutare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dell’editing e della selezione dei testi da pubblicare si deve occupare la redazione di NI. </p>
<p>Quello che aggiungevo a margine di Lagioia riguarda i commenti, che a mio parere sono la marcia in più di quella che chiamate litblog. </p>
<p>In questo caso non tutto, e non subito, dovrebbe essere “in chiaro”, alla luce del web. Ma un lavorio preventivo e sotterraneo. Per evitare che scazzi e scazzetti, gattini ciechi e imprevedibili retromarce, finiscano per ‘depistare’ la discussione che si sviluppa intorno a un pezzo.</p>
<p>Questo non significa limitare o censurare nessuno. A differenza di altri io credo che si può essere, tutti, ’scrittori per un giorno’. Sono sempre stato un fan di Pupkin. Dopo un po’ i Langford mi appallano.<br />
<a href="http://it.movies.yahoo.com/r/re-per-una-notte/index-112905.html" rel="nofollow ugc">http://it.movies.yahoo.com/r/re-per-una-notte/index-112905.html</a></p>
<p>Dice Scerba che forse sarebbe opportuno distinguere tra ciò che è letterario e cio che non lo è; la stessa cosa che prospettava Lagioia nel suo intervento. </p>
<p>Questo però mi toglierebbe gran parte del divertimento: i nick e i tic, il gossip intramuscolo nelle arterie editoriali e il vaffamokk, insomma il cazzeggio che poi è il succo dell’hot blog. </p>
<p>Non so voi, ma io qui ci vengo al 70% per questo (i commenti), mica per leggere Lagioia che ho già digerito a sufficienza. Saviano, Lagioia e i postatori sono solo uno stimolo. I protagonisti sono altri. Il protagonista è la condivisione. Che non è fatta di nomi e cognome. </p>
<p>Capisco però che ci sono tanti, ma tanti Priori del culturame che predicano bene (libertà di commento per tutti) e razzolano male, selezionando i pezzi (non i commenti) in base a una precisa linea ideologica, prima che editoriale. </p>
<p>Di questo non mi lamento, mi ci è voluto un po’ di tempo per esserne sicuro, ma è chiaro che è così. E in fondo questo è l’aspetto meno sorprendente di un blog come NI. Ma proprio in virtù di questa scoperta (dell’acqua calda) andrei oltre: estendere la selezione e l’editing anche ai commenti. ‘Moderati’ secondo nuovi e diversi criteri dalla redazione:</p>
<p>1. Criptiamo il chat-style senza censurare nessuno: chi si diverte in questo modo, io per primo, potrebbe essere disposto anche a diventare un vero sostenitore di NI, perché criptare vuol dire pagare. Datemi i riferimenti bancari, non aspetto altro.</p>
<p>2. Selezioniamo (ops, selezionate) i commenti più adatti al testo apparso in Home page. Il criterio? il merito. E chi lo decide chi merita? La redazione. E chi controlla i controllori? Lo chiamano direttore editoriale. E chi lo sceglie il direttore editoriale. Inventiamoci ‘na cosa tipo Primarie, ovviamente solo ai lettori muniti di password. </p>
<p>3. I suddetti commenti, remixati e corretti, li pubblichiamo in chiaro. Per ordine di attinenza e di valenza.</p>
<p>4. Proponiamo ai commentatori impubblicabili e impubblicati di riscrivere il loro “sfogo” con tanto di editing. Dalla teoria alla pratica. </p>
<p>5. Definiamo delle guidelines sulla scrittura web, non quella mondiale, ma nel particolare: il web writing nazionale. </p>
<p>Ce n’è da fare.</p>
<p>Per adesso mi tocca salutare</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: merisi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68538</link>

		<dc:creator><![CDATA[merisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 23:07:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è vero, il lavoro di limatura potrebbe non avere mai fine.
la versione postata di biondo 901 è del marzo 2005, quella &#039;definitiva&#039; è di qualche mese dopo, ma ogni volta che lo vado a rileggere toglierei qualcosa, qualcosa aggiungerei, modificherei, renderei più snello certi punti, accentuerei altri passaggi... e modificherei anche tanta punteggiatura, perchè all&#039;epoca amavo la sintassi secca, ora tendo ad allungare la frase e a contenere le pause allo stretto necessario, dando alla lettura un ritmo più sinuoso e denso che anni fa non amavo.
voglio dire che per l&#039;autore non esiste una scrittura perfetta, troverà sempre qualcosa da &#039;sistemare&#039; meglio.

certo che è interessante vedere la genesi di uno scritto - cosa cambia, cosa si evolve, cosa rimane a tenere fermo il tutto - e credo che non sia troppo importante chi è l&#039;autore, interessante sarebbe vedere i meccanismi e le scelte fatte. 
importante è anche trovare autori che tengono le brutte copie e le bozze, perchè con l&#039;avvento del computer in tanti buttano via il vecchio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è vero, il lavoro di limatura potrebbe non avere mai fine.<br />
la versione postata di biondo 901 è del marzo 2005, quella &#8216;definitiva&#8217; è di qualche mese dopo, ma ogni volta che lo vado a rileggere toglierei qualcosa, qualcosa aggiungerei, modificherei, renderei più snello certi punti, accentuerei altri passaggi&#8230; e modificherei anche tanta punteggiatura, perchè all&#8217;epoca amavo la sintassi secca, ora tendo ad allungare la frase e a contenere le pause allo stretto necessario, dando alla lettura un ritmo più sinuoso e denso che anni fa non amavo.<br />
voglio dire che per l&#8217;autore non esiste una scrittura perfetta, troverà sempre qualcosa da &#8216;sistemare&#8217; meglio.</p>
<p>certo che è interessante vedere la genesi di uno scritto &#8211; cosa cambia, cosa si evolve, cosa rimane a tenere fermo il tutto &#8211; e credo che non sia troppo importante chi è l&#8217;autore, interessante sarebbe vedere i meccanismi e le scelte fatte.<br />
importante è anche trovare autori che tengono le brutte copie e le bozze, perchè con l&#8217;avvento del computer in tanti buttano via il vecchio.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: fk		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68537</link>

		<dc:creator><![CDATA[fk]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 23:00:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma no. Ci sarà la selezione naturale della specie. Vedrai se non ho ragione.
Domattina posto il Merisi nuovo fiammante secondo le tue indicazioni.
Buonanotte cari:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma no. Ci sarà la selezione naturale della specie. Vedrai se non ho ragione.<br />
Domattina posto il Merisi nuovo fiammante secondo le tue indicazioni.<br />
Buonanotte cari:-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Scerbanenko		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68535</link>

		<dc:creator><![CDATA[Scerbanenko]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 21:38:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ fk

Ci sono. e concordo su quanto scrivi. 
Sarebbe interessante allora ripostare questo racconto con le correzioni apportate dal suo autore. 
Vedere concretamente, cioè, come via via prende &quot;forma&quot;: e non solo per quanto riguarda la punteggiatura e i refusi, ma anche per ciò che concerne la struttura stessa del racconto.
si potrebbe tendere, in questo senso, a una scrittura perfetta. a un lavoro di limatura che può non avere mai fine. e per quanto questo modo di operare sia lo stesso di molti scrittori &quot;cartacei&quot;, che cesellano le loro creature chiedendo a se stessi il massimo, in questo modo, invece di farlo nella solitudine della loro pagina, possono farlo in presa diretta di fronte a migliaia di utenti.
non nascondo che è una cosa interessante. 
però, a pensarci bene, anche un po&#039; perversa. 
perché, se a farlo è Truman Capote, allora siamo d&#039;accordo (quanto avrà sottratto Capote per arrivare alla stesura definitiva di &quot;Mr Jones&quot; che, a mio modo di vedere, è un racconto perfetto?), ma se invece a farlo siamo noi (anche io &quot;ogni tanto&quot; scrivo, e guarda, uso il &quot;noi&quot;, proprio perché non voglio che queste mie parole possano essere prese come un atto di superbia) ho dei dubbi che possa essere un esercizio stimolante.
voglio dire che qui il punto è stabilire un confine tra ciò che è letterario e ciò che non lo è. giacché la cosa che a me fa riflettere maggiormente a proposito dei litblog è questa: con l&#039;alibi della libertà e della sperimentazione, noi stiamo varcando una soglia che, una volta oltrepassata, azzererà ogni possibile distinzione. anche solo per il fatto che tutti si riterranno &quot;scrittori&quot;.
insomma, mi rendo conto che è un discorso complesso. complesso e stimolante. ma anche dannatamente allarmante. e sul quale è giusto e doveroso confrontarsi.
perché forse è dal confronto a più voci che si può separare ciò che è letterario da ciò che non lo è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ fk</p>
<p>Ci sono. e concordo su quanto scrivi.<br />
Sarebbe interessante allora ripostare questo racconto con le correzioni apportate dal suo autore.<br />
Vedere concretamente, cioè, come via via prende &#8220;forma&#8221;: e non solo per quanto riguarda la punteggiatura e i refusi, ma anche per ciò che concerne la struttura stessa del racconto.<br />
si potrebbe tendere, in questo senso, a una scrittura perfetta. a un lavoro di limatura che può non avere mai fine. e per quanto questo modo di operare sia lo stesso di molti scrittori &#8220;cartacei&#8221;, che cesellano le loro creature chiedendo a se stessi il massimo, in questo modo, invece di farlo nella solitudine della loro pagina, possono farlo in presa diretta di fronte a migliaia di utenti.<br />
non nascondo che è una cosa interessante.<br />
però, a pensarci bene, anche un po&#8217; perversa.<br />
perché, se a farlo è Truman Capote, allora siamo d&#8217;accordo (quanto avrà sottratto Capote per arrivare alla stesura definitiva di &#8220;Mr Jones&#8221; che, a mio modo di vedere, è un racconto perfetto?), ma se invece a farlo siamo noi (anche io &#8220;ogni tanto&#8221; scrivo, e guarda, uso il &#8220;noi&#8221;, proprio perché non voglio che queste mie parole possano essere prese come un atto di superbia) ho dei dubbi che possa essere un esercizio stimolante.<br />
voglio dire che qui il punto è stabilire un confine tra ciò che è letterario e ciò che non lo è. giacché la cosa che a me fa riflettere maggiormente a proposito dei litblog è questa: con l&#8217;alibi della libertà e della sperimentazione, noi stiamo varcando una soglia che, una volta oltrepassata, azzererà ogni possibile distinzione. anche solo per il fatto che tutti si riterranno &#8220;scrittori&#8221;.<br />
insomma, mi rendo conto che è un discorso complesso. complesso e stimolante. ma anche dannatamente allarmante. e sul quale è giusto e doveroso confrontarsi.<br />
perché forse è dal confronto a più voci che si può separare ciò che è letterario da ciò che non lo è.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Camala		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68527</link>

		<dc:creator><![CDATA[Camala]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 17:11:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grande Kappa!
:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande Kappa!<br />
:-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fk		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68521</link>

		<dc:creator><![CDATA[fk]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 16:51:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E io, chiedo venia, ho postato il racconto frettolosamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E io, chiedo venia, ho postato il racconto frettolosamente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: merisi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/04/30/biondo-901/#comment-68520</link>

		<dc:creator><![CDATA[merisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 16:41:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ the o.c.
e tutti gli altri

mi sono fatto ingolosire dalla voglia di vedere un mio racconto su n.i. ed ho sbagliato. sapevo che l&#039;impaginazione nel blog avrebbe appiattito il testo togliendo forza alla scrittura: ho usato gli a capo in maniera che scandissero in una determinata maniera la lettura, ne regolassero il flusso e le emozioni,  e ci ho speso un sacco di energie, perchè credo nella forza della punteggiatura.
è andata così, pazienza.
ringrazio chi ha trovato la voglia di leggere, anche solo la prima parte o pezzi qua e là. pubblicamente ringrazio fk che ha dato spazio ad uno sconosciuto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ the o.c.<br />
e tutti gli altri</p>
<p>mi sono fatto ingolosire dalla voglia di vedere un mio racconto su n.i. ed ho sbagliato. sapevo che l&#8217;impaginazione nel blog avrebbe appiattito il testo togliendo forza alla scrittura: ho usato gli a capo in maniera che scandissero in una determinata maniera la lettura, ne regolassero il flusso e le emozioni,  e ci ho speso un sacco di energie, perchè credo nella forza della punteggiatura.<br />
è andata così, pazienza.<br />
ringrazio chi ha trovato la voglia di leggere, anche solo la prima parte o pezzi qua e là. pubblicamente ringrazio fk che ha dato spazio ad uno sconosciuto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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