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	Commenti a: Berlusconi paga Leopardi	</title>
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		Di: Hamlet		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Hamlet]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jun 2007 16:12:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[qui c&#039;è fumus traductionis
e crimen subscriptionis]]></description>
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e crimen subscriptionis</p>
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		Di: Carlo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 23:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qui da più parti sono sorte parecchie perplessità, che poi si sono articolate in domande precise, che aspettano precise risposte. Non dico che le risposte siano ineludibili: per eluderle basta tacere. Ma a metà thread è intervenuto Moresco, autore dell&#039;articolo postato. Ecco, almeno da Moresco e dal postante Inglese è legittimo esigere qualcosa, e doveroso concederlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui da più parti sono sorte parecchie perplessità, che poi si sono articolate in domande precise, che aspettano precise risposte. Non dico che le risposte siano ineludibili: per eluderle basta tacere. Ma a metà thread è intervenuto Moresco, autore dell&#8217;articolo postato. Ecco, almeno da Moresco e dal postante Inglese è legittimo esigere qualcosa, e doveroso concederlo.</p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 19:35:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[naturalmente la sterlina vale di più dell&#039;euro e quasi tutto in inghilterra costa più che nel campo euro, penso anche le traduzioni, quindi cerca di calcolare in sterline ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>naturalmente la sterlina vale di più dell&#8217;euro e quasi tutto in inghilterra costa più che nel campo euro, penso anche le traduzioni, quindi cerca di calcolare in sterline ;-)</p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71717</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 19:32:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;edizione di damiani usa, per 9 decimi (e forse più) quella del pacella che certo avrà usato a sua volta quella del Flora, gia uscita, tra l&#039;altro, nei meridiani (classici) in due volumi per quasi 4000 pagine finissime (molto più fini dei meridiani odierni), che a sua volta avrà usato quella di carducci e poi naturalmente la bibliografia mondiale sullo zibaldone è sterminata :-)
Scusa che ci sarebbe di male se a londra usassero tutti &#039;sti apparati? 
Se invece si limiteranno a tradurre è un altro discorso.
Danno il 5% ai curatori di un&#039;opera tradotta?
fate i nomi di questi curatori.
Ad ogni modo il pacella costava trecentomila lire (o più di 150 euro) e naturalmente non era tradotta :-)
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;edizione di damiani usa, per 9 decimi (e forse più) quella del pacella che certo avrà usato a sua volta quella del Flora, gia uscita, tra l&#8217;altro, nei meridiani (classici) in due volumi per quasi 4000 pagine finissime (molto più fini dei meridiani odierni), che a sua volta avrà usato quella di carducci e poi naturalmente la bibliografia mondiale sullo zibaldone è sterminata :-)<br />
Scusa che ci sarebbe di male se a londra usassero tutti &#8216;sti apparati?<br />
Se invece si limiteranno a tradurre è un altro discorso.<br />
Danno il 5% ai curatori di un&#8217;opera tradotta?<br />
fate i nomi di questi curatori.<br />
Ad ogni modo il pacella costava trecentomila lire (o più di 150 euro) e naturalmente non era tradotta :-)<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Carlo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71663</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 08:13:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sottoscrivendo, si esprime già la convinzione che la traduzione sarà buona. Parimenti, è inessenziale che i traduttori siano uno (come Schefer per la traduzione francese) o molti. 
Le perplessità sorgono dal modo in cui è stata impostata la campagna di sottoscrizione: invece di esporre in dettaglio la situazione finanziaria e indicare il costo globale complessivo previsto, si è lasciato tutto nel vago, col risultato che, ottenuti i 100.000 €, invece di chiudere la campagna, la si è rilanciata ripetendo il lamento (emblematico come chiude D&#039;Intino: &quot;L’ideale sarebbe un research assistant. Stiamo già provando a fare domanda per un grant alla British Academy. Se non va dovremo arrangiarci e pagare qualcuno, se si può, oppure, per risparmiare, farlo noi. Ci aspettano anni duri. Ma ce la faremo. È una promessa&quot;.) 
Di certo abbiamo i 15.000 € del Centro di Recanati e i 100.000 € di Berlusconi. E Cassamarca, che finanzia tutta la collana Da Ponte (e ha un budget di 1.300.000 € annui), quanto ha dato? E quali sono le condizioni contrattuali con l’University off Toronto Press?
Nella collana Da Ponte è già uscito nel 2004 il ricettario di Artusi, Science in the Kitchen and the Art of Eating Well, p. 653, $ 27, e ne saranno usciti altri. Bene, queste traduzioni, chi le ha pagate? e chi pagherà ad es. la traduzione della Fisiologia dell’amore del povero Mantegazza?  

Quanto a geo, oltre a Pacella, Damiani ha fatto un&#039;edizione critica (5.000 pp. complessive) per i Meridiani Mondadori nel 1998: i curatori inglesi dovranno solo ridurre di moltissimo gli apparati, facendo una sintesi di Pacella e Damiani, senza pagare nessuno.
 E una percentuale del 5% su un libro di 50 € dà 2,5 € a libro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivendo, si esprime già la convinzione che la traduzione sarà buona. Parimenti, è inessenziale che i traduttori siano uno (come Schefer per la traduzione francese) o molti.<br />
Le perplessità sorgono dal modo in cui è stata impostata la campagna di sottoscrizione: invece di esporre in dettaglio la situazione finanziaria e indicare il costo globale complessivo previsto, si è lasciato tutto nel vago, col risultato che, ottenuti i 100.000 €, invece di chiudere la campagna, la si è rilanciata ripetendo il lamento (emblematico come chiude D&#8217;Intino: &#8220;L’ideale sarebbe un research assistant. Stiamo già provando a fare domanda per un grant alla British Academy. Se non va dovremo arrangiarci e pagare qualcuno, se si può, oppure, per risparmiare, farlo noi. Ci aspettano anni duri. Ma ce la faremo. È una promessa&#8221;.)<br />
Di certo abbiamo i 15.000 € del Centro di Recanati e i 100.000 € di Berlusconi. E Cassamarca, che finanzia tutta la collana Da Ponte (e ha un budget di 1.300.000 € annui), quanto ha dato? E quali sono le condizioni contrattuali con l’University off Toronto Press?<br />
Nella collana Da Ponte è già uscito nel 2004 il ricettario di Artusi, Science in the Kitchen and the Art of Eating Well, p. 653, $ 27, e ne saranno usciti altri. Bene, queste traduzioni, chi le ha pagate? e chi pagherà ad es. la traduzione della Fisiologia dell’amore del povero Mantegazza?  </p>
<p>Quanto a geo, oltre a Pacella, Damiani ha fatto un&#8217;edizione critica (5.000 pp. complessive) per i Meridiani Mondadori nel 1998: i curatori inglesi dovranno solo ridurre di moltissimo gli apparati, facendo una sintesi di Pacella e Damiani, senza pagare nessuno.<br />
 E una percentuale del 5% su un libro di 50 € dà 2,5 € a libro.</p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71642</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 18:29:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io fossi in voi mi calmerei, la traduzione secondo me sarà fatta abbastanza bene perchè sarà sotto gli occhi di moltissimi.
Io sinceramente non ce lo vedo un solo traduttore, da solo soletto, a portare avanti oggi un lavoro del genere.

Ai curatori una percentuale delle vendite?
Non ci farebbero certo guadagni folli ;-), gli varrà più come prestigio semmai (enorme direi).

Meno male che giuseppe pacella, che aveva tutti i titoli e maestri giusti, si è sobbarcato di un simile lavoro, di ridare una edizione critica moderna allo zibaldone, ci mancherebbe anche che non ci fosse stata nelle nostre università, cosa volevi che lo facessero gli inglesi :-)?
Ad ogni modo se tradurranno introduzione e apparati critici di giuseppe pacella è chiaro che pacella (e gli eredi), avrà diritto ai diritti, ma non credo che ci sarà poi tanto da guadagnare. 
A proposito, ma la splendida (e costosissima) edizione garzanti curata dal pacella l&#039;hanno poi ristampata? Io temo di no.
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io fossi in voi mi calmerei, la traduzione secondo me sarà fatta abbastanza bene perchè sarà sotto gli occhi di moltissimi.<br />
Io sinceramente non ce lo vedo un solo traduttore, da solo soletto, a portare avanti oggi un lavoro del genere.</p>
<p>Ai curatori una percentuale delle vendite?<br />
Non ci farebbero certo guadagni folli ;-), gli varrà più come prestigio semmai (enorme direi).</p>
<p>Meno male che giuseppe pacella, che aveva tutti i titoli e maestri giusti, si è sobbarcato di un simile lavoro, di ridare una edizione critica moderna allo zibaldone, ci mancherebbe anche che non ci fosse stata nelle nostre università, cosa volevi che lo facessero gli inglesi :-)?<br />
Ad ogni modo se tradurranno introduzione e apparati critici di giuseppe pacella è chiaro che pacella (e gli eredi), avrà diritto ai diritti, ma non credo che ci sarà poi tanto da guadagnare.<br />
A proposito, ma la splendida (e costosissima) edizione garzanti curata dal pacella l&#8217;hanno poi ristampata? Io temo di no.<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71640</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 16:15:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La borsa di studio di 3 anni (6.000 € annuali)  inclusa nel Progetto Zibaldone, la necessità di una figura intermedia tra curatori e traduttori quale il Research Assistent, ma soprattutto questo passaggio di D&#039;Intino: &quot;la traduzione non è tutto, anzi. Ogni pagina va lette attentamente e confrontata con l’originale. I problemi si discutono con i traduttori, che riscrivono e perfezionano. Poi si rilegge, e così via. Per i concetti difficili bisogna cercare in dizionari d’epoca. Poi bisogna uniformare gli stili, mettersi d’accordo sulla punteggiatura, la sintassi, ecc.&quot;, non lasciano dubbi: si pensa a un gruppo di traduttori approssimativi (per età e/o inesperienza) capaci di fornire una traduzione all&#039;ingrosso, su cui interverranno poi dei super-traduttori (i curatori stessi?) che leggono attentamente confrontando con l&#039;originale, chiamano i traduttori che, previa tirata d&#039;orecchie, rifanno la traduzione stessa, la quale verrà risottoposta ai super-traduttori che così via... 40/48 € a cartella sono il compenso di traduttore + super-traduttore, o del solo traduttore? Ché in questo secondo caso la cartella lievita.

L&#039;edizione del Pacella esime i curatori inglesi dal ricercare le fonti, dai riscontri ecc. (un lavoro senza prezzo che il Pacella s&#039;è sobbarcato e che i curatori inglesi dovranno solo sintetizzare). 

Normalmente le case editrici universitarie vivono di finanziamenti dell&#039;università: possibile che tra docenti inglesi e italiani non si sia riusciti a finanziare la cosa? e possibile che ai curatori non vada una percentuale sulla vendita?

Insomma, trasparenza!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La borsa di studio di 3 anni (6.000 € annuali)  inclusa nel Progetto Zibaldone, la necessità di una figura intermedia tra curatori e traduttori quale il Research Assistent, ma soprattutto questo passaggio di D&#8217;Intino: &#8220;la traduzione non è tutto, anzi. Ogni pagina va lette attentamente e confrontata con l’originale. I problemi si discutono con i traduttori, che riscrivono e perfezionano. Poi si rilegge, e così via. Per i concetti difficili bisogna cercare in dizionari d’epoca. Poi bisogna uniformare gli stili, mettersi d’accordo sulla punteggiatura, la sintassi, ecc.&#8221;, non lasciano dubbi: si pensa a un gruppo di traduttori approssimativi (per età e/o inesperienza) capaci di fornire una traduzione all&#8217;ingrosso, su cui interverranno poi dei super-traduttori (i curatori stessi?) che leggono attentamente confrontando con l&#8217;originale, chiamano i traduttori che, previa tirata d&#8217;orecchie, rifanno la traduzione stessa, la quale verrà risottoposta ai super-traduttori che così via&#8230; 40/48 € a cartella sono il compenso di traduttore + super-traduttore, o del solo traduttore? Ché in questo secondo caso la cartella lievita.</p>
<p>L&#8217;edizione del Pacella esime i curatori inglesi dal ricercare le fonti, dai riscontri ecc. (un lavoro senza prezzo che il Pacella s&#8217;è sobbarcato e che i curatori inglesi dovranno solo sintetizzare). </p>
<p>Normalmente le case editrici universitarie vivono di finanziamenti dell&#8217;università: possibile che tra docenti inglesi e italiani non si sia riusciti a finanziare la cosa? e possibile che ai curatori non vada una percentuale sulla vendita?</p>
<p>Insomma, trasparenza!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71626</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 12:34:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Allora dirò come la penso in generale e senza battute su una traduzione che immagino si voglia esemplare. Lo faccio qui perché mi sembra meno OT.

Primo, la casa editrice. 
Solitamente una casa editrice non universitaria fa i conti. I conti possono sembrare anche una brutta cosa, ma, se la casa editrice è seria, tra i conti c&#039;è anche l&#039;investimento, in risorse prima di tutto umane, che devono rendere dal punto di vista del profitto culturale e perciò, si spera, economico.
La scelta del curatore e dei traduttori sarà la migliore &quot;possibile&quot;perchè è evidente che se sceglierò un curatore di fama non usurpata e un traduttore di vaglia ed esperienza, la possibilità che curatela e traduzione siano eccellenti, aumenta.
Una casa editrice universitaria è spesso (non sempre, ovvio) anche una casa editrice che tende a pubblicare opere che non avrebbero altrimenti circolazione fuori dai circuiti accademici, per tanti motivi.


E&#039; vero che le university press inglesi e americane sono più forti e migliori delle case editrici che pubblicano lavori accademici qui da noi, ma questa caratteristica ce l&#039;hanno anche loro. 
Inoltre, di solito, le university press e le case editrici che pubblicano a pagamento (fondi CNR o altro) hanno una circolazione che rimane limitata a un certo ambiente e con grande difficoltà raggiungeranno quel pubblico vasto che si auspicherebbe per Leopardi, a quel che mi è dato capire da quello che ho letto qui.

Il traduttore.

La &quot;voce&quot; di un autore viene penalizzata da una traduzione a più mani.
Se si decide in partenza che il lavoro di traduzione debba essere pesantemente rivisto, si punta a una traduzione &quot;editoriale&quot; sulla quale io ho moltissimi dubbi.
Inoltre, se un traduttore di vaglia subisce interventi invasivi, rompe. 
Se ci sono traduttori che accettano in partenza interventi così massicci come pare siano disposti a subire quelli di cui si parla qui, vuol dire che non sono quei traduttori d&#039;eccellenza dei quali forse ci sarebbe la necessità per un lavoro del genere. 

Qui c&#039;è un conto sul quale si invita a versare del denaro, perciò penso che sia legittimo chiedersi se vale la pena versare quel denaro.

Con questo non voglio dire che il lavoro sarà mal fatto, lungi da me, ma visto che  di fatto  sono invitata anch&#039;io a sostenerlo economicamente, mi pare di avere anche il diritto di sapere nei dettagli chi e cosa sosterrò.

Io la vedo così.

Quanto ai traduttori &quot;fanciulli&quot; (nell&#039;altro thread) lo dicevo nel senso che forse si può intuire da quanto ho detto sopra. Non ha a che vedere con l&#039;età, anche se dubito che una traduzione del Leopardi possa essere fatta senza una notevole esperienza sia traduttoria che filologica, che viene ANCHE col lavoro e perciò col tempo e l&#039;applicazione.


Quanto poi al tema istituti di cultura, ho detto che non credo che sia loro compito perché non mi risulta che abbiano fondi dedicati a questo scopo. E ribadisco: &quot;non mi risulta&quot; non è = a non lo so per certo. Semplicemente non mi risulta.

E adesso vi lascio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora dirò come la penso in generale e senza battute su una traduzione che immagino si voglia esemplare. Lo faccio qui perché mi sembra meno OT.</p>
<p>Primo, la casa editrice.<br />
Solitamente una casa editrice non universitaria fa i conti. I conti possono sembrare anche una brutta cosa, ma, se la casa editrice è seria, tra i conti c&#8217;è anche l&#8217;investimento, in risorse prima di tutto umane, che devono rendere dal punto di vista del profitto culturale e perciò, si spera, economico.<br />
La scelta del curatore e dei traduttori sarà la migliore &#8220;possibile&#8221;perchè è evidente che se sceglierò un curatore di fama non usurpata e un traduttore di vaglia ed esperienza, la possibilità che curatela e traduzione siano eccellenti, aumenta.<br />
Una casa editrice universitaria è spesso (non sempre, ovvio) anche una casa editrice che tende a pubblicare opere che non avrebbero altrimenti circolazione fuori dai circuiti accademici, per tanti motivi.</p>
<p>E&#8217; vero che le university press inglesi e americane sono più forti e migliori delle case editrici che pubblicano lavori accademici qui da noi, ma questa caratteristica ce l&#8217;hanno anche loro.<br />
Inoltre, di solito, le university press e le case editrici che pubblicano a pagamento (fondi CNR o altro) hanno una circolazione che rimane limitata a un certo ambiente e con grande difficoltà raggiungeranno quel pubblico vasto che si auspicherebbe per Leopardi, a quel che mi è dato capire da quello che ho letto qui.</p>
<p>Il traduttore.</p>
<p>La &#8220;voce&#8221; di un autore viene penalizzata da una traduzione a più mani.<br />
Se si decide in partenza che il lavoro di traduzione debba essere pesantemente rivisto, si punta a una traduzione &#8220;editoriale&#8221; sulla quale io ho moltissimi dubbi.<br />
Inoltre, se un traduttore di vaglia subisce interventi invasivi, rompe.<br />
Se ci sono traduttori che accettano in partenza interventi così massicci come pare siano disposti a subire quelli di cui si parla qui, vuol dire che non sono quei traduttori d&#8217;eccellenza dei quali forse ci sarebbe la necessità per un lavoro del genere. </p>
<p>Qui c&#8217;è un conto sul quale si invita a versare del denaro, perciò penso che sia legittimo chiedersi se vale la pena versare quel denaro.</p>
<p>Con questo non voglio dire che il lavoro sarà mal fatto, lungi da me, ma visto che  di fatto  sono invitata anch&#8217;io a sostenerlo economicamente, mi pare di avere anche il diritto di sapere nei dettagli chi e cosa sosterrò.</p>
<p>Io la vedo così.</p>
<p>Quanto ai traduttori &#8220;fanciulli&#8221; (nell&#8217;altro thread) lo dicevo nel senso che forse si può intuire da quanto ho detto sopra. Non ha a che vedere con l&#8217;età, anche se dubito che una traduzione del Leopardi possa essere fatta senza una notevole esperienza sia traduttoria che filologica, che viene ANCHE col lavoro e perciò col tempo e l&#8217;applicazione.</p>
<p>Quanto poi al tema istituti di cultura, ho detto che non credo che sia loro compito perché non mi risulta che abbiano fondi dedicati a questo scopo. E ribadisco: &#8220;non mi risulta&#8221; non è = a non lo so per certo. Semplicemente non mi risulta.</p>
<p>E adesso vi lascio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71617</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 09:29:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ALCOR
Se sono gli istituti di cultura non credo che loro compito sia di far tradurre gli autori italiani, quanto, più genericamente, di sostenere e far circolare la cultura italiana, tutta

GEO
Scusa ma in cosa consisterebbe la differenza?
Voglio dire come fai a far conoscere la letteratura taliana e a farla circolare se NON la traduci? Quindi il lor compito è anche quello di promuovere traduzioni. Tra l&#039;altro i soli nobel vinti da italiani sono stati quelli di autori ampiamente tradotti soprattutto in inglese, meglio se anche in svedese ;-).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ALCOR<br />
Se sono gli istituti di cultura non credo che loro compito sia di far tradurre gli autori italiani, quanto, più genericamente, di sostenere e far circolare la cultura italiana, tutta</p>
<p>GEO<br />
Scusa ma in cosa consisterebbe la differenza?<br />
Voglio dire come fai a far conoscere la letteratura taliana e a farla circolare se NON la traduci? Quindi il lor compito è anche quello di promuovere traduzioni. Tra l&#8217;altro i soli nobel vinti da italiani sono stati quelli di autori ampiamente tradotti soprattutto in inglese, meglio se anche in svedese ;-).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Miku		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/07/berlusconi-paga-leopardi/#comment-71614</link>

		<dc:creator><![CDATA[Miku]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 08:32:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma che ci sia del marcio in Cassamarca, o che la traduzione vada condotta sull&#039;originale - anche se il senso di quelle parole sembra: manovalanza e ghost-translators stenderanno la loro versione, poi saremo noi a darvi uno sguardo -: hanno trovato i soldi, a gogò, facciano adesso il lavoro. Poi lo si giudicherà. Del resto, solo chi fa sbaglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma che ci sia del marcio in Cassamarca, o che la traduzione vada condotta sull&#8217;originale &#8211; anche se il senso di quelle parole sembra: manovalanza e ghost-translators stenderanno la loro versione, poi saremo noi a darvi uno sguardo -: hanno trovato i soldi, a gogò, facciano adesso il lavoro. Poi lo si giudicherà. Del resto, solo chi fa sbaglia.</p>
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			</item>
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