<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: A Gamba Tesa /In fondo, a destra&#8230;	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 05 Jul 2008 11:07:04 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Carlo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71707</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 17:27:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71707</guid>

					<description><![CDATA[- Nel 1998 Schefer traduce con Eva Cantavenera &quot;Tout est rien- anthologie du zibaldone, 285 p., Editeur Allia (5 novembre 1998)

- A inizio 1999 comincia a tradurre lo Zibaldone completo (Eva rinuncia subito), otto ore al giorno per un anno e mezzo.

- A metà 2000 smette per mancanza di fondi.

- A metà 2002 riprende e conclude, isolato sui Pirenei, la prima versione a fine 2002.

- A inizio 2003  procede alla versione finale che conclude a fine estate: Zibaldone, 2396 p., Editeur Allia (26 novembre 2003) 
-----------------------------------------------------------------------------------

Tutto sommato (compresa cioè l&#039;antologia iniziale), la trad. dello Zibaldone è costata 4 anni esatti di lavoro a tempo pieno. Schefer, oggi 34nne, non è un docente universitario (dunque non attinge a fondi): mettendolo a stipendio per 2.000 € mensili, la traduzione &#038; cura sarebbe costata all&#039;editore 96.000 €.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8211; Nel 1998 Schefer traduce con Eva Cantavenera &#8220;Tout est rien- anthologie du zibaldone, 285 p., Editeur Allia (5 novembre 1998)</p>
<p>&#8211; A inizio 1999 comincia a tradurre lo Zibaldone completo (Eva rinuncia subito), otto ore al giorno per un anno e mezzo.</p>
<p>&#8211; A metà 2000 smette per mancanza di fondi.</p>
<p>&#8211; A metà 2002 riprende e conclude, isolato sui Pirenei, la prima versione a fine 2002.</p>
<p>&#8211; A inizio 2003  procede alla versione finale che conclude a fine estate: Zibaldone, 2396 p., Editeur Allia (26 novembre 2003)<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Tutto sommato (compresa cioè l&#8217;antologia iniziale), la trad. dello Zibaldone è costata 4 anni esatti di lavoro a tempo pieno. Schefer, oggi 34nne, non è un docente universitario (dunque non attinge a fondi): mettendolo a stipendio per 2.000 € mensili, la traduzione &amp; cura sarebbe costata all&#8217;editore 96.000 €.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71668</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 10:08:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71668</guid>

					<description><![CDATA[@ carlo

in riferimento al punto in cui dici, sotto l&#039;altro post, che il fatto che i traduttori siano più d&#039;uno è inessenziale,  ri-cito quello che hai riportato

&quot;I riconoscimenti dell’importanza di questa opera e della qualità della traduzione sono unanimi. Recentemente Jean Starobinski, in una lettera congiunta al traduttore Bertrand Schefer e a Enrico Capodaglio, che gliene ha inviato una copia, ha definito la traduzione splendida.&quot;

Tu davvero pensi che se l&#039;opera fosse stata fatta a più mani sarebbe stata definita splendida da Starobinski? Corretta, senz&#039;altro, rivista con acribia filologica dal curatore senz&#039;altro, ma un opera di questo livello non può, a mio avviso derivare da un collage di approcci traduttori differenti. Un conto è la doverosa revisione editoriale, un conto è omogeneizzare il lavoro di molti. Le traduzioni eccellenti sono sempre opera di un solo traduttore, lo dice la storia della traduzione, per chi la conosce.
Non ho mai visto traduzioni eccellenti e memorabili di un testo che pur frammentario è un corpus unico, a più mani. Ne escono dignitose traduzioni editoriali. Dignitose, non memorabili. Qua si parla invece di un&#039;impresa che si vuole memorabile. O mi sbaglio? 

Certo, potrei venir sorpresa e questa essere la prima volta, ma credo che siano dubbi legittimi, non pignolerie.

Mi rendo conto che il post è su tutt&#039;altro, Forlani, ma ha portato anche a questo rivolo non secondario, secondo me, e che attiene alla qualità di lavoro che si chiede al pubblico di appoggiare economicamente e di cui si dice che la sola destra ha saputo (escluso Moresco e pochi altri) sostenere come merita.

E in qualche modo non è neppure del tutto OT, la destra finanzia, cosa finanzia la destra?

Vorrei fare una piccola chiosa per prevenire accuse sciocche, io non faccio le pulci all&#039;iniziativa per spirito malevolo, ma perché mi piace la qualità, e come possibile sostenitrice (non credo che nell&#039;appello ci sia scritto, tutti possono contribuire esclusa Alcor) vorrei chiedere a D&#039;intino, ma ha pensato bene al problema dei traduttori? Non la mette giù troppo semplice?
D&#039;Intino è un italianista, forse crede che per avere una buona traduzione basti la precisione e si sente di garantirla in prima persona, non è così. Quella garanzia la dà l&#039;eccellenza del traduttore, altrimenti tanto varrebbe (per chi è lento di comprendonio, avviso che questo è un paradosso) usare un programma di traduzione automatica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ carlo</p>
<p>in riferimento al punto in cui dici, sotto l&#8217;altro post, che il fatto che i traduttori siano più d&#8217;uno è inessenziale,  ri-cito quello che hai riportato</p>
<p>&#8220;I riconoscimenti dell’importanza di questa opera e della qualità della traduzione sono unanimi. Recentemente Jean Starobinski, in una lettera congiunta al traduttore Bertrand Schefer e a Enrico Capodaglio, che gliene ha inviato una copia, ha definito la traduzione splendida.&#8221;</p>
<p>Tu davvero pensi che se l&#8217;opera fosse stata fatta a più mani sarebbe stata definita splendida da Starobinski? Corretta, senz&#8217;altro, rivista con acribia filologica dal curatore senz&#8217;altro, ma un opera di questo livello non può, a mio avviso derivare da un collage di approcci traduttori differenti. Un conto è la doverosa revisione editoriale, un conto è omogeneizzare il lavoro di molti. Le traduzioni eccellenti sono sempre opera di un solo traduttore, lo dice la storia della traduzione, per chi la conosce.<br />
Non ho mai visto traduzioni eccellenti e memorabili di un testo che pur frammentario è un corpus unico, a più mani. Ne escono dignitose traduzioni editoriali. Dignitose, non memorabili. Qua si parla invece di un&#8217;impresa che si vuole memorabile. O mi sbaglio? </p>
<p>Certo, potrei venir sorpresa e questa essere la prima volta, ma credo che siano dubbi legittimi, non pignolerie.</p>
<p>Mi rendo conto che il post è su tutt&#8217;altro, Forlani, ma ha portato anche a questo rivolo non secondario, secondo me, e che attiene alla qualità di lavoro che si chiede al pubblico di appoggiare economicamente e di cui si dice che la sola destra ha saputo (escluso Moresco e pochi altri) sostenere come merita.</p>
<p>E in qualche modo non è neppure del tutto OT, la destra finanzia, cosa finanzia la destra?</p>
<p>Vorrei fare una piccola chiosa per prevenire accuse sciocche, io non faccio le pulci all&#8217;iniziativa per spirito malevolo, ma perché mi piace la qualità, e come possibile sostenitrice (non credo che nell&#8217;appello ci sia scritto, tutti possono contribuire esclusa Alcor) vorrei chiedere a D&#8217;intino, ma ha pensato bene al problema dei traduttori? Non la mette giù troppo semplice?<br />
D&#8217;Intino è un italianista, forse crede che per avere una buona traduzione basti la precisione e si sente di garantirla in prima persona, non è così. Quella garanzia la dà l&#8217;eccellenza del traduttore, altrimenti tanto varrebbe (per chi è lento di comprendonio, avviso che questo è un paradosso) usare un programma di traduzione automatica.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71660</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 07:46:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71660</guid>

					<description><![CDATA[Ancora una volta Leopardi è stato l’ospite più prestigioso dello stand delle Edizioni Allia al Salone del Libro di Parigi dal 23al 27 marzo [2007]. Ce lo ricordiamo Gérard Bérréby, questo dinamico editore francese di origine tunisina, al suo primo esordio al Salone 12 anni fa. Aveva appena edito i Pensieri e le Operette morali di Leopardi, e nel suo piccolo stand presentava la sua collezione di testi di saggistica e di filosofia, scelti per la loro qualità e originalità al di fuori di ogni moda. Oggi i titoli di Leopardi e su Leopardi sono 21, e il piccolo stand è diventato un grande spazio bene attrezzato e pieno di visitatori, accanto a quello di Gallimard. Poco tempo quindi per una lunga intervista ma quanto basta perché Bérréby dica la sua riconoscenza a Franco Foschi [direttore del Centro Studi leopardiani di Recanati], che ha creduto in lui e gli ha consentito di arrivare alla prima traduzione integrale dello Zibaldone. I riconoscimenti dell’importanza di questa opera e della qualità della traduzione sono unanimi. Recentemente Jean Starobinski, in una lettera congiunta al traduttore Bertrand Schefer e a Enrico Capodaglio, che gliene ha inviato una copia, ha definito la traduzione splendida. 
Donatella Donati 
Cette traduction intégrale du « Zibaldone », Gérard Berréby l’avait en tête depuis les débuts de la maison Allia. Rendue possible grâce à la rencontre de Bertrand Schefer. Tout a commencé en 1998 lorsque ce dernier, avec le soutien d’une de ses amies (qui faisait alors une thèse sur Leopardi), a compilé et traduit pour Allia un recueil d’extraits du « Zibaldone », sous le titre de « Tout est rien ». Expérience suffisamment concluante pour que Gérard Berréby propose aux deux traducteurs de se lancer dans la traduction intégrale des 4 526 feuillets autographes. Philosophe de formation, spécialisé dans l’histoire de la Renaissance italienne, Bertrand Schefer est aussi de formation classique (helléniste et latiniste), ce qui s’avère indispensable pour traduire Leopardi dont sont légion les inserts, au cours du texte, de fragments en grec ou latin. Il accepte dans un premier temps de se lancer dans ce projet en collaboration avec la co-traductrice de « Tout est rien ». Qui se retire rapidement du projet de telle sorte que cette aventure devient dès lors celle du seul Bertrand Schefer. Il y travaille désormais d’arrache-pied, huit heures par jour, et investit une année et demie durant la langue de Leopardi, très complexe. Mais des restrictions de budget entraînent l’interruption brutale du travail, pourtant arrivé à mi-chemin. Travail qui semble perdu. Pendant deux ans, le projet est suspendu. Finalement, Gérard Berréby relance Bertrand Schefer. En dépit des difficultés et des tensions inhérentes à cette situation, le traducteur s’attèle à nouveau à son travail. Plus solitaire que jamais, il s’exile dans les Pyrénées. 
Fin 2002, le travail de traduction est terminé. D’un point de vue technique du moins. Reste encore l’affinage, le travail de relecture et de corrections. Une année supplémentaire de travail, très importante pour le traducteur. Au cours de laquelle il se réapproprie le style de l’auteur. Avec la réécriture de ce texte labyrinthique, Bertrand Schefer découvre l’œuvre dans sa globalité. En définitive, la longue interruption qu’aura connue son travail aura été un bienfait. Elle a permis une mise à distance du texte et sa plus grande visibilité. 
http://www.zazieweb.fr/site/page.php?page=html/magazine/zibaldone2/index.html

In rete ho visto che Schefer ha partecipato 3 anni fa a una tavola rotonda parigina con Andrea Raos. Raos, lui stesso traduttore, potrebbe saperne di più sulle condizioni economiche alla base della traduzione francese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta Leopardi è stato l’ospite più prestigioso dello stand delle Edizioni Allia al Salone del Libro di Parigi dal 23al 27 marzo [2007]. Ce lo ricordiamo Gérard Bérréby, questo dinamico editore francese di origine tunisina, al suo primo esordio al Salone 12 anni fa. Aveva appena edito i Pensieri e le Operette morali di Leopardi, e nel suo piccolo stand presentava la sua collezione di testi di saggistica e di filosofia, scelti per la loro qualità e originalità al di fuori di ogni moda. Oggi i titoli di Leopardi e su Leopardi sono 21, e il piccolo stand è diventato un grande spazio bene attrezzato e pieno di visitatori, accanto a quello di Gallimard. Poco tempo quindi per una lunga intervista ma quanto basta perché Bérréby dica la sua riconoscenza a Franco Foschi [direttore del Centro Studi leopardiani di Recanati], che ha creduto in lui e gli ha consentito di arrivare alla prima traduzione integrale dello Zibaldone. I riconoscimenti dell’importanza di questa opera e della qualità della traduzione sono unanimi. Recentemente Jean Starobinski, in una lettera congiunta al traduttore Bertrand Schefer e a Enrico Capodaglio, che gliene ha inviato una copia, ha definito la traduzione splendida.<br />
Donatella Donati <br />
Cette traduction intégrale du « Zibaldone », Gérard Berréby l’avait en tête depuis les débuts de la maison Allia. Rendue possible grâce à la rencontre de Bertrand Schefer. Tout a commencé en 1998 lorsque ce dernier, avec le soutien d’une de ses amies (qui faisait alors une thèse sur Leopardi), a compilé et traduit pour Allia un recueil d’extraits du « Zibaldone », sous le titre de « Tout est rien ». Expérience suffisamment concluante pour que Gérard Berréby propose aux deux traducteurs de se lancer dans la traduction intégrale des 4 526 feuillets autographes. Philosophe de formation, spécialisé dans l’histoire de la Renaissance italienne, Bertrand Schefer est aussi de formation classique (helléniste et latiniste), ce qui s’avère indispensable pour traduire Leopardi dont sont légion les inserts, au cours du texte, de fragments en grec ou latin. Il accepte dans un premier temps de se lancer dans ce projet en collaboration avec la co-traductrice de « Tout est rien ». Qui se retire rapidement du projet de telle sorte que cette aventure devient dès lors celle du seul Bertrand Schefer. Il y travaille désormais d’arrache-pied, huit heures par jour, et investit une année et demie durant la langue de Leopardi, très complexe. Mais des restrictions de budget entraînent l’interruption brutale du travail, pourtant arrivé à mi-chemin. Travail qui semble perdu. Pendant deux ans, le projet est suspendu. Finalement, Gérard Berréby relance Bertrand Schefer. En dépit des difficultés et des tensions inhérentes à cette situation, le traducteur s’attèle à nouveau à son travail. Plus solitaire que jamais, il s’exile dans les Pyrénées.<br />
Fin 2002, le travail de traduction est terminé. D’un point de vue technique du moins. Reste encore l’affinage, le travail de relecture et de corrections. Une année supplémentaire de travail, très importante pour le traducteur. Au cours de laquelle il se réapproprie le style de l’auteur. Avec la réécriture de ce texte labyrinthique, Bertrand Schefer découvre l’œuvre dans sa globalité. En définitive, la longue interruption qu’aura connue son travail aura été un bienfait. Elle a permis une mise à distance du texte et sa plus grande visibilité.<br />
<a href="http://www.zazieweb.fr/site/page.php?page=html/magazine/zibaldone2/index.html" rel="nofollow ugc">http://www.zazieweb.fr/site/page.php?page=html/magazine/zibaldone2/index.html</a></p>
<p>In rete ho visto che Schefer ha partecipato 3 anni fa a una tavola rotonda parigina con Andrea Raos. Raos, lui stesso traduttore, potrebbe saperne di più sulle condizioni economiche alla base della traduzione francese.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71655</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 06:37:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71655</guid>

					<description><![CDATA[in realtà quelli che georgia stima sono pochi.
dunque non facciamoci illusioni.
può darsi che ci stimi, ma è più probabile che no.
rassegnamoci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in realtà quelli che georgia stima sono pochi.<br />
dunque non facciamoci illusioni.<br />
può darsi che ci stimi, ma è più probabile che no.<br />
rassegnamoci.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: suraja		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71650</link>

		<dc:creator><![CDATA[suraja]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2007 05:47:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71650</guid>

					<description><![CDATA[L&#039;autore che in primis parla di categorie antidiluviane e lamenta il manicheismo ideologico dovrebbe solo guardare il giornale per cui scrive, nient&#039;altro.

Credo che il nodo di tanti dibattiti di Libero sia l&#039;affanno latente per trovare qualcosa da dire, anche con sproloqui poetici e censure preventive. E comunque bastano poche righe per intuire la rotta, scontata il più di volte come in molta editoria partigiana.

(Viva i finanziamenti dello Stato ai giornali, viva i bilanci dei giornali che fatturano le copie gratis alle fermata della metropolitana)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;autore che in primis parla di categorie antidiluviane e lamenta il manicheismo ideologico dovrebbe solo guardare il giornale per cui scrive, nient&#8217;altro.</p>
<p>Credo che il nodo di tanti dibattiti di Libero sia l&#8217;affanno latente per trovare qualcosa da dire, anche con sproloqui poetici e censure preventive. E comunque bastano poche righe per intuire la rotta, scontata il più di volte come in molta editoria partigiana.</p>
<p>(Viva i finanziamenti dello Stato ai giornali, viva i bilanci dei giornali che fatturano le copie gratis alle fermata della metropolitana)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71632</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 13:48:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71632</guid>

					<description><![CDATA[L&#039;epiteto &quot;questurino&quot; non mi si confà: semplicemente, sono un sottoscrittore, che tra i suoi diritti ha quello di conoscere bilanci ecc.

(e in ogni caso le &quot;pulci&quot; le faccio saltare al posto giusto, il post Inglese Leopardi Moresco, non qui)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;epiteto &#8220;questurino&#8221; non mi si confà: semplicemente, sono un sottoscrittore, che tra i suoi diritti ha quello di conoscere bilanci ecc.</p>
<p>(e in ogni caso le &#8220;pulci&#8221; le faccio saltare al posto giusto, il post Inglese Leopardi Moresco, non qui)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71624</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 11:43:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71624</guid>

					<description><![CDATA[:-)
in realtà quelli che stimo sono pochi.
Ho detto di stimarti spesso e NON per tutte le cose che scrivi, questa era una della cose NON stimate :-).
Nella realtà capita di conoscere le persone globalmente totalmente e quindi stimarle, o meno, in generale e sempre.
Nella rete non puoi che appigliarti a quello che gli altri scrivono, può capitare dunque di trovarti a stimare unapersona per un commento, per un post e poi trovarla supponente  in un altro.
Questurino non mi sembra fosse indirizzato a te, semmai a carlo o comunque a chi stava facendo delle pulci *da questurino* a tutta l&#039;iniziativa :-)
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>:-)<br />
in realtà quelli che stimo sono pochi.<br />
Ho detto di stimarti spesso e NON per tutte le cose che scrivi, questa era una della cose NON stimate :-).<br />
Nella realtà capita di conoscere le persone globalmente totalmente e quindi stimarle, o meno, in generale e sempre.<br />
Nella rete non puoi che appigliarti a quello che gli altri scrivono, può capitare dunque di trovarti a stimare unapersona per un commento, per un post e poi trovarla supponente  in un altro.<br />
Questurino non mi sembra fosse indirizzato a te, semmai a carlo o comunque a chi stava facendo delle pulci *da questurino* a tutta l&#8217;iniziativa :-)<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71623</link>

		<dc:creator><![CDATA[alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 11:30:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71623</guid>

					<description><![CDATA[Non do niente per scontato, mi interrogo. 

Tu mi stimerai anche, ma mi dai, nell&#039;ordine:

della supponente
del questurino
della proterva

mi chiedo come definisci quelli che non stimi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non do niente per scontato, mi interrogo. </p>
<p>Tu mi stimerai anche, ma mi dai, nell&#8217;ordine:</p>
<p>della supponente<br />
del questurino<br />
della proterva</p>
<p>mi chiedo come definisci quelli che non stimi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Blackjack		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71620</link>

		<dc:creator><![CDATA[Blackjack]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 10:47:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71620</guid>

					<description><![CDATA[Tashtego, scrivi: &quot;la stessa cosa vale per i soldi di Berlusconi: sempre di Berlusconi sono e non è vero che pecunia non olet.&quot;

E come potrei non essere d&#039;accordo. Bravo, bravo.

Ma sei d&#039;accordo anche tu vero?

Blackjack]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tashtego, scrivi: &#8220;la stessa cosa vale per i soldi di Berlusconi: sempre di Berlusconi sono e non è vero che pecunia non olet.&#8221;</p>
<p>E come potrei non essere d&#8217;accordo. Bravo, bravo.</p>
<p>Ma sei d&#8217;accordo anche tu vero?</p>
<p>Blackjack</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71616</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 09:19:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/06/11/a-gamba-tesa-in-fondo-a-destra/#comment-71616</guid>

					<description><![CDATA[@Francesco Sasso, beh mi sembra il POSTo giusto, visto che sicuramente borgonovo ci darà ascolto e pagherà lui la traduzione, magari a risarcimento di quella scippata;-)

@Alcor tu spesso sei intelligente e ti stimo, però secondo me stavolta sei ingiusta e oserei dire anche un tantino supponente. Perchè chiamarla &quot;una squadra di fanciulli&quot;? Cosa hai contro i fanciulli? Nel passato quelli che oggi chiami *grandi* sono stati &quot;fanciulli&quot; ed erano già bravini, perchè oggi non potrebbe accadere. Perchè l&#039;intera generazione mondiale che è venuta dopo deve essere composta solo di fanciulli dementi che NON possono, ma soprattutto non devono fare nulla, quasi come se l&#039;essere nati dopo volesse dire essere stati invalidati dai tempi? Io non nego l&#039;esistenza di una caterva di incompetenti (ne sono sempre esistiti) ma perchè darlo per scontato come pre-giudizio senza neppure leggerne una pagina di traduzione?
E perchè fanciull inglesi (dove le università ancora funzionano abbastanza bene), dovrebber essere come quelli che escono dalle nostre disastrate?
Io conosco “fanciulli” inglesi in grado di tradurre brillantemente dall’italiano anche testi difficoltosi e soprattutto molto meglio di italiani dall’inglese
E poi perchè andare, come dei questurini, a far le pulci alla casa editrice ... è stata vicina a rumor? e allora? 
chissenefrega se pubblica lo zibaldone!, tanto non credo che potranno fare di leopardi un democristiano golpista. Se invece la traduzione sarà fatta male è, lo ammmetto, un vero problema (che non riguarderà la casa editrice) perchè allora sarebbe meglio lasciarlo intradotto, però non diamolo per scontato con simile protervia semmai pretendiamo che la traduzione sia pubblica e al vaglio dei leopardiani italiani (sperando che conoscano a sufficienza l’inglese).
Due link che mi ha fornito Gabriella:
&lt;a href=&quot;http://www.leopardi.bham.ac.uk/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Il Leopardi Centre&lt;/a&gt;.
E &lt;a href=&quot;http://www.leopardi.it/cattedre_leopardiane1.php &quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;QUI&lt;/a&gt; notizie in iataliano
I tempi sono quello che sono e lo sappiamo, ma non per questo dobbiamo fermarci e chiuderci in un bozzolo senza far niente, o limitarci a distruggere e criticare (del resto ottimo esercizio se non serve solo a mettere i bastoni fra le ruote per non farle mai girare). del resto i *grandi* traduttori inglesi dall&#039;italiano del passato Leopardi non lo hanno tradotto, un motivo ci sarà, e se oggi il centro leopardi inizia l&#039;impresa perchè criticarlo, solo perchè l presidente è D&#039;Intino (che io non conosco)? i presidenti di solito sono solo degli ammnistratori e coordinatori non certo i traduttori.
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Francesco Sasso, beh mi sembra il POSTo giusto, visto che sicuramente borgonovo ci darà ascolto e pagherà lui la traduzione, magari a risarcimento di quella scippata;-)</p>
<p>@Alcor tu spesso sei intelligente e ti stimo, però secondo me stavolta sei ingiusta e oserei dire anche un tantino supponente. Perchè chiamarla &#8220;una squadra di fanciulli&#8221;? Cosa hai contro i fanciulli? Nel passato quelli che oggi chiami *grandi* sono stati &#8220;fanciulli&#8221; ed erano già bravini, perchè oggi non potrebbe accadere. Perchè l&#8217;intera generazione mondiale che è venuta dopo deve essere composta solo di fanciulli dementi che NON possono, ma soprattutto non devono fare nulla, quasi come se l&#8217;essere nati dopo volesse dire essere stati invalidati dai tempi? Io non nego l&#8217;esistenza di una caterva di incompetenti (ne sono sempre esistiti) ma perchè darlo per scontato come pre-giudizio senza neppure leggerne una pagina di traduzione?<br />
E perchè fanciull inglesi (dove le università ancora funzionano abbastanza bene), dovrebber essere come quelli che escono dalle nostre disastrate?<br />
Io conosco “fanciulli” inglesi in grado di tradurre brillantemente dall’italiano anche testi difficoltosi e soprattutto molto meglio di italiani dall’inglese<br />
E poi perchè andare, come dei questurini, a far le pulci alla casa editrice &#8230; è stata vicina a rumor? e allora?<br />
chissenefrega se pubblica lo zibaldone!, tanto non credo che potranno fare di leopardi un democristiano golpista. Se invece la traduzione sarà fatta male è, lo ammmetto, un vero problema (che non riguarderà la casa editrice) perchè allora sarebbe meglio lasciarlo intradotto, però non diamolo per scontato con simile protervia semmai pretendiamo che la traduzione sia pubblica e al vaglio dei leopardiani italiani (sperando che conoscano a sufficienza l’inglese).<br />
Due link che mi ha fornito Gabriella:<br />
<a href="http://www.leopardi.bham.ac.uk/" rel="nofollow">Il Leopardi Centre</a>.<br />
E <a href="http://www.leopardi.it/cattedre_leopardiane1.php " rel="nofollow">QUI</a> notizie in iataliano<br />
I tempi sono quello che sono e lo sappiamo, ma non per questo dobbiamo fermarci e chiuderci in un bozzolo senza far niente, o limitarci a distruggere e criticare (del resto ottimo esercizio se non serve solo a mettere i bastoni fra le ruote per non farle mai girare). del resto i *grandi* traduttori inglesi dall&#8217;italiano del passato Leopardi non lo hanno tradotto, un motivo ci sarà, e se oggi il centro leopardi inizia l&#8217;impresa perchè criticarlo, solo perchè l presidente è D&#8217;Intino (che io non conosco)? i presidenti di solito sono solo degli ammnistratori e coordinatori non certo i traduttori.<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-04-17 11:51:56 by W3 Total Cache
-->