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	Commenti a: Nuove Poe	</title>
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		<title>
		Di: Giambattista		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giambattista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2007 18:13:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una riflessione che tocca solo marginalmente questi versi, la poesia, la letteratura. Tocca, più in generale, la cultura di oggi.
La cultura è certo l&#039;attività umana più restia, oggi, a mutare il giudizio sulle cose, e quindi l&#039;indirizzo, adeguatamente ai mutamenti della realtà stessa. Più in essa, nei suoi modi, nel suo ordine, nella sua tradizione c&#039;è un compiacimento affettivo del mondo esterno (come gli si è abituata) che mantiene più a lungo che in ogni altra disciplina i vecchi giudizi (non per attaccamento diretto a tali giudizi, ma per attaccamento pigro agli strumenti espressivi cui tali giudizi sono connaturati, che tali giudizi comportano e non possono, comunque lo scrittore li adoperi, con la libertà verso le sfumature mai verso la sostanza, comportarne altri. Più però non sempre la cultura è stata così. E&#039; via via che essa ha perduto importanza (autorità) sociale (via via che s&#039;è dimessa dalle funzioni direttrici dei tempi in cui è stata magia, filosofia, antropologia, scienza, e s&#039;è ridotta ad assumenere una funzione specifica, tutta ricreativa e voluttuaria, da soddisfatrice di bisogni spirituali specifici) che essa ha acquisito la sua attuale pigrizia, e anche inerzia conoscitiva, assottigliandosi sempre più nella sua suscettibilità, nella sua reattività, nei suoi stimoli a rinnovarsi, e ad essere all&#039;altezza delle cose reali, a conoscere. Più s&#039;è via via identificata sempre più con l&#039;umanesimo vuoto, rassicuratore (sull&#039;uomo che non cambia) sull&#039;antropocentrismo, sul solo che sorge ancora, da cui le altre discipline si sono sempre più staccate, in rapporto inversamente proporzionale al districo di queste altre discipline, tanto da non essere ormai che l&#039;alveo portatore, il veicolo unico, d&#039;un tale umanesimo che le dà l&#039;illusione (in quanto proprio unica portatrice di esso) di essere più potente che mai, un&#039;illusione di potenza che è potenza attuale delle religioni, conservativa non operativa e creatrice. Più pur bisogna dire ch&#039;essa è inquieta dinanzi alla realtà che muta, più gli scrittori non sono (tutti) soltanto letterati, succede che siano anche altro, anche partecipi più o meno della realtà che muta, o di un settore qualunque della realtà culturale in corso di mutamento, ed essi rilevano, chi a livello della psicologia, chi a livello del costume e del comportamento, chi a livello di questa o quella disciplina, che qualcosa è mutato o sta per mutare, e ne sono inquieti, ne ricevono dubbi circa quanto l&#039;ordine letterario (una parte o un&#039;altra di quanto l&#039;ordine letterario) tiene in conto di valori, e da questi dubbi derivano impulsi a correggere in qualche modo il sistema espressivo entro cui operano tradizionalmente con l&#039;illusione, pur essa tradizionale, di operarvi individualmente. Superbia dell&#039;illusione letteraria. 
E&#039; pure vero che la cultura, ad ogni epoca, cambia aspetto e finisce per somigliare a ciò che è la realtà. C&#039;è stato un tempo in cui la cultura era viva ed agiva fortemente dentro alla realtà sociale.
Grazie per l&#039;attenzione, molti cordiali saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una riflessione che tocca solo marginalmente questi versi, la poesia, la letteratura. Tocca, più in generale, la cultura di oggi.<br />
La cultura è certo l&#8217;attività umana più restia, oggi, a mutare il giudizio sulle cose, e quindi l&#8217;indirizzo, adeguatamente ai mutamenti della realtà stessa. Più in essa, nei suoi modi, nel suo ordine, nella sua tradizione c&#8217;è un compiacimento affettivo del mondo esterno (come gli si è abituata) che mantiene più a lungo che in ogni altra disciplina i vecchi giudizi (non per attaccamento diretto a tali giudizi, ma per attaccamento pigro agli strumenti espressivi cui tali giudizi sono connaturati, che tali giudizi comportano e non possono, comunque lo scrittore li adoperi, con la libertà verso le sfumature mai verso la sostanza, comportarne altri. Più però non sempre la cultura è stata così. E&#8217; via via che essa ha perduto importanza (autorità) sociale (via via che s&#8217;è dimessa dalle funzioni direttrici dei tempi in cui è stata magia, filosofia, antropologia, scienza, e s&#8217;è ridotta ad assumenere una funzione specifica, tutta ricreativa e voluttuaria, da soddisfatrice di bisogni spirituali specifici) che essa ha acquisito la sua attuale pigrizia, e anche inerzia conoscitiva, assottigliandosi sempre più nella sua suscettibilità, nella sua reattività, nei suoi stimoli a rinnovarsi, e ad essere all&#8217;altezza delle cose reali, a conoscere. Più s&#8217;è via via identificata sempre più con l&#8217;umanesimo vuoto, rassicuratore (sull&#8217;uomo che non cambia) sull&#8217;antropocentrismo, sul solo che sorge ancora, da cui le altre discipline si sono sempre più staccate, in rapporto inversamente proporzionale al districo di queste altre discipline, tanto da non essere ormai che l&#8217;alveo portatore, il veicolo unico, d&#8217;un tale umanesimo che le dà l&#8217;illusione (in quanto proprio unica portatrice di esso) di essere più potente che mai, un&#8217;illusione di potenza che è potenza attuale delle religioni, conservativa non operativa e creatrice. Più pur bisogna dire ch&#8217;essa è inquieta dinanzi alla realtà che muta, più gli scrittori non sono (tutti) soltanto letterati, succede che siano anche altro, anche partecipi più o meno della realtà che muta, o di un settore qualunque della realtà culturale in corso di mutamento, ed essi rilevano, chi a livello della psicologia, chi a livello del costume e del comportamento, chi a livello di questa o quella disciplina, che qualcosa è mutato o sta per mutare, e ne sono inquieti, ne ricevono dubbi circa quanto l&#8217;ordine letterario (una parte o un&#8217;altra di quanto l&#8217;ordine letterario) tiene in conto di valori, e da questi dubbi derivano impulsi a correggere in qualche modo il sistema espressivo entro cui operano tradizionalmente con l&#8217;illusione, pur essa tradizionale, di operarvi individualmente. Superbia dell&#8217;illusione letteraria.<br />
E&#8217; pure vero che la cultura, ad ogni epoca, cambia aspetto e finisce per somigliare a ciò che è la realtà. C&#8217;è stato un tempo in cui la cultura era viva ed agiva fortemente dentro alla realtà sociale.<br />
Grazie per l&#8217;attenzione, molti cordiali saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: gina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jul 2007 07:25:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[leonida
niente di solenne o sperticato. Certo queste poe non hanno la splendida determinazione pop dei platelminti.ma le ho lette davvero con piacere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>leonida<br />
niente di solenne o sperticato. Certo queste poe non hanno la splendida determinazione pop dei platelminti.ma le ho lette davvero con piacere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Martello		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/27/nuove-poe/#comment-73043</link>

		<dc:creator><![CDATA[Martello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 13:14:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@kolesterolo alto

E&#039; mai possibile o porco di un cane...

E&#039; vero è una questione di figa. Quella che hai tu al posto del cervello!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@kolesterolo alto</p>
<p>E&#8217; mai possibile o porco di un cane&#8230;</p>
<p>E&#8217; vero è una questione di figa. Quella che hai tu al posto del cervello!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: francesca genti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/27/nuove-poe/#comment-73041</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca genti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 13:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cari redattori di nazione indiana,

non so se è possibile esaudire la mia richiesta: è possibile togliere il commento sessista del fantasma chiamato KOLESTEROLO ALTO? 

grazie a tutti

ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cari redattori di nazione indiana,</p>
<p>non so se è possibile esaudire la mia richiesta: è possibile togliere il commento sessista del fantasma chiamato KOLESTEROLO ALTO? </p>
<p>grazie a tutti</p>
<p>ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: name		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/27/nuove-poe/#comment-73037</link>

		<dc:creator><![CDATA[name]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 12:59:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[avendo introdotto io la questione &quot;furbismo&quot;, noto ora che quella notazione ha assunto un&#039;intenzione che non aveva (divenendo in qualche commento sinonimo quasi di paraculismo, di scrittura di facile presa che fa leva in modo rapinoso su moti inconsapevoli del lettore). 
voglio precisare che non è la mia accezione; io non mi riferivo ai testi in sé o ai motivi della loro eventuale fortuna, ma a una sfumatura psicologica del personaggio del testo che mi pareva di cogliere (qualcosa che avrei meglio dovuto definire &quot;atteggiamento irriverente di sapore infantile&quot; che richiama del resto gli echi delle filastrocche di rodari o il calvino giustamente richiamati dall&#039;autrice, un&#039;atmosfera a metà tra un Franti senza senso di colpa e una Pippi Calzelunghe cresciuta che secondo me è molta parte dell&#039;efficacia, della dolcezza appuntita di questi testi)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>avendo introdotto io la questione &#8220;furbismo&#8221;, noto ora che quella notazione ha assunto un&#8217;intenzione che non aveva (divenendo in qualche commento sinonimo quasi di paraculismo, di scrittura di facile presa che fa leva in modo rapinoso su moti inconsapevoli del lettore).<br />
voglio precisare che non è la mia accezione; io non mi riferivo ai testi in sé o ai motivi della loro eventuale fortuna, ma a una sfumatura psicologica del personaggio del testo che mi pareva di cogliere (qualcosa che avrei meglio dovuto definire &#8220;atteggiamento irriverente di sapore infantile&#8221; che richiama del resto gli echi delle filastrocche di rodari o il calvino giustamente richiamati dall&#8217;autrice, un&#8217;atmosfera a metà tra un Franti senza senso di colpa e una Pippi Calzelunghe cresciuta che secondo me è molta parte dell&#8217;efficacia, della dolcezza appuntita di questi testi)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: leonida		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/27/nuove-poe/#comment-73035</link>

		<dc:creator><![CDATA[leonida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 12:47:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Andreuccio (non da Perugia),
l&#039;orecchio è teso come una corda ma queste poesiole non lo fanno vibrare. La verità nella poesia non ha bisogno dell&#039;abitino pop in saldi, nè di rievocare Lady Diana. Qui si vuole ammiccare, non dire!
Poi per quel che riguarda la pubblicazione, ben venga, c&#039;è di peggio in giro.
Ora basta! Continuate voi, se vi va.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andreuccio (non da Perugia),<br />
l&#8217;orecchio è teso come una corda ma queste poesiole non lo fanno vibrare. La verità nella poesia non ha bisogno dell&#8217;abitino pop in saldi, nè di rievocare Lady Diana. Qui si vuole ammiccare, non dire!<br />
Poi per quel che riguarda la pubblicazione, ben venga, c&#8217;è di peggio in giro.<br />
Ora basta! Continuate voi, se vi va.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lidia passoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/27/nuove-poe/#comment-73034</link>

		<dc:creator><![CDATA[lidia passoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 12:45:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qualcuno mi spiega cosa vuole dire &quot;pop&quot; rispetto alle poesie di Genti?
Il fatto che ci siano molte visioni della società dei consumi, non penso  basti a giustificare questo aggettivo.
A me queste poesie piacciono.
Trovo interessanti i commenti sia positivi che negativi (azzeccati acuni affondi di cara polvere), ma in leonida vedo una sorta di nietzchiano risentimento e dicendo che la parola poetica corre il rischio dell&#039;incomprensione, ma non dell&#039;oblio fa un involontario complimento a questi versi di Genti, che mi sembra, nel bene o nel male, non lascino indifferenti i lettori di questo blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno mi spiega cosa vuole dire &#8220;pop&#8221; rispetto alle poesie di Genti?<br />
Il fatto che ci siano molte visioni della società dei consumi, non penso  basti a giustificare questo aggettivo.<br />
A me queste poesie piacciono.<br />
Trovo interessanti i commenti sia positivi che negativi (azzeccati acuni affondi di cara polvere), ma in leonida vedo una sorta di nietzchiano risentimento e dicendo che la parola poetica corre il rischio dell&#8217;incomprensione, ma non dell&#8217;oblio fa un involontario complimento a questi versi di Genti, che mi sembra, nel bene o nel male, non lascino indifferenti i lettori di questo blog.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/27/nuove-poe/#comment-73031</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 12:29:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leoniduccio (così non ti offendi) io penso che ci sia un confine tra lo scrivere furbate pop e scrivere qualcosa di sentito, intelligente ecc ecc, anzi diciamo pure dove c&#039;è &quot;ricerca tragica del vero, tragica perchè soggetta sempre allo scacco&quot;.
Secondo me tu te la prendi con le poesie per via della &quot;forma&quot;: le vedi faciline, furbette. Ma se tendi l&#039;orecchio (e anche l&#039;occhio magari) un po&#039; di verità c&#039;è, e se permetti ne basta un po&#039; perché la cosa abbia valore. Come c&#039;è valore nelle cose di Rodari, che anche quelle se non sai chi è Rodari ti potrebbero sembrare faciline e furbette, no?
Con questo non dico che sono le più grandi poe della storia dell&#039;umanità, ma meritano attenzione e complimenti (e certamente pubblicazione).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leoniduccio (così non ti offendi) io penso che ci sia un confine tra lo scrivere furbate pop e scrivere qualcosa di sentito, intelligente ecc ecc, anzi diciamo pure dove c&#8217;è &#8220;ricerca tragica del vero, tragica perchè soggetta sempre allo scacco&#8221;.<br />
Secondo me tu te la prendi con le poesie per via della &#8220;forma&#8221;: le vedi faciline, furbette. Ma se tendi l&#8217;orecchio (e anche l&#8217;occhio magari) un po&#8217; di verità c&#8217;è, e se permetti ne basta un po&#8217; perché la cosa abbia valore. Come c&#8217;è valore nelle cose di Rodari, che anche quelle se non sai chi è Rodari ti potrebbero sembrare faciline e furbette, no?<br />
Con questo non dico che sono le più grandi poe della storia dell&#8217;umanità, ma meritano attenzione e complimenti (e certamente pubblicazione).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: leonida		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/27/nuove-poe/#comment-73025</link>

		<dc:creator><![CDATA[leonida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 11:03:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Di cosa parliamo quando parliamo di poesia? Di qualcosa di carino, fresco e gentile, che solletichi il gusto pop della maggior parte dei lettori, ma facendo finta di farli riflettere su qualcosa di fondamentale ( addrittura nella nuova poesia in tempo reale si arriva al sublime &quot;tutto il resto è un merdoso ipermercato&quot;: aldo nove con sfumature luddiste!) o il poetare è la ricerca tragica del vero, tragica perchè soggetta sempre allo scacco, ma che non può esimersi dal farlo? Se poi ogni critica viene presa per attacco personale a me questo non interessa. Io so che la parola poetica quando è tale non è acccomodante e corre il rischio dell&#039;incomprensione ma mai dell&#039;oblio. Non sono sicuro che queste poesiole abbiamo questo stesso destino.

@gina
pensavo che il tuo intento fosse elogiativo.

@gianluca
Non scomodiamo Penna, che pure e fin troppo sopravvalutato.

P.S. Chiamatemi come volete leonidsiolo leonidazzo il cattivo gusto è il vostro non il mio!!!
Adesso vi lascio, perchè come dicevo nel primo post, sto già dimenticando di cosa stiamo parlando!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di cosa parliamo quando parliamo di poesia? Di qualcosa di carino, fresco e gentile, che solletichi il gusto pop della maggior parte dei lettori, ma facendo finta di farli riflettere su qualcosa di fondamentale ( addrittura nella nuova poesia in tempo reale si arriva al sublime &#8220;tutto il resto è un merdoso ipermercato&#8221;: aldo nove con sfumature luddiste!) o il poetare è la ricerca tragica del vero, tragica perchè soggetta sempre allo scacco, ma che non può esimersi dal farlo? Se poi ogni critica viene presa per attacco personale a me questo non interessa. Io so che la parola poetica quando è tale non è acccomodante e corre il rischio dell&#8217;incomprensione ma mai dell&#8217;oblio. Non sono sicuro che queste poesiole abbiamo questo stesso destino.</p>
<p>@gina<br />
pensavo che il tuo intento fosse elogiativo.</p>
<p>@gianluca<br />
Non scomodiamo Penna, che pure e fin troppo sopravvalutato.</p>
<p>P.S. Chiamatemi come volete leonidsiolo leonidazzo il cattivo gusto è il vostro non il mio!!!<br />
Adesso vi lascio, perchè come dicevo nel primo post, sto già dimenticando di cosa stiamo parlando!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cara polvere		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/06/27/nuove-poe/#comment-73023</link>

		<dc:creator><![CDATA[cara polvere]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 10:22:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Francesca
mi fa piacere ci si trovi in certi punti.
inceppata. se me lo dici tu, dico si. 
inceppata nell&#039;immagine. 
nelle intenzioni che non trovano 
sgombro per esprimersi
o non cerchino (per pigrizia)
la chiave di volta.
ecco. 
sempre per quanto riguarda 
la mia personale lettura.
grazie per la risposta.
a rileggerci
paola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Francesca<br />
mi fa piacere ci si trovi in certi punti.<br />
inceppata. se me lo dici tu, dico si.<br />
inceppata nell&#8217;immagine.<br />
nelle intenzioni che non trovano<br />
sgombro per esprimersi<br />
o non cerchino (per pigrizia)<br />
la chiave di volta.<br />
ecco.<br />
sempre per quanto riguarda<br />
la mia personale lettura.<br />
grazie per la risposta.<br />
a rileggerci<br />
paola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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