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	Commenti a: Complementarità e dintorni 8	</title>
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		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/08/complementarita-e-dintorni-8/#comment-74109</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 16:36:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Oggi avevo tempo e mi sono riletta tutta la saga (anche se a partire da Complementarietà 2 è difficile trovare la numero 3 e anche la 4, allora per risolvere il problema ho fatto un serch con “sparzani”). Anche andando a ritroso dalla 4 non si trova la 3… 

Una bella lettura, un racconto sulla scienza piacevole e istruttivo. Cito un po ‘di cose che mi sono piaciute: il fatto di leggere una formula come uno spartito musicale; la frase “Ma le cose di base, confido io, le posson capire tutti, soprattutto naturalmente adesso che le hanno già scoperte.”; la retina come il “nostro assai limitato rivelatore di radiazioni” e ovviamente l’isoletta di Helgoland (come mi piacerebbe andarci!!!). 

Resta il fatto che, caro Sparz, non mi hai risposto il 5 maggio a proposito dell’energia, qui: https://www.nazioneindiana.com/2007/04/23/lenergia/#comments 
 
un caro saluto

fem]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi avevo tempo e mi sono riletta tutta la saga (anche se a partire da Complementarietà 2 è difficile trovare la numero 3 e anche la 4, allora per risolvere il problema ho fatto un serch con “sparzani”). Anche andando a ritroso dalla 4 non si trova la 3… </p>
<p>Una bella lettura, un racconto sulla scienza piacevole e istruttivo. Cito un po ‘di cose che mi sono piaciute: il fatto di leggere una formula come uno spartito musicale; la frase “Ma le cose di base, confido io, le posson capire tutti, soprattutto naturalmente adesso che le hanno già scoperte.”; la retina come il “nostro assai limitato rivelatore di radiazioni” e ovviamente l’isoletta di Helgoland (come mi piacerebbe andarci!!!). </p>
<p>Resta il fatto che, caro Sparz, non mi hai risposto il 5 maggio a proposito dell’energia, qui: <a href="https://www.nazioneindiana.com/2007/04/23/lenergia/#comments" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2007/04/23/lenergia/#comments</a> </p>
<p>un caro saluto</p>
<p>fem</p>
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		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/08/complementarita-e-dintorni-8/#comment-73726</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 19:10:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è vero che tutti i fisici riducono la chimica alla fisica. Per uno studio  approfondito consiglio di leggere Dolore ed Energia ed. Mattioli al cui interno c&#039;è un chiarissimo intervento di Emilio Del Giudice.
Poi si può sempre leggere del biofisico Fritz-Albert Popp, Nuovi orizzonti in medicina, la teoria dei biofotoni, Ipsa Editore. E poi ci sono molti autori praticamente sconosciuti che hanno scritto e fanno ricerche nel campo quantistico applicato al cervello molto più avanti di Penrose, persona brillante e autore di successo ma inadeguato in quanto a cultura della mente. Frequentando le librerie se ne deduce, in maniera erronea, che la fisica non sa nulla di quello che accade nel cervello. Ma se uno legge le riviste scientifiche, le pubblicazioni accademiche specializzate invece ci si accorge di una quantità enorme di nuovi dati e informazioni e ricerche. Siamo prossimi a una svolta, di difficile divulgazione, ragione che ostacola l&#039;uscita di libri che semplifichino la comprensione di concetti complessi.  



In quanto alla domanda molto pertinente di XXIma: “due elettroni non possono occupare due stati caratterizzati dagli stessi numeri”, se funziona nello stesso modo nel nostro cervello quando si attiva una sinapsi tra i neuroni&quot;, per rispondere occorre partire dal fatto che in condizioni di veglia l&#039;attività elettrica è caratterizzata da uno stato di diffusa desincronizzazione. Questo significa che i neuroni della corteccia si trovano in condizioni di attivazione o inattivazione in modo indipendente l&#039;uno dall&#039;altro (sono appunto desincronizzati). Il segnale che risulta dall&#039;esplorazione EEG è caratterizzato da una bassa ampiezza e da una commistione di frequenze collocate nella banda cosidetta beta (&#062;12Hz, ossia 12 oscillazioni al secondo).
Ora, ciascun neurone dispone di crica diecimila connessioni. Moltiplicato per il numero dei neuroni abbiamo un insieme che mostra comportamenti globali descrivibili in termini di sistemi dinamici. 
Una caratteristica comune a sistemi che esprimono attività individuali con frequenze diverse è quella di tendere alla sincronizzazione. Si tratta di comportamenti di popolazione quali il pulsare delle lucciole o l&#039;applauso di una folla. In assenza di stimoli di disturbo le lucciole in un campo tendono a sincronizzare tra loro spontaneamente la pulsazione  del loro richiamo sessuale. Se questo fenomeno di lento e progressivo collasso su uno stato di minore dispersione del segnale (e corrispondente a uno stato informazionale più povero) viene alterato da un evento tipo l&#039;apparire di un flash luminoso, la popolazione si desincronizzza nuovamente e ogni lucciola pulserà alla propria frequenza naturale. 
Poiché il cervello è un sistema il cui stato informazionale dipende dalla trasmissione di impulsi elettrici, risulta evidente che la capacità di mantenere uno stato di desincronizzazione costituisce una proprietà funzionale cruciale onde evitare il rischio che queste unità funzionali (i neuroni) incorrano in un fenomeno di corticircuitazione. Per evitare che ciò avvenga, esistono numerosi dispositivi di controllo sia all&#039;interno di ogni neurone, sia in termini di organizzazione funzionale globale. Questo secondo livello di controllo della desincronizzazione è talmente importante, che la corteccia umana isolata e tenuta viva in vitro, deprivata dei sistemi di controllo esercitati normalmente dalle strutture profonde del cervello, manifesta un comportamento oscillatorio tale che i neuroni &quot;scaricano&quot; tutti contemporaneamente, sono silenti per alcune frazioni di secondo e poi riprendono a scaricare. Un comportamento molto simile a quello del sonno. Lo stato informazionale di un siffatto sistema è evidentemente minimo.
Le strutture anatomiche chiave per il controllo di queste proprietà dinamiche sono il talamo e la sostanza reticolare. Descrivere la loro complessità e le implicazioni fenomenologiche mi richiederebbe moltissimo tempo( spiegare cioè come il sistema nervoso centrale è un sistema di emulazione della realtà. Realtà che è inventata tramite il sistema percettivo). Accorciando, mi preme aggiungere che durante la desincronizzazione avviene un&#039;attività che viene chiamata sincronia di fase, per cui un gruppo di neuroni transitoriamente e simultanemente attivato in regioni tra loro distanti prende il nome di Insieme Cellulare (IC) o Cell Assembly. Per ogni atto cognitivo cosciente esiste uno specifico IC transitoriamente attivo.
I fenomeni su larga scala alla base della sincronia di fase sono infatti determinati dalle proprietà cellulari intrinseche dei neuroni. I neuroni si comportano come oscillatori non lineari, modificano cioè le loro proprietà eccitatorie in modo ciclico. Un sistema siffatto si comporta appunto in modo non lineare e più che caotico esso può essere definito instabile: la sua attiivtà è cioè descrivibile da un numero di equazioni differenziali che definiscono i gradi di libertà del sistema. Maggiori sono i gradi di libertà e maggiori sono le possibili direzioni che tale sistema potrà prendere da uno stato di equilibrio instabile a un nuovo stato di equilibrio. La sequenza di stati evolventesi secondo la dinamica corrente descrive la traiettoria del sistema. La neurodinamica della temporalità, dipende dall&#039;interazione dinamica tra oscillatori non lineari che si manifesta con susseguenti modificazioni della traiettoria del sistema: ciò implica che a livello cognitivo esista un cambiamento permanente di stati transitori.  In altre parole, è impossibile per un individuo arrestarsi su un&#039;esperienza. La nozione stessa di traiettoria implica che ogni nuovo stato porti informazioni sullo stato precedente, nel senso che si è dinamicamente instaurato  sulla decoerenza finale di un evento di sincronizzazione. Ciò sembra stabilire un&#039;analogia ( e forse la base neurobiologica) per ciò che Husserl chiamava ritenzione.
Mi sono stancato di scrivere. Sulle origini storiche della fisica interessante è la lettura dei lavori di Michel Serres.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è vero che tutti i fisici riducono la chimica alla fisica. Per uno studio  approfondito consiglio di leggere Dolore ed Energia ed. Mattioli al cui interno c&#8217;è un chiarissimo intervento di Emilio Del Giudice.<br />
Poi si può sempre leggere del biofisico Fritz-Albert Popp, Nuovi orizzonti in medicina, la teoria dei biofotoni, Ipsa Editore. E poi ci sono molti autori praticamente sconosciuti che hanno scritto e fanno ricerche nel campo quantistico applicato al cervello molto più avanti di Penrose, persona brillante e autore di successo ma inadeguato in quanto a cultura della mente. Frequentando le librerie se ne deduce, in maniera erronea, che la fisica non sa nulla di quello che accade nel cervello. Ma se uno legge le riviste scientifiche, le pubblicazioni accademiche specializzate invece ci si accorge di una quantità enorme di nuovi dati e informazioni e ricerche. Siamo prossimi a una svolta, di difficile divulgazione, ragione che ostacola l&#8217;uscita di libri che semplifichino la comprensione di concetti complessi.  </p>
<p>In quanto alla domanda molto pertinente di XXIma: “due elettroni non possono occupare due stati caratterizzati dagli stessi numeri”, se funziona nello stesso modo nel nostro cervello quando si attiva una sinapsi tra i neuroni&#8221;, per rispondere occorre partire dal fatto che in condizioni di veglia l&#8217;attività elettrica è caratterizzata da uno stato di diffusa desincronizzazione. Questo significa che i neuroni della corteccia si trovano in condizioni di attivazione o inattivazione in modo indipendente l&#8217;uno dall&#8217;altro (sono appunto desincronizzati). Il segnale che risulta dall&#8217;esplorazione EEG è caratterizzato da una bassa ampiezza e da una commistione di frequenze collocate nella banda cosidetta beta (&gt;12Hz, ossia 12 oscillazioni al secondo).<br />
Ora, ciascun neurone dispone di crica diecimila connessioni. Moltiplicato per il numero dei neuroni abbiamo un insieme che mostra comportamenti globali descrivibili in termini di sistemi dinamici.<br />
Una caratteristica comune a sistemi che esprimono attività individuali con frequenze diverse è quella di tendere alla sincronizzazione. Si tratta di comportamenti di popolazione quali il pulsare delle lucciole o l&#8217;applauso di una folla. In assenza di stimoli di disturbo le lucciole in un campo tendono a sincronizzare tra loro spontaneamente la pulsazione  del loro richiamo sessuale. Se questo fenomeno di lento e progressivo collasso su uno stato di minore dispersione del segnale (e corrispondente a uno stato informazionale più povero) viene alterato da un evento tipo l&#8217;apparire di un flash luminoso, la popolazione si desincronizzza nuovamente e ogni lucciola pulserà alla propria frequenza naturale.<br />
Poiché il cervello è un sistema il cui stato informazionale dipende dalla trasmissione di impulsi elettrici, risulta evidente che la capacità di mantenere uno stato di desincronizzazione costituisce una proprietà funzionale cruciale onde evitare il rischio che queste unità funzionali (i neuroni) incorrano in un fenomeno di corticircuitazione. Per evitare che ciò avvenga, esistono numerosi dispositivi di controllo sia all&#8217;interno di ogni neurone, sia in termini di organizzazione funzionale globale. Questo secondo livello di controllo della desincronizzazione è talmente importante, che la corteccia umana isolata e tenuta viva in vitro, deprivata dei sistemi di controllo esercitati normalmente dalle strutture profonde del cervello, manifesta un comportamento oscillatorio tale che i neuroni &#8220;scaricano&#8221; tutti contemporaneamente, sono silenti per alcune frazioni di secondo e poi riprendono a scaricare. Un comportamento molto simile a quello del sonno. Lo stato informazionale di un siffatto sistema è evidentemente minimo.<br />
Le strutture anatomiche chiave per il controllo di queste proprietà dinamiche sono il talamo e la sostanza reticolare. Descrivere la loro complessità e le implicazioni fenomenologiche mi richiederebbe moltissimo tempo( spiegare cioè come il sistema nervoso centrale è un sistema di emulazione della realtà. Realtà che è inventata tramite il sistema percettivo). Accorciando, mi preme aggiungere che durante la desincronizzazione avviene un&#8217;attività che viene chiamata sincronia di fase, per cui un gruppo di neuroni transitoriamente e simultanemente attivato in regioni tra loro distanti prende il nome di Insieme Cellulare (IC) o Cell Assembly. Per ogni atto cognitivo cosciente esiste uno specifico IC transitoriamente attivo.<br />
I fenomeni su larga scala alla base della sincronia di fase sono infatti determinati dalle proprietà cellulari intrinseche dei neuroni. I neuroni si comportano come oscillatori non lineari, modificano cioè le loro proprietà eccitatorie in modo ciclico. Un sistema siffatto si comporta appunto in modo non lineare e più che caotico esso può essere definito instabile: la sua attiivtà è cioè descrivibile da un numero di equazioni differenziali che definiscono i gradi di libertà del sistema. Maggiori sono i gradi di libertà e maggiori sono le possibili direzioni che tale sistema potrà prendere da uno stato di equilibrio instabile a un nuovo stato di equilibrio. La sequenza di stati evolventesi secondo la dinamica corrente descrive la traiettoria del sistema. La neurodinamica della temporalità, dipende dall&#8217;interazione dinamica tra oscillatori non lineari che si manifesta con susseguenti modificazioni della traiettoria del sistema: ciò implica che a livello cognitivo esista un cambiamento permanente di stati transitori.  In altre parole, è impossibile per un individuo arrestarsi su un&#8217;esperienza. La nozione stessa di traiettoria implica che ogni nuovo stato porti informazioni sullo stato precedente, nel senso che si è dinamicamente instaurato  sulla decoerenza finale di un evento di sincronizzazione. Ciò sembra stabilire un&#8217;analogia ( e forse la base neurobiologica) per ciò che Husserl chiamava ritenzione.<br />
Mi sono stancato di scrivere. Sulle origini storiche della fisica interessante è la lettura dei lavori di Michel Serres.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: così&#38;come		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/08/complementarita-e-dintorni-8/#comment-73692</link>

		<dc:creator><![CDATA[così&#38;come]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 15:49:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ovidio, Metamorfosi, I

&lt;i&gt;E per quanto lì ci fossero terra, mare ed aria,
malferma era la prima, non navigabile l&#039;onda,
l&#039;aria priva di luce: niente aveva forma stabile,
ogni cosa s&#039;opponeva all&#039;altra, perché in un corpo solo
il freddo lottava col caldo, l&#039;umido col secco,
il molle col duro, il peso con l&#039;assenza di peso.
Un dio, col favore di natura, sanò questi contrasti:
dal cielo separò la terra, dalla terra il mare
e dall&#039;aria densa distinse il cielo limpido.
E districati gli elementi fuori dall&#039;ammasso informe,
riunì quelli dispersi nello spazio in concorde &lt;b&gt;armonia.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;

Ecco, forse, questo principio d&#039;esclusione di Pauli, indica in modo assai rassicurante che a presieder le cose tutte della materia ci sia, più che fra i pensieri dei nostri spiriti inquieti, un principio di &lt;b&gt;armonia&lt;/b&gt;, come in una coreografia, ognuno al suo posto, gli elettroni danzano insieme. E se così non fosse?
Avremmo forse orologi liquidi come quelli di Dalì, pietre gassose, metalli che colano dappertutto come miele? Un gran disordine... però... forse penso che riusciremmo a passare attraverso i muri come il fantasma di Canterville.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovidio, Metamorfosi, I</p>
<p><i>E per quanto lì ci fossero terra, mare ed aria,<br />
malferma era la prima, non navigabile l&#8217;onda,<br />
l&#8217;aria priva di luce: niente aveva forma stabile,<br />
ogni cosa s&#8217;opponeva all&#8217;altra, perché in un corpo solo<br />
il freddo lottava col caldo, l&#8217;umido col secco,<br />
il molle col duro, il peso con l&#8217;assenza di peso.<br />
Un dio, col favore di natura, sanò questi contrasti:<br />
dal cielo separò la terra, dalla terra il mare<br />
e dall&#8217;aria densa distinse il cielo limpido.<br />
E districati gli elementi fuori dall&#8217;ammasso informe,<br />
riunì quelli dispersi nello spazio in concorde <b>armonia.</b></i></p>
<p>Ecco, forse, questo principio d&#8217;esclusione di Pauli, indica in modo assai rassicurante che a presieder le cose tutte della materia ci sia, più che fra i pensieri dei nostri spiriti inquieti, un principio di <b>armonia</b>, come in una coreografia, ognuno al suo posto, gli elettroni danzano insieme. E se così non fosse?<br />
Avremmo forse orologi liquidi come quelli di Dalì, pietre gassose, metalli che colano dappertutto come miele? Un gran disordine&#8230; però&#8230; forse penso che riusciremmo a passare attraverso i muri come il fantasma di Canterville.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: antonio sparzani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/08/complementarita-e-dintorni-8/#comment-73676</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 13:42:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cara XXIma, la povera fisica scarsamente sa quel che accade nel nostro rutilante cervello, ancorché ultimamente la neurofisiologia si sia servita della meccanica quantistica almeno in qualche senso. Vedi ad esempio i libri di Penrose (&#039;Le ombre della mente&#039;, talvolta sul filo del demenziale). Eviterò di fare la battuta, che tutti i fisici fanno, che la chimica non è che un&#039;ancella della fisica, perché è semplicemente che gli umani danno nomi diversi alle varie modalità con le quali si interessano della natura che li circonda, ma la natura è sempre quella e i problemi sono gli stessi. Nel senso tradizionale, comunque, almeno dall&#039;Ottocento fisica e chimica interagiscono anche consciamente, cioè programmaticamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cara XXIma, la povera fisica scarsamente sa quel che accade nel nostro rutilante cervello, ancorché ultimamente la neurofisiologia si sia servita della meccanica quantistica almeno in qualche senso. Vedi ad esempio i libri di Penrose (&#8216;Le ombre della mente&#8217;, talvolta sul filo del demenziale). Eviterò di fare la battuta, che tutti i fisici fanno, che la chimica non è che un&#8217;ancella della fisica, perché è semplicemente che gli umani danno nomi diversi alle varie modalità con le quali si interessano della natura che li circonda, ma la natura è sempre quella e i problemi sono gli stessi. Nel senso tradizionale, comunque, almeno dall&#8217;Ottocento fisica e chimica interagiscono anche consciamente, cioè programmaticamente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: XXIma		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/08/complementarita-e-dintorni-8/#comment-73621</link>

		<dc:creator><![CDATA[XXIma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 06:19:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi viene da chiedermi, leggendo la fisica affermazione &quot;due elettroni non possono occupare due stati caratterizzati dagli stessi numeri”, se funziona nello stesso modo nel nostro cervello quando si attiva una sinapsi tra i neuroni, perché immagino che nel cervello le leggi della fisica si intreccino parecchio alle leggi della chimica, e poi mi chiedo ancora quando, storicamente parlando, le leggi della fisica hanno cominciato a dialogare con le leggi della chimica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi viene da chiedermi, leggendo la fisica affermazione &#8220;due elettroni non possono occupare due stati caratterizzati dagli stessi numeri”, se funziona nello stesso modo nel nostro cervello quando si attiva una sinapsi tra i neuroni, perché immagino che nel cervello le leggi della fisica si intreccino parecchio alle leggi della chimica, e poi mi chiedo ancora quando, storicamente parlando, le leggi della fisica hanno cominciato a dialogare con le leggi della chimica</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/08/complementarita-e-dintorni-8/#comment-73603</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 20:16:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[OT: 
Mattotti: domani ordino la serie sui Pittipotti

fem]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OT:<br />
Mattotti: domani ordino la serie sui Pittipotti</p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/08/complementarita-e-dintorni-8/#comment-73599</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 20:04:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@tash: il libro di Sironi ed. lo trovi qui: 

http://www.alphatest.it/sironi/librosironi.php?ID_libro=978-88-518-0076-5&#038;contacookie=yes 

e tutti i libri della bellissima collana Galapagos (curata da Martha Fabbri) li trovi qui: http://www.sironieditore.it/libri/collana.php?ID_collana=g   (anche da qui c&#039;e&#039; il link al libro) sono stufa delle librerie che non fanno le librerie, allora ordino on line.

fem

(datemi qualche giorno perche&#039; voglio rileggermi Complementarieta&#039; dall&#039;inizio, troppo interessante!) Che bello, e&#039; tornato Sparz!! Baci a Chapuce]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@tash: il libro di Sironi ed. lo trovi qui: </p>
<p><a href="http://www.alphatest.it/sironi/librosironi.php?ID_libro=978-88-518-0076-5&#038;contacookie=yes" rel="nofollow ugc">http://www.alphatest.it/sironi/librosironi.php?ID_libro=978-88-518-0076-5&#038;contacookie=yes</a> </p>
<p>e tutti i libri della bellissima collana Galapagos (curata da Martha Fabbri) li trovi qui: <a href="http://www.sironieditore.it/libri/collana.php?ID_collana=g" rel="nofollow ugc">http://www.sironieditore.it/libri/collana.php?ID_collana=g</a>   (anche da qui c&#8217;e&#8217; il link al libro) sono stufa delle librerie che non fanno le librerie, allora ordino on line.</p>
<p>fem</p>
<p>(datemi qualche giorno perche&#8217; voglio rileggermi Complementarieta&#8217; dall&#8217;inizio, troppo interessante!) Che bello, e&#8217; tornato Sparz!! Baci a Chapuce</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: così&#38;come		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/08/complementarita-e-dintorni-8/#comment-73595</link>

		<dc:creator><![CDATA[così&#38;come]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 18:44:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=17658]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=17658" rel="nofollow ugc">http://www.bollatiboringhieri.it/scheda.php?codice=17658</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/08/complementarita-e-dintorni-8/#comment-73566</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 16:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[una grafic novel è un fumetto?
oggi ho cercato quel libro di Sironi alla libreria l&#039;Aventure di Roma.
manco l&#039;avevano sentito nominare.
ho ripiegato su una cosa di Mattotti che si intitola Stanze e che è talmente bella che non puoi resistere: ma no fumetto, solo tavole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>una grafic novel è un fumetto?<br />
oggi ho cercato quel libro di Sironi alla libreria l&#8217;Aventure di Roma.<br />
manco l&#8217;avevano sentito nominare.<br />
ho ripiegato su una cosa di Mattotti che si intitola Stanze e che è talmente bella che non puoi resistere: ma no fumetto, solo tavole.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/08/complementarita-e-dintorni-8/#comment-73543</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 13:35:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[volevo rammentare ai lettori di NI una splendida grafic novel di Jim Ottaviani e Leland Purvis: &quot;Un pensiero abbagliante. Niels Bohr e la fisica dei quanti&quot;, Sironi editore. 

Potrebbe diventare il libro di testo di questo corso on line di Antonello!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>volevo rammentare ai lettori di NI una splendida grafic novel di Jim Ottaviani e Leland Purvis: &#8220;Un pensiero abbagliante. Niels Bohr e la fisica dei quanti&#8221;, Sironi editore. </p>
<p>Potrebbe diventare il libro di testo di questo corso on line di Antonello!</p>
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