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	Commenti a: Note a margine di Sfida infernale: l&#8217;epos nel western di John Ford	</title>
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		<title>
		Di: Tino S. Fila		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tino S. Fila]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2007 13:46:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grz nfnt, ll prssm.

Cr slt.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grz nfnt, ll prssm.</p>
<p>Cr slt.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: vocativo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vocativo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2007 08:01:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il suo ultimo commento, Tino, coglie in pieno ciò che volevo dire scrivendo &quot;approccio trasversale&quot;.

In riferimento a Deleuze:

in Sentieri selvaggi (sì, titolo piuttosto fuorviante in italiano, ne convengo) il protagonista si trova di fronte all&#039;altro-da-sé (le letture psicanalitiche del film sono fin troppe) che stavolta non è più solo il pellerossa, ma un&#039;apertura che si situa, in una dimensione soggettuale, nel solco del diverso-sé-stesso. In ciò i risvolti sono anche politico-sociali.
Avrei dovuto scrive &quot;deleuze ante litteram&quot; o inconsapevole, ma ora il pezzo è già là. 
Ovvio però che Ford è un conservatore, su questo niente da aggiungere.

buona giornata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il suo ultimo commento, Tino, coglie in pieno ciò che volevo dire scrivendo &#8220;approccio trasversale&#8221;.</p>
<p>In riferimento a Deleuze:</p>
<p>in Sentieri selvaggi (sì, titolo piuttosto fuorviante in italiano, ne convengo) il protagonista si trova di fronte all&#8217;altro-da-sé (le letture psicanalitiche del film sono fin troppe) che stavolta non è più solo il pellerossa, ma un&#8217;apertura che si situa, in una dimensione soggettuale, nel solco del diverso-sé-stesso. In ciò i risvolti sono anche politico-sociali.<br />
Avrei dovuto scrive &#8220;deleuze ante litteram&#8221; o inconsapevole, ma ora il pezzo è già là.<br />
Ovvio però che Ford è un conservatore, su questo niente da aggiungere.</p>
<p>buona giornata</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tino S. Fila		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/12/note-a-marigine-di-sfida-infernale-lepos-nel-western-di-john-ford/#comment-74110</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tino S. Fila]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 16:55:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, lei è troppo buono.

Veda, anch&#039;io ho scritto un libro, su commissione delle mie coinquiline (età media: ottanta/ottantacinque anni) e con la benedizione del prevosto che le ha accompagnate l&#039;anno scorso a Rimini, dove si sono esibite, in spiaggia, in abitini similadamitici: &quot;Il tanga e l&#039;immortalità dell&#039;anima&quot;. Lei crede che questo faccia di me un esperto in materia di &#039;costumi&#039; (e mo&#039; ce vo&#039;!) sessuali della terza e, volendo, anche della quarta, età? 

Ma &#039;glissons&#039;, come dicono i lettori dei Cahiers du Cine-mah!

Anch&#039;io sono molto divertito da questo thread. Essenzialmente per una ragione. Sulla quale ho un po&#039; riflettuto (in genere non è il mio mestiere, non sono molto versato in materia, ma di tanto in tanto capita anche a me), e gliela espongo, non prima di averla avvertita che mi sono riletti tutti i commenti, in particolare alcuni (cfr. n.30 et similia), per evitare qualche abbaglio di riflesso.

Io credo che i suoi &quot;critichi&quot; (sì ha letto bene!) non abbiano nemmeno sfogliato il suo scritto, solo un&#039;occhiatina un po&#039; qua un po&#039; là, alla ricerca della parola o dell&#039;espressione sghemba sulla quale, poi, avrebbero costruito i loro arzigogoli ortofrutticoli, se qualcuno, non ricordo più chi (che dio lo benedica, comunque!), non li avesse &#039;simpaticamente&#039; affanculati.

Non so se ricordo bene (capirà, anche questa non è una delle mie attività preferite), ma mi sembra di aver sentito dire, forse da una delle nonnine di cui sopra, che le parole (in questo caso, in forma di &#039;titolo&#039; del pezzo) contengono l&#039;essenza (meglio non esagerare, via), il senso, delle cose (in questo caso, il &#039;pezzo&#039; stesso). 

Dunque, mi corigerà si sbàlio, ma nel titolo lei, più o meno, dice: prendendo spunto da &quot;Sfida infernale&quot; di John Ford (&quot;note in margine&quot;), provo a proporre qualche riflessione (lei può permetterselo) su una delle possibili ricezioni dell&#039;epos nella contemporaneità, in particolare presso una cultura, nello specifico quella americana, che, priva, per ovvie ragioni, di una &quot;tradizione orale&quot; salda e canonizzata, se l&#039;è costruita attraverso l&#039;immaginario cinematografico, del quale il western, e i suoi topoi fondanti, vogliono rappresentarne, se non una prosecuzione, una sorta di surrogato.

Ho letto bene il tutto? Credo proprio di sì. L&#039;intelligenza del suo testo poi, ha avvalorato questa ipotesi: grande coerenza tra tesi ed argomentazione, tra tema enunciato e svolgimento. Punto. Ecco perché, pur senza entrare nel merito delle sue affermazioni, ho esordito dicendo che il pezzo era bello e ben costruito. Mi sarei aspettato tutto, quindi, tranne un excursus tra il tecnico e il teorico sulla particolarità delle riprese o simili, perché, pur essendo materia interessantissima, avrebbe rappresentato una palese contraddizione rispetto all&#039;enunciato. Poteva rientrarci, e in qualche punto ciò è avvenuto, ma sempre nel rispetto del rigore argomentativo. Il cui contenuto si può condividere o meno, ma non è questo il punto. Lo diventa, sotto forma di discussione, nel momento in cui tu ti trovi di fronte a una serie di &quot;domande&quot; specifiche, non a delle boutades da avanspettacolo simlbagagliniano.

Ecco quanto. Capirà (per lei è facile, immagino; io, invece, ho problemi anche in questo settore &#039;produttivo&#039;), quindi, perché poi uno si incaxxa come una iena...

Piuttosto, appena ha del tempo da perdere, e visto che ne ha già perso abbastanza, magari, a leggermi, perché non (mi) illustra meglio quel punto del suo testo in cui, a proposito di &quot;Sentieri selvaggi&quot; (che titolo osceno, tra l&#039;altro, a fronte dell&#039;originale), parlava di passaggio &quot;dall&#039;epos omerico a complessità sofoclee se non addirittura pre-deleuziane&quot;? Ecco, &quot;pre-deleuziane&quot; in che senso?

Grazie, comunque.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, lei è troppo buono.</p>
<p>Veda, anch&#8217;io ho scritto un libro, su commissione delle mie coinquiline (età media: ottanta/ottantacinque anni) e con la benedizione del prevosto che le ha accompagnate l&#8217;anno scorso a Rimini, dove si sono esibite, in spiaggia, in abitini similadamitici: &#8220;Il tanga e l&#8217;immortalità dell&#8217;anima&#8221;. Lei crede che questo faccia di me un esperto in materia di &#8216;costumi&#8217; (e mo&#8217; ce vo&#8217;!) sessuali della terza e, volendo, anche della quarta, età? </p>
<p>Ma &#8216;glissons&#8217;, come dicono i lettori dei Cahiers du Cine-mah!</p>
<p>Anch&#8217;io sono molto divertito da questo thread. Essenzialmente per una ragione. Sulla quale ho un po&#8217; riflettuto (in genere non è il mio mestiere, non sono molto versato in materia, ma di tanto in tanto capita anche a me), e gliela espongo, non prima di averla avvertita che mi sono riletti tutti i commenti, in particolare alcuni (cfr. n.30 et similia), per evitare qualche abbaglio di riflesso.</p>
<p>Io credo che i suoi &#8220;critichi&#8221; (sì ha letto bene!) non abbiano nemmeno sfogliato il suo scritto, solo un&#8217;occhiatina un po&#8217; qua un po&#8217; là, alla ricerca della parola o dell&#8217;espressione sghemba sulla quale, poi, avrebbero costruito i loro arzigogoli ortofrutticoli, se qualcuno, non ricordo più chi (che dio lo benedica, comunque!), non li avesse &#8216;simpaticamente&#8217; affanculati.</p>
<p>Non so se ricordo bene (capirà, anche questa non è una delle mie attività preferite), ma mi sembra di aver sentito dire, forse da una delle nonnine di cui sopra, che le parole (in questo caso, in forma di &#8216;titolo&#8217; del pezzo) contengono l&#8217;essenza (meglio non esagerare, via), il senso, delle cose (in questo caso, il &#8216;pezzo&#8217; stesso). </p>
<p>Dunque, mi corigerà si sbàlio, ma nel titolo lei, più o meno, dice: prendendo spunto da &#8220;Sfida infernale&#8221; di John Ford (&#8220;note in margine&#8221;), provo a proporre qualche riflessione (lei può permetterselo) su una delle possibili ricezioni dell&#8217;epos nella contemporaneità, in particolare presso una cultura, nello specifico quella americana, che, priva, per ovvie ragioni, di una &#8220;tradizione orale&#8221; salda e canonizzata, se l&#8217;è costruita attraverso l&#8217;immaginario cinematografico, del quale il western, e i suoi topoi fondanti, vogliono rappresentarne, se non una prosecuzione, una sorta di surrogato.</p>
<p>Ho letto bene il tutto? Credo proprio di sì. L&#8217;intelligenza del suo testo poi, ha avvalorato questa ipotesi: grande coerenza tra tesi ed argomentazione, tra tema enunciato e svolgimento. Punto. Ecco perché, pur senza entrare nel merito delle sue affermazioni, ho esordito dicendo che il pezzo era bello e ben costruito. Mi sarei aspettato tutto, quindi, tranne un excursus tra il tecnico e il teorico sulla particolarità delle riprese o simili, perché, pur essendo materia interessantissima, avrebbe rappresentato una palese contraddizione rispetto all&#8217;enunciato. Poteva rientrarci, e in qualche punto ciò è avvenuto, ma sempre nel rispetto del rigore argomentativo. Il cui contenuto si può condividere o meno, ma non è questo il punto. Lo diventa, sotto forma di discussione, nel momento in cui tu ti trovi di fronte a una serie di &#8220;domande&#8221; specifiche, non a delle boutades da avanspettacolo simlbagagliniano.</p>
<p>Ecco quanto. Capirà (per lei è facile, immagino; io, invece, ho problemi anche in questo settore &#8216;produttivo&#8217;), quindi, perché poi uno si incaxxa come una iena&#8230;</p>
<p>Piuttosto, appena ha del tempo da perdere, e visto che ne ha già perso abbastanza, magari, a leggermi, perché non (mi) illustra meglio quel punto del suo testo in cui, a proposito di &#8220;Sentieri selvaggi&#8221; (che titolo osceno, tra l&#8217;altro, a fronte dell&#8217;originale), parlava di passaggio &#8220;dall&#8217;epos omerico a complessità sofoclee se non addirittura pre-deleuziane&#8221;? Ecco, &#8220;pre-deleuziane&#8221; in che senso?</p>
<p>Grazie, comunque.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/12/note-a-marigine-di-sfida-infernale-lepos-nel-western-di-john-ford/#comment-74107</link>

		<dc:creator><![CDATA[tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 16:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il western di leone (come tutto il western-spaghetti) è semplicemente orrendo.
oltre che filmicamente ributtante, gli manca l&#039;etica. 
perché è italiano.
morricone ne è il degno commentatore sonoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il western di leone (come tutto il western-spaghetti) è semplicemente orrendo.<br />
oltre che filmicamente ributtante, gli manca l&#8217;etica.<br />
perché è italiano.<br />
morricone ne è il degno commentatore sonoro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: vocativo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/12/note-a-marigine-di-sfida-infernale-lepos-nel-western-di-john-ford/#comment-74103</link>

		<dc:creator><![CDATA[vocativo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 14:45:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tino S. Fila, ha ragione, seguirò il consiglio.
Tuttavia il thread mi diverte.
So che Ciaruffoli ha scritto un libro su Kubrick. Magari un giorno lo leggerò. Se la prosa ha il taglio che mostra al commento 30 sarà accattivante.

Ad ogni modo, viva le certezze e chi ne possiede.

non credo che quest&#039;articolo fosse esattamente critica cinematografica. Infatti, lei Tino, argutamente scrive, cinematografica e non solo :)
Mi sembra un approccio più trasversale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tino S. Fila, ha ragione, seguirò il consiglio.<br />
Tuttavia il thread mi diverte.<br />
So che Ciaruffoli ha scritto un libro su Kubrick. Magari un giorno lo leggerò. Se la prosa ha il taglio che mostra al commento 30 sarà accattivante.</p>
<p>Ad ogni modo, viva le certezze e chi ne possiede.</p>
<p>non credo che quest&#8217;articolo fosse esattamente critica cinematografica. Infatti, lei Tino, argutamente scrive, cinematografica e non solo :)<br />
Mi sembra un approccio più trasversale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tino S. Fila		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/12/note-a-marigine-di-sfida-infernale-lepos-nel-western-di-john-ford/#comment-74088</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tino S. Fila]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 12:14:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#039;Azzzzz!!! E chi se lo sarebbe mai creso!!!! C&#039;è anche lui, il famoso teorico de noantri dello &#039;sprechifìco frìmmicco&#039;!!! Il celebre direttore dei &quot;Cahiers du Cine - mah!&quot;!!!

Devo proprio segnarmela, questa. Un giorno anch&#039;io potrò raccontare ai miei nipoti: in quel post, quando apparve Lui, io c&#039;ero!!!

Metropoli, mi permetta un consiglio: se vuole uscire dal dilettantismo, legga e mediti il commento n.30: è così che si fa critica, e non solo cinematografica. Non trova?

Però, che pen(n)a, &#039;sti poràcci in egorama.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;Azzzzz!!! E chi se lo sarebbe mai creso!!!! C&#8217;è anche lui, il famoso teorico de noantri dello &#8216;sprechifìco frìmmicco&#8217;!!! Il celebre direttore dei &#8220;Cahiers du Cine &#8211; mah!&#8221;!!!</p>
<p>Devo proprio segnarmela, questa. Un giorno anch&#8217;io potrò raccontare ai miei nipoti: in quel post, quando apparve Lui, io c&#8217;ero!!!</p>
<p>Metropoli, mi permetta un consiglio: se vuole uscire dal dilettantismo, legga e mediti il commento n.30: è così che si fa critica, e non solo cinematografica. Non trova?</p>
<p>Però, che pen(n)a, &#8216;sti poràcci in egorama.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sitting targets (l'originale)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/12/note-a-marigine-di-sfida-infernale-lepos-nel-western-di-john-ford/#comment-74081</link>

		<dc:creator><![CDATA[sitting targets (l'originale)]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 11:03:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[va bè che se non hanno lo specifico filmico non sanno nulla, però, ciaruffoli, prenditi una bella vacanza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>va bè che se non hanno lo specifico filmico non sanno nulla, però, ciaruffoli, prenditi una bella vacanza&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: simone ciaruffoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/12/note-a-marigine-di-sfida-infernale-lepos-nel-western-di-john-ford/#comment-74079</link>

		<dc:creator><![CDATA[simone ciaruffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 10:45:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, chi ha scritto questo pezzo non sa davvero di cosa sta parlando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, chi ha scritto questo pezzo non sa davvero di cosa sta parlando.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: vocativo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/12/note-a-marigine-di-sfida-infernale-lepos-nel-western-di-john-ford/#comment-74056</link>

		<dc:creator><![CDATA[vocativo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jul 2007 21:36:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intanto ringrazio Franz per aver inserito questo mio articolo di qualche tempo fa.

&quot;purtroppo il rapporto tra cinema di Kurosawa e western rischia di essere una banalità critica - ricordo al proposito un bell’articolo di Vito Zagarrio&quot;.
Caro Giuseppe (Panella), hai ragione, tuttavia è un rischio tanto considerare le affinità quanto non citarle per niente. E&#039; ovvio, poi, che le differenze siano sostanziali (ne ho indicata una soltanto), ma quanto alla rappresentatività &quot;nazionale&quot; e alla preponderante peculiarità epica dei loro film, tanto Ford quanto Kurosawa non possono non essere accostati tra loro.

Valter, hai citato uno dei western che amo di più: Un dollaro d&#039;onore, ma in questo caso, semplificando molto, l&#039;aggettivo &quot;crepuscolare&quot; ci sta più che &quot;fondativo&quot;.

Per Bruno: 
&quot;Però quando si parla di Ford, Capra, Hawks, Hughes, si omette, quasi sempre, di parlare del ruolo delle Majors, degli studios e, soprattutto, degli sceneggiatori che scrivevano i film e delle star che li interpretavano. Forse erano loro i veri autori.&quot; 
Vai a toccare un punto chiave dell&#039;intero cinema hollywoodiano. Qui tuttavia occorrerebbe un libro a parte.

Un grazie a chi commenta (apprezzando o meno). 
Nessuno è perfetto ;)

Luigi

PS
un caro saluto agli amici Giorgio (Morale) e Marco Saya!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto ringrazio Franz per aver inserito questo mio articolo di qualche tempo fa.</p>
<p>&#8220;purtroppo il rapporto tra cinema di Kurosawa e western rischia di essere una banalità critica &#8211; ricordo al proposito un bell’articolo di Vito Zagarrio&#8221;.<br />
Caro Giuseppe (Panella), hai ragione, tuttavia è un rischio tanto considerare le affinità quanto non citarle per niente. E&#8217; ovvio, poi, che le differenze siano sostanziali (ne ho indicata una soltanto), ma quanto alla rappresentatività &#8220;nazionale&#8221; e alla preponderante peculiarità epica dei loro film, tanto Ford quanto Kurosawa non possono non essere accostati tra loro.</p>
<p>Valter, hai citato uno dei western che amo di più: Un dollaro d&#8217;onore, ma in questo caso, semplificando molto, l&#8217;aggettivo &#8220;crepuscolare&#8221; ci sta più che &#8220;fondativo&#8221;.</p>
<p>Per Bruno:<br />
&#8220;Però quando si parla di Ford, Capra, Hawks, Hughes, si omette, quasi sempre, di parlare del ruolo delle Majors, degli studios e, soprattutto, degli sceneggiatori che scrivevano i film e delle star che li interpretavano. Forse erano loro i veri autori.&#8221;<br />
Vai a toccare un punto chiave dell&#8217;intero cinema hollywoodiano. Qui tuttavia occorrerebbe un libro a parte.</p>
<p>Un grazie a chi commenta (apprezzando o meno).<br />
Nessuno è perfetto ;)</p>
<p>Luigi</p>
<p>PS<br />
un caro saluto agli amici Giorgio (Morale) e Marco Saya!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/12/note-a-marigine-di-sfida-infernale-lepos-nel-western-di-john-ford/#comment-74026</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jul 2007 07:53:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Infatti, oltre a capolavori celebrati come &quot;Furore&quot; o &quot;Sentieri selvaggi&quot;, nessuno può dire di conoscerlo se non ha visto &quot;Un uomo tranquillo&quot;: meraviglioso atto d&#039;amore al suo paese d&#039;origine. Chi osa giudicare questo un film minore ce l&#039;ha piccolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti, oltre a capolavori celebrati come &#8220;Furore&#8221; o &#8220;Sentieri selvaggi&#8221;, nessuno può dire di conoscerlo se non ha visto &#8220;Un uomo tranquillo&#8221;: meraviglioso atto d&#8217;amore al suo paese d&#8217;origine. Chi osa giudicare questo un film minore ce l&#8217;ha piccolo.</p>
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