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	Commenti a: Cani lebbrosi	</title>
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		Di: fausto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fausto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 21:02:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[dovrebbe]]></description>
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		Di: bruno		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 15:53:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parliamo di ciò che vuole, visto che siamo rimasti in due ad animare questo spazio che dovrebbe appartenere a Sorrentino. Ma sono certo che a lui non dispiacerà. L&#039;ho incontrato al ritorno della fiera di Torino, era insieme a Valeria Parrella, a cui ho chiesto di firmarmi una copia di uno dei suoi due libri. Sorrentino ha una bella faccia, uno di quei volti che ti trsmette fiducia, spero quindi che perdoni l&#039;intrusione nel &quot;suo&quot; spazio. E Parrella è la migliore scrittrice partenopea, anche se a lei non piace. Abbiamo entrambi il diritto di mantenere le proprie posizioni, almeno penso.
Per quanto attiene alla letteratura di cui parliamo ho citato Lanzetta e gli altri come esempi di scrittura verità, narrazione che si immerge, sporcandosi e contaminandosi, nella cruda realtà di un&#039;inconcepibile mondo ancora poco esplorato. Perchè se ha letto, come certamente ha letto, i racconti di Lanzetta non può non convenire che anche quella è denuncia. Tutto ciò che racconta una realtà come la nostra, da Todo Modo a Romanzo Criminale, è letteratura di denuncia. Provi a rileggere alcuni racconti della Ortese invece, e magari a non considerare di secondo piano tutto ciò che a lui non appare conforme ai clichè dell&#039;impegno politico o civile.
Lei avrebbe voluto conoscere i rapporti tra capitalismo criminale e politica ? Lei vorrebbe che i cittadini si riappropriassero della loro dignità mediante uno spontaneo movimento popolare ? Lei ritiene che un libro possa &quot;accendere le micce di una coscienza etica &quot; ? 
Ho l&#039;impressione che stavolta sarò io a lasciarla ai &quot;suoi sonni e ai nostri mostri&quot;.
Cordialità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parliamo di ciò che vuole, visto che siamo rimasti in due ad animare questo spazio che dovrebbe appartenere a Sorrentino. Ma sono certo che a lui non dispiacerà. L&#8217;ho incontrato al ritorno della fiera di Torino, era insieme a Valeria Parrella, a cui ho chiesto di firmarmi una copia di uno dei suoi due libri. Sorrentino ha una bella faccia, uno di quei volti che ti trsmette fiducia, spero quindi che perdoni l&#8217;intrusione nel &#8220;suo&#8221; spazio. E Parrella è la migliore scrittrice partenopea, anche se a lei non piace. Abbiamo entrambi il diritto di mantenere le proprie posizioni, almeno penso.<br />
Per quanto attiene alla letteratura di cui parliamo ho citato Lanzetta e gli altri come esempi di scrittura verità, narrazione che si immerge, sporcandosi e contaminandosi, nella cruda realtà di un&#8217;inconcepibile mondo ancora poco esplorato. Perchè se ha letto, come certamente ha letto, i racconti di Lanzetta non può non convenire che anche quella è denuncia. Tutto ciò che racconta una realtà come la nostra, da Todo Modo a Romanzo Criminale, è letteratura di denuncia. Provi a rileggere alcuni racconti della Ortese invece, e magari a non considerare di secondo piano tutto ciò che a lui non appare conforme ai clichè dell&#8217;impegno politico o civile.<br />
Lei avrebbe voluto conoscere i rapporti tra capitalismo criminale e politica ? Lei vorrebbe che i cittadini si riappropriassero della loro dignità mediante uno spontaneo movimento popolare ? Lei ritiene che un libro possa &#8220;accendere le micce di una coscienza etica &#8221; ?<br />
Ho l&#8217;impressione che stavolta sarò io a lasciarla ai &#8220;suoi sonni e ai nostri mostri&#8221;.<br />
Cordialità.</p>
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		<title>
		Di: fausto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/18/cani-lebbrosi/#comment-74591</link>

		<dc:creator><![CDATA[fausto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2007 15:16:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la Parrella è una scrittrice oltremodo banale, naif, il cui mancato stile è zeppo di oleografie al limite dell&#039;insopportabile.
Sui premi non spendo nemmeno una riga.
Di Di Consoli, Cilento, Pascale, Perrella, De Santis non mi frega un acca. Di Consoli ha fatto due buoni libri, Perrella è un mediocre critico e persona ancora più mediocre, la Cilento mi fa rabbia, De Santis ha un suo stile che apprezzo.
Che Lanzetta o il film di Tornatore siano precursori di saviano è una cosa non vera, mi scusi. Lanzetta è un apologeta di quei territori, la sua non è mai stata denuncia della malavita ma dello stato che ha creato quei ghetti, non è mai andato a illuminare il punto-momento in cui stato e camorra si saldano. E&#039; uomo simpatico, ma lui vive bukowskianamente quella periferia, ne ricava - a suo avviso - un cliché e un appeal. Il film di Tornatore è tutt&#039;altro che una denuncia.
Il libro di Saviano, ripeto, è un buon reportage tutto qui. Manca di completezza secondo me nella denuncia o quanto meno nella messa a fuoco dell&#039;unico vero problema che chi parla di Camorra dovrebbe porsi. In che modo l&#039;apparato politico protegge e si allea alla malavita. Dove accidenti sta il punto di giuntura che fa di noi cittadini figli di un dio minorato e non minore.
Porca Miseria è tutto qui. Io non pretendo che lui lo scrivesse. Se era questo che voleva dire ha fatto bene a restare nei suoi piani. Non mi si dica che è una una carrellata completa e capace di accendere le micce di una coscienza etica. E&#039; una cazzata gigantesca. Come i tour a parlare di queste cose. Vanno bene, sono belle le domande e le attenzioni. ma non è vero che il cittadino, spenti i riflettori e tornato nel suo mondo, muti il suo rapporto con la realtà. 
Parliamo di questo. e al prox che fa l&#039;accostamento Saviano-Pasolini poi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la Parrella è una scrittrice oltremodo banale, naif, il cui mancato stile è zeppo di oleografie al limite dell&#8217;insopportabile.<br />
Sui premi non spendo nemmeno una riga.<br />
Di Di Consoli, Cilento, Pascale, Perrella, De Santis non mi frega un acca. Di Consoli ha fatto due buoni libri, Perrella è un mediocre critico e persona ancora più mediocre, la Cilento mi fa rabbia, De Santis ha un suo stile che apprezzo.<br />
Che Lanzetta o il film di Tornatore siano precursori di saviano è una cosa non vera, mi scusi. Lanzetta è un apologeta di quei territori, la sua non è mai stata denuncia della malavita ma dello stato che ha creato quei ghetti, non è mai andato a illuminare il punto-momento in cui stato e camorra si saldano. E&#8217; uomo simpatico, ma lui vive bukowskianamente quella periferia, ne ricava &#8211; a suo avviso &#8211; un cliché e un appeal. Il film di Tornatore è tutt&#8217;altro che una denuncia.<br />
Il libro di Saviano, ripeto, è un buon reportage tutto qui. Manca di completezza secondo me nella denuncia o quanto meno nella messa a fuoco dell&#8217;unico vero problema che chi parla di Camorra dovrebbe porsi. In che modo l&#8217;apparato politico protegge e si allea alla malavita. Dove accidenti sta il punto di giuntura che fa di noi cittadini figli di un dio minorato e non minore.<br />
Porca Miseria è tutto qui. Io non pretendo che lui lo scrivesse. Se era questo che voleva dire ha fatto bene a restare nei suoi piani. Non mi si dica che è una una carrellata completa e capace di accendere le micce di una coscienza etica. E&#8217; una cazzata gigantesca. Come i tour a parlare di queste cose. Vanno bene, sono belle le domande e le attenzioni. ma non è vero che il cittadino, spenti i riflettori e tornato nel suo mondo, muti il suo rapporto con la realtà.<br />
Parliamo di questo. e al prox che fa l&#8217;accostamento Saviano-Pasolini poi&#8230;</p>
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		<title>
		Di: bruno		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/18/cani-lebbrosi/#comment-74472</link>

		<dc:creator><![CDATA[bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2007 09:34:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Guardi Fausto che non è proprio così. 
E&#039; quasi così. 
Partiamo dal fatto che Gomorra non è il primo libro scritto sull&#039;argomento, è solo il migliore. In questo terreno Peppe Lanzetta è stato un precursore. I suoi libri parlavano di Scampia quando ancora nessuno, fuori dai confini di Napoli, ne conosceva l&#039;esistenza e l&#039;enorme pericolosità sociale, deflagrata poi in ciò che sappiamo. E prima di Lanzetta c&#039;erano le lucide analisi giornalistiche del mai troppo rimpianto Giò Marrazzo. E non si può dimenticare il film di Tornatore sul fenomeno Cutolo. 
E se andiamo indietro nel tempo troveremo echi simili anche nella corrente letteraria che si formò a Napoli nel primo dopoguerra. Inutile farne i nomi, lei li conoscerà senz&#039;altro. Ma c&#039;è di più. Come molti hanno scritto, in Gomorra non c&#039;è nulla di nuovo. E questo dato, da molti sbandierato come una pecca dell&#039;opera, è a mio avviso la forza stessa di quel libro. Aver organizzato in forma di letteratura una serie di informazioni, raccogliendole e &quot;classificandole&quot; a secondo dell&#039;esigenza narrativa, è stata un&#039;operazione di autentico talento narrativo. Perchè, dite ciò che volete, Saviano sa scrivere. Ma c&#039;è dell&#039;altro. In concomitanza con l&#039;uscita di Gomorra ci sono state altre pubblicazioni di autori noti, da Giorgio Bocca a Jacopo Fo. E non escluderei l&#039;autobiografia &quot;La mala vita&quot; pubblicizzata da Maurizio Costanzo con tanto di carrambate televisive. E, seppure il particolare sia risibile, il sottoscritto scriveva un racconto satirico sulla camorra ancor prima che la massa dei lettori, sottoscritto compreso, venisse a sapere dell&#039;esistenza del un talentuoso 28enne casertano. E con questo raccontino scemo, suggellato da due righe di incoraggiamento dello stesso Roberto, ho fatto il giro d&#039;Italia, fiere comprese, a parlare delle stesse cose trattate in Gomorra. Con pudore, con umiltà, con la passione che mi muove un amore sconfinato per la mia terra.
Come vede non c&#039;è alcuna richiesta di propulsione morale da parte mia ( o nostra, se vogliamo davvero inventarci un movimento &quot;savianista&quot; ), la coscienza civica del mio popolo esiste ancora. Latitante, quasi invisibile, esile, ma c&#039;è. Alle presentazioni che ho fatto in giro c&#039;è stata una grande richiesta di informazioni, tutti volevano sapere, conoscere, approfondire. Sono stato invitato nelle scuole, nei centri sociali, ovunque ci fosse la voglia di capire le cose come stanno o sentirsi dire qualcosa di diverso dal reportage giornalistisco televisivo. E l&#039;ho fatto senza pensare a Saviano ( che ho citato puntualmente dappertutto come il migliore scrittore italiano tout court ), perchè Saviano, da parte sua, e con ascolto infinitamente maggiore del mio, stava facendo la stessa cosa in qualche altro posto. E probabilmente lo stesso facevano Lanzetta, Braucci, Sorrentino e tanti altri ancora. A modo loro, con il loro telento e la loro passione.
Forse Di Consoli, Cilento, Pascale, De Santis, Perrella, hanno fatto e fanno altro. Per carità, liberi di farlo nel migliore dei modi possibile. Ci mancherebbe che qualcuno stabilisca a priori cosa debbano scrivere gli scrittori. Ma allora perchè alcuni scrittori, guardacaso proprio questi ultimi che ho citato, vogliono stabilire cosa si debba leggere, cosa si debba scrivere, chi debba pubblicarlo ? E perchè proprio questi ultimi, con i loro articoli, hanno usato toni al limite della diffazione nei confronti di Saviano e di coloro che percorrono ( non seguono, attenzione ) la stessa strada ?
Questi signori affermano che bisogna lasciare spazio alle pubblicazioni che trattano argomenti diversi. E chi lo nega questo spazio ? La migliore penna partenopea, in questo momento, a mio avviso, è Valeria Parrella. Una ragazza di 30 anni, telento mostruoso, pluripremiata. Ha scritto di Napoli a modo suo, un modo diverso da quello di Saviano, e ha avuto un riscontro di pubblico e critica entusiasmante.
Ci provino anche Di Consoli, Cilento, Pascale, Perrella, De Santis.
Siamo tutti in attesa di leggere i loro lavori. Ma nel frattempo, per favore, lascino in pace chi vuole scrivere, leggere o pubblicare quello che diavolo gli pare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardi Fausto che non è proprio così.<br />
E&#8217; quasi così.<br />
Partiamo dal fatto che Gomorra non è il primo libro scritto sull&#8217;argomento, è solo il migliore. In questo terreno Peppe Lanzetta è stato un precursore. I suoi libri parlavano di Scampia quando ancora nessuno, fuori dai confini di Napoli, ne conosceva l&#8217;esistenza e l&#8217;enorme pericolosità sociale, deflagrata poi in ciò che sappiamo. E prima di Lanzetta c&#8217;erano le lucide analisi giornalistiche del mai troppo rimpianto Giò Marrazzo. E non si può dimenticare il film di Tornatore sul fenomeno Cutolo.<br />
E se andiamo indietro nel tempo troveremo echi simili anche nella corrente letteraria che si formò a Napoli nel primo dopoguerra. Inutile farne i nomi, lei li conoscerà senz&#8217;altro. Ma c&#8217;è di più. Come molti hanno scritto, in Gomorra non c&#8217;è nulla di nuovo. E questo dato, da molti sbandierato come una pecca dell&#8217;opera, è a mio avviso la forza stessa di quel libro. Aver organizzato in forma di letteratura una serie di informazioni, raccogliendole e &#8220;classificandole&#8221; a secondo dell&#8217;esigenza narrativa, è stata un&#8217;operazione di autentico talento narrativo. Perchè, dite ciò che volete, Saviano sa scrivere. Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. In concomitanza con l&#8217;uscita di Gomorra ci sono state altre pubblicazioni di autori noti, da Giorgio Bocca a Jacopo Fo. E non escluderei l&#8217;autobiografia &#8220;La mala vita&#8221; pubblicizzata da Maurizio Costanzo con tanto di carrambate televisive. E, seppure il particolare sia risibile, il sottoscritto scriveva un racconto satirico sulla camorra ancor prima che la massa dei lettori, sottoscritto compreso, venisse a sapere dell&#8217;esistenza del un talentuoso 28enne casertano. E con questo raccontino scemo, suggellato da due righe di incoraggiamento dello stesso Roberto, ho fatto il giro d&#8217;Italia, fiere comprese, a parlare delle stesse cose trattate in Gomorra. Con pudore, con umiltà, con la passione che mi muove un amore sconfinato per la mia terra.<br />
Come vede non c&#8217;è alcuna richiesta di propulsione morale da parte mia ( o nostra, se vogliamo davvero inventarci un movimento &#8220;savianista&#8221; ), la coscienza civica del mio popolo esiste ancora. Latitante, quasi invisibile, esile, ma c&#8217;è. Alle presentazioni che ho fatto in giro c&#8217;è stata una grande richiesta di informazioni, tutti volevano sapere, conoscere, approfondire. Sono stato invitato nelle scuole, nei centri sociali, ovunque ci fosse la voglia di capire le cose come stanno o sentirsi dire qualcosa di diverso dal reportage giornalistisco televisivo. E l&#8217;ho fatto senza pensare a Saviano ( che ho citato puntualmente dappertutto come il migliore scrittore italiano tout court ), perchè Saviano, da parte sua, e con ascolto infinitamente maggiore del mio, stava facendo la stessa cosa in qualche altro posto. E probabilmente lo stesso facevano Lanzetta, Braucci, Sorrentino e tanti altri ancora. A modo loro, con il loro telento e la loro passione.<br />
Forse Di Consoli, Cilento, Pascale, De Santis, Perrella, hanno fatto e fanno altro. Per carità, liberi di farlo nel migliore dei modi possibile. Ci mancherebbe che qualcuno stabilisca a priori cosa debbano scrivere gli scrittori. Ma allora perchè alcuni scrittori, guardacaso proprio questi ultimi che ho citato, vogliono stabilire cosa si debba leggere, cosa si debba scrivere, chi debba pubblicarlo ? E perchè proprio questi ultimi, con i loro articoli, hanno usato toni al limite della diffazione nei confronti di Saviano e di coloro che percorrono ( non seguono, attenzione ) la stessa strada ?<br />
Questi signori affermano che bisogna lasciare spazio alle pubblicazioni che trattano argomenti diversi. E chi lo nega questo spazio ? La migliore penna partenopea, in questo momento, a mio avviso, è Valeria Parrella. Una ragazza di 30 anni, telento mostruoso, pluripremiata. Ha scritto di Napoli a modo suo, un modo diverso da quello di Saviano, e ha avuto un riscontro di pubblico e critica entusiasmante.<br />
Ci provino anche Di Consoli, Cilento, Pascale, Perrella, De Santis.<br />
Siamo tutti in attesa di leggere i loro lavori. Ma nel frattempo, per favore, lascino in pace chi vuole scrivere, leggere o pubblicare quello che diavolo gli pare.</p>
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		<title>
		Di: fausto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/18/cani-lebbrosi/#comment-74453</link>

		<dc:creator><![CDATA[fausto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2007 22:02:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tutti hanno il diritto di riconoscersi in un’opera letteraria di ottima fattura e ritenerla fondamentale per la lotta alle mafie. Lotta che poi ognuno conduce coi propri sistemi, con le proprie idee, e correndo in proprio i rischi che ne conseguono.
Già da qui lei parte malissimo, perché senza addentrarmi nel suo caso personale, credere che la lettura di un libro come Gomorra abbia innescato un sistema virtuoso di consapevolezza civile e di lotta sociale è aberrante.
Semmai è vero il contrario; Poiché per il principio della delega la maggior parte delle persone che hanno letto quel libro, hanno ritenuto di aver assolto così, nella lettura, il loro compito di rivolta civile. Hanno delegato all&#039;atto 8teorico) della lettura ecumenica di un testo la pratica che andrebbe svolta con altri mezzi nella vita. 
Non credo che a un libro o al suo autore si debba chiedere questo; di essere il propulsore morale della coscienza civica di un popolo. ma se lei mi lascia intendere, come gli altri gomorroidi su questo blog fanno, che è ciò che è accaduto allora vi lascio al vostro sonno e ai nostri mostri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tutti hanno il diritto di riconoscersi in un’opera letteraria di ottima fattura e ritenerla fondamentale per la lotta alle mafie. Lotta che poi ognuno conduce coi propri sistemi, con le proprie idee, e correndo in proprio i rischi che ne conseguono.<br />
Già da qui lei parte malissimo, perché senza addentrarmi nel suo caso personale, credere che la lettura di un libro come Gomorra abbia innescato un sistema virtuoso di consapevolezza civile e di lotta sociale è aberrante.<br />
Semmai è vero il contrario; Poiché per il principio della delega la maggior parte delle persone che hanno letto quel libro, hanno ritenuto di aver assolto così, nella lettura, il loro compito di rivolta civile. Hanno delegato all&#8217;atto 8teorico) della lettura ecumenica di un testo la pratica che andrebbe svolta con altri mezzi nella vita.<br />
Non credo che a un libro o al suo autore si debba chiedere questo; di essere il propulsore morale della coscienza civica di un popolo. ma se lei mi lascia intendere, come gli altri gomorroidi su questo blog fanno, che è ciò che è accaduto allora vi lascio al vostro sonno e ai nostri mostri.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: bruno		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/18/cani-lebbrosi/#comment-74451</link>

		<dc:creator><![CDATA[bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2007 21:26:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sig. Fausto, ho solo informato Piero Sorrentino che sul Messaggero c&#039;è im articolo in cui lui viene indicato come autore ( insieme a Braucci ) che si appresta a pubblicare sull&#039;onda del successo di Gomorra. E&#039; falso, stupido, pretestuoso. E informato gli &quot;indiani&quot; citati che si parla anche di loro.
Se poi ha la cortesia di leggere ciò che ha scritto Di Consoli sugli estimatori di Saviano e di come lui &quot;ha diritto a non essere ignorato dal pubblico e dall&#039;editoria&quot; ( ohibò, anche io voglio questo diritto, anzi ne voglio due ! ) vedrà che il sottoscritto sarà pure impagabile ma Di Consoli è ridicolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sig. Fausto, ho solo informato Piero Sorrentino che sul Messaggero c&#8217;è im articolo in cui lui viene indicato come autore ( insieme a Braucci ) che si appresta a pubblicare sull&#8217;onda del successo di Gomorra. E&#8217; falso, stupido, pretestuoso. E informato gli &#8220;indiani&#8221; citati che si parla anche di loro.<br />
Se poi ha la cortesia di leggere ciò che ha scritto Di Consoli sugli estimatori di Saviano e di come lui &#8220;ha diritto a non essere ignorato dal pubblico e dall&#8217;editoria&#8221; ( ohibò, anche io voglio questo diritto, anzi ne voglio due ! ) vedrà che il sottoscritto sarà pure impagabile ma Di Consoli è ridicolo.</p>
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		<title>
		Di: fausto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/18/cani-lebbrosi/#comment-74402</link>

		<dc:creator><![CDATA[fausto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2007 11:22:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[oh sig. bruno lei è davvero impagabile, come quando chiama alle armi i contra-Saviano!!! straordinerio, direbbe Sacchi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oh sig. bruno lei è davvero impagabile, come quando chiama alle armi i contra-Saviano!!! straordinerio, direbbe Sacchi</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: alina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/18/cani-lebbrosi/#comment-74374</link>

		<dc:creator><![CDATA[alina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2007 08:33:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[questo racconto è brutto sciatto presuntuoso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>questo racconto è brutto sciatto presuntuoso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/18/cani-lebbrosi/#comment-74326</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2007 19:20:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non ho visto lotte fratricide contra Saviano,ho visto prese di posizione anche dure contro la prematura mitizzazione dello stesso(che sarebbe stata un modo per bruciarlo anzitempo,come è successo per altri valorosi autori finiti nel dimenticatoio dopo essere stati cullati su un illusione e spremuti per bene)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non ho visto lotte fratricide contra Saviano,ho visto prese di posizione anche dure contro la prematura mitizzazione dello stesso(che sarebbe stata un modo per bruciarlo anzitempo,come è successo per altri valorosi autori finiti nel dimenticatoio dopo essere stati cullati su un illusione e spremuti per bene)</p>
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		<title>
		Di: bruno		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/07/18/cani-lebbrosi/#comment-74322</link>

		<dc:creator><![CDATA[bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2007 18:07:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiedo scusa per l&#039;ot ma sono indignato dopo aver letto sul Messaggero di oggi un pazzo di Di Consoli sulla polemica nata alcune settimane fa sul Mattino di Napoli e ripresa anche su queste colonne.
Il pezzo di apertura &quot;Piccoli Saviano nascono&quot; è offensivo e pretestuoso. Si citano ottimi autori ( anche tu sei citato, Piero ) che stanno per pubblicare i loro lavori solo perchè si collocano sulla scia di Gomorra, non certo per la validità delle loro opere. E viene citata anche Nazione Indiana in cui, a dire dell&#039;autore, si è scatenata una guerra santa che vede da una parte i fondamentalisti savianici e dall&#039;altra i detrattori. Anche questo è vergognosamente falso. Non aggiungo altro ma consiglio vivamente la lettura di questi due articoli in cui si citano un po&#039; tutti, da Binaghi a Alcor e altri nick sparsi.
Sarebbe il caso che si riaprisse l&#039;argomento per lasciar modo ai &quot;fondamentalisti&quot; fanatici di dire di nuovo, chiaramente, per l&#039;ennesima volta, che nessuno mitizza nessuno ma che tutti hanno il diritto di riconoscersi in un&#039;opera letteraria di ottima fattura e ritenerla fondamentale per la lotta alle mafie. Lotta che poi ognuno conduce coi propri sistemi, con le proprie idee, e correndo in proprio i rischi che ne conseguono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo scusa per l&#8217;ot ma sono indignato dopo aver letto sul Messaggero di oggi un pazzo di Di Consoli sulla polemica nata alcune settimane fa sul Mattino di Napoli e ripresa anche su queste colonne.<br />
Il pezzo di apertura &#8220;Piccoli Saviano nascono&#8221; è offensivo e pretestuoso. Si citano ottimi autori ( anche tu sei citato, Piero ) che stanno per pubblicare i loro lavori solo perchè si collocano sulla scia di Gomorra, non certo per la validità delle loro opere. E viene citata anche Nazione Indiana in cui, a dire dell&#8217;autore, si è scatenata una guerra santa che vede da una parte i fondamentalisti savianici e dall&#8217;altra i detrattori. Anche questo è vergognosamente falso. Non aggiungo altro ma consiglio vivamente la lettura di questi due articoli in cui si citano un po&#8217; tutti, da Binaghi a Alcor e altri nick sparsi.<br />
Sarebbe il caso che si riaprisse l&#8217;argomento per lasciar modo ai &#8220;fondamentalisti&#8221; fanatici di dire di nuovo, chiaramente, per l&#8217;ennesima volta, che nessuno mitizza nessuno ma che tutti hanno il diritto di riconoscersi in un&#8217;opera letteraria di ottima fattura e ritenerla fondamentale per la lotta alle mafie. Lotta che poi ognuno conduce coi propri sistemi, con le proprie idee, e correndo in proprio i rischi che ne conseguono.</p>
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