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	Commenti a: Appunti giapponesi # 1	</title>
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		<title>
		Di: ruggero solmi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/17/appunti-giapponesi-1/#comment-76149</link>

		<dc:creator><![CDATA[ruggero solmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 17:03:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non sfiora e va dritto al cuore quindi va bene. rispettare il punto di vista no? a me piace perchè non ha pietà, non guarda in faccia gialla a nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non sfiora e va dritto al cuore quindi va bene. rispettare il punto di vista no? a me piace perchè non ha pietà, non guarda in faccia gialla a nessuno.</p>
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		Di: Stefano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 15:11:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La neutralità di un testo non esiste. Il filtro applicato da un autore lavora, eccome, in ogni caso. Il Giappone che si legge in questi appunti non è sicuramente tutto il Giappone che l&#039;Autore ha visto, che ha sua volta non è quello che ha avuto davanti. Doppio filtro, dunque. Ciò che leggiamo, a mio parere, è quello che intellettualmente e culturalmente ha fatto riflettere o ha suggestionato l&#039;Autore, anche (o soprattutto?)in relazione alle sue stesse radici consumistiche e occidentali. Non mi pare intenzione dell&#039;Autore fornire un ritratto esaustivo della società o dei costumi giapponesi, per questo abbiamo già (e sufficit) Licia Colò...
Un cenno a parte merita la scrittura, elegante ed essenziale.Invidiabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La neutralità di un testo non esiste. Il filtro applicato da un autore lavora, eccome, in ogni caso. Il Giappone che si legge in questi appunti non è sicuramente tutto il Giappone che l&#8217;Autore ha visto, che ha sua volta non è quello che ha avuto davanti. Doppio filtro, dunque. Ciò che leggiamo, a mio parere, è quello che intellettualmente e culturalmente ha fatto riflettere o ha suggestionato l&#8217;Autore, anche (o soprattutto?)in relazione alle sue stesse radici consumistiche e occidentali. Non mi pare intenzione dell&#8217;Autore fornire un ritratto esaustivo della società o dei costumi giapponesi, per questo abbiamo già (e sufficit) Licia Colò&#8230;<br />
Un cenno a parte merita la scrittura, elegante ed essenziale.Invidiabile.</p>
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		<title>
		Di: lorenzo cairoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/17/appunti-giapponesi-1/#comment-76138</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo cairoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 14:49:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cristallini, lisci, precisi, sfioranti come un&#039;ortica :) sembra Ripellino che parla di Mandelstam. 

Io sto con Elena, semplicemente perchè non sfiora, entra in un popolo e gli va dritto al cuore. 

Il Cairoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cristallini, lisci, precisi, sfioranti come un&#8217;ortica :) sembra Ripellino che parla di Mandelstam. </p>
<p>Io sto con Elena, semplicemente perchè non sfiora, entra in un popolo e gli va dritto al cuore. </p>
<p>Il Cairoli</p>
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		<title>
		Di: Chapuce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/17/appunti-giapponesi-1/#comment-76135</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chapuce]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 13:57:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[:-)
io sono quella tutta rossa!
;-)))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>:-)<br />
io sono quella tutta rossa!<br />
;-)))</p>
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		<title>
		Di: Chapuce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/17/appunti-giapponesi-1/#comment-76132</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chapuce]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 13:31:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[una cosa è certa:
io in Giappone non ci andrò mai!
:-)]]></description>
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io in Giappone non ci andrò mai!<br />
:-)</p>
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		<title>
		Di: hag reijk		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/17/appunti-giapponesi-1/#comment-76125</link>

		<dc:creator><![CDATA[hag reijk]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 10:55:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando mia figlia tornò da una gita scolastica in Inghilterra, le chiesi cosa avesse visto di particolare, cosa le fosse piaciuto o meno. Le &quot;solite &quot; (sic) cose insomma. Mi rispose che era un paese noioso, e violento: pioveva sempre e la gente ti pestava prima i piedi e poi diceva &quot;sorry&quot; ed una sera sono stati aggrediti da un gruppo di bad boys ubriachi che hanno spedito un paio di compagni di classe all&#039;ospedale... Bene, questa è stata la &quot;sua&quot; Inghilterra. Razzismo? Pregiudizi? Cecità? Ignoranza? Superficialità? Mi ha descritto quello che ha visto con lo stato d&#039;animo che aveva ed il suo racconto è stato preciso e vissuto e sincero: ripeto: è stata la sua Inghilterra che di sicuro mai coinciderà con quella &quot;reale&quot; (le virgolette sono d&#039;obbligo) che possiamo apprendere in qualsiasi documentario ;-)... -Non per questo credo che d&#039;ora in poi odierà i perfidi figli d&#039;Albione... Potremmo naturalmente parlare dell&#039;età, è un&#039;adolescente, e con questo dire che non fa testo: il che sarebbe un errore: ha infatti guardato e vissuto il suo viaggio senza la premura di dover scrivere una tesi o un reportage o un racconto -nulla aveva da dimostrare o da capire. E questo è il punto, il capire, anzi il voler capire, a tutti i costi, evitando però molto spesso che le immagini ci entrino dentro cosi come sono, cosi come le sentiamo -sempre alla ricerca come siamo  delle mediazioni culturali che ci aprano le magiche porte. Siamo ancora troppo legati ad una cultura da Baedecker. Si fa un viaggio e si torna con la pretesa di spiegare un paese diverso: il testo di La Chiusa però (è il parer mio!) evita proprio questo errore e, mi corregga se sbaglio, non è un reportage, bensì una sorta di  taccuino interiore. Voler trovare &quot;Il&quot; Giappone nel suo testo è come non vedere la foresta per via degli alberi che le stanno davanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando mia figlia tornò da una gita scolastica in Inghilterra, le chiesi cosa avesse visto di particolare, cosa le fosse piaciuto o meno. Le &#8220;solite &#8221; (sic) cose insomma. Mi rispose che era un paese noioso, e violento: pioveva sempre e la gente ti pestava prima i piedi e poi diceva &#8220;sorry&#8221; ed una sera sono stati aggrediti da un gruppo di bad boys ubriachi che hanno spedito un paio di compagni di classe all&#8217;ospedale&#8230; Bene, questa è stata la &#8220;sua&#8221; Inghilterra. Razzismo? Pregiudizi? Cecità? Ignoranza? Superficialità? Mi ha descritto quello che ha visto con lo stato d&#8217;animo che aveva ed il suo racconto è stato preciso e vissuto e sincero: ripeto: è stata la sua Inghilterra che di sicuro mai coinciderà con quella &#8220;reale&#8221; (le virgolette sono d&#8217;obbligo) che possiamo apprendere in qualsiasi documentario ;-)&#8230; -Non per questo credo che d&#8217;ora in poi odierà i perfidi figli d&#8217;Albione&#8230; Potremmo naturalmente parlare dell&#8217;età, è un&#8217;adolescente, e con questo dire che non fa testo: il che sarebbe un errore: ha infatti guardato e vissuto il suo viaggio senza la premura di dover scrivere una tesi o un reportage o un racconto -nulla aveva da dimostrare o da capire. E questo è il punto, il capire, anzi il voler capire, a tutti i costi, evitando però molto spesso che le immagini ci entrino dentro cosi come sono, cosi come le sentiamo -sempre alla ricerca come siamo  delle mediazioni culturali che ci aprano le magiche porte. Siamo ancora troppo legati ad una cultura da Baedecker. Si fa un viaggio e si torna con la pretesa di spiegare un paese diverso: il testo di La Chiusa però (è il parer mio!) evita proprio questo errore e, mi corregga se sbaglio, non è un reportage, bensì una sorta di  taccuino interiore. Voler trovare &#8220;Il&#8221; Giappone nel suo testo è come non vedere la foresta per via degli alberi che le stanno davanti.</p>
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		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/17/appunti-giapponesi-1/#comment-76120</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 09:41:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[c&#038;c
mi limito a prendere atto del fatto che detieni le chiavi dell&#039;interpretazione autentica.
Per quanto mi riguarda invece,  il contenuto di un pezzo, mio o di altri,  è sempre e di principio: negoziabile con l&#039;unico limite dell&#039;attacco personale. Posizioni antitetiche credo. Penso di riuscire a sopportarlo:))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>c&amp;c<br />
mi limito a prendere atto del fatto che detieni le chiavi dell&#8217;interpretazione autentica.<br />
Per quanto mi riguarda invece,  il contenuto di un pezzo, mio o di altri,  è sempre e di principio: negoziabile con l&#8217;unico limite dell&#8217;attacco personale. Posizioni antitetiche credo. Penso di riuscire a sopportarlo:))</p>
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		<title>
		Di: andrea barbieri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/17/appunti-giapponesi-1/#comment-76119</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 09:38:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[c&#038;c, bisognerebbe smetterla di attaccare la gente dicendo che hanno &quot;livore&quot;, attacca quello che dicono piuttosto, argomenta. A me è capitato tante volte, mi è capitato anche che mi diffamassero, che utilizzassero il mio nome in commenti non scritti da me, che mi ingiuriassero o prendessero per il culo nascondendosi dietro un nick col benestare del padrone della baracca. Tutte queste cose sono tristi. Bisognerebbe accettare come un valore la - chiamiamola così - veemenza critica (non la veemenza sputtanatoria e ridicolizzante).
Sto leggendo le lettere di Lorenzo Milani. Sono veementissime! E intelligentissime. In una lettera fa il ragionamento opposto a quello che ho sempre sentito fare. Dice che proprio perché si è capito che il bene e il male stanno dentro tutte le posizioni, bisogna &quot;leticare con tutti&quot;. Non dice che bisogna essere sommessi con tutti, dice che bisogna litigare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>c&amp;c, bisognerebbe smetterla di attaccare la gente dicendo che hanno &#8220;livore&#8221;, attacca quello che dicono piuttosto, argomenta. A me è capitato tante volte, mi è capitato anche che mi diffamassero, che utilizzassero il mio nome in commenti non scritti da me, che mi ingiuriassero o prendessero per il culo nascondendosi dietro un nick col benestare del padrone della baracca. Tutte queste cose sono tristi. Bisognerebbe accettare come un valore la &#8211; chiamiamola così &#8211; veemenza critica (non la veemenza sputtanatoria e ridicolizzante).<br />
Sto leggendo le lettere di Lorenzo Milani. Sono veementissime! E intelligentissime. In una lettera fa il ragionamento opposto a quello che ho sempre sentito fare. Dice che proprio perché si è capito che il bene e il male stanno dentro tutte le posizioni, bisogna &#8220;leticare con tutti&#8221;. Non dice che bisogna essere sommessi con tutti, dice che bisogna litigare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/17/appunti-giapponesi-1/#comment-76115</link>

		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 08:36:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[c&#038;c
Mah, per quanto mi riguarda sbagli bersaglio, oltre a quotar male:)
La questione non è tanto cosa io avrei voluto leggere, ma come quello che leggo è stato scritto, come può venir recepito.
E se permetti, oltre alla scrittura chiara e cristallina, oltre al respiro della punteggiatura e quello dei piccoli capoversi tra gli asterischi, io avverto anche il contenuto. Da questo punto di vista, non è che straelena abbia letto un altro post, o che le sue impressioni sul razzismo del pezzo siano demenziali e campate in aria. Al netto della veemenza, e del contrappunto positivo, il suo intervento imho ci sta,  per il motivo che ho detto sopra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>c&amp;c<br />
Mah, per quanto mi riguarda sbagli bersaglio, oltre a quotar male:)<br />
La questione non è tanto cosa io avrei voluto leggere, ma come quello che leggo è stato scritto, come può venir recepito.<br />
E se permetti, oltre alla scrittura chiara e cristallina, oltre al respiro della punteggiatura e quello dei piccoli capoversi tra gli asterischi, io avverto anche il contenuto. Da questo punto di vista, non è che straelena abbia letto un altro post, o che le sue impressioni sul razzismo del pezzo siano demenziali e campate in aria. Al netto della veemenza, e del contrappunto positivo, il suo intervento imho ci sta,  per il motivo che ho detto sopra.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/17/appunti-giapponesi-1/#comment-76113</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 07:52:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sì, grazie del ricordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sì, grazie del ricordo.</p>
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