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	Commenti a: Bartleby?	</title>
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		<title>
		Di: Ginevra		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ginevra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2007 20:46:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non lo so ma provo, 
per stabilire un rapporto di reciproco rispetto?
si comunica meglio a una certa distanza.

bon nuit]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non lo so ma provo,<br />
per stabilire un rapporto di reciproco rispetto?<br />
si comunica meglio a una certa distanza.</p>
<p>bon nuit</p>
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2007 13:08:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riflessione sul racconto

Per rendere ancora più soddisfacente la sistemazione, mi procurai un alto paravento verde pieghevole che poteva escludere completamente
Bartleby dalla mia vista, pur lasciandolo a portata di voce. Così, in certo modo, convivevano solitudine e compagnia.- scrive Melville

Il procuratore ha appena assunto Bartleby. Adesso lo deve sistemare in ufficio. Perchè Melville mette i due personaggi come in un confessionale?
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessione sul racconto</p>
<p>Per rendere ancora più soddisfacente la sistemazione, mi procurai un alto paravento verde pieghevole che poteva escludere completamente<br />
Bartleby dalla mia vista, pur lasciandolo a portata di voce. Così, in certo modo, convivevano solitudine e compagnia.- scrive Melville</p>
<p>Il procuratore ha appena assunto Bartleby. Adesso lo deve sistemare in ufficio. Perchè Melville mette i due personaggi come in un confessionale?<br />
effeffe</p>
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		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2007 09:50:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quest&#039;anno ho fatto leggere Bartleby in classe. Gli studenti si sono divertiti un mondo. Leggevano, commentavano, ognuno diceva la sua sul celebre &quot;prefer&quot;. 

Poi gli ho fatto leggere un estratto deleuziano sul racconto melvillesco. Allora non hanno riso più. Non capivano. Sono tornati alla normale noia di classe. La routine della &quot;spiegazione&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno ho fatto leggere Bartleby in classe. Gli studenti si sono divertiti un mondo. Leggevano, commentavano, ognuno diceva la sua sul celebre &#8220;prefer&#8221;. </p>
<p>Poi gli ho fatto leggere un estratto deleuziano sul racconto melvillesco. Allora non hanno riso più. Non capivano. Sono tornati alla normale noia di classe. La routine della &#8220;spiegazione&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/20/bartleby/#comment-76153</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 17:16:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sai Antonello, l&#039;attore, Yann Collette, in quella rappresentazione è stato assolutamente superbo. Elegante, sobrio, come Melville fa descrivere Bartleby, aveva una fragilità e un &quot;mettersi da parte&quot; davvero all&#039;unisono con il personaggio letterario. E con la sua parola d&#039;ordine (o di disordine)
Scrive sempre Gilles Deleuze: 
 
Si osserva prima di tutto un certo manierismo, una certa solennità: prefer è usato raramente in questo senso, e né il principale di Bartleby, l’avvocato, né gli impiegati dello studio se ne servono abitualmente (“una strana parola; per quanto mi riguarda non la uso mai…”). La formula ordinaria sarebbe piuttosto I’d rather not. Ma soprattutto, la stravaganza della formula va al di là della parola stessa: certo, è grammaticalmente corretta, sintatticamente corretta, ma la sua brusca conclusione, NOT TO, che lascia indeterminato ciò che rifiuta, le conferisce un carattere radicale, una specie di funzione-limite. La sua ripresa e la sua insistenza la rendono complessivamente ancor più insolita.

G. Deleuze, Bartleby o la formula, in Id., Critica e clinica, tr. it di A. Panaro, Cortina, Milano 1996, p.93

a proposito della formula mi ricordo come ne discutemmo insieme a David e a Laura, che l&#039;aveva tradotto e adattato. E di come avessero in francese due possibilità, «J&#039;aimerais mieux pas» o «Je préférerais ne pas, e &quot;preferito&quot; quest&#039;ultima che lasciava un che di sospeso, insondabile.

effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sai Antonello, l&#8217;attore, Yann Collette, in quella rappresentazione è stato assolutamente superbo. Elegante, sobrio, come Melville fa descrivere Bartleby, aveva una fragilità e un &#8220;mettersi da parte&#8221; davvero all&#8217;unisono con il personaggio letterario. E con la sua parola d&#8217;ordine (o di disordine)<br />
Scrive sempre Gilles Deleuze: </p>
<p>Si osserva prima di tutto un certo manierismo, una certa solennità: prefer è usato raramente in questo senso, e né il principale di Bartleby, l’avvocato, né gli impiegati dello studio se ne servono abitualmente (“una strana parola; per quanto mi riguarda non la uso mai…”). La formula ordinaria sarebbe piuttosto I’d rather not. Ma soprattutto, la stravaganza della formula va al di là della parola stessa: certo, è grammaticalmente corretta, sintatticamente corretta, ma la sua brusca conclusione, NOT TO, che lascia indeterminato ciò che rifiuta, le conferisce un carattere radicale, una specie di funzione-limite. La sua ripresa e la sua insistenza la rendono complessivamente ancor più insolita.</p>
<p>G. Deleuze, Bartleby o la formula, in Id., Critica e clinica, tr. it di A. Panaro, Cortina, Milano 1996, p.93</p>
<p>a proposito della formula mi ricordo come ne discutemmo insieme a David e a Laura, che l&#8217;aveva tradotto e adattato. E di come avessero in francese due possibilità, «J&#8217;aimerais mieux pas» o «Je préférerais ne pas, e &#8220;preferito&#8221; quest&#8217;ultima che lasciava un che di sospeso, insondabile.</p>
<p>effeffe</p>
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		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/20/bartleby/#comment-76145</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 16:45:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[nella foto di scena, ovviamente assai bella, il personaggio ha un accennato sorriso che non mi figuro in Bartleby. Quello che stupisce in B. è soprattutto la mancanza di articolazione, non discute, non invoca princìpi, difende un raggio d&#039;azione sempre più limitato. Come tutte le figure estreme, suggerisce a noi qualcosa da lontano; il suo stile è un lieve cenno. Un modo per andare avanti sarebbe proporre qualche significato di quel cenno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nella foto di scena, ovviamente assai bella, il personaggio ha un accennato sorriso che non mi figuro in Bartleby. Quello che stupisce in B. è soprattutto la mancanza di articolazione, non discute, non invoca princìpi, difende un raggio d&#8217;azione sempre più limitato. Come tutte le figure estreme, suggerisce a noi qualcosa da lontano; il suo stile è un lieve cenno. Un modo per andare avanti sarebbe proporre qualche significato di quel cenno.</p>
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		<title>
		Di: Chapuce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/08/20/bartleby/#comment-76133</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chapuce]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 13:32:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno Bartleby!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Bartleby!</p>
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