<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Juke-Box a foglia morta / Un&#8217;estate fa	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Jun 2008 21:00:26 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: jolanda catalano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78610</link>

		<dc:creator><![CDATA[jolanda catalano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2007 08:44:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78610</guid>

					<description><![CDATA[x berenice:quando si fanno certe affermazioni è cosa buona e giusta documentarle...


Franz mi associo alla tua gioia. Maledetta gioia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>x berenice:quando si fanno certe affermazioni è cosa buona e giusta documentarle&#8230;</p>
<p>Franz mi associo alla tua gioia. Maledetta gioia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Chapuce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78579</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chapuce]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2007 16:04:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78579</guid>

					<description><![CDATA[:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>:-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78565</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2007 13:48:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78565</guid>

					<description><![CDATA[No non dico noia. Ma gioia gioia gioia. Maledetta gioia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No non dico noia. Ma gioia gioia gioia. Maledetta gioia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: berenice		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78532</link>

		<dc:creator><![CDATA[berenice]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2007 07:02:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78532</guid>

					<description><![CDATA[&quot;Essere sempre troppo seri è proprio una tragedia.&quot;

Anche dedicarsi a tempo pieno alla scoperta dell&#039;acqua calda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Essere sempre troppo seri è proprio una tragedia.&#8221;</p>
<p>Anche dedicarsi a tempo pieno alla scoperta dell&#8217;acqua calda.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jolanda   catalano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78475</link>

		<dc:creator><![CDATA[jolanda   catalano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 09:18:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78475</guid>

					<description><![CDATA[Ci sono momenti in cui i pensieri vorrebbero oltrepassare i confini
dell&#039;indescrivibile e la mente,naufraga di se stessa,si smarrisce in una miriade di congetture molto vicine alla soglia della follia.
Ecco, in momenti come questi capita,a volte, finestre aperte, di ascoltare un motivetto orecchiabile oppure no che riconduce alla sicurezza del presente,della realtà che s&#039;intravede oltre la finestra spalancata : la vita o perlomeno ciò che percepiamo tale.
Per fortuna esiste in ognuno di noi  accanto alla serietà  con la quale ci catapultiamo nelle nostre passioni, anche un momento ludico.
Dunque perchè no? anche quella canzonetta che ha segnato parte della nostra giovinezza assieme a quel libro dal quale non ci separeremo mai. Ciò che conta è l&#039;emozione da qualunque parte provenga.
Essere sempre troppo seri è proprio una tragedia.
Cari saluti
jolanda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono momenti in cui i pensieri vorrebbero oltrepassare i confini<br />
dell&#8217;indescrivibile e la mente,naufraga di se stessa,si smarrisce in una miriade di congetture molto vicine alla soglia della follia.<br />
Ecco, in momenti come questi capita,a volte, finestre aperte, di ascoltare un motivetto orecchiabile oppure no che riconduce alla sicurezza del presente,della realtà che s&#8217;intravede oltre la finestra spalancata : la vita o perlomeno ciò che percepiamo tale.<br />
Per fortuna esiste in ognuno di noi  accanto alla serietà  con la quale ci catapultiamo nelle nostre passioni, anche un momento ludico.<br />
Dunque perchè no? anche quella canzonetta che ha segnato parte della nostra giovinezza assieme a quel libro dal quale non ci separeremo mai. Ciò che conta è l&#8217;emozione da qualunque parte provenga.<br />
Essere sempre troppo seri è proprio una tragedia.<br />
Cari saluti<br />
jolanda</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78370</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 19:21:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78370</guid>

					<description><![CDATA[Ma io sono in linea di massima d&#039;accordo con te, Gemma.
Un abbraccio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma io sono in linea di massima d&#8217;accordo con te, Gemma.<br />
Un abbraccio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gemma Gaetani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78362</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gemma Gaetani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 17:46:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78362</guid>

					<description><![CDATA[La forma artistica denominata “canzone” è spesso proposta, a priori, come espressione di cultura bassa. 
Se, infatti, diciamo “filmetto” o “romanzetto” con chiaro intento dispregiativo, per differenziare un brutto film o un brutto romanzo da quelli che consideriamo film o romanzi degni di essere chiamati così, nel caso della canzone il diminutivo-dispregiativo “canzonetta” ha quasi totalmente sostituito la forma canonica: la canzone è sempre canzonetta. Soprattutto se si tratta di canzone d’amore… Perché l’amore è un tema proverbialmente disgustoso per gli intellettuali, che se avesse subito in passato il dileggio che subisce oggi gente come Shakespeare sarebbe stata lapidata dai suoi contemporanei! E così alla canzone-canzonetta viene riconosciuto quasi soltanto un valore trash, nazionalpopolare (termine utilizzato, peraltro, in quest’accezione sinonimica di trash che è tanto diffusa quanto errata, perché il concetto in questione, originariamente, cioè in Gramsci, non significava di certo “monnezza per il popolo bue”). 
Quindi la canzone è canzonetta e la canzonetta è trash. E quindi gli intellettuali la disprezzano, oppure, se sono intellettuali che ogni tanto osano poggiare Borges in cantina, la lodano in quanto catartica, ricreativa, liberatoria cretinata. Un po’ come si fa con i film porno o con il calcio. 

La questione è un po&#039; più complessa e sarebbe caruccio affrontarla minimamente nella sua complessità. E per il tedio, tuo e non solo tuo, Franz, ho deciso di farlo. :0)

La canzone, innanzitutto, è letteralmente costituita da due parti, che sono imprescindibili, legate l’una all’altra come gemelle siamesi: musica e parole. La forma canzone è, a tutti gli effetti, una forma artistica. Con una teoria, una storia, spaziale e temporale, e una critica specializzata. Spesso i parolieri di professione sono poeti che, poiché scrivendo poesie non mangerebbero, usano le mani per scrivere canzoni, oggetti artistici notoriamente più amati, dal pubblico, della poesia. Spesso, inoltre, si dimentica che non tutti gli esecutori vocali di canzoni sono i loro autori. Il cantante, appunto, canta: non è sempre detto che abbia anche scritto, né melodia né testo. 

C&#039;è un interessantissimo libro, intitolato “Mogol-Battisti. L&#039;alchimia del verso cantato”, che tra i suoi pregi ha quello di spiegare già dal titolo cos&#039;è la canzone: verso cantato (e musicato). Ci sono versi di canzoni che soltanto letti, privati dell’enfatizzazione musicale, farebbero vomitare. Spesso la rimica delle canzoni è loffia, banale, poco curata, su carta non reggerebbe. Ci sono canzoni straniere che tradotte fanno vomitare (tipo “The final countdown” degli Europe, che già nella versione originale era una canzone ridicola e inascoltabile). Ci sono le canzonette, e le canzonacce, che hanno anche una vetrina specializzata che è Sanremo. Ma è anche vero che ci sono versi di meravigliose poesie meravigliosamente messi in musica (basta pensare alle versioni cantate da Ute Lemper delle poesie di Prevèrt). Insomma, per me le buone canzoni sono quelle il cui testo funziona anche senza musica. Quelle che leggeremmo con soddisfazione se fossero soltanto versi su carta. 

Se io leggo questo testo postato da Franz, evitando i refrain dovuti alla forma canzone che sono diversi da quelli concessi alla forma poesia, nella quale, appunto, un ritornello non si ripete settanta volte, se mi ci soffermo non pensando, per un momento, a Franco Califano, non mi sembra affatto una monnezza. E più che decente, ha una sua dignità, funziona, dice, evoca una situazione, e non lo fa in maniera totalmente priva di originalità, anzi. 

Riconosco che le canzoni di Max Pezzali siano pura monnezza (vorrei ricordare quel “verso” sulla “Peugeot in salita che non ce la fa”, o quello, più recente, che dice “cerco delle storie in cui vincono gli umili”). Riconosco che Fabrizio De André scrivesse invece pura poesia. Ma questo testo non è una monnezza, per quanto, Franz, io non credo che il Califfo sia il Verlaine del 2000! Verlaine non avrebbe mai scritto “Semo gente de borgata”… Peraltro si tratta di una “traduzione”, di un adattamento di Franco Califano dell’originale francese “Une belle histoire”, canzone le cui parole vennero scritte da Pierre Delanoë, il famoso paroliere francese, e la cui musica venne scritta da Michel Fugain, che la cantava, anche. Comunque io preferisco la cover dei Delta V.

(Ohi, Franz, non mi rispondere male, eh! E’ che questo tuo post, e i suoi commenti, mi hanno sottilmente provocato. ;0) Se ci pensi, la maggior parte delle persone che estrae da qualcosa dei versi dai quali si sente rappresentata, nella sua quotidianità, lo fa dalle canzoni, non certo dalle poesie. Io sono profondamente convinta che il ruolo che una volta aveva la poesia oggi lo svolga la canzone, a volte bene, a volte male, e forse purtroppo, perché questo dipende anche dal fatto che la fruizione della canzone è più pratica, veloce, forse anche più pigra, rispetto a quella della poesia, e per questa ragione esiste Radio Dj ma non Radio Poesia e la canzone vende e frutta soldi e la poesia direi proprio di no).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La forma artistica denominata “canzone” è spesso proposta, a priori, come espressione di cultura bassa.<br />
Se, infatti, diciamo “filmetto” o “romanzetto” con chiaro intento dispregiativo, per differenziare un brutto film o un brutto romanzo da quelli che consideriamo film o romanzi degni di essere chiamati così, nel caso della canzone il diminutivo-dispregiativo “canzonetta” ha quasi totalmente sostituito la forma canonica: la canzone è sempre canzonetta. Soprattutto se si tratta di canzone d’amore… Perché l’amore è un tema proverbialmente disgustoso per gli intellettuali, che se avesse subito in passato il dileggio che subisce oggi gente come Shakespeare sarebbe stata lapidata dai suoi contemporanei! E così alla canzone-canzonetta viene riconosciuto quasi soltanto un valore trash, nazionalpopolare (termine utilizzato, peraltro, in quest’accezione sinonimica di trash che è tanto diffusa quanto errata, perché il concetto in questione, originariamente, cioè in Gramsci, non significava di certo “monnezza per il popolo bue”).<br />
Quindi la canzone è canzonetta e la canzonetta è trash. E quindi gli intellettuali la disprezzano, oppure, se sono intellettuali che ogni tanto osano poggiare Borges in cantina, la lodano in quanto catartica, ricreativa, liberatoria cretinata. Un po’ come si fa con i film porno o con il calcio. </p>
<p>La questione è un po&#8217; più complessa e sarebbe caruccio affrontarla minimamente nella sua complessità. E per il tedio, tuo e non solo tuo, Franz, ho deciso di farlo. :0)</p>
<p>La canzone, innanzitutto, è letteralmente costituita da due parti, che sono imprescindibili, legate l’una all’altra come gemelle siamesi: musica e parole. La forma canzone è, a tutti gli effetti, una forma artistica. Con una teoria, una storia, spaziale e temporale, e una critica specializzata. Spesso i parolieri di professione sono poeti che, poiché scrivendo poesie non mangerebbero, usano le mani per scrivere canzoni, oggetti artistici notoriamente più amati, dal pubblico, della poesia. Spesso, inoltre, si dimentica che non tutti gli esecutori vocali di canzoni sono i loro autori. Il cantante, appunto, canta: non è sempre detto che abbia anche scritto, né melodia né testo. </p>
<p>C&#8217;è un interessantissimo libro, intitolato “Mogol-Battisti. L&#8217;alchimia del verso cantato”, che tra i suoi pregi ha quello di spiegare già dal titolo cos&#8217;è la canzone: verso cantato (e musicato). Ci sono versi di canzoni che soltanto letti, privati dell’enfatizzazione musicale, farebbero vomitare. Spesso la rimica delle canzoni è loffia, banale, poco curata, su carta non reggerebbe. Ci sono canzoni straniere che tradotte fanno vomitare (tipo “The final countdown” degli Europe, che già nella versione originale era una canzone ridicola e inascoltabile). Ci sono le canzonette, e le canzonacce, che hanno anche una vetrina specializzata che è Sanremo. Ma è anche vero che ci sono versi di meravigliose poesie meravigliosamente messi in musica (basta pensare alle versioni cantate da Ute Lemper delle poesie di Prevèrt). Insomma, per me le buone canzoni sono quelle il cui testo funziona anche senza musica. Quelle che leggeremmo con soddisfazione se fossero soltanto versi su carta. </p>
<p>Se io leggo questo testo postato da Franz, evitando i refrain dovuti alla forma canzone che sono diversi da quelli concessi alla forma poesia, nella quale, appunto, un ritornello non si ripete settanta volte, se mi ci soffermo non pensando, per un momento, a Franco Califano, non mi sembra affatto una monnezza. E più che decente, ha una sua dignità, funziona, dice, evoca una situazione, e non lo fa in maniera totalmente priva di originalità, anzi. </p>
<p>Riconosco che le canzoni di Max Pezzali siano pura monnezza (vorrei ricordare quel “verso” sulla “Peugeot in salita che non ce la fa”, o quello, più recente, che dice “cerco delle storie in cui vincono gli umili”). Riconosco che Fabrizio De André scrivesse invece pura poesia. Ma questo testo non è una monnezza, per quanto, Franz, io non credo che il Califfo sia il Verlaine del 2000! Verlaine non avrebbe mai scritto “Semo gente de borgata”… Peraltro si tratta di una “traduzione”, di un adattamento di Franco Califano dell’originale francese “Une belle histoire”, canzone le cui parole vennero scritte da Pierre Delanoë, il famoso paroliere francese, e la cui musica venne scritta da Michel Fugain, che la cantava, anche. Comunque io preferisco la cover dei Delta V.</p>
<p>(Ohi, Franz, non mi rispondere male, eh! E’ che questo tuo post, e i suoi commenti, mi hanno sottilmente provocato. ;0) Se ci pensi, la maggior parte delle persone che estrae da qualcosa dei versi dai quali si sente rappresentata, nella sua quotidianità, lo fa dalle canzoni, non certo dalle poesie. Io sono profondamente convinta che il ruolo che una volta aveva la poesia oggi lo svolga la canzone, a volte bene, a volte male, e forse purtroppo, perché questo dipende anche dal fatto che la fruizione della canzone è più pratica, veloce, forse anche più pigra, rispetto a quella della poesia, e per questa ragione esiste Radio Dj ma non Radio Poesia e la canzone vende e frutta soldi e la poesia direi proprio di no).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fk		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78314</link>

		<dc:creator><![CDATA[fk]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 11:55:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78314</guid>

					<description><![CDATA[Merisi, chiedo venia. La prossima volta che vengo a Sarzana porto le cassette.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Merisi, chiedo venia. La prossima volta che vengo a Sarzana porto le cassette.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fk		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78312</link>

		<dc:creator><![CDATA[fk]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 11:30:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78312</guid>

					<description><![CDATA[E come no? Momenti importanti. E ti ricordi Califano a Giulianello? Indimenticabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E come no? Momenti importanti. E ti ricordi Califano a Giulianello? Indimenticabile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78301</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 10:07:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/09/17/juke-box-a-foglia-morta-unestate-fa/#comment-78301</guid>

					<description><![CDATA[ti ricordi le mazzate prese per Alan Sorrenti?
effeffe
ps
in occasione del mio Juke Box  su Vian/ Fossati, le deserteur, paolo degli Yo Yo Mundi mi confessò che proprio grazie al mio post aveva &quot;appreso&quot; la storia del doppio finale della canzone. Insomma, corti circuiti che valgono, visto che insieme a marco la cantano splendidamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ti ricordi le mazzate prese per Alan Sorrenti?<br />
effeffe<br />
ps<br />
in occasione del mio Juke Box  su Vian/ Fossati, le deserteur, paolo degli Yo Yo Mundi mi confessò che proprio grazie al mio post aveva &#8220;appreso&#8221; la storia del doppio finale della canzone. Insomma, corti circuiti che valgono, visto che insieme a marco la cantano splendidamente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-05-08 19:04:44 by W3 Total Cache
-->