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	Commenti a: Tutto è puro per i puri	</title>
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		<title>
		Di: giorgio mascitelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/05/tutto-e-puro-per-i-puri/#comment-79517</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 12:55:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Luminanementi,
la tua critica al pezzo è più che mai legittima: non vi è descrizione della fenomenologia del puro. Ma proprio la grandezza dei modelli da te citati, alla quale del resto ho attinto nel parlare del puro,  sconsiglia che un comune mortale si incammini su questi terreni. Cosa potrei dire sulla fenomenolagia del puro che non abbiano già detto costoro?.
Il nucleo centrale del pezzo, dal mio punto di vista, è, come ha scritto Meneghelli, nella sottilineare la radicale inconsapevolezza del puro e nel contempo nell&#039;indicare l&#039;impossibilità di preservarla, se non nei casi fortuiti di una vita molto protetta, perchè il perfettamente puro non esiste e l&#039;esperienza della realtà a un certo punto produce lo choc  e la crisi del puro. La purezza sembra essere di ostacolo alla vita e infatti tutti i grandi puri della letteratura restano poco tempo nella società. Occupandomi di un puro più quotidiano e meno sublime, ho cercato di dire che è possibile sopravvivere allo scontro con il mondo. Questo dal mio punto di vista di estensore del pezzo giustifica quel tono quasi da referto psichiatrico, che molto giustamente è stato indicato in un commento come il suo principale carattere stilistico.
Sono molto importanti e certo meritevoli di un più ampio spazio le questioni sollevate da Elena g.. Mi limito a suggerire che il puro non sopporta le bassezze del mondo e dunque non le può conoscere nel senso che non possono modificare il suo abito mentale: egli dunque le vede, ma per così dire non le rielabora, esse non lo modificano. L&#039;esperienza più radicale per il puro probabilmente non è nelle bassezze del mondo, cioè nel bianco e nero, che egli può attribuire a un&#039;istanza metafisica,  ma nelle bassezze dei propri piccoli interessi egoistici, del lato piccoloborghese di ognuno di noi, anche del puro.
Giorgio Mascitelli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Luminanementi,<br />
la tua critica al pezzo è più che mai legittima: non vi è descrizione della fenomenologia del puro. Ma proprio la grandezza dei modelli da te citati, alla quale del resto ho attinto nel parlare del puro,  sconsiglia che un comune mortale si incammini su questi terreni. Cosa potrei dire sulla fenomenolagia del puro che non abbiano già detto costoro?.<br />
Il nucleo centrale del pezzo, dal mio punto di vista, è, come ha scritto Meneghelli, nella sottilineare la radicale inconsapevolezza del puro e nel contempo nell&#8217;indicare l&#8217;impossibilità di preservarla, se non nei casi fortuiti di una vita molto protetta, perchè il perfettamente puro non esiste e l&#8217;esperienza della realtà a un certo punto produce lo choc  e la crisi del puro. La purezza sembra essere di ostacolo alla vita e infatti tutti i grandi puri della letteratura restano poco tempo nella società. Occupandomi di un puro più quotidiano e meno sublime, ho cercato di dire che è possibile sopravvivere allo scontro con il mondo. Questo dal mio punto di vista di estensore del pezzo giustifica quel tono quasi da referto psichiatrico, che molto giustamente è stato indicato in un commento come il suo principale carattere stilistico.<br />
Sono molto importanti e certo meritevoli di un più ampio spazio le questioni sollevate da Elena g.. Mi limito a suggerire che il puro non sopporta le bassezze del mondo e dunque non le può conoscere nel senso che non possono modificare il suo abito mentale: egli dunque le vede, ma per così dire non le rielabora, esse non lo modificano. L&#8217;esperienza più radicale per il puro probabilmente non è nelle bassezze del mondo, cioè nel bianco e nero, che egli può attribuire a un&#8217;istanza metafisica,  ma nelle bassezze dei propri piccoli interessi egoistici, del lato piccoloborghese di ognuno di noi, anche del puro.<br />
Giorgio Mascitelli</p>
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		<title>
		Di: Robes Pierre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/05/tutto-e-puro-per-i-puri/#comment-79511</link>

		<dc:creator><![CDATA[Robes Pierre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 10:49:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grande!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grande!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: gina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 06:53:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... correte (corri, forrest, corri)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; correte (corri, forrest, corri)</p>
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		<title>
		Di: Marco Meneghelli (JoeChip)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/05/tutto-e-puro-per-i-puri/#comment-79497</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Meneghelli (JoeChip)]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 01:08:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come l&#039;Idiota di Dostoevskij, e qui concordo assolutamente con luminamenti, il puro sconvolge le situazioni sociali mostrandone in qualche modo l&#039;ipocrisia. Il suo comportamento smaschera. La sua suprema ingenuità, la sua ignoranza pressochè assoluta delle regole non scritte, cioè che non si vedono e non si possono leggere a chiare lettere, svela le nudità dei vari partecipanti alle situazioni sociali. La purezza in questo spesso si accompagna alla spontaneità. Il puro è come un bambino che dice ingenuamente &quot;il re è nudo&quot;. Dice quello che tutti vedono ma non dicono (che forse non hanno il coraggio di dire). 

A un bambino è concesso smascherare il re. Più difficile lo è per l&#039;adulto.

Il puro è un bambino adulto. E&#039; una banalità ma è vera: il puro ha conservato lo sguardo innocente e ingenuo di un bambino. E, anzichè accusare, estende la sua innocenza, come dice Mascitelli, al resto del mondo che lo circonda. Il puro vero non accusa, non epura, è vero: è più puro del puro che epura. 

Ma talvolta può indignarsi. 

La purezza dell&#039;infante in un corpo e una mente adulta sopporta la possibilità che il puro stesso si possa indignare, perchè è divenuto abbastanza maturo per farlo.

Ma il puro non giudica. Il vero puro non giudica. Semplicemente descrive ciò che accade e che vede.

Interessante è secondo me rispondere alla domanda di che cosa accade quando due puri si incontrano. Tu dirai: è già difficile e raro trovare un puro, figuriamoci due.

Non credo anzitutto che trovare un puro sia così raro ma se anche lo fosse, la nostra è un&#039;ipotesi per dir così letteraria.

Si immagini un mondo possibile in cui due puri si incontrano. Per elaborare la fenomenologia dell&#039;incontro di due puri e qui di nuovo seguo l&#039;indicazione di luminamenti, occorre a mio modo di vedere seguire la falsariga delle indicazioni fornite da Hegel nella fenomenologia dello spirito sull&#039;incontro delle autocoscienze. 

Il puro che incontra un&#039;altro puro si sdoppia in se stesso e dice: non sono l&#039;unico puro al mondo, forse ce ne è un&#039;altro. E quindi si chiede: sarà anche lui un puro? O non lo sarà? In realtà per essere davvero radicali in questa genealogia bisognarebbe supporre che il puro non sappia di esserlo. E che si stia parlando, da un punto di vista fenomenologico, della costituzione di un puro (e non dell&#039;io puro nel senso di Kant, anche se magari le faccende hanno qualcosa a che vedere l&#039;una coll&#039;altra)

Ordunque: se il puro incontrasse un impuro, da un certo punto di vista riconoscerebbe la sua purezza per negazione. Io sono il puro perchè l&#039;altro è un impuro. E verrebbe a conoscenza della propria purezza scontrandosi con la dura realtà della impurezza dell&#039;altro e quindi dell&#039;esistenza del male. (la classica tramvata...).

Ma come si diceva in qualcuno degli interventi, il vero puro resta tale sempre e comunque, resta puro anche di fronte all&#039;impuro. Magari si sporca per un po&#039; ma poi come l&#039;acqua di alta montagna torna alla sua purezza originaria.

Torniamo all&#039;ipotesi di partenza: il puro incontra un&#039;altro puro.

Per farla breve, secondo me si stringono la mano.

Si ma la storia non è così breve...E la faccenda è molto più complessa


Ma senza dover elaborare una fenomenologia completa del puro, di cui qui do solo un accenno fondativo, credo che la fine e la morale di questa storia sia che il puro è tale nella sua più pura purezza perchè in fin dei conti c&#039;è un&#039;incoscienza di fondo che lo rende tale e nessuna forma di consapevolezza potrà scalfire questa purezza di fondo. 

Nemmeno il dottor Freud.

Puri di tutto il mondo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come l&#8217;Idiota di Dostoevskij, e qui concordo assolutamente con luminamenti, il puro sconvolge le situazioni sociali mostrandone in qualche modo l&#8217;ipocrisia. Il suo comportamento smaschera. La sua suprema ingenuità, la sua ignoranza pressochè assoluta delle regole non scritte, cioè che non si vedono e non si possono leggere a chiare lettere, svela le nudità dei vari partecipanti alle situazioni sociali. La purezza in questo spesso si accompagna alla spontaneità. Il puro è come un bambino che dice ingenuamente &#8220;il re è nudo&#8221;. Dice quello che tutti vedono ma non dicono (che forse non hanno il coraggio di dire). </p>
<p>A un bambino è concesso smascherare il re. Più difficile lo è per l&#8217;adulto.</p>
<p>Il puro è un bambino adulto. E&#8217; una banalità ma è vera: il puro ha conservato lo sguardo innocente e ingenuo di un bambino. E, anzichè accusare, estende la sua innocenza, come dice Mascitelli, al resto del mondo che lo circonda. Il puro vero non accusa, non epura, è vero: è più puro del puro che epura. </p>
<p>Ma talvolta può indignarsi. </p>
<p>La purezza dell&#8217;infante in un corpo e una mente adulta sopporta la possibilità che il puro stesso si possa indignare, perchè è divenuto abbastanza maturo per farlo.</p>
<p>Ma il puro non giudica. Il vero puro non giudica. Semplicemente descrive ciò che accade e che vede.</p>
<p>Interessante è secondo me rispondere alla domanda di che cosa accade quando due puri si incontrano. Tu dirai: è già difficile e raro trovare un puro, figuriamoci due.</p>
<p>Non credo anzitutto che trovare un puro sia così raro ma se anche lo fosse, la nostra è un&#8217;ipotesi per dir così letteraria.</p>
<p>Si immagini un mondo possibile in cui due puri si incontrano. Per elaborare la fenomenologia dell&#8217;incontro di due puri e qui di nuovo seguo l&#8217;indicazione di luminamenti, occorre a mio modo di vedere seguire la falsariga delle indicazioni fornite da Hegel nella fenomenologia dello spirito sull&#8217;incontro delle autocoscienze. </p>
<p>Il puro che incontra un&#8217;altro puro si sdoppia in se stesso e dice: non sono l&#8217;unico puro al mondo, forse ce ne è un&#8217;altro. E quindi si chiede: sarà anche lui un puro? O non lo sarà? In realtà per essere davvero radicali in questa genealogia bisognarebbe supporre che il puro non sappia di esserlo. E che si stia parlando, da un punto di vista fenomenologico, della costituzione di un puro (e non dell&#8217;io puro nel senso di Kant, anche se magari le faccende hanno qualcosa a che vedere l&#8217;una coll&#8217;altra)</p>
<p>Ordunque: se il puro incontrasse un impuro, da un certo punto di vista riconoscerebbe la sua purezza per negazione. Io sono il puro perchè l&#8217;altro è un impuro. E verrebbe a conoscenza della propria purezza scontrandosi con la dura realtà della impurezza dell&#8217;altro e quindi dell&#8217;esistenza del male. (la classica tramvata&#8230;).</p>
<p>Ma come si diceva in qualcuno degli interventi, il vero puro resta tale sempre e comunque, resta puro anche di fronte all&#8217;impuro. Magari si sporca per un po&#8217; ma poi come l&#8217;acqua di alta montagna torna alla sua purezza originaria.</p>
<p>Torniamo all&#8217;ipotesi di partenza: il puro incontra un&#8217;altro puro.</p>
<p>Per farla breve, secondo me si stringono la mano.</p>
<p>Si ma la storia non è così breve&#8230;E la faccenda è molto più complessa</p>
<p>Ma senza dover elaborare una fenomenologia completa del puro, di cui qui do solo un accenno fondativo, credo che la fine e la morale di questa storia sia che il puro è tale nella sua più pura purezza perchè in fin dei conti c&#8217;è un&#8217;incoscienza di fondo che lo rende tale e nessuna forma di consapevolezza potrà scalfire questa purezza di fondo. </p>
<p>Nemmeno il dottor Freud.</p>
<p>Puri di tutto il mondo&#8230;</p>
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		<title>
		Di: lapalisse		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lapalisse]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 22:47:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[i puri sono sempre idioti per i furbi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>i puri sono sempre idioti per i furbi.</p>
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		Di: diamonds		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 16:29:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[se non traviso,Pintor del Manifesto intorno al crinale scrisse qualcosa relativo al fatto che nella Grecia classica i puri fossero gli idioti o gli ebeti,dando però al discorso una diversa prospettiva]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>se non traviso,Pintor del Manifesto intorno al crinale scrisse qualcosa relativo al fatto che nella Grecia classica i puri fossero gli idioti o gli ebeti,dando però al discorso una diversa prospettiva</p>
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		Di: the O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[the O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 09:14:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è sempre un puro più puro di chi epura.]]></description>
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		Di: luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 07:54:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alcuni modelli di studio per una fenomenologia del puro: Il grande idiota di Dostoevskji? Il grande folle di Shakespeare? il Don Chichiotte? il Puer aeternus di Hillman? Vaslav Nijinsky? 
L&#039;autore di questo pezzo dovrebbe andare più a fondo in una descrizione fenomenologica del puro, tema non molto affrontato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni modelli di studio per una fenomenologia del puro: Il grande idiota di Dostoevskji? Il grande folle di Shakespeare? il Don Chichiotte? il Puer aeternus di Hillman? Vaslav Nijinsky?<br />
L&#8217;autore di questo pezzo dovrebbe andare più a fondo in una descrizione fenomenologica del puro, tema non molto affrontato.</p>
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		<title>
		Di: il purè		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/05/tutto-e-puro-per-i-puri/#comment-79473</link>

		<dc:creator><![CDATA[il purè]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 22:13:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il puro non sa di esserlo.
l&#039;impuro pure.
eppure imparano a purificarsi o a imputridire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il puro non sa di esserlo.<br />
l&#8217;impuro pure.<br />
eppure imparano a purificarsi o a imputridire.</p>
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		Di: elena g.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/05/tutto-e-puro-per-i-puri/#comment-79468</link>

		<dc:creator><![CDATA[elena g.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 19:08:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciao JoeChip,
anche a me il puro è simpatico, e non mi piace l&#039;idea di coniugare purezza con ottusità. Il vero puro conosce la vita e le sue bassezze, eppure sa da che parte stare, è astuto e pulito. Animale rarissimo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao JoeChip,<br />
anche a me il puro è simpatico, e non mi piace l&#8217;idea di coniugare purezza con ottusità. Il vero puro conosce la vita e le sue bassezze, eppure sa da che parte stare, è astuto e pulito. Animale rarissimo</p>
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