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	Commenti a: La società sparente	</title>
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		<title>
		Di: Nazione Indiana &#187; Minacce in Calabria		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-81053</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana &#187; Minacce in Calabria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 15:16:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] ipotizzando un collegamento con alcune sue dichiarazioni successive all’uscita del libro “La società sparente” (Neftasia editore, Pesaro, 2007), su ‘ndrangheta e politica. Il volume, scritto con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] ipotizzando un collegamento con alcune sue dichiarazioni successive all’uscita del libro “La società sparente” (Neftasia editore, Pesaro, 2007), su ‘ndrangheta e politica. Il volume, scritto con il [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Beppe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-79894</link>

		<dc:creator><![CDATA[Beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 23:04:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, è partito il pulsante d&#039;invio prima che avessi finito di rileggere quello che avevo scritto. e infatti ci sono diverse ripetizioni. 
Tuttavia una correzione è d&#039;obbligo nella frase &quot;Lo Stato copre la mafia ma non in quanto connivente (forse anche quello), ma perché consente alla mafia di diventare bersaglio manifesto dello scontento popolare&quot; , manca un &#039;non&#039; e diventa &quot;Lo Stato copre la mafia, non in quanto connivente (forse anche quello), ma perché non consente alla mafia di diventare bersaglio manifesto dello scontento popolare. Impedisce che accada prima o poi ciò che sta accadendo in Birmania. Alla fine quel regime dovrà pur cadere!
Poi volevo concludere semplicemente dicendo che forse forse ho esagerato, ma Egalité, Fraternité, Liberté sono costate molto... ne è valsa la pena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, è partito il pulsante d&#8217;invio prima che avessi finito di rileggere quello che avevo scritto. e infatti ci sono diverse ripetizioni.<br />
Tuttavia una correzione è d&#8217;obbligo nella frase &#8220;Lo Stato copre la mafia ma non in quanto connivente (forse anche quello), ma perché consente alla mafia di diventare bersaglio manifesto dello scontento popolare&#8221; , manca un &#8216;non&#8217; e diventa &#8220;Lo Stato copre la mafia, non in quanto connivente (forse anche quello), ma perché non consente alla mafia di diventare bersaglio manifesto dello scontento popolare. Impedisce che accada prima o poi ciò che sta accadendo in Birmania. Alla fine quel regime dovrà pur cadere!<br />
Poi volevo concludere semplicemente dicendo che forse forse ho esagerato, ma Egalité, Fraternité, Liberté sono costate molto&#8230; ne è valsa la pena.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Molesini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-79893</link>

		<dc:creator><![CDATA[Molesini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 22:59:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interessante Vattimo.
Ecco che vediamo un possibile elemento costruttivo della disgregazione, la ri-collocazione in un diverso assetto identitario (penso anche alla rete) che permetta di rifondare il potere della voce.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante Vattimo.<br />
Ecco che vediamo un possibile elemento costruttivo della disgregazione, la ri-collocazione in un diverso assetto identitario (penso anche alla rete) che permetta di rifondare il potere della voce.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Beppe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-79891</link>

		<dc:creator><![CDATA[Beppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 22:52:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mafia mi sorprende. Un sistema feudale che si perpetua a dispetto dei mutamenti storici che le scivolano sopra. Anzi, un pezzo di storia che si è fermato e che diventa la sostanza di una storia che sembra apparentemente moderna e democratica. La mafia mantiene esercizio del potere in maniera schietta, decisa, che punta al sodo: la morte. E&#039; questo il suo potere: togliere la vita. 
Ma a questa decisione nel puntare al &#039;sodo&#039;, si contrappone l&#039;estrema evanescenza della sua della sua manifestazione.
Mi chiedo se, lasciando che la mafia si rivelasse come forma istituzionale di una regione, non porterebbe alle conseguenze storiche che tali sistemi assolutistici hanno portato: alla rivolta, a quella rivoluzione che in Francia nel 1789 si è sbarazzata del potere assoluto. Forse è proprio questo esercizio surrettizio del potere che impedisce i moti di liberazione. La storia è passata di lì solo come un alibi. In altre parole, forse Garibaldi (che non è andato fino in fondo), forse i Savoia (che non hanno capito che l&#039;Italia la si doveva fare meglio), forse gli americani con lo sbarco (che ne hanno avuto bisogno in sede anticomunista), forse lo stato Repubblicano (che ha cercato di convivere con il fenomeno) hanno congelato un processo storico che per questo ha mancato di compiersi. E un processo storico deve fare il suo corso. La conquista della democrazia è appunto una conquista di popolo.
L&#039;insurrezione contro la mafia come contro Luigi XVI.
L&#039;insurrezione non è indolore. 
D&#039;altra parte la mafia provoca tanto dolore strisciante.
Che si riveli, che si manifesti, che dichiari ufficialmente il suo potere senza nascondersi!
Ma la mafia può nascondersi, può far finta di non esistere proprio nascondendosi sotto le ali dello Stato.
Lo Stato copre la mafia ma non in quanto connivente (forse anche quello), ma perché consente alla mafia di diventare bersaglio manifesto dello scontento popolare.
E&#039; un po&#039; una provocazione, me ne rendo conto, ma lo Stato fornisce l&#039;alibi e soprattutto la copertura (non si tratta solo di connivenza) ad un sistema che è Feudale.
Liberté,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mafia mi sorprende. Un sistema feudale che si perpetua a dispetto dei mutamenti storici che le scivolano sopra. Anzi, un pezzo di storia che si è fermato e che diventa la sostanza di una storia che sembra apparentemente moderna e democratica. La mafia mantiene esercizio del potere in maniera schietta, decisa, che punta al sodo: la morte. E&#8217; questo il suo potere: togliere la vita.<br />
Ma a questa decisione nel puntare al &#8216;sodo&#8217;, si contrappone l&#8217;estrema evanescenza della sua della sua manifestazione.<br />
Mi chiedo se, lasciando che la mafia si rivelasse come forma istituzionale di una regione, non porterebbe alle conseguenze storiche che tali sistemi assolutistici hanno portato: alla rivolta, a quella rivoluzione che in Francia nel 1789 si è sbarazzata del potere assoluto. Forse è proprio questo esercizio surrettizio del potere che impedisce i moti di liberazione. La storia è passata di lì solo come un alibi. In altre parole, forse Garibaldi (che non è andato fino in fondo), forse i Savoia (che non hanno capito che l&#8217;Italia la si doveva fare meglio), forse gli americani con lo sbarco (che ne hanno avuto bisogno in sede anticomunista), forse lo stato Repubblicano (che ha cercato di convivere con il fenomeno) hanno congelato un processo storico che per questo ha mancato di compiersi. E un processo storico deve fare il suo corso. La conquista della democrazia è appunto una conquista di popolo.<br />
L&#8217;insurrezione contro la mafia come contro Luigi XVI.<br />
L&#8217;insurrezione non è indolore.<br />
D&#8217;altra parte la mafia provoca tanto dolore strisciante.<br />
Che si riveli, che si manifesti, che dichiari ufficialmente il suo potere senza nascondersi!<br />
Ma la mafia può nascondersi, può far finta di non esistere proprio nascondendosi sotto le ali dello Stato.<br />
Lo Stato copre la mafia ma non in quanto connivente (forse anche quello), ma perché consente alla mafia di diventare bersaglio manifesto dello scontento popolare.<br />
E&#8217; un po&#8217; una provocazione, me ne rendo conto, ma lo Stato fornisce l&#8217;alibi e soprattutto la copertura (non si tratta solo di connivenza) ad un sistema che è Feudale.<br />
Liberté,</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: topogigia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-79792</link>

		<dc:creator><![CDATA[topogigia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 19:05:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Topogigio, vieni ...
ti ho preparato il gattò di patate!
:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Topogigio, vieni &#8230;<br />
ti ho preparato il gattò di patate!<br />
:-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: topogigio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-79790</link>

		<dc:creator><![CDATA[topogigio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 18:07:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro emiliano, ma io mi riferivo alla vostra &quot;mossa&quot; simbolica e di prestigio, riguardo a vattimo. poi, &quot;padrinaggio&quot; non era detto in accezione negativa, ma non si può negare che padrinaggio è stato.
un caro saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro emiliano, ma io mi riferivo alla vostra &#8220;mossa&#8221; simbolica e di prestigio, riguardo a vattimo. poi, &#8220;padrinaggio&#8221; non era detto in accezione negativa, ma non si può negare che padrinaggio è stato.<br />
un caro saluto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Emiliano Morrone		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-79787</link>

		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Morrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 16:00:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro topogigio,

Vattimo non è un padrino, almeno per tre ragioni:
1) all&#039;università non conta una ceppa;
2) in politica ha il peso di una piuma;
3)  sui media e per le sfere Chiesa  lasciamo perdere.

Mettiamola così, è un calabrese d&#039;origine. Nulla di strano se qualche volta si chiama qualcuno che non ha messo le mani nella marmellatina. Via dal populismo, dalla retorica e dalla superficialità, voglio dire che la candidatura di Vattimo era semplicemente uno degli scandali dell&#039;ovvio.
Se è tutto compromesso, si cerca qualcuno che non c&#039;entra.
Quanto alla sua - di Vattimo - dimestichezza col basso, a parte la satira, credo che sia molto più abile e credibile d&#039;un Cacciari, o d&#039;un Coiffeur-ati.
Con grande simpatia e cordialità.

emiliano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro topogigio,</p>
<p>Vattimo non è un padrino, almeno per tre ragioni:<br />
1) all&#8217;università non conta una ceppa;<br />
2) in politica ha il peso di una piuma;<br />
3)  sui media e per le sfere Chiesa  lasciamo perdere.</p>
<p>Mettiamola così, è un calabrese d&#8217;origine. Nulla di strano se qualche volta si chiama qualcuno che non ha messo le mani nella marmellatina. Via dal populismo, dalla retorica e dalla superficialità, voglio dire che la candidatura di Vattimo era semplicemente uno degli scandali dell&#8217;ovvio.<br />
Se è tutto compromesso, si cerca qualcuno che non c&#8217;entra.<br />
Quanto alla sua &#8211; di Vattimo &#8211; dimestichezza col basso, a parte la satira, credo che sia molto più abile e credibile d&#8217;un Cacciari, o d&#8217;un Coiffeur-ati.<br />
Con grande simpatia e cordialità.</p>
<p>emiliano</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Emiliano Morrone		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-79786</link>

		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Morrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 16:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro topogigio,

Vattimo non è un padrino, almeno per tre ragioni:
1) all&#039;università non conta una ceppa;
2) in politica ha il peso di una piuma;
3)  sui media e per le sfere Chiesa  lasciamo perdere.

Mettiamola così, è un calabrese d&#039;origine. Nulla di strano se qualche volta si chiama qualcuno che non ha messo le mani nella marmellatina. Via dal populismo, dalla retorica e dalla superficialità, voglio dire che la candidatura di Vattimo era semplicemente uno degli scandali dell&#039;ovvio.
Se è tutto compromesso, si cerca qualcuno che non c&#039;entra.
Quanto alla sua - di Vattimo - dimestichezza col basso, a parte la satira, credo che sia molto più abile e credibile d&#039;un Cacciari, o d&#039;un Coiffeur-ati.
Con grande simpatia.

emiliano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro topogigio,</p>
<p>Vattimo non è un padrino, almeno per tre ragioni:<br />
1) all&#8217;università non conta una ceppa;<br />
2) in politica ha il peso di una piuma;<br />
3)  sui media e per le sfere Chiesa  lasciamo perdere.</p>
<p>Mettiamola così, è un calabrese d&#8217;origine. Nulla di strano se qualche volta si chiama qualcuno che non ha messo le mani nella marmellatina. Via dal populismo, dalla retorica e dalla superficialità, voglio dire che la candidatura di Vattimo era semplicemente uno degli scandali dell&#8217;ovvio.<br />
Se è tutto compromesso, si cerca qualcuno che non c&#8217;entra.<br />
Quanto alla sua &#8211; di Vattimo &#8211; dimestichezza col basso, a parte la satira, credo che sia molto più abile e credibile d&#8217;un Cacciari, o d&#8217;un Coiffeur-ati.<br />
Con grande simpatia.</p>
<p>emiliano</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: topogigio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-79778</link>

		<dc:creator><![CDATA[topogigio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 09:30:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro emiliano, la dimostrazione che partire dal basso sia una lettera morta, seppur lettera, è data dal fatto che voi stessi avete avuto bisogno di due ali protettive (vattimo) e di una idea balzana e discutibile, più trendistica, anche se il trendy non c&#039;era, ma circolava nell&#039;aria (vattimo candidato a sindaco).
ora, cosa voglio dire, voglio dire che il target è ben individuato. e che non si sfonda col padrinaggio. 
ho idea che partire dal basso significhi altro.
cordialmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro emiliano, la dimostrazione che partire dal basso sia una lettera morta, seppur lettera, è data dal fatto che voi stessi avete avuto bisogno di due ali protettive (vattimo) e di una idea balzana e discutibile, più trendistica, anche se il trendy non c&#8217;era, ma circolava nell&#8217;aria (vattimo candidato a sindaco).<br />
ora, cosa voglio dire, voglio dire che il target è ben individuato. e che non si sfonda col padrinaggio.<br />
ho idea che partire dal basso significhi altro.<br />
cordialmente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Emiliano Morrone		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-79774</link>

		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Morrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 06:40:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/10/11/la-societa-sparente/#comment-79774</guid>

					<description><![CDATA[Caro Tashtego,

condivido molto la tua analisi. Ma credo che, per quanto fondata, si concentri più sugli aspetti storici e meno su quelli dinamici del fenomeno. Hai ragione quando affermi che silenzio e rassegnazione sono degli effetti. Ma non credo di allontanarmi dal vero se sostengo che sono anche delle cause. Quanto alla peculiarità del metodo &quot;brevi manu&quot; di cui ha scritto Vattimo, penso, come te, che sia d&#039;applicazione nazionale. Forse, però, ed è quello che intendeva il Nostro, in Calabria il male ha una sorta di &quot;bulky&quot;, che non sembra riscontrabile in altre aree regionali, a eccezione di quelle &quot;classiche&quot;. Giorni fa, ho ascoltato una conferenza di Gratteri. Non mi ha particolarmente impressionato il riferito e affascinante percorso del traffico della coca, dalla Colombia a Gioia Tauro. Il problema che cerchiamo di porci con Vattimo e Alessio, di là da &quot;La società sparente&quot;, è se possono esserci significativi interventi culturali per un&#039;emancipazione dalla &#039;ndrangheta, dalla camorra, dalla mafia et coetera. Ci è capitato di ossevare delle sottili forme di condizionamento nelle scuole, per esempio a San Giovanni in Fiore (Cs). Mettiamola così, per semplificare: &#039;ndrangheta e analoghi sono una forma di pensiero, lontani da integralismi, che si producono anche nelle cd. &quot;agenzie di formazione&quot;. Io credo che il problema dell&#039;organizzazione criminale del Mezzogiorno vada esaminato e letto in una prospettiva unitaria. Faccio tesoro, quindi, delle tue parole e del contributo essenziale di Roberto Saviano. Auspico, allora, un&#039;azione e una lotta collettiva, consapevole che la cultura può sempre incidere e non essere un&#039;utopia debole.
Con viva gratitudine.

Emiliano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Tashtego,</p>
<p>condivido molto la tua analisi. Ma credo che, per quanto fondata, si concentri più sugli aspetti storici e meno su quelli dinamici del fenomeno. Hai ragione quando affermi che silenzio e rassegnazione sono degli effetti. Ma non credo di allontanarmi dal vero se sostengo che sono anche delle cause. Quanto alla peculiarità del metodo &#8220;brevi manu&#8221; di cui ha scritto Vattimo, penso, come te, che sia d&#8217;applicazione nazionale. Forse, però, ed è quello che intendeva il Nostro, in Calabria il male ha una sorta di &#8220;bulky&#8221;, che non sembra riscontrabile in altre aree regionali, a eccezione di quelle &#8220;classiche&#8221;. Giorni fa, ho ascoltato una conferenza di Gratteri. Non mi ha particolarmente impressionato il riferito e affascinante percorso del traffico della coca, dalla Colombia a Gioia Tauro. Il problema che cerchiamo di porci con Vattimo e Alessio, di là da &#8220;La società sparente&#8221;, è se possono esserci significativi interventi culturali per un&#8217;emancipazione dalla &#8216;ndrangheta, dalla camorra, dalla mafia et coetera. Ci è capitato di ossevare delle sottili forme di condizionamento nelle scuole, per esempio a San Giovanni in Fiore (Cs). Mettiamola così, per semplificare: &#8216;ndrangheta e analoghi sono una forma di pensiero, lontani da integralismi, che si producono anche nelle cd. &#8220;agenzie di formazione&#8221;. Io credo che il problema dell&#8217;organizzazione criminale del Mezzogiorno vada esaminato e letto in una prospettiva unitaria. Faccio tesoro, quindi, delle tue parole e del contributo essenziale di Roberto Saviano. Auspico, allora, un&#8217;azione e una lotta collettiva, consapevole che la cultura può sempre incidere e non essere un&#8217;utopia debole.<br />
Con viva gratitudine.</p>
<p>Emiliano</p>
]]></content:encoded>
		
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