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	Commenti a: Era tanto tempo fa	</title>
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		<title>
		Di: carleto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[carleto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Nov 2007 14:18:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e davvero uno dei ricordi più nitidi che ho è di quando qualcuno - mamma? mia sorella diplomata terrorista dal suo essere più vecchia di me? - fuori al terrazzo mi intimò di rientrare alle prime gocce di pioggia che, sapevamo già tutti, era radioattiva. Uhm. Ricordo di aver guardato in su, per un po&#039;, sguardo fisso sul cielo plumbeo, tale e quale a un minuto prima, ma già diverso, minacciosissimo, pesante e cattivo. Perchè aspettare che piovesse? Perchè aspettare di sentire la pelle ustionarsi e sfrigolare alla prima goccia che mi sarebbe caduta sul dorso della mano, o sulla fronte? Tanto valeva rientrare subito.
In quanto al non mangiare verdure, beh, questa sì che era una gran cosa.
cia&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e davvero uno dei ricordi più nitidi che ho è di quando qualcuno &#8211; mamma? mia sorella diplomata terrorista dal suo essere più vecchia di me? &#8211; fuori al terrazzo mi intimò di rientrare alle prime gocce di pioggia che, sapevamo già tutti, era radioattiva. Uhm. Ricordo di aver guardato in su, per un po&#8217;, sguardo fisso sul cielo plumbeo, tale e quale a un minuto prima, ma già diverso, minacciosissimo, pesante e cattivo. Perchè aspettare che piovesse? Perchè aspettare di sentire la pelle ustionarsi e sfrigolare alla prima goccia che mi sarebbe caduta sul dorso della mano, o sulla fronte? Tanto valeva rientrare subito.<br />
In quanto al non mangiare verdure, beh, questa sì che era una gran cosa.<br />
cia&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: ancora in rete &#171; scompartimento per lettori e taciturni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/08/era-tanto-tempo-fa/#comment-81490</link>

		<dc:creator><![CDATA[ancora in rete &#171; scompartimento per lettori e taciturni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 12:59:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Era tanto tempo fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Era tanto tempo fa [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/08/era-tanto-tempo-fa/#comment-81433</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 22:23:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sai, se dovessi pensarmi in un mondo perfetto, in un mondo ideale credo che non sarei meno infelice, meno angosciata, meno sola.
la felicità senza causa è l&#039;unica felicità che ti garantisce la beatitudine, la quiete e questa di felicità non abbisogna di una particolare realtà.
ogni causa, ogni &quot;evento&quot; possono renderci infelici e farci paura e questa continua  minaccia non ha tempo, non è prerogativa della tua generazione ma le attraversa e le ha attraversate tutte.
come dire...nulla di nuovo da quando negli umani si e accesa la scintilla della &quot;coscienza&quot; di esistere.
la paura è dentro di noi sempre. la paura è del tempo, di ogni tempo.
alcuni lo sanno, alcuni l&#039;affrontano, tanti la rimuovono ,tanti non hanno tempo per pensare cosa sia.
sei davvero bravo.
bacio
la funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sai, se dovessi pensarmi in un mondo perfetto, in un mondo ideale credo che non sarei meno infelice, meno angosciata, meno sola.<br />
la felicità senza causa è l&#8217;unica felicità che ti garantisce la beatitudine, la quiete e questa di felicità non abbisogna di una particolare realtà.<br />
ogni causa, ogni &#8220;evento&#8221; possono renderci infelici e farci paura e questa continua  minaccia non ha tempo, non è prerogativa della tua generazione ma le attraversa e le ha attraversate tutte.<br />
come dire&#8230;nulla di nuovo da quando negli umani si e accesa la scintilla della &#8220;coscienza&#8221; di esistere.<br />
la paura è dentro di noi sempre. la paura è del tempo, di ogni tempo.<br />
alcuni lo sanno, alcuni l&#8217;affrontano, tanti la rimuovono ,tanti non hanno tempo per pensare cosa sia.<br />
sei davvero bravo.<br />
bacio<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Chapuce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/08/era-tanto-tempo-fa/#comment-81428</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chapuce]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 21:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo scritto scuote un pezzo di vita, memorie, paure che ci hanno accompagnato, che ancora riusciamo a sentire se solo scrutiamo più a fondo nel nostro bagaglio...
io ne ho avuta tanta in quegli anni, la casa era un mallo caldo.
Le paure in fondo insegnano.
grazie per questi ricordi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo scritto scuote un pezzo di vita, memorie, paure che ci hanno accompagnato, che ancora riusciamo a sentire se solo scrutiamo più a fondo nel nostro bagaglio&#8230;<br />
io ne ho avuta tanta in quegli anni, la casa era un mallo caldo.<br />
Le paure in fondo insegnano.<br />
grazie per questi ricordi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Simone Morgagni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/08/era-tanto-tempo-fa/#comment-81407</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simone Morgagni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 17:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viene anche da chiedersi cosa ci sia stato dopo gli anni &#039;80.

Se essi rappresentano gli anni in cui non si è cresciuti, si è poi forse ripartiti?

Oppure la dicotomia totale tra l&#039;onnipresente linguaggio del rischio (riprendendo Ulrich Beck presente sotto ogni parola di questo bel pezzo) e quello della percezione umana ha proseguito la propria marcia indisturbata?

Mi viene persino da chiedere quale parola tradizionale possa riempire il vuoto creato dalla paura non percettibile, dal rischio onnipresente, ma non visibile che è fondamento dei nostri giorni.

All&#039;interno di questa modernità avanzata che procede a smantellare le regole che sembravano esserne base, quali parole trovare ancora per descriverLa e descriverCi se non sull&#039;orlo ormai dell&#039;ultima soglia?

Qui credo stia la sfida più grande.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viene anche da chiedersi cosa ci sia stato dopo gli anni &#8217;80.</p>
<p>Se essi rappresentano gli anni in cui non si è cresciuti, si è poi forse ripartiti?</p>
<p>Oppure la dicotomia totale tra l&#8217;onnipresente linguaggio del rischio (riprendendo Ulrich Beck presente sotto ogni parola di questo bel pezzo) e quello della percezione umana ha proseguito la propria marcia indisturbata?</p>
<p>Mi viene persino da chiedere quale parola tradizionale possa riempire il vuoto creato dalla paura non percettibile, dal rischio onnipresente, ma non visibile che è fondamento dei nostri giorni.</p>
<p>All&#8217;interno di questa modernità avanzata che procede a smantellare le regole che sembravano esserne base, quali parole trovare ancora per descriverLa e descriverCi se non sull&#8217;orlo ormai dell&#8217;ultima soglia?</p>
<p>Qui credo stia la sfida più grande.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Chapuce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/08/era-tanto-tempo-fa/#comment-81403</link>

		<dc:creator><![CDATA[Chapuce]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 17:23:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Raimo, oggi ho avuto una giornata piena piena
questa sera però voglio proprio leggerti con calma...
a presto
Chapuce]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Raimo, oggi ho avuto una giornata piena piena<br />
questa sera però voglio proprio leggerti con calma&#8230;<br />
a presto<br />
Chapuce</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea bajani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/08/era-tanto-tempo-fa/#comment-81393</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea bajani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 15:44:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a me viene da ringraziarti, quando scrivi pezzi così]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a me viene da ringraziarti, quando scrivi pezzi così</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cristiano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/08/era-tanto-tempo-fa/#comment-81390</link>

		<dc:creator><![CDATA[cristiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 15:15:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[verso una lucente corona italiana?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>verso una lucente corona italiana?</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/08/era-tanto-tempo-fa/#comment-81383</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 14:19:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Raimo nei tuoi testi, anche quando non sono interamente daccordo con te, trovo sempre momenti di autenticità e profondità che è sempre più raro trovare negli scrittori di questo paese.

&quot;gli anni ottanta sono gli anni in cui non siamo cresciuti. In cui le cose, pure ingrandendosi, pure alimentandosi, pure mutando di forma, non hanno attraversato un vero processo evolutivo&quot;.

E&#039; vero, ed è vero anche per chi aveva già una vita adulta alle spalle.

A questa fenomenologia della paura sociale manca ovviamente l&#039;ultimo capitolo, forse perchè è scontato: l&#039;11 settembre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raimo nei tuoi testi, anche quando non sono interamente daccordo con te, trovo sempre momenti di autenticità e profondità che è sempre più raro trovare negli scrittori di questo paese.</p>
<p>&#8220;gli anni ottanta sono gli anni in cui non siamo cresciuti. In cui le cose, pure ingrandendosi, pure alimentandosi, pure mutando di forma, non hanno attraversato un vero processo evolutivo&#8221;.</p>
<p>E&#8217; vero, ed è vero anche per chi aveva già una vita adulta alle spalle.</p>
<p>A questa fenomenologia della paura sociale manca ovviamente l&#8217;ultimo capitolo, forse perchè è scontato: l&#8217;11 settembre.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/08/era-tanto-tempo-fa/#comment-81361</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 10:14:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di Pironti, non riesco più a trovare, nella mia caotica biblioteca, libro di Oliviero Beha &quot;Anni di merda: notizie dal fronte del disagio italiano, 1989-1992&quot;, che mi pare faccia scopa, o quasi, col tema del post. Temo che sia irrimediabilmente fuori catalogo.

Cavolo se me lo ricordo Arnold!, anche se ero già grandicello, quasi ventenne. Sono andato a scartabellare su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mio_amico_Arnold) e ho scoperto che Gary Coleman, l&#039;attore nero nano che interpretava Arnold Jackson appunto, si è candidato alla carica di governatore della California, nel partito Repubblicano, in competizione con l&#039;altro &quot;vero&quot; Arnold (Schwarzenegger) che poi ha vinto. Troppo stupida la cosa, ma ha degli aspetti geniali tragicomici, per l&#039;antitesi anche fisica dei due personaggi.

La tv commerciale, l&#039;AIDS, Chernobyl. Tre catastrofi direi annunciate. Annunciate dalle condizioni politiche che si erano create alla fine degli anni &#039;70. Il craxismo che poi si trasformerà in berlusconismo, e tutto il malgoverno che ne è seguito fino alla catastrofe dei primi anni novanta e alla mutagenesi successiva.

Il craxismo permise a Berlusconi &#038; Co. di fare quell&#039;assalto alle televisioni che erano ancora in uno stato naif e molto libero. Poco prima, alla fine degli anni &#039;70 c&#039;erano migliaia di televisioni locali, le cosiddette &quot;tv libere&quot;, pariodate da Roberto Benigni nella mitica trasmissione mandata in onda dalla RAI nel 1976 che originariamente si doveva chiamare &quot;Televacca&quot; ma che poi è stata ribattezzata, credo per pruriti censorei, &quot;Onda libera&quot;. Erano anni gloriosi, in cui il caos anarchico delle televisioni libere ti presentava dai film zozzi ai dibattiti politici stile Radio Onda Rossa, in studi televisivi improvvisati con un telo dietro a fare da sfondo. Poi, dagli anni &#039;80, con Craxi, è stato suonato il si-salvi-chi-può. In quegli anni il glorioso Paese Sera, uscito da una costola del PCI, cominciava a fare vera controinformazione, contro l&#039;asse perverso PCI-PSI che si stava creando. Per questo Andrea Barbato fu censurato e successivamente escluso, per ordine di Craxi, anche dalla RAI. Di Santoro e Biagi ce ne sono stati tanti in Italia.

Dunque la tv commerciale degli anni ottanta era figlia dell&#039;occupazione craxiana del potere.

L&#039;AIDS e Chernobyl possono essere riconducibili allo stesso ceppo di malgoverno e conseguente arretratezza. Catastrofi annunciate anche queste. La mancanza di una corretta educazione sessuale in Italia, dovuta ai veti sessuofobi della chiesa cattolica, e la mancanza di una corretta informazione scientifica, dovuta alla catastrofica situazione nella quale era stata scientemente condotta la ricerca scientifica in Italia. Mi ricorderò sempre con orrore, da giovane studente fortemente impegnato nel dibattito scientifico, l&#039;informazione approssimativa e in molti casi sbagliata dal punto di vista scientifico che veniva data nei mezzi di informazione da &quot;luminari&quot;, ma sarebbe meglio dire &quot;baroni&quot;, per quanto riguarda le possibili relazioni tra sessualità e trasmissione dell&#039;HIV (sulla cui diffusione ci sarebbe da discutere, in quanto secondo alcuni scienziati americani - poi messi a tacere - l&#039;AIDS si sarebbe diffuso originariamente in Africa perché lì le multinazionali del farmaco avevano condotto delle sperimentazioni poco pulite...). Ovviamente per la chiesa cattolica questo era il cacio sui maccheroni che aspettavano. Mentre per l&#039;informazione sul disastro di Chernobyl mi ricordo bene le storie sul non mangiare le verdure &quot;a foglia larga&quot; (quali saranno?, e quanto larga doveva essere &#039;sta foglia poi? boh!, nessuno ce l&#039;ha mai spiegato), sul chiudersi in casa, sull&#039;assumere lo iodio per evitare che attecchisse sulla tiroide lo iodio 131... Tutte informazioni approssimative e, ancora una volta sbagliate. Come quel mitico pomeriggio dell&#039;era Chernobyl in cui ero sdraiato sul letto a guardare il soffitto con la radio accesa in cui c&#039;era una certa professoressa della Sapienza esperta di non so cosa, tipo chimica se non sbaglio, che a un certo punto aveva cominciato candidamente a fare una straordinaria confusione tra ioni e isotopi. O le polemiche sulla famosa &quot;dose minima&quot; di radioattività, i millirem e tutte le altre fantasmagoriche unità di misura, quando poi scoprimmo finalmente che la dose minima di radioattività che un organismo umano dovrebbe assorbire è zero, e che la legge (questo fantastico strumento di repressione) nelle varie nazioni stabilisce una dose minima in relazione allo &quot;sviluppo sociale&quot; del paese. Della serie che la vita di un cittadino nordamericano vale mille volte di più di quella di un cittadino di Bopal, tanto per non fare un nome a caso. Nessuno ci disse successivamente che l&#039;incidenza dei turmori alla tiroide in Italia aumentò del 400%.

Tutta questa sbagliata informazione scientifica era frutto di censura, ma anche di fondamentale ignoranza anche da parte di chi di quelle cose ci doveva capire. La realizzazione della profezia del fisico Giuliano Toraldo Di Francia che in tempi non sospetti, in una tavola rotonda del 1972, a proposito dello stato della ricerca coniò per l&#039;Italia la definizione efficace di &quot;Paese in via di sottosviluppo&quot;.

Quindi, caro Christian, quello che la tua generazione ha vissuto nella sua pre-adolescenza negli anni ottanta, non è roba piovuta dal cielo per chissà quale infausto destino. Ha degli episodi e dei nomi e cognomi ben precisi come cause scatenanti.

Imparammo a non vivere, forse, come dici tu Christian. Però qualche cazzotto in faccia questi ladroni, che continuano comunque anche oggi le loro scorribande, li hanno pure presi dalla gente comune. L&#039;8-9 novembre 1986 per esempio: quando oltre 20 milioni di italiani (cioè circa l&#039;80% dei votanti) decisero che il nucleare non si poteva fare. E non fu una scelta contro la modernizzazione del nostro paese, non fu una scelta sull&#039;onda dell&#039;emozione di Chernobyl; fu un atto di sfiducia nei confronti della classe politca (comuni, regioni, Enel) che voleva avere mano libera sul dove installare le centrali e sul come farle. Visto quello che è successo dopo, vista la corruzione dilagante, visto tutto quanto, fu una scelta più che saggia.

L&#039;informazione e la critica sociale servono a far cambiare le cose, anche se non è facile. Non bisogna però fermarsi al fatalismo. Forse bisognerebbe cercare di reagire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di Pironti, non riesco più a trovare, nella mia caotica biblioteca, libro di Oliviero Beha &#8220;Anni di merda: notizie dal fronte del disagio italiano, 1989-1992&#8221;, che mi pare faccia scopa, o quasi, col tema del post. Temo che sia irrimediabilmente fuori catalogo.</p>
<p>Cavolo se me lo ricordo Arnold!, anche se ero già grandicello, quasi ventenne. Sono andato a scartabellare su Wikipedia (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mio_amico_Arnold" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mio_amico_Arnold</a>) e ho scoperto che Gary Coleman, l&#8217;attore nero nano che interpretava Arnold Jackson appunto, si è candidato alla carica di governatore della California, nel partito Repubblicano, in competizione con l&#8217;altro &#8220;vero&#8221; Arnold (Schwarzenegger) che poi ha vinto. Troppo stupida la cosa, ma ha degli aspetti geniali tragicomici, per l&#8217;antitesi anche fisica dei due personaggi.</p>
<p>La tv commerciale, l&#8217;AIDS, Chernobyl. Tre catastrofi direi annunciate. Annunciate dalle condizioni politiche che si erano create alla fine degli anni &#8217;70. Il craxismo che poi si trasformerà in berlusconismo, e tutto il malgoverno che ne è seguito fino alla catastrofe dei primi anni novanta e alla mutagenesi successiva.</p>
<p>Il craxismo permise a Berlusconi &amp; Co. di fare quell&#8217;assalto alle televisioni che erano ancora in uno stato naif e molto libero. Poco prima, alla fine degli anni &#8217;70 c&#8217;erano migliaia di televisioni locali, le cosiddette &#8220;tv libere&#8221;, pariodate da Roberto Benigni nella mitica trasmissione mandata in onda dalla RAI nel 1976 che originariamente si doveva chiamare &#8220;Televacca&#8221; ma che poi è stata ribattezzata, credo per pruriti censorei, &#8220;Onda libera&#8221;. Erano anni gloriosi, in cui il caos anarchico delle televisioni libere ti presentava dai film zozzi ai dibattiti politici stile Radio Onda Rossa, in studi televisivi improvvisati con un telo dietro a fare da sfondo. Poi, dagli anni &#8217;80, con Craxi, è stato suonato il si-salvi-chi-può. In quegli anni il glorioso Paese Sera, uscito da una costola del PCI, cominciava a fare vera controinformazione, contro l&#8217;asse perverso PCI-PSI che si stava creando. Per questo Andrea Barbato fu censurato e successivamente escluso, per ordine di Craxi, anche dalla RAI. Di Santoro e Biagi ce ne sono stati tanti in Italia.</p>
<p>Dunque la tv commerciale degli anni ottanta era figlia dell&#8217;occupazione craxiana del potere.</p>
<p>L&#8217;AIDS e Chernobyl possono essere riconducibili allo stesso ceppo di malgoverno e conseguente arretratezza. Catastrofi annunciate anche queste. La mancanza di una corretta educazione sessuale in Italia, dovuta ai veti sessuofobi della chiesa cattolica, e la mancanza di una corretta informazione scientifica, dovuta alla catastrofica situazione nella quale era stata scientemente condotta la ricerca scientifica in Italia. Mi ricorderò sempre con orrore, da giovane studente fortemente impegnato nel dibattito scientifico, l&#8217;informazione approssimativa e in molti casi sbagliata dal punto di vista scientifico che veniva data nei mezzi di informazione da &#8220;luminari&#8221;, ma sarebbe meglio dire &#8220;baroni&#8221;, per quanto riguarda le possibili relazioni tra sessualità e trasmissione dell&#8217;HIV (sulla cui diffusione ci sarebbe da discutere, in quanto secondo alcuni scienziati americani &#8211; poi messi a tacere &#8211; l&#8217;AIDS si sarebbe diffuso originariamente in Africa perché lì le multinazionali del farmaco avevano condotto delle sperimentazioni poco pulite&#8230;). Ovviamente per la chiesa cattolica questo era il cacio sui maccheroni che aspettavano. Mentre per l&#8217;informazione sul disastro di Chernobyl mi ricordo bene le storie sul non mangiare le verdure &#8220;a foglia larga&#8221; (quali saranno?, e quanto larga doveva essere &#8216;sta foglia poi? boh!, nessuno ce l&#8217;ha mai spiegato), sul chiudersi in casa, sull&#8217;assumere lo iodio per evitare che attecchisse sulla tiroide lo iodio 131&#8230; Tutte informazioni approssimative e, ancora una volta sbagliate. Come quel mitico pomeriggio dell&#8217;era Chernobyl in cui ero sdraiato sul letto a guardare il soffitto con la radio accesa in cui c&#8217;era una certa professoressa della Sapienza esperta di non so cosa, tipo chimica se non sbaglio, che a un certo punto aveva cominciato candidamente a fare una straordinaria confusione tra ioni e isotopi. O le polemiche sulla famosa &#8220;dose minima&#8221; di radioattività, i millirem e tutte le altre fantasmagoriche unità di misura, quando poi scoprimmo finalmente che la dose minima di radioattività che un organismo umano dovrebbe assorbire è zero, e che la legge (questo fantastico strumento di repressione) nelle varie nazioni stabilisce una dose minima in relazione allo &#8220;sviluppo sociale&#8221; del paese. Della serie che la vita di un cittadino nordamericano vale mille volte di più di quella di un cittadino di Bopal, tanto per non fare un nome a caso. Nessuno ci disse successivamente che l&#8217;incidenza dei turmori alla tiroide in Italia aumentò del 400%.</p>
<p>Tutta questa sbagliata informazione scientifica era frutto di censura, ma anche di fondamentale ignoranza anche da parte di chi di quelle cose ci doveva capire. La realizzazione della profezia del fisico Giuliano Toraldo Di Francia che in tempi non sospetti, in una tavola rotonda del 1972, a proposito dello stato della ricerca coniò per l&#8217;Italia la definizione efficace di &#8220;Paese in via di sottosviluppo&#8221;.</p>
<p>Quindi, caro Christian, quello che la tua generazione ha vissuto nella sua pre-adolescenza negli anni ottanta, non è roba piovuta dal cielo per chissà quale infausto destino. Ha degli episodi e dei nomi e cognomi ben precisi come cause scatenanti.</p>
<p>Imparammo a non vivere, forse, come dici tu Christian. Però qualche cazzotto in faccia questi ladroni, che continuano comunque anche oggi le loro scorribande, li hanno pure presi dalla gente comune. L&#8217;8-9 novembre 1986 per esempio: quando oltre 20 milioni di italiani (cioè circa l&#8217;80% dei votanti) decisero che il nucleare non si poteva fare. E non fu una scelta contro la modernizzazione del nostro paese, non fu una scelta sull&#8217;onda dell&#8217;emozione di Chernobyl; fu un atto di sfiducia nei confronti della classe politca (comuni, regioni, Enel) che voleva avere mano libera sul dove installare le centrali e sul come farle. Visto quello che è successo dopo, vista la corruzione dilagante, visto tutto quanto, fu una scelta più che saggia.</p>
<p>L&#8217;informazione e la critica sociale servono a far cambiare le cose, anche se non è facile. Non bisogna però fermarsi al fatalismo. Forse bisognerebbe cercare di reagire.</p>
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