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	Commenti a: Cos&#8217;è una città: leggete i &#8220;Guerrieri della notte&#8221; piuttosto che Calvino	</title>
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		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 16:24:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e malignamente mi chiedevo se tali urbanisti che tanto citano abbiano poi letto qualcosa di Italo Calvino (oltre al titolo del libro…) 

fem 

se penso allo sfascio di grattacieli che si abbatterà su Milano, la parola urbanista mi riporta a quell’Urbano VIII papa che di danni ne fece, oh se ne fece...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e malignamente mi chiedevo se tali urbanisti che tanto citano abbiano poi letto qualcosa di Italo Calvino (oltre al titolo del libro…) </p>
<p>fem </p>
<p>se penso allo sfascio di grattacieli che si abbatterà su Milano, la parola urbanista mi riporta a quell’Urbano VIII papa che di danni ne fece, oh se ne fece&#8230;</p>
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		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 16:00:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che l&#039;ultimo commento di Francesca colga nel segno. Calvino sta diventando davvero troppo citato, e soprattutto citato a sproposito. 
Ricordo, quando ci fu il delitto di Marta Russo alla Sapienza, che in un dibattito un professore se ne uscì con un&#039;incongrua citazione del finale (&quot;capire che cosa è inferno e che cosa no...&quot; eccetera) semplicemente per dire che &quot;la Sapienza è l&#039;inferno&quot;. Che c&#039;entrava Calvino? Niente, però fa tanto figo.
Un po&#039; come la stracitata &quot;leggerezza&quot; delle Lezioni Americane, che in realtà nasconde dietro di sé una enorme serie di problemi (secondo me, lo ribadisco, l&#039;ultimo Calvino è un autore tragico). 
Forse sarà perché è uno dei pochi, se non l&#039;unico, tra gli scrittori italiani del secondo Novecento, ad aver assurto la statura di classico, citato in tutte le antologie, tradotto e conosciuto all&#039;estero eccetera. E questo può provocare anche crisi di rigetto (e lo dice uno che l&#039;ha letto tutto, dalla prima all&#039;ultima riga, compresi i 5-6 volumi dei Meridiani, e ci ha fatto anche su la tesi di laurea).
Non concordo con l&#039;autore del pezzo per quanto riguarda il giudizio sulle Città invisibili, però anche a me pare che citarlo sull&#039;urbanistica significa aver capito poco o niente del libro. Che parla di città come luoghi mentali, astrazioni, simboli, ma sicuramente non di città reali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che l&#8217;ultimo commento di Francesca colga nel segno. Calvino sta diventando davvero troppo citato, e soprattutto citato a sproposito.<br />
Ricordo, quando ci fu il delitto di Marta Russo alla Sapienza, che in un dibattito un professore se ne uscì con un&#8217;incongrua citazione del finale (&#8220;capire che cosa è inferno e che cosa no&#8230;&#8221; eccetera) semplicemente per dire che &#8220;la Sapienza è l&#8217;inferno&#8221;. Che c&#8217;entrava Calvino? Niente, però fa tanto figo.<br />
Un po&#8217; come la stracitata &#8220;leggerezza&#8221; delle Lezioni Americane, che in realtà nasconde dietro di sé una enorme serie di problemi (secondo me, lo ribadisco, l&#8217;ultimo Calvino è un autore tragico).<br />
Forse sarà perché è uno dei pochi, se non l&#8217;unico, tra gli scrittori italiani del secondo Novecento, ad aver assurto la statura di classico, citato in tutte le antologie, tradotto e conosciuto all&#8217;estero eccetera. E questo può provocare anche crisi di rigetto (e lo dice uno che l&#8217;ha letto tutto, dalla prima all&#8217;ultima riga, compresi i 5-6 volumi dei Meridiani, e ci ha fatto anche su la tesi di laurea).<br />
Non concordo con l&#8217;autore del pezzo per quanto riguarda il giudizio sulle Città invisibili, però anche a me pare che citarlo sull&#8217;urbanistica significa aver capito poco o niente del libro. Che parla di città come luoghi mentali, astrazioni, simboli, ma sicuramente non di città reali.</p>
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		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/19/cose-una-citta-leggete-i-guerrieri-della-notte-piuttosto-che-calvino/#comment-82412</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 15:40:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco, posso capire la tua saturazione da ambienti intellettuali, quelli che io non frequento essendo una “scientifica” che di alta cultura non capisce un’acca. 

Forse sono diventata una riduzionista di ritorno (odio i riduzionisti!) perché dopo ogni discussione critica sulla letteratura, la musica, l’arte ecc ecc, mi convinco sempre di più che alla fine si tratti di una mera questione di gusti. Scusate la banalità. 

Continuo a leggere però critiche recensioni et similia perché mi spingono a leggere quello che consigliano e che valuterò di persona, da me stessa e per me stessa. 
Il fastidio era dovuto solo al paragone con un autore che spesso è citato a sproposito e che amo molto. 

fem]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, posso capire la tua saturazione da ambienti intellettuali, quelli che io non frequento essendo una “scientifica” che di alta cultura non capisce un’acca. </p>
<p>Forse sono diventata una riduzionista di ritorno (odio i riduzionisti!) perché dopo ogni discussione critica sulla letteratura, la musica, l’arte ecc ecc, mi convinco sempre di più che alla fine si tratti di una mera questione di gusti. Scusate la banalità. </p>
<p>Continuo a leggere però critiche recensioni et similia perché mi spingono a leggere quello che consigliano e che valuterò di persona, da me stessa e per me stessa.<br />
Il fastidio era dovuto solo al paragone con un autore che spesso è citato a sproposito e che amo molto. </p>
<p>fem</p>
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		<title>
		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 13:39:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco, inutile difendersi dal cultori dell&#039;alta cultura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, inutile difendersi dal cultori dell&#8217;alta cultura.</p>
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		<title>
		Di: francesco longo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco longo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 11:38:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cara francesca, capisco che tu possa ritenere il confronto &quot;fastidioso e inutile&quot;. per quel che mi riguarda, frequentando dibattiti, convegni, epigrafi di libri, tavole rotonde, laureandi, posso dirti che ogni volta che si discute di urbanistica si cita Le città invisibili di calvino. spesso sembra l&#039;unico libro che abbia affrontato il tema della città. è chiaro che forse la mia è anche un po&#039; una provocazione, ma io trovo l&#039;associazione città uguale calvino molto &quot;fastidiosa e inutile&quot;. così, per una volta, mi sono permesso di dire che è questa coppia che andrebbe un po&#039; rivista, e che ci sono molti libri &quot;veri&quot; su quel tema. le città di calvino sono davvero un pretesto,no? avrebbe potuto scrivere di qualsiasi altra cosa. certo qui poi entra in gioco un mio giudizio personale, il fatto che ritengo le città invisibili un libretto stanco e smorfioso. e anche un pessimo esempio, un libro che ha contribuito ad indebolire la forma romanzo in italia.grazie comunque per il tuo commento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cara francesca, capisco che tu possa ritenere il confronto &#8220;fastidioso e inutile&#8221;. per quel che mi riguarda, frequentando dibattiti, convegni, epigrafi di libri, tavole rotonde, laureandi, posso dirti che ogni volta che si discute di urbanistica si cita Le città invisibili di calvino. spesso sembra l&#8217;unico libro che abbia affrontato il tema della città. è chiaro che forse la mia è anche un po&#8217; una provocazione, ma io trovo l&#8217;associazione città uguale calvino molto &#8220;fastidiosa e inutile&#8221;. così, per una volta, mi sono permesso di dire che è questa coppia che andrebbe un po&#8217; rivista, e che ci sono molti libri &#8220;veri&#8221; su quel tema. le città di calvino sono davvero un pretesto,no? avrebbe potuto scrivere di qualsiasi altra cosa. certo qui poi entra in gioco un mio giudizio personale, il fatto che ritengo le città invisibili un libretto stanco e smorfioso. e anche un pessimo esempio, un libro che ha contribuito ad indebolire la forma romanzo in italia.grazie comunque per il tuo commento.</p>
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		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 15:28:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sono d&#039;accordo anche con molti altri commenti di questo post. 
Con tash no, proprio non lo sono ecchècavolo (come direbbe il cartograf)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sono d&#8217;accordo anche con molti altri commenti di questo post.<br />
Con tash no, proprio non lo sono ecchècavolo (come direbbe il cartograf)</p>
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		<title>
		Di: Francesca E. Magni		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca E. Magni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 15:25:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Silvia (Molesini) sono d’accordo con te. Ho letto questo post con fastidio, ma è un problema mio. 

Consiglio (a chi interessa) “Italo Calvino e la scienza” uscito da poco, a proposito del suo sofferto e meditato e per nulla disimpegnato “progetto cosmico” dell’ultimo periodo della sua vita, che culmina con Palomar. Tra l’altro si criticano (a pag. 53-55) le osservazioni di Moresco e Carla Benedetti su Italo Calvino come “intellettuale terminale” “domatore di cavallucci a dondolo concettuali” che si chiude in un “labirinto tutto letterario” ecc. ecc.

Leggo a pag. 160 “L’utopia infinitesimale delle Città, ovvero la ricerca dei suoi nascosti e discontinui spazi di libertà, è l’unica difesa concreta che Calvino riesce a immaginare di fronte allo sfacelo e al caos del mondo contemporaneo: l’unico spiraglio di ottimismo che riesce a opporre al trionfo dell’entropia.” ecc.

Senza nulla togliere a “I guerrieri della notte” che avrebbe meritato una recensione tutta per sé senza inutili confronti (fastidiosi e inutili per me, s’intende, parlo sempre in soggettiva)

fem]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Silvia (Molesini) sono d’accordo con te. Ho letto questo post con fastidio, ma è un problema mio. </p>
<p>Consiglio (a chi interessa) “Italo Calvino e la scienza” uscito da poco, a proposito del suo sofferto e meditato e per nulla disimpegnato “progetto cosmico” dell’ultimo periodo della sua vita, che culmina con Palomar. Tra l’altro si criticano (a pag. 53-55) le osservazioni di Moresco e Carla Benedetti su Italo Calvino come “intellettuale terminale” “domatore di cavallucci a dondolo concettuali” che si chiude in un “labirinto tutto letterario” ecc. ecc.</p>
<p>Leggo a pag. 160 “L’utopia infinitesimale delle Città, ovvero la ricerca dei suoi nascosti e discontinui spazi di libertà, è l’unica difesa concreta che Calvino riesce a immaginare di fronte allo sfacelo e al caos del mondo contemporaneo: l’unico spiraglio di ottimismo che riesce a opporre al trionfo dell’entropia.” ecc.</p>
<p>Senza nulla togliere a “I guerrieri della notte” che avrebbe meritato una recensione tutta per sé senza inutili confronti (fastidiosi e inutili per me, s’intende, parlo sempre in soggettiva)</p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Molesini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Molesini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 01:36:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Già questa cosa che uno deve scegliere fa girare un filo le palle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già questa cosa che uno deve scegliere fa girare un filo le palle.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/19/cose-una-citta-leggete-i-guerrieri-della-notte-piuttosto-che-calvino/#comment-82187</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 23:52:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;a me interessano le città visibili.
sono già metafora di molte cose, a saperle leggere.&quot;

In realtà Calvino aveva cominciato proprio così: pensa a Marcovaldo, alla Giornata di uno scrutatore, alla Speculazione edilizia.
Poi ha gradualmente perso quella fiducia nel reale (&quot;il midollo del leone&quot;, come lo chiamava in un saggio giovanile) e il suo sforzo conoscitivo si è rivolto ad altro, in una progressiva astrazione, in labirinti sempre più intricati (Cosmicomiche, Ti con zero, Castello dei destini incrociati, Se una notte d&#039;inverno un viaggiatore e via dicendo). Fino ad approdare, come ho già detto, a Palomar, l&#039;uomo-telescopio, che osserva il mondo come un astronomo farebbe con una nebulosa.
Tanti, suggestionati dalle Lezioni Americane, continuano a vedere in Calvino un autore leggero e ironico. E in parte lo è. Ma secondo me, in profondità, è un autore tragico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;a me interessano le città visibili.<br />
sono già metafora di molte cose, a saperle leggere.&#8221;</p>
<p>In realtà Calvino aveva cominciato proprio così: pensa a Marcovaldo, alla Giornata di uno scrutatore, alla Speculazione edilizia.<br />
Poi ha gradualmente perso quella fiducia nel reale (&#8220;il midollo del leone&#8221;, come lo chiamava in un saggio giovanile) e il suo sforzo conoscitivo si è rivolto ad altro, in una progressiva astrazione, in labirinti sempre più intricati (Cosmicomiche, Ti con zero, Castello dei destini incrociati, Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore e via dicendo). Fino ad approdare, come ho già detto, a Palomar, l&#8217;uomo-telescopio, che osserva il mondo come un astronomo farebbe con una nebulosa.<br />
Tanti, suggestionati dalle Lezioni Americane, continuano a vedere in Calvino un autore leggero e ironico. E in parte lo è. Ma secondo me, in profondità, è un autore tragico.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: elena rosa		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/19/cose-una-citta-leggete-i-guerrieri-della-notte-piuttosto-che-calvino/#comment-82186</link>

		<dc:creator><![CDATA[elena rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 23:41:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[secondo me è molto bella la fisicità delle città. io sono fissata con le città. milano in bici per esempio.
io delle città di calvino ho letto solo l&#039;ottovolante, per amore credo, ma il resto non ci sono riuscita perché secondo me la vera leggerezza delle città parte dal loro fisico, dalla parte più grezza, la struttura, da come sono fatte e forse anche da come sono nate nel senso della geometria delle fondamenta.
mi è molto piaciuto questo discorso della letteratura che continua la città con le parole che la trascinano pesante su un foglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>secondo me è molto bella la fisicità delle città. io sono fissata con le città. milano in bici per esempio.<br />
io delle città di calvino ho letto solo l&#8217;ottovolante, per amore credo, ma il resto non ci sono riuscita perché secondo me la vera leggerezza delle città parte dal loro fisico, dalla parte più grezza, la struttura, da come sono fatte e forse anche da come sono nate nel senso della geometria delle fondamenta.<br />
mi è molto piaciuto questo discorso della letteratura che continua la città con le parole che la trascinano pesante su un foglio.</p>
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