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	Commenti a: Tutto puramente immaginario!	</title>
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		<title>
		Di: gherardo bortolotti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/19/tutto-puramente-immaginario/#comment-82173</link>

		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 19:15:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caspita! Anche per me Kempowski è stata una (felicissima!) scoperta che devo a questo libro ed al lavoro (benemerito!) dei traduttori e del curatore. Segnalo velocemente i due/tre aspetti che mi affascinano di più.
Per prima cosa, la narrazione ridotta ai termini modulari di appunti, microscene, scorci, che introduce una specie di ritmo di fruizione uniforme e/ma inarrestabile. E questo basandosi, per così dire, su un&#039;idea di passato come momenti contemporaneamente legati e slegati, in una catena ricostruita a posteriori ma che tessono cmq, gli uni con gli altri, dei temi e delle figure.
La seconda cosa è strettamente collegata alla prima e, cioè, la figura generale dell&#039;elenco usata come struttura portante di tutto il testo. L&#039;elenco e allo stesso modo l&#039;accumulo, di frasi, periodi, scene. Tra l&#039;altro, sull&#039;accumulo, può essere interessante notare come l&#039;inizio si collochi su queste casse piene, si suppone di oggetti, e ricordi anche, e subito si passi ad un elenco di acquisti (d&#039;altra parte è un romanzo borghese!).
La terza cosa, infine, è la capacità di K. di mantenere le sue sequenze in costante equilibrio tra il tessuto generale della narrazione, ovvero la storia che cmq questo romanzo, appunto, racconta, e la loro autonomia semantica, sintattica, affettiva. Ogni singolo passaggio, visto da solo, mantiene un suo fascino specifico, lasciando al di là dell&#039;attenzione la vicenda in cui si inscrive, dando luogo ad una specie di continuo effetto ottico, in cui o lo sguardo si sprofonda nel singolo punto individuato, oppure si allontana nella ricostruzione dell&#039;ordine del testo.
Ecco, probabilmente uno dei termini chiave per questo testo è proprio &#039;ordine&#039;. Il fascino di T. &#038; W. è proprio nella proposta di un ordine tra elementi irrelati nella loro radice ma legati, dato l&#039;ordine per opera dell&#039;autore, gli uni agli altri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caspita! Anche per me Kempowski è stata una (felicissima!) scoperta che devo a questo libro ed al lavoro (benemerito!) dei traduttori e del curatore. Segnalo velocemente i due/tre aspetti che mi affascinano di più.<br />
Per prima cosa, la narrazione ridotta ai termini modulari di appunti, microscene, scorci, che introduce una specie di ritmo di fruizione uniforme e/ma inarrestabile. E questo basandosi, per così dire, su un&#8217;idea di passato come momenti contemporaneamente legati e slegati, in una catena ricostruita a posteriori ma che tessono cmq, gli uni con gli altri, dei temi e delle figure.<br />
La seconda cosa è strettamente collegata alla prima e, cioè, la figura generale dell&#8217;elenco usata come struttura portante di tutto il testo. L&#8217;elenco e allo stesso modo l&#8217;accumulo, di frasi, periodi, scene. Tra l&#8217;altro, sull&#8217;accumulo, può essere interessante notare come l&#8217;inizio si collochi su queste casse piene, si suppone di oggetti, e ricordi anche, e subito si passi ad un elenco di acquisti (d&#8217;altra parte è un romanzo borghese!).<br />
La terza cosa, infine, è la capacità di K. di mantenere le sue sequenze in costante equilibrio tra il tessuto generale della narrazione, ovvero la storia che cmq questo romanzo, appunto, racconta, e la loro autonomia semantica, sintattica, affettiva. Ogni singolo passaggio, visto da solo, mantiene un suo fascino specifico, lasciando al di là dell&#8217;attenzione la vicenda in cui si inscrive, dando luogo ad una specie di continuo effetto ottico, in cui o lo sguardo si sprofonda nel singolo punto individuato, oppure si allontana nella ricostruzione dell&#8217;ordine del testo.<br />
Ecco, probabilmente uno dei termini chiave per questo testo è proprio &#8216;ordine&#8217;. Il fascino di T. &amp; W. è proprio nella proposta di un ordine tra elementi irrelati nella loro radice ma legati, dato l&#8217;ordine per opera dell&#8217;autore, gli uni agli altri.</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/19/tutto-puramente-immaginario/#comment-82143</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 07:12:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sembra entrare in un tempo altro, un tempo antiquo, scomparso. Si sente nella lentezza delle cose, la musica che tesse il ricordo affrontando l&#039;ora esplosa, il nucleo della famiglia.
Walter Kempowsky è un autore che non conoscevo.
E&#039; bello scoprire altro orrizonte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra entrare in un tempo altro, un tempo antiquo, scomparso. Si sente nella lentezza delle cose, la musica che tesse il ricordo affrontando l&#8217;ora esplosa, il nucleo della famiglia.<br />
Walter Kempowsky è un autore che non conoscevo.<br />
E&#8217; bello scoprire altro orrizonte.</p>
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