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	Commenti a: Trasumanar, organizzar e traslocar	</title>
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		<title>
		Di: cf05103025		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82733</link>

		<dc:creator><![CDATA[cf05103025]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 17:20:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[oh. les Corbières, 
che buon vino corposo! 
O che vigneti!
E l&#039;esperanza del mare, che bella espressione!

:-)MarioB,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oh. les Corbières,<br />
che buon vino corposo!<br />
O che vigneti!<br />
E l&#8217;esperanza del mare, che bella espressione!</p>
<p>:-)MarioB,</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82732</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 17:17:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ti sbagli, Alessandro, sono nata vicino a Montségur (Lavelanet) e certo la famiglia del mio padre ha radici lontani nel paese.
Ho vissuto in una piccola città e ogni settimana andavo con la famiglia fare un giro a Carcassonne nelle città moderna. La cité è molto bella e quando la neve cade in inverno, tutto è fiabesco. La regione è sublime, c&#039;è sempre l&#039;orrizonte delle Pyrénées e l&#039;esperanza del mare. Ti consiglio di visitare Les Corbières nella primevera: i ciliegi sono in fiore. A volte si vede encora neve nelle cime. Tu puoi anche fare un giro In Spagna.
Grazie per Tristezza. Dipingere di rosso la stanza, ci pensero...
Buona serata a te!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ti sbagli, Alessandro, sono nata vicino a Montségur (Lavelanet) e certo la famiglia del mio padre ha radici lontani nel paese.<br />
Ho vissuto in una piccola città e ogni settimana andavo con la famiglia fare un giro a Carcassonne nelle città moderna. La cité è molto bella e quando la neve cade in inverno, tutto è fiabesco. La regione è sublime, c&#8217;è sempre l&#8217;orrizonte delle Pyrénées e l&#8217;esperanza del mare. Ti consiglio di visitare Les Corbières nella primevera: i ciliegi sono in fiore. A volte si vede encora neve nelle cime. Tu puoi anche fare un giro In Spagna.<br />
Grazie per Tristezza. Dipingere di rosso la stanza, ci pensero&#8230;<br />
Buona serata a te!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Morgillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82665</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Morgillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 16:41:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;strong&gt;Véronique&lt;/strong&gt;, in quello che scrivi c&#039;è tutto il mondo dei Catari da cui forse discendi. Sei di Ville o di Cité? Io da turista ho visto in un pomeriggio solo le fortificazioni medievali...

Le stanze a Parigi non vogliono essere abitate. Con loro devi avere rapporti intensi ma brevi: amano essere indipendenti. Vèronique, forse dovresti traslocare. Cambiare stanza.  O dipingerla di rosso... Non ti perdonerà. 

&lt;em&gt;Tristezza
per favore va via
tanto tu in casa mia
no, non entrerai mai

c&#039;è tanta gente che ha bisogno di soffrire
e ogni giorno piange un pò
invece io voglio vivere e cantare
e devo dirti di no. . .&lt;/em&gt;

&lt;em&gt;tristezza
per favore va via
non aver la mania
di abitare con me

ormai dipingerò di rosso la mia stanza
appena parti lo farò
al posto tuo ho già invitato la speranza
e finalmente vivrò.&lt;/em&gt;

(&lt;strong&gt;Ornella Vanoni&lt;/strong&gt;,&lt;em&gt; Tristezza&lt;/em&gt;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Véronique</strong>, in quello che scrivi c&#8217;è tutto il mondo dei Catari da cui forse discendi. Sei di Ville o di Cité? Io da turista ho visto in un pomeriggio solo le fortificazioni medievali&#8230;</p>
<p>Le stanze a Parigi non vogliono essere abitate. Con loro devi avere rapporti intensi ma brevi: amano essere indipendenti. Vèronique, forse dovresti traslocare. Cambiare stanza.  O dipingerla di rosso&#8230; Non ti perdonerà. </p>
<p><em>Tristezza<br />
per favore va via<br />
tanto tu in casa mia<br />
no, non entrerai mai</p>
<p>c&#8217;è tanta gente che ha bisogno di soffrire<br />
e ogni giorno piange un pò<br />
invece io voglio vivere e cantare<br />
e devo dirti di no. . .</em></p>
<p><em>tristezza<br />
per favore va via<br />
non aver la mania<br />
di abitare con me</p>
<p>ormai dipingerò di rosso la mia stanza<br />
appena parti lo farò<br />
al posto tuo ho già invitato la speranza<br />
e finalmente vivrò.</em></p>
<p>(<strong>Ornella Vanoni</strong>,<em> Tristezza</em>)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82638</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 12:05:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82638</guid>

					<description><![CDATA[Alessandro: molto bello quest&#039;assenza di materiale: straordinaria libertà quando ciascuno ammuchia, colleziona.
Ho riletto il testo di effeffe e lo trovo sublime. Mi colpisce la grazia nell&#039;evocazione appunto nel trasloco pesante: lo rende leggero di tristezza. Il trasloco svela il momento di separazione con la testimonianza di vita anteriore, la metamorfisi dal pieno al vuoto, l&#039;abandonno di una casa reale, fisica. Traslocare è cambiare di corpo, lasciare una cortaccia.
Invece quando non si abita il corpo, il luogo non custodisce niente o solo il risiduo della sporcizia. Per esempio, non sento il mio corpo o meglio sento la brutezza della mia apparenza, fisico senza grazia, né femminile, né maschile. Il luogo segue, non contiene niente di bello, nessuno amore.
Non resterà nulla impronta e allora si potrà vivere la libertà di saltare nel vuoto, senza pena. Perché non ho mai lasciato al fondo la casa natale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandro: molto bello quest&#8217;assenza di materiale: straordinaria libertà quando ciascuno ammuchia, colleziona.<br />
Ho riletto il testo di effeffe e lo trovo sublime. Mi colpisce la grazia nell&#8217;evocazione appunto nel trasloco pesante: lo rende leggero di tristezza. Il trasloco svela il momento di separazione con la testimonianza di vita anteriore, la metamorfisi dal pieno al vuoto, l&#8217;abandonno di una casa reale, fisica. Traslocare è cambiare di corpo, lasciare una cortaccia.<br />
Invece quando non si abita il corpo, il luogo non custodisce niente o solo il risiduo della sporcizia. Per esempio, non sento il mio corpo o meglio sento la brutezza della mia apparenza, fisico senza grazia, né femminile, né maschile. Il luogo segue, non contiene niente di bello, nessuno amore.<br />
Non resterà nulla impronta e allora si potrà vivere la libertà di saltare nel vuoto, senza pena. Perché non ho mai lasciato al fondo la casa natale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Morgillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82610</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Morgillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 21:45:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;strong&gt;Véronique&lt;/strong&gt;, da una stanza a Parigi puoi sondare lo stato di salute del nostro continente. Anche solo dormendo. Un privilegio. Se si ha la forza della propria consapevolezza. Spesso non desiderata. 
Io quando trasloco ho un trolley e un notebook. Nient&#039;altro.   Chiudo la porta per l&#039;ultima volta senza guardarmi alle spalle. Accellera il miocardio. Respiro profondo e giù per le scale a trascinarmi. 
Ho smesso di collezionare cataloghi. Li sfoglio alle mostre. Sono cinque anni che non compro più un libro in un bookshop. Nulla di interessante. Ordino prime edizioni su Internet. Spedite nella mia casa d&#039;origine. Dove non torno mai.  
Ho vissuto a Parigi per quasi un anno. Della città mi manca la solitudine dignitosa di chi vuole restare in pace.   Coltivando il proprio furore.

Buona serata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Véronique</strong>, da una stanza a Parigi puoi sondare lo stato di salute del nostro continente. Anche solo dormendo. Un privilegio. Se si ha la forza della propria consapevolezza. Spesso non desiderata.<br />
Io quando trasloco ho un trolley e un notebook. Nient&#8217;altro.   Chiudo la porta per l&#8217;ultima volta senza guardarmi alle spalle. Accellera il miocardio. Respiro profondo e giù per le scale a trascinarmi.<br />
Ho smesso di collezionare cataloghi. Li sfoglio alle mostre. Sono cinque anni che non compro più un libro in un bookshop. Nulla di interessante. Ordino prime edizioni su Internet. Spedite nella mia casa d&#8217;origine. Dove non torno mai.<br />
Ho vissuto a Parigi per quasi un anno. Della città mi manca la solitudine dignitosa di chi vuole restare in pace.   Coltivando il proprio furore.</p>
<p>Buona serata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cf05103025		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82592</link>

		<dc:creator><![CDATA[cf05103025]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 17:34:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Furlèn, 
ho letto con molto piacere la tua storia intensa, melanconica e così digressiva, qua e là, che mi son perso per queste case tue e i tuoi cassetti e i tuoi libri,
 tra Caserta e Parigi. 
E in quello specchio: bellissima immagine.
E mi sono perso bene.

Ho visto due coppie di amici, che non si conoscono tra loro, che per anni hanno tenuto una stanza adibita a magazzino di scatoloni provenienti dalla precendete abitazione, contenenti libri, io credo.
Ne aprivano uno, ogni qualche mese; andarono avanti per anni con questo ritmo. 
Io non riuscivo a darmi spiegazione.
 Poi una ci fu, una e semplice, le due coppie erano senza figli. 
Si sa: i figli riempiono le stanze.
MarioB.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Furlèn,<br />
ho letto con molto piacere la tua storia intensa, melanconica e così digressiva, qua e là, che mi son perso per queste case tue e i tuoi cassetti e i tuoi libri,<br />
 tra Caserta e Parigi.<br />
E in quello specchio: bellissima immagine.<br />
E mi sono perso bene.</p>
<p>Ho visto due coppie di amici, che non si conoscono tra loro, che per anni hanno tenuto una stanza adibita a magazzino di scatoloni provenienti dalla precendete abitazione, contenenti libri, io credo.<br />
Ne aprivano uno, ogni qualche mese; andarono avanti per anni con questo ritmo.<br />
Io non riuscivo a darmi spiegazione.<br />
 Poi una ci fu, una e semplice, le due coppie erano senza figli.<br />
Si sa: i figli riempiono le stanze.<br />
MarioB.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giorgio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82568</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 15:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, Francesco. Andrea e fm hanno detto quello che direi, e molto meglio di me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, Francesco. Andrea e fm hanno detto quello che direi, e molto meglio di me.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82565</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 14:32:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cosi Come: è una storia deliziosa, un po&#039; sacra. Allora Amiens sorella di Milano? Per Traslocare deve abitare il luogo con la mente, gli ogetti. Niente da prendere con me, quando partiro, tranne libri. I mobili sono giusto funzionali, niente affetto. Parto alle 7, torna alle 18, non ho l&#039;impressione di appicare la mia anima nel appartemento dove vivo da sei anni: dormo (molto), leggo, niente di più, non ricevo: sono nel mio monde altro della realtà. Non vedo più il cielo grigio, cammino senza vedere la città, non ho affetto e mi tengo a distanza, non so perché...
Dunque Di Amiens nessuno ricordo buono o cattivo.

Furlen: mi sembra che nella notte del Capodanno (in Italia) si buttano oggetti per creare una partenza nuovo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosi Come: è una storia deliziosa, un po&#8217; sacra. Allora Amiens sorella di Milano? Per Traslocare deve abitare il luogo con la mente, gli ogetti. Niente da prendere con me, quando partiro, tranne libri. I mobili sono giusto funzionali, niente affetto. Parto alle 7, torna alle 18, non ho l&#8217;impressione di appicare la mia anima nel appartemento dove vivo da sei anni: dormo (molto), leggo, niente di più, non ricevo: sono nel mio monde altro della realtà. Non vedo più il cielo grigio, cammino senza vedere la città, non ho affetto e mi tengo a distanza, non so perché&#8230;<br />
Dunque Di Amiens nessuno ricordo buono o cattivo.</p>
<p>Furlen: mi sembra che nella notte del Capodanno (in Italia) si buttano oggetti per creare una partenza nuovo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: furlen		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82553</link>

		<dc:creator><![CDATA[furlen]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 13:12:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;A Napoli il quattro maggio è sinonimo di traslochi, perché in passato avvenivano tutti in questo giorno.

Dire &quot;Fare il 4 maggio&quot; significa fare un trasloco, un riassetto pesante in ambito domestico che comporta dei cambiamenti!&quot;

Quando La città di Napoli affidò Piazza Plebiscito a Kounellis per l&#039;appuntamento di fine anno con l&#039;arte contemporanea, il geniale artista appese sotto le arcate a testa in giù, mobili, tavoli, armadi e quant&#039;altro. La gente, dalle persone più semplici a quelli più avertis si aggirava incredula e meravigliata sotto i porticati. Qualcuno ripeteva &quot; me pare &#039;o quttre è maggie, qualcun altro, io per esempio,partecipavo al miracolo di assistere a un trasloco alzando la testa.
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;A Napoli il quattro maggio è sinonimo di traslochi, perché in passato avvenivano tutti in questo giorno.</p>
<p>Dire &#8220;Fare il 4 maggio&#8221; significa fare un trasloco, un riassetto pesante in ambito domestico che comporta dei cambiamenti!&#8221;</p>
<p>Quando La città di Napoli affidò Piazza Plebiscito a Kounellis per l&#8217;appuntamento di fine anno con l&#8217;arte contemporanea, il geniale artista appese sotto le arcate a testa in giù, mobili, tavoli, armadi e quant&#8217;altro. La gente, dalle persone più semplici a quelli più avertis si aggirava incredula e meravigliata sotto i porticati. Qualcuno ripeteva &#8221; me pare &#8216;o quttre è maggie, qualcun altro, io per esempio,partecipavo al miracolo di assistere a un trasloco alzando la testa.<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82542</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 12:23:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/11/22/trasumanar-organizzar-e-traslocar/#comment-82542</guid>

					<description><![CDATA[Io odio i traslochi, eppure ne faccio in continuazione, a volte mi sembra di avere un destino circense, sempre in movimento. Ho un animo stanziale, amo la sicurezza che ti danno punti di riferimento minimi: lo stesso giornalaio che ti tiene via il tuo quotidiano preferito, il bar dove poter chiedere &quot;il solito&quot;, la panettiera che ti riconosce. Anche questa casa, che mi piace e che abito da soli 7 mesi, sembra destinata a non essere l&#039;ultima, e quindi presto dovrò ricominciare a imballare i libri, ora che avevo appena finito di comunicare a tutti il mio nuovo indirizzo. Qualche settimana fa ero a Pistoia, e ne ho profittato per vedere la mostra di Claudio Parmiggiani a Palazzo Fabroni. Le sue &quot;delocazioni&quot; sono l&#039;ombra di librerie appoggiate a parete. Lui le mette lì, poi gli spara fumo e fuliggine e quindi le toglie. Mi danno sempre la sensazione dei traslochi, della casa appena svuotata, che esibisce le tracce mnestiche di un passaggio che presto si perderà irreparabilmente. Quelle ombre sono le sindoni dell&#039;inorganico, il sudario sacro delle cose. Si dice che traslocare sia un po&#039; morire per poi rinascere altrove, ma è solo un&#039;illusione. La vita è tutto un falso movimento: come per la Regina Rossa di Lewis Carroll (in &quot;Attraverso lo specchio&quot;), che muovendosi si porta appresso il paesaggio circostante, la nostra vera identità ci pedina, ci perseguita ovunque, non c&#039;è verso di seminarla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io odio i traslochi, eppure ne faccio in continuazione, a volte mi sembra di avere un destino circense, sempre in movimento. Ho un animo stanziale, amo la sicurezza che ti danno punti di riferimento minimi: lo stesso giornalaio che ti tiene via il tuo quotidiano preferito, il bar dove poter chiedere &#8220;il solito&#8221;, la panettiera che ti riconosce. Anche questa casa, che mi piace e che abito da soli 7 mesi, sembra destinata a non essere l&#8217;ultima, e quindi presto dovrò ricominciare a imballare i libri, ora che avevo appena finito di comunicare a tutti il mio nuovo indirizzo. Qualche settimana fa ero a Pistoia, e ne ho profittato per vedere la mostra di Claudio Parmiggiani a Palazzo Fabroni. Le sue &#8220;delocazioni&#8221; sono l&#8217;ombra di librerie appoggiate a parete. Lui le mette lì, poi gli spara fumo e fuliggine e quindi le toglie. Mi danno sempre la sensazione dei traslochi, della casa appena svuotata, che esibisce le tracce mnestiche di un passaggio che presto si perderà irreparabilmente. Quelle ombre sono le sindoni dell&#8217;inorganico, il sudario sacro delle cose. Si dice che traslocare sia un po&#8217; morire per poi rinascere altrove, ma è solo un&#8217;illusione. La vita è tutto un falso movimento: come per la Regina Rossa di Lewis Carroll (in &#8220;Attraverso lo specchio&#8221;), che muovendosi si porta appresso il paesaggio circostante, la nostra vera identità ci pedina, ci perseguita ovunque, non c&#8217;è verso di seminarla.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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