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	Commenti a: Vite bianche	</title>
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		<title>
		Di: G		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[G]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 13:24:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei ricordare un&#039;altra vicenda, ancora oggi irrisolta - o meglio di colletti bianchi puniti, nemmeno l&#039;ombra - 
La &quot;città bianca&quot;, ovvero Casale Monferrato, dove per quasi 80 anni i proprietari della maledetta &quot;Eternit&quot; si sono riempiti le tasche di denaro, proporzionalmente al numero di morti che hanno causato, e che purtroppo continuano a causare (e non solo di lavoratori dipendenti dell&#039;azienda, ma anche di comuni cittadini che non hanno mai avuto a che fare con la Eternit; la &quot;polvere bianca&quot;, infatti, veniva trasportata dalla stazione ferroviaria alla fabbrica utilizzando autocarri - in cassoni completamente scoperti -)
Ma la beffa è che nel 1956 (DPR 303) l&#039;Italia denuncia ufficialmente la pericolosità della polvere bianca, ma ahimè, è solo nel 1986 che la &quot;Eternit&quot; chiude.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei ricordare un&#8217;altra vicenda, ancora oggi irrisolta &#8211; o meglio di colletti bianchi puniti, nemmeno l&#8217;ombra &#8211;<br />
La &#8220;città bianca&#8221;, ovvero Casale Monferrato, dove per quasi 80 anni i proprietari della maledetta &#8220;Eternit&#8221; si sono riempiti le tasche di denaro, proporzionalmente al numero di morti che hanno causato, e che purtroppo continuano a causare (e non solo di lavoratori dipendenti dell&#8217;azienda, ma anche di comuni cittadini che non hanno mai avuto a che fare con la Eternit; la &#8220;polvere bianca&#8221;, infatti, veniva trasportata dalla stazione ferroviaria alla fabbrica utilizzando autocarri &#8211; in cassoni completamente scoperti -)<br />
Ma la beffa è che nel 1956 (DPR 303) l&#8217;Italia denuncia ufficialmente la pericolosità della polvere bianca, ma ahimè, è solo nel 1986 che la &#8220;Eternit&#8221; chiude.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-84007</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 22:48:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco, non ti seguo e c&#039;è qualcosa che non mi quadra. Anzi, alcune cose che non mi quadrano. Primo: il disastro dell&#039;acciaio italiano è iniziato ben prima di Maastricht e del tanto vituperato neo-liberismo. Erano gli (allegri) anni &#039;80 e, con un minimo di sforzo, siamo in grado entrambi di identificare il genio che all&#039;epoca dirigeva IRI. E&#039; lo stesso genio che, qualche anno dopo, privatizzava Telecom, Autostrade, altre amenità e qualche anno prima si divertiva con SME (oltre che con l&#039;acciaio).

Lasciamo perdere la chimica che lì ci sono già stati due suicidi illustri.

Secondo: a me questo continuo giustificare (la sinistra che perde l&#039;idea, il sindacato che si dà al gioco d&#039;azzardo, etc...) non piace. Mi suona (sempre) come il tentativo di cercare giustificazioni e mi ricorda i giocatori d&#039;azzardo che, prima ancora di iniziare la partita, hanno già pronto il libretto delle scuse per inventarsi una gloriosa sconfitta da raccontare.

Sì, ma sempre di sconfitta si tratta. E ora vado a dormire e ti lascio in pace.

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, non ti seguo e c&#8217;è qualcosa che non mi quadra. Anzi, alcune cose che non mi quadrano. Primo: il disastro dell&#8217;acciaio italiano è iniziato ben prima di Maastricht e del tanto vituperato neo-liberismo. Erano gli (allegri) anni &#8217;80 e, con un minimo di sforzo, siamo in grado entrambi di identificare il genio che all&#8217;epoca dirigeva IRI. E&#8217; lo stesso genio che, qualche anno dopo, privatizzava Telecom, Autostrade, altre amenità e qualche anno prima si divertiva con SME (oltre che con l&#8217;acciaio).</p>
<p>Lasciamo perdere la chimica che lì ci sono già stati due suicidi illustri.</p>
<p>Secondo: a me questo continuo giustificare (la sinistra che perde l&#8217;idea, il sindacato che si dà al gioco d&#8217;azzardo, etc&#8230;) non piace. Mi suona (sempre) come il tentativo di cercare giustificazioni e mi ricorda i giocatori d&#8217;azzardo che, prima ancora di iniziare la partita, hanno già pronto il libretto delle scuse per inventarsi una gloriosa sconfitta da raccontare.</p>
<p>Sì, ma sempre di sconfitta si tratta. E ora vado a dormire e ti lascio in pace.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-84004</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 22:36:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quella che fai è una ricostruzione che mi pare condivisibile. Detto questo, mi pare che porti acqua al mio mulino... E&#039; negli anni novanta, non a caso, che l&#039;Europa è definitivamente investita dalla marea del neoliberismo (codificato in Maastricht), che diventa religione di Stato (altro che monopartitismo). Ora, a me pare che l&#039;unica soluzione praticabile in alternativa a quella che dici fosse di mantenere il controllo pubblico sulle aziende svendute (come sarà poi per Telecom, autostrade..). Ma se alla sinistra è venuta meno un&#039;idea forte di società, come si poteva (e come si può) proporre una cosa simile senza che qualcuno invochi il tso? La sinistra, nel 92, aveva da far dimenticare il suo passato comunista, figuriamoci...
(dopodiché, sai bene che di applausi a quattro mani al governo non ne ho mai fatti, almeno questo toro per favore non fermelo...)
Quanto alla prima questione: le leggi ci sono per le prescrizioni (la 626). Non per le sanzioni. Ci vuole una modifica al codice penale. Da sempre in Italia è così: i padroni non si toccano (epperò se dici queste cose sei un brigatista...). Prodi ha detto infatti, decreto che stabilisca delle pene certe. Magari. Ma vatti a fidare. Se lo facessero davvero, questa riforma e l&#039;Amato-Ferrero sarebbero due ragioni che da solo basterebbero ad appoggiare il governo democristiano (e si badi sempre che a dire queste cose è un &quot;estremista&quot;... che però ha cuore la vita della gente, e cerca di bilanciare le cose). Ma ripeto: chi si fida?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quella che fai è una ricostruzione che mi pare condivisibile. Detto questo, mi pare che porti acqua al mio mulino&#8230; E&#8217; negli anni novanta, non a caso, che l&#8217;Europa è definitivamente investita dalla marea del neoliberismo (codificato in Maastricht), che diventa religione di Stato (altro che monopartitismo). Ora, a me pare che l&#8217;unica soluzione praticabile in alternativa a quella che dici fosse di mantenere il controllo pubblico sulle aziende svendute (come sarà poi per Telecom, autostrade..). Ma se alla sinistra è venuta meno un&#8217;idea forte di società, come si poteva (e come si può) proporre una cosa simile senza che qualcuno invochi il tso? La sinistra, nel 92, aveva da far dimenticare il suo passato comunista, figuriamoci&#8230;<br />
(dopodiché, sai bene che di applausi a quattro mani al governo non ne ho mai fatti, almeno questo toro per favore non fermelo&#8230;)<br />
Quanto alla prima questione: le leggi ci sono per le prescrizioni (la 626). Non per le sanzioni. Ci vuole una modifica al codice penale. Da sempre in Italia è così: i padroni non si toccano (epperò se dici queste cose sei un brigatista&#8230;). Prodi ha detto infatti, decreto che stabilisca delle pene certe. Magari. Ma vatti a fidare. Se lo facessero davvero, questa riforma e l&#8217;Amato-Ferrero sarebbero due ragioni che da solo basterebbero ad appoggiare il governo democristiano (e si badi sempre che a dire queste cose è un &#8220;estremista&#8221;&#8230; che però ha cuore la vita della gente, e cerca di bilanciare le cose). Ma ripeto: chi si fida?</p>
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		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-84002</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 22:28:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco, il declino del sindacato è antecedente alla caduta del muro e al venir meno &#039;dell&#039;idea&#039; e quando parlo di dirigenti non parlo dei dirigenti interni al Sindacato, ma dei sindacalisti che hanno usato il Sindacato (molti, troppi!) semplicemente per fare carriera (fuori dal sindacato e dove gli stipendo sono diversi) e spesso senza avere i titoli e nemmeno le conoscenze.

Impegnati, che i nomi si trovano e sono molti: troppi. Basta giustificare la merda che ci gira intorno. Per colpa di questa gente il sindacato non esiste già più e non tutela più nessuno. Prima ce ne rendiamo conto e prima si troverà una soluzione: il rischio è che finisca come la DC dopo mani pulite, e allora sì, sarebbe un vero guaio.

Blackjack]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, il declino del sindacato è antecedente alla caduta del muro e al venir meno &#8216;dell&#8217;idea&#8217; e quando parlo di dirigenti non parlo dei dirigenti interni al Sindacato, ma dei sindacalisti che hanno usato il Sindacato (molti, troppi!) semplicemente per fare carriera (fuori dal sindacato e dove gli stipendo sono diversi) e spesso senza avere i titoli e nemmeno le conoscenze.</p>
<p>Impegnati, che i nomi si trovano e sono molti: troppi. Basta giustificare la merda che ci gira intorno. Per colpa di questa gente il sindacato non esiste già più e non tutela più nessuno. Prima ce ne rendiamo conto e prima si troverà una soluzione: il rischio è che finisca come la DC dopo mani pulite, e allora sì, sarebbe un vero guaio.</p>
<p>Blackjack</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-83999</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 22:19:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi meraviglia sempre constatare come, in questa nostra Italia dei &#039;sentimenti&#039;, sia sempre complicatissimo, a fronte di eventi luttuosi, come quello verificatosi nella Thyssen di Torino, fare le due cose più semplici: identificare i responsabili e capire come sia stato possibile che un gruppo multinazionale ricchissimo, non sia riuscito a garantire nemmeno la manutenzione degli estintori.

Per quanto riguarda il primo punto, l&#039;identificazione dei responsabili, mi meraviglia dover constatare che mai nessuno è finito in gattabuia per le morti sul lavoro. Credo sia un caso mondiale, se escludiamo i regimi totalitari, più unico che raro: al massimo qualche arresto domiciliare. Non ho elementi per giudicare le motivazioni giuridiche e le leggi ma, sentendo gli esperti, pare che le leggi ci siano e se ci sono: perché non sono mai applicate?

Il secondo argomento è invece, un po&#039; più complesso. Prima di trattarlo vorrei fissare un punto fondamentale: il Titolare o il Dirigente dell&#039;impresa che non garantisce un livello di sicurezza sufficiente e, con la sua mancanza, è causa di morti, deve finire in prigione. Oltre a risarcire tutti i danni civili del caso.

Fissato questo punto provo ora a risalire alla fonte del caso Thyssenkrupp. Il Gruppo in questione, al di là delle vicende di entrambe le famiglie nel periodo pre 1945, è un gruppo in ottima salute e considerato altamente affidabile dal punto di vista economico. Le risorse non gli mancano.

Ma torno all storia: a fronte della crisi dell&#039;acciaio degli anni &#039;80 qualcuno, (il qualcuno è l&#039;IRI) decide, prima di raggruppare tutte le acciaierie nobili in difficoltà all&#039;interno dell&#039;ILVA (società a partecipazione statale pagata con le nostre tasse e controllata dall&#039;IRI) e poi, per non far torto a nessuno, di infilarci anche quelle in perdita e senza alcuna prospettiva. TIPICO CASO ITALIANO DI LUNGIMIRANZA POLITICO ECONOMICA.

La decisione è uno dei primi esempi di concertazione; FIAT, DC-PSI-PCI, Sindacati: tutti d&#039;accordo nell&#039;approvare la soluzione. Ovviamente gode solo FIAT che riesce a rifilare ferrivecchi allo Stato; cioè a noi. Ma il tempo è galantuomo, anche stronzo a volte, e nel 1992 la situazione debitoria dell&#039;ILVA è talmente fuori controllo (più di 10.000 – diecimila – miliardi delle vecchie lire di perdite) che all&#039;IRI, proprietaria dell&#039;ILVA e diretta da, indovinate chi, non trovano di meglio che fare a pezzi l&#039;ILVA e regalarla al primo che passa o al solito introdotto, fate voi. Esemplare il caso di Taranto finita alla famiglia Riva per una manciata di milioni (delle vecchie lire non di euro).

Ovviamente sono tutti d&#039;accordo: l&#039;IRI (la FIAT non c&#039;è più), il PDS (la DC è in piene mani pulite, il PSI idem e Forza Italia non esiste ancora) e i sindacati. E volete che non si inventi un regalino anche al solito investitore straniero? Alla Thyssen sono cedute tutte le acciaierie nobili con un unico vincolo: mantenere l&#039;occupazione per 10 anni. Ovviamente, nel frattempo, lo Stato italiano si impegna a garantire, oltre a un prezzo d&#039;acquisto di favore, anche tutte le coperture economiche necessarie per tutelare l&#039;occupazione: cassa integrazione, pensionamenti anticipati, etc...

Non un brutto affare, ma i veri obiettivi della Thyssen, nel frattempo fusa con la Krupp, sono chiari da subito: levare dal mercato un potenziale concorrente portando le produzioni pregiate e la ricerca in Germania. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: fabbriche volutamente disastrate e livello occupazionale passato da 13.000 a 200 dipendenti.

E siamo ai morti recenti con una semplice domanda: fatta salva la responsabilità della Thyssenkrupp per le mancate manutenzioni sugli apparati di sicurezza, agli stronzi che hanno creato i presupposti politico economici che non potevano portare ad altro che a un simile disastro; cosa gli facciamo? Un applauso a quattro mani mentre ora, come membri dell&#039;attuale governo, si battono il petto e recitano discorsi scritti dai loro ghostwriter?

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi meraviglia sempre constatare come, in questa nostra Italia dei &#8216;sentimenti&#8217;, sia sempre complicatissimo, a fronte di eventi luttuosi, come quello verificatosi nella Thyssen di Torino, fare le due cose più semplici: identificare i responsabili e capire come sia stato possibile che un gruppo multinazionale ricchissimo, non sia riuscito a garantire nemmeno la manutenzione degli estintori.</p>
<p>Per quanto riguarda il primo punto, l&#8217;identificazione dei responsabili, mi meraviglia dover constatare che mai nessuno è finito in gattabuia per le morti sul lavoro. Credo sia un caso mondiale, se escludiamo i regimi totalitari, più unico che raro: al massimo qualche arresto domiciliare. Non ho elementi per giudicare le motivazioni giuridiche e le leggi ma, sentendo gli esperti, pare che le leggi ci siano e se ci sono: perché non sono mai applicate?</p>
<p>Il secondo argomento è invece, un po&#8217; più complesso. Prima di trattarlo vorrei fissare un punto fondamentale: il Titolare o il Dirigente dell&#8217;impresa che non garantisce un livello di sicurezza sufficiente e, con la sua mancanza, è causa di morti, deve finire in prigione. Oltre a risarcire tutti i danni civili del caso.</p>
<p>Fissato questo punto provo ora a risalire alla fonte del caso Thyssenkrupp. Il Gruppo in questione, al di là delle vicende di entrambe le famiglie nel periodo pre 1945, è un gruppo in ottima salute e considerato altamente affidabile dal punto di vista economico. Le risorse non gli mancano.</p>
<p>Ma torno all storia: a fronte della crisi dell&#8217;acciaio degli anni &#8217;80 qualcuno, (il qualcuno è l&#8217;IRI) decide, prima di raggruppare tutte le acciaierie nobili in difficoltà all&#8217;interno dell&#8217;ILVA (società a partecipazione statale pagata con le nostre tasse e controllata dall&#8217;IRI) e poi, per non far torto a nessuno, di infilarci anche quelle in perdita e senza alcuna prospettiva. TIPICO CASO ITALIANO DI LUNGIMIRANZA POLITICO ECONOMICA.</p>
<p>La decisione è uno dei primi esempi di concertazione; FIAT, DC-PSI-PCI, Sindacati: tutti d&#8217;accordo nell&#8217;approvare la soluzione. Ovviamente gode solo FIAT che riesce a rifilare ferrivecchi allo Stato; cioè a noi. Ma il tempo è galantuomo, anche stronzo a volte, e nel 1992 la situazione debitoria dell&#8217;ILVA è talmente fuori controllo (più di 10.000 – diecimila – miliardi delle vecchie lire di perdite) che all&#8217;IRI, proprietaria dell&#8217;ILVA e diretta da, indovinate chi, non trovano di meglio che fare a pezzi l&#8217;ILVA e regalarla al primo che passa o al solito introdotto, fate voi. Esemplare il caso di Taranto finita alla famiglia Riva per una manciata di milioni (delle vecchie lire non di euro).</p>
<p>Ovviamente sono tutti d&#8217;accordo: l&#8217;IRI (la FIAT non c&#8217;è più), il PDS (la DC è in piene mani pulite, il PSI idem e Forza Italia non esiste ancora) e i sindacati. E volete che non si inventi un regalino anche al solito investitore straniero? Alla Thyssen sono cedute tutte le acciaierie nobili con un unico vincolo: mantenere l&#8217;occupazione per 10 anni. Ovviamente, nel frattempo, lo Stato italiano si impegna a garantire, oltre a un prezzo d&#8217;acquisto di favore, anche tutte le coperture economiche necessarie per tutelare l&#8217;occupazione: cassa integrazione, pensionamenti anticipati, etc&#8230;</p>
<p>Non un brutto affare, ma i veri obiettivi della Thyssen, nel frattempo fusa con la Krupp, sono chiari da subito: levare dal mercato un potenziale concorrente portando le produzioni pregiate e la ricerca in Germania. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: fabbriche volutamente disastrate e livello occupazionale passato da 13.000 a 200 dipendenti.</p>
<p>E siamo ai morti recenti con una semplice domanda: fatta salva la responsabilità della Thyssenkrupp per le mancate manutenzioni sugli apparati di sicurezza, agli stronzi che hanno creato i presupposti politico economici che non potevano portare ad altro che a un simile disastro; cosa gli facciamo? Un applauso a quattro mani mentre ora, come membri dell&#8217;attuale governo, si battono il petto e recitano discorsi scritti dai loro ghostwriter?</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-83997</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 22:05:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, conosco gente che ha fatto &quot;carriera&quot;. Sarebbe strano il contrario. Forse che tra i sindacalisti non ci sono &quot;esseri umani&quot; con i loro opportunismi e le loro meschinità così come da ogni altre parte? Io penso che a questa natura dell&#039;essere umano è solo una struttura forte che fa argine: un sistema diverso. Nella fattispecie, venuta meno la tanto vituperata Idea, ecco tornar fuori presto i particolarismi. E certo, le convenienze personali.
Insomma, è questo che voglio dire: il Sindacato deve essere espressione diretta dei lavoratori. Ma questo non può che significare (lo so, sono ossessivo) conflitto. Non vedo cos&#039;altro potrebbe significare. E dire conflitto significa dire essere portatori di un&#039;idea altra della società.
(Comunque, so quanto guadagnano personalmente i dirigenti sindacali nazionali - a quanto ne so, hanno stipendi non più alti dei 2mila euro. Così è per la fiom; così è in Fillea. Non mi pare dunque sia un&#039;associazione a fini di lucro. Poi, certo, in una struttura così gigantesca è ovvio che si annidano spazi, anche vasti, per la gestione del potere, e quant&#039;altro. E senza dubbio ci sono parti del sindacato che hanno fatto danni).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, conosco gente che ha fatto &#8220;carriera&#8221;. Sarebbe strano il contrario. Forse che tra i sindacalisti non ci sono &#8220;esseri umani&#8221; con i loro opportunismi e le loro meschinità così come da ogni altre parte? Io penso che a questa natura dell&#8217;essere umano è solo una struttura forte che fa argine: un sistema diverso. Nella fattispecie, venuta meno la tanto vituperata Idea, ecco tornar fuori presto i particolarismi. E certo, le convenienze personali.<br />
Insomma, è questo che voglio dire: il Sindacato deve essere espressione diretta dei lavoratori. Ma questo non può che significare (lo so, sono ossessivo) conflitto. Non vedo cos&#8217;altro potrebbe significare. E dire conflitto significa dire essere portatori di un&#8217;idea altra della società.<br />
(Comunque, so quanto guadagnano personalmente i dirigenti sindacali nazionali &#8211; a quanto ne so, hanno stipendi non più alti dei 2mila euro. Così è per la fiom; così è in Fillea. Non mi pare dunque sia un&#8217;associazione a fini di lucro. Poi, certo, in una struttura così gigantesca è ovvio che si annidano spazi, anche vasti, per la gestione del potere, e quant&#8217;altro. E senza dubbio ci sono parti del sindacato che hanno fatto danni).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-83996</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 21:42:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-83996</guid>

					<description><![CDATA[No, caro Marco, io non chiedo la scomparsa del Sindacato; semplicemente pretenderei che il Sindacato, quello con la S maiuscola, tornasse ad essere il Sindacato e non quell&#039;oggetto viscido e multiforme che non serve più a nulla che è ora: talmente imbrigliato nelle sue (sue non dei lavoratori) quotidiane preoccupazioni, dall&#039;essere diventato non solo inutile, ma addirittura pericoloso.

Dici che non articolo? Sarà anche vero, ma non credo tu abbia grandi problemi nel verificare quanto incassa annualmente per i CAF e, chiedendo a qualche operatore (tutti rigorosamente precarizzati da sempre, ben prima della Biagi), quanto sono pagati e fare una banale sottrazione: una marginalità mica da ridere.

Vuoi i nomi degli ex dirigenti sindacalisti di primo livello finiti in politica? Forse qualcuno si è dimenticato di Benvenuto e Del Turco è solo Presidente delle Marche (se non sbaglio), ma i nomi degli altri sono noti a tutti ed è già pronta l&#039;infornata dei Pezzotta e compagnia. Di Cofferati non parlo; meglio, rischierei una querela.

Vuoi i nominativi degli ex sindacalisti di secondo livello finiti a dirigere enti pubblici o cooperative di grido? Conosco benissimo quelli della mia zona, ma visto che non mi interessa di raccontare al mondo di dove sono te li risparmio, ma sono certo che parecchi nominativi li conosci anche tu.

Hai mai letto un bilancio pubblico del sindacato (mi riferisco a quello con la s minuscola)? Io nemmeno. Sarà, forse, perché il sindacato è esentato dal presentare bilanci?

Dici che il sindacato ha molte facce? Vero, in italia ha talmente tante facce che nessuno è più in grado di capire quale sia quella vera.

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, caro Marco, io non chiedo la scomparsa del Sindacato; semplicemente pretenderei che il Sindacato, quello con la S maiuscola, tornasse ad essere il Sindacato e non quell&#8217;oggetto viscido e multiforme che non serve più a nulla che è ora: talmente imbrigliato nelle sue (sue non dei lavoratori) quotidiane preoccupazioni, dall&#8217;essere diventato non solo inutile, ma addirittura pericoloso.</p>
<p>Dici che non articolo? Sarà anche vero, ma non credo tu abbia grandi problemi nel verificare quanto incassa annualmente per i CAF e, chiedendo a qualche operatore (tutti rigorosamente precarizzati da sempre, ben prima della Biagi), quanto sono pagati e fare una banale sottrazione: una marginalità mica da ridere.</p>
<p>Vuoi i nomi degli ex dirigenti sindacalisti di primo livello finiti in politica? Forse qualcuno si è dimenticato di Benvenuto e Del Turco è solo Presidente delle Marche (se non sbaglio), ma i nomi degli altri sono noti a tutti ed è già pronta l&#8217;infornata dei Pezzotta e compagnia. Di Cofferati non parlo; meglio, rischierei una querela.</p>
<p>Vuoi i nominativi degli ex sindacalisti di secondo livello finiti a dirigere enti pubblici o cooperative di grido? Conosco benissimo quelli della mia zona, ma visto che non mi interessa di raccontare al mondo di dove sono te li risparmio, ma sono certo che parecchi nominativi li conosci anche tu.</p>
<p>Hai mai letto un bilancio pubblico del sindacato (mi riferisco a quello con la s minuscola)? Io nemmeno. Sarà, forse, perché il sindacato è esentato dal presentare bilanci?</p>
<p>Dici che il sindacato ha molte facce? Vero, in italia ha talmente tante facce che nessuno è più in grado di capire quale sia quella vera.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-83994</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 21:11:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-83994</guid>

					<description><![CDATA[Marco, no, Bertinotti si è &#039;semplicemente&#039; limitato ad appoggiare, all&#039;epoca e in buona compagnia, il regalo delle acciaierie italiane alla Thyssen, offrendo anche un cospicuo gruzzoletto di aiuti di stato, senza chiedere in cambio garanzie di alcun tipo se non un generico &#039;mantenimento&#039; dell&#039;occupazione per un decennio. Cazzo che genio!

Certo, era un genio in compagnia di tanti altri geni: una specie di MENSA politico, ma non è chiaro cosa servissero o cosa mangiassero; o forse è chiaro ora.

Per quanto riguarda il fine analista, mi consolo. Ma perché ti infastidisce tanto sapere che il là a queste morti aveva avuto, all&#039;epoca, anche l&#039;avvallo di Bertinotti?

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, no, Bertinotti si è &#8216;semplicemente&#8217; limitato ad appoggiare, all&#8217;epoca e in buona compagnia, il regalo delle acciaierie italiane alla Thyssen, offrendo anche un cospicuo gruzzoletto di aiuti di stato, senza chiedere in cambio garanzie di alcun tipo se non un generico &#8216;mantenimento&#8217; dell&#8217;occupazione per un decennio. Cazzo che genio!</p>
<p>Certo, era un genio in compagnia di tanti altri geni: una specie di MENSA politico, ma non è chiaro cosa servissero o cosa mangiassero; o forse è chiaro ora.</p>
<p>Per quanto riguarda il fine analista, mi consolo. Ma perché ti infastidisce tanto sapere che il là a queste morti aveva avuto, all&#8217;epoca, anche l&#8217;avvallo di Bertinotti?</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-83993</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 21:08:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello che mi fa girare i coglioni è ch io non nego quello che tu dici. Ma tu pretendi che sia tutta la verità. Non articoli. Spari sul sindacato nella sua interezza. Senza accorgerti (ripeto) che la corrente maggioritaria del sindacato l&#039;attacco anch&#039;io: concertativa, e non conflittuale (devo ripetere ancora una volta?).
Ora, chi attacca il sindacato da destra fa come fai te. Dice il sindacato è questo e quello, e che vorrebbe? Che il sindacato non ci fosse. Che sparisse proprio. 
Il sindacato, invece, è tante cose insieme. E deve riprendersi l&#039;anima (conflittuale). Sparare a zero, invece, ha come unico obiettivo: farlo sparire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che mi fa girare i coglioni è ch io non nego quello che tu dici. Ma tu pretendi che sia tutta la verità. Non articoli. Spari sul sindacato nella sua interezza. Senza accorgerti (ripeto) che la corrente maggioritaria del sindacato l&#8217;attacco anch&#8217;io: concertativa, e non conflittuale (devo ripetere ancora una volta?).<br />
Ora, chi attacca il sindacato da destra fa come fai te. Dice il sindacato è questo e quello, e che vorrebbe? Che il sindacato non ci fosse. Che sparisse proprio.<br />
Il sindacato, invece, è tante cose insieme. E deve riprendersi l&#8217;anima (conflittuale). Sparare a zero, invece, ha come unico obiettivo: farlo sparire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/08/vite-bianche/#comment-83992</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 21:02:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E ancora: non ero sicuramente seduto io al tavolo delle trattative, assieme al governo dell&#039;epoca, quando alla Thyssen, poi aggregata con la Krupp, furono letteralmente regalate, con i relativi contributi di stato, le acciaierie di Torino e altre &#039;amene&#039; industrie italiane. C&#039;erano, assieme ai politici e ai dirigenti dell&#039;IRI, guarda caso, i sindacalisti dell&#039;epoca ora, tutti in politica. I nomi dovresti conoscerli almeno quanto me.

Lo ribadisco: un sistema democratico sta in piedi se i ruoli di Controllato e Controllore sono SEPARATI, senza COMMISTIONI e FUNZIONANO: un sindacato/impresa (vedi legge sui CAF) che fa politica, che diventa un partito ombra non votato da nessuno, che muta il suo obiettivo, dalla tutela dei lavoratori a un master sul campo per la formazione dei futuri politici, non è altro che un minestrone vomitato. Immangiabile e inutile.

Senza nulla togliere alle responsabilità della Thyssen e sperando che, almeno questa volta, si crei il precedente di qualche dirigente in galera. Dirigente però, non l&#039;imbianchino di passaggio.

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E ancora: non ero sicuramente seduto io al tavolo delle trattative, assieme al governo dell&#8217;epoca, quando alla Thyssen, poi aggregata con la Krupp, furono letteralmente regalate, con i relativi contributi di stato, le acciaierie di Torino e altre &#8216;amene&#8217; industrie italiane. C&#8217;erano, assieme ai politici e ai dirigenti dell&#8217;IRI, guarda caso, i sindacalisti dell&#8217;epoca ora, tutti in politica. I nomi dovresti conoscerli almeno quanto me.</p>
<p>Lo ribadisco: un sistema democratico sta in piedi se i ruoli di Controllato e Controllore sono SEPARATI, senza COMMISTIONI e FUNZIONANO: un sindacato/impresa (vedi legge sui CAF) che fa politica, che diventa un partito ombra non votato da nessuno, che muta il suo obiettivo, dalla tutela dei lavoratori a un master sul campo per la formazione dei futuri politici, non è altro che un minestrone vomitato. Immangiabile e inutile.</p>
<p>Senza nulla togliere alle responsabilità della Thyssen e sperando che, almeno questa volta, si crei il precedente di qualche dirigente in galera. Dirigente però, non l&#8217;imbianchino di passaggio.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
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