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	Commenti a: McCarthy, ancora	</title>
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		<title>
		Di: emilio simonetti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84890</link>

		<dc:creator><![CDATA[emilio simonetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 08:48:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dimenticavo la cuspide + alta su cui mi sono trovato leggendo il libro: uno dei passi citati da Plessus del 15 dicembre. “Qual è la cosa più coraggiosa che tu abbia mai fatto? […] Alzarmi stamattina, disse.”
In questa frase trovo l&#039;irresoluta alfa e omega del senso, con cui conbattiamo ogni giorno scrivendo, pensando, vivendo. Come dicevo, pensiero filosofico alto. Mi fa pensare al campo tensivo che apre l&#039;incipit del Mito di Sisifo di Camus, a quello che chiama &quot;l&#039;unico problema filosofico veramente serio&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo la cuspide + alta su cui mi sono trovato leggendo il libro: uno dei passi citati da Plessus del 15 dicembre. “Qual è la cosa più coraggiosa che tu abbia mai fatto? […] Alzarmi stamattina, disse.”<br />
In questa frase trovo l&#8217;irresoluta alfa e omega del senso, con cui conbattiamo ogni giorno scrivendo, pensando, vivendo. Come dicevo, pensiero filosofico alto. Mi fa pensare al campo tensivo che apre l&#8217;incipit del Mito di Sisifo di Camus, a quello che chiama &#8220;l&#8217;unico problema filosofico veramente serio&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: emilio simonetti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84889</link>

		<dc:creator><![CDATA[emilio simonetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 08:11:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Proprio perché non consente interpretazioni univoche, è un capolavoro. Anche ermeuticamente perfetto, oltre che narrativamente riuscito, direi. Un vero libro-buca in cui cadiamo dentro, magari per caso, come è capitato a me (veramente dopo aver letto la recensione di Rovelli). Asciutto non meno che ispirato, essenziale quanto profondo, astratto e materiale. Proprio come un pensiero filosofico alto, cerebrale e viscerale. Se lo vuoi cogliere, non sfuggi agli ossimori. Appunto, imprendibile, come un vero capolavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio perché non consente interpretazioni univoche, è un capolavoro. Anche ermeuticamente perfetto, oltre che narrativamente riuscito, direi. Un vero libro-buca in cui cadiamo dentro, magari per caso, come è capitato a me (veramente dopo aver letto la recensione di Rovelli). Asciutto non meno che ispirato, essenziale quanto profondo, astratto e materiale. Proprio come un pensiero filosofico alto, cerebrale e viscerale. Se lo vuoi cogliere, non sfuggi agli ossimori. Appunto, imprendibile, come un vero capolavoro.</p>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84368</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 13:02:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho dovuto assentarmi, ma la discussione è andata avanti in maniera feconda... Se dovessi dire che cos&#039;è il Bene (leggibile tanto in chiave trascendente quanto immanente) in quest&#039;opera di McCarthy, è lo stesso perpetuarsi della Vita. Il suo conatus, in termini spinoziani.
ciao, alla prossima]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho dovuto assentarmi, ma la discussione è andata avanti in maniera feconda&#8230; Se dovessi dire che cos&#8217;è il Bene (leggibile tanto in chiave trascendente quanto immanente) in quest&#8217;opera di McCarthy, è lo stesso perpetuarsi della Vita. Il suo conatus, in termini spinoziani.<br />
ciao, alla prossima</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Nina		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 12:19:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[anche per me...
un saluto a Marco.
ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>anche per me&#8230;<br />
un saluto a Marco.<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Plessus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84267</link>

		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 08:27:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il momento più commovente per me è stato quando hanno trovato cibo, coperte, sapone e spazzola dentro al bunker. L&#039;unico, breve ritorno del padre e del figlio ad una quotidianità perduta per sempre (ciò che è stato e non sarà più). La risposta alla tua domanda, Nina, la lascio volentieri a menti più attrezzate della mia. Dici che questo è un libro che insegna il bene. Sono d&#039;accordo, ma non potrebbe essere altrimenti, non vi sono opzioni, manca la possibilità di scelta nel mondo di McCarthy. Sarebbero inimmaginabili padre e figlio che dialogano o si comportano in maniera diversa da quella raccontata. Proprio qui credo risieda la grandezza del romanzo: il modo con cui è raccontato il rapporto tra padre e figlio è l&#039;unico modo con cui poteva essere raccontato. Altre ipotesi appaiono, semplicemente, sbagliate. Quanto a riflettere sul bene della vita, al buio che incombe sul mondo ... beh, potremmo veramente parlarne a lungo. Ma ho letto molta (secondo i miei modesti parametri) fantascienza, e potrei essere troppo dogmatico e poco obbiettivo sul tema. Ringrazio te e tutti gli altri per gli interessanti spunti di discussione. Salute e saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il momento più commovente per me è stato quando hanno trovato cibo, coperte, sapone e spazzola dentro al bunker. L&#8217;unico, breve ritorno del padre e del figlio ad una quotidianità perduta per sempre (ciò che è stato e non sarà più). La risposta alla tua domanda, Nina, la lascio volentieri a menti più attrezzate della mia. Dici che questo è un libro che insegna il bene. Sono d&#8217;accordo, ma non potrebbe essere altrimenti, non vi sono opzioni, manca la possibilità di scelta nel mondo di McCarthy. Sarebbero inimmaginabili padre e figlio che dialogano o si comportano in maniera diversa da quella raccontata. Proprio qui credo risieda la grandezza del romanzo: il modo con cui è raccontato il rapporto tra padre e figlio è l&#8217;unico modo con cui poteva essere raccontato. Altre ipotesi appaiono, semplicemente, sbagliate. Quanto a riflettere sul bene della vita, al buio che incombe sul mondo &#8230; beh, potremmo veramente parlarne a lungo. Ma ho letto molta (secondo i miei modesti parametri) fantascienza, e potrei essere troppo dogmatico e poco obbiettivo sul tema. Ringrazio te e tutti gli altri per gli interessanti spunti di discussione. Salute e saluti</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Nina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84266</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 07:06:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e aggiungo...

anche la tenacia del padre tradisce una fede profonda, quella di salvare suo figlio

e quindi ci si ritrova in entrambi!

ripeto, la sua non è semplice scrittura, è poesia nella scrittura....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e aggiungo&#8230;</p>
<p>anche la tenacia del padre tradisce una fede profonda, quella di salvare suo figlio</p>
<p>e quindi ci si ritrova in entrambi!</p>
<p>ripeto, la sua non è semplice scrittura, è poesia nella scrittura&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		Di: Nina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84265</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 06:43:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Plessus, ciao

non è semplice spiegare qualcosa che si sente forte e che si vorrebbe trasmettere nella stessa misura....

ci sono dei passi nel libro che invitano a una profonda meditazione...
ti riporto questo che si trova a pag.25:
Su questa strada non c&#039;è benedetta anima viva. Sono scomparsi tutti tranne me e si sono portati via il mondo.
Domanda: che differenza c&#039;è fra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?

ma questo è solo un&#039;esempio di quanto ci sia da riflettere in ogni frammento di verità contenuti nel libro in questione.

i momenti che ho sentito più forti sono stati la ricerca affannata, la ricerca dei beni primari per sopravvivere, il calore del fuoco, il cibo, l&#039;acqua.
qui mi sono molto immedesimata nel bambino, il bambino che si aggrappa al padre come un Dio, ha bisogno di lui per la sua salvezza....
e quì si sente quella spiritualità che non si vede forse, ma proprio nella sua assenza si fa luce.

e viene spontaneo un confronto
con la nostra società di sprechi e consumi
viene da riflettere sul bene della vita
quello essenziale, quello del bambino che non conosce il male 
ma che il male circonda.

questo è un libro che insegna il bene.
e se non è religioso, fa si che si cerchi una luce, 
perchè un buio totale incombe sul mondo.

ciao
nina

p.s.
non smetterei mai di parlarne....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Plessus, ciao</p>
<p>non è semplice spiegare qualcosa che si sente forte e che si vorrebbe trasmettere nella stessa misura&#8230;.</p>
<p>ci sono dei passi nel libro che invitano a una profonda meditazione&#8230;<br />
ti riporto questo che si trova a pag.25:<br />
Su questa strada non c&#8217;è benedetta anima viva. Sono scomparsi tutti tranne me e si sono portati via il mondo.<br />
Domanda: che differenza c&#8217;è fra ciò che non sarà mai e ciò che non è mai stato?</p>
<p>ma questo è solo un&#8217;esempio di quanto ci sia da riflettere in ogni frammento di verità contenuti nel libro in questione.</p>
<p>i momenti che ho sentito più forti sono stati la ricerca affannata, la ricerca dei beni primari per sopravvivere, il calore del fuoco, il cibo, l&#8217;acqua.<br />
qui mi sono molto immedesimata nel bambino, il bambino che si aggrappa al padre come un Dio, ha bisogno di lui per la sua salvezza&#8230;.<br />
e quì si sente quella spiritualità che non si vede forse, ma proprio nella sua assenza si fa luce.</p>
<p>e viene spontaneo un confronto<br />
con la nostra società di sprechi e consumi<br />
viene da riflettere sul bene della vita<br />
quello essenziale, quello del bambino che non conosce il male<br />
ma che il male circonda.</p>
<p>questo è un libro che insegna il bene.<br />
e se non è religioso, fa si che si cerchi una luce,<br />
perchè un buio totale incombe sul mondo.</p>
<p>ciao<br />
nina</p>
<p>p.s.<br />
non smetterei mai di parlarne&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Plessus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84255</link>

		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 19:16:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nina, con La strada anch&#039;io ho trovato un&#039;osmosi con il romanzo che erano anni che non provavo, dai tempi antichi di Asimov e Tolkien. La manifesto con l’entusiasmo con cui sostengo le mie riflessioni. In questa storia ho cercato di individuare lemmi contenenti segnali contrari alla disperazione e lumicini di speranza in qualche aggettivo. Non ne ho trovati. E qui mi ricollego al senso del tragico richiamato all&#039;inizio del post da Marco Rovelli. Il viaggio del padre e del figlio è in realtà una tragedia, figlia della più grande tragedia che possa capitare alla terra: l&#039;annientamento dell&#039;umanità. E del sole, la più potente assicurazione della speranza stipulata dal pianeta per i suoi abitanti umani, animali, vegetali e minerali. Il cammino e i dialoghi del padre e del figlio li vedrei, da ateo e materialista, come le uniche cose a cui si possono dedicare, le uniche due forme di sopravvivenza riservate ai due. L’alternativa è lasciarsi morire da fermi, di freddo e di inedia. Una rappresentazione mistica, non religiosa, dei dialoghi tra padre e figlio? Non so, non ci arrivo proprio. Ho sentito solo odore di essenza vitale e di morte totale. Non vedo neanche possibilità di sequel, al libro, nè di futuro civile. Se dovessi proprio immaginarmene uno, rappresenterei l’umanita più vicina ai selvaggi de La possibilità di un’isola descritti nelle ultime pagine di Houellebecq, che non a piccole comunità organizzate autosufficienti che coltivano il proprio orticello all’interno di recinti di difesa. Visto che senza sole le piante non crescono. Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nina, con La strada anch&#8217;io ho trovato un&#8217;osmosi con il romanzo che erano anni che non provavo, dai tempi antichi di Asimov e Tolkien. La manifesto con l’entusiasmo con cui sostengo le mie riflessioni. In questa storia ho cercato di individuare lemmi contenenti segnali contrari alla disperazione e lumicini di speranza in qualche aggettivo. Non ne ho trovati. E qui mi ricollego al senso del tragico richiamato all&#8217;inizio del post da Marco Rovelli. Il viaggio del padre e del figlio è in realtà una tragedia, figlia della più grande tragedia che possa capitare alla terra: l&#8217;annientamento dell&#8217;umanità. E del sole, la più potente assicurazione della speranza stipulata dal pianeta per i suoi abitanti umani, animali, vegetali e minerali. Il cammino e i dialoghi del padre e del figlio li vedrei, da ateo e materialista, come le uniche cose a cui si possono dedicare, le uniche due forme di sopravvivenza riservate ai due. L’alternativa è lasciarsi morire da fermi, di freddo e di inedia. Una rappresentazione mistica, non religiosa, dei dialoghi tra padre e figlio? Non so, non ci arrivo proprio. Ho sentito solo odore di essenza vitale e di morte totale. Non vedo neanche possibilità di sequel, al libro, nè di futuro civile. Se dovessi proprio immaginarmene uno, rappresenterei l’umanita più vicina ai selvaggi de La possibilità di un’isola descritti nelle ultime pagine di Houellebecq, che non a piccole comunità organizzate autosufficienti che coltivano il proprio orticello all’interno di recinti di difesa. Visto che senza sole le piante non crescono. Ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giambo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84247</link>

		<dc:creator><![CDATA[giambo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 14:54:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è solo &quot;La strada&quot; su cui puoi contare,
&quot;La strada&quot; è l&#039;unica salvezza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è solo &#8220;La strada&#8221; su cui puoi contare,<br />
&#8220;La strada&#8221; è l&#8217;unica salvezza&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Nina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/10/mccarthy-ancora/#comment-84228</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 21:12:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[si può avere quell&#039;impressione, in effetti, dovuta al linguaggio scarno e diretto....ma se ti lasci andare, se assorbi ogni dettaglio, sfumatura, poesia che traspare, se ti immedesimi nei panni del padre e del figlio, se soffri con loro, allora senti  - anche - quella presenza.

capita, quando si leggono certi libri, di trasferire una figura nella figura....
a me è successo con il padre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>si può avere quell&#8217;impressione, in effetti, dovuta al linguaggio scarno e diretto&#8230;.ma se ti lasci andare, se assorbi ogni dettaglio, sfumatura, poesia che traspare, se ti immedesimi nei panni del padre e del figlio, se soffri con loro, allora senti  &#8211; anche &#8211; quella presenza.</p>
<p>capita, quando si leggono certi libri, di trasferire una figura nella figura&#8230;.<br />
a me è successo con il padre.</p>
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