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	Commenti a: Il terzo stile di Karlheinz Stockhausen	</title>
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		<title>
		Di: Abateditheleme		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Abateditheleme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Dec 2007 14:11:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[P.s. Buon Natale a tutti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P.s. Buon Natale a tutti</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Abateditheleme		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Abateditheleme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Dec 2007 12:57:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Prodan

No comment è parola giusta.
Hai scelto la punizione a te meno sgradita? :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Prodan</p>
<p>No comment è parola giusta.<br />
Hai scelto la punizione a te meno sgradita? :)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 22:48:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«[...] questo che era un popolo di santi, poeti, eroi, navigatori, artisti, musicisti [...]»

no comment]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«[&#8230;] questo che era un popolo di santi, poeti, eroi, navigatori, artisti, musicisti [&#8230;]»</p>
<p>no comment</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: massey		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massey]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 22:41:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[credette cimabue nella pintura...ora il numero è strabiliante]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>credette cimabue nella pintura&#8230;ora il numero è strabiliante</p>
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		<title>
		Di: Abateditheleme		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Abateditheleme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 15:19:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Prodan: 

E&#039; suggestione. 

@Thalido :

Non nego la rilevanza delle camerette, ma sovente la musica li prodotta presentava e presenta caratteristiche sonore similari a quelle ottenibili mediante una o più seghe...

@Luminamenti:

hai perfettamente ragione...il novecento turbato e lacerato dal disastro prodotto dai pensieri forti ha alla fine optato per un pensiero che più debole non si può ed ha reso impossibile il giudizio di valore.
In questo modo indebolendo individualità e personalità. 
Senza addentrarmi nelle more di una definizione impossibile come quella di arte, mi sembra evidente che qualche insegnamento possiamo trarre dalle diverse sorti di Monti e di Foscolo. C&#039;è chi resiste e chi no. 
C&#039;è chi desta ancora l&#039;interesse dei tredicenni cresciuti a pane, Playstation e Rivombrosa e chi li tedia sino allo spasimo, così come già tediava mio nonno nel &#039;21 dagli scolopi...
L&#039;avanguardia ha tutto il diritto di esistere, di rivendicare l&#039;originalità come massima conquista e di difendersi dal pubblico sostenendo che la storia ha insegnato come spesso dalla merda nascano i fiori. 
Ovviamente chi dovesse paragonare Lichtenstein a Picasso o Beuys a Piero della Francesca avrebbe bisogno dello psicanalista. Così come chi paragona Vivaldi a Cage...
Per chi predica la pari dignità del suono e del rumore, invece, avrei da proporre la costrizione ad ascoltare un concerto dodecafonico di scorreggiatori Uiguri, oppure l&#039;obbligo di vivere un anno nei bassi napoletani con un gruppo di femminielli come vicini. Allo scopo meritorio e terapeutico di recuperarne le funzioni cognitive superiori il prima possibile...
L&#039;arte, insomma, in qualche modo attinge alle astrazioni chiamate universalità ed eternità. 
Il resto no, con buona pace delle avanguardie sperimentali. Il resto e&#039; frutto di quella figata del libero arbitrio, se vogliamo della miltoniana ribellione a Dio...godiamocela, per carità... conservando la potestà sacrosanta di chiamare &quot;cagata pazzesca&quot; ciò che tale ci sembra. 
Tale è ad esempio, apoditticamente, la nuova chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, per nulla limitandone l&#039;orrore la paternità di Piano...
seguiamo l&#039;esempio dai piccioni Milanesi, che cagano da sempre sulla abominevole scultura-fontata di Rossi, dedicata al povero Pertini in via Montenapoleone e difendiamo la nostra nazione dalla casta dei tecnici-esteti che ci ammorbano la vita, mantenuti da un sistema politico capoace solo di foraggiare le mediocrità ed immergere nell&#039;ignoranza e nella bruttezza questo che era un popolo di santi, poeti, eroi, navigatori, artisti, musicisti e che ora inizia a non capirci più na&#039; sega ed a chiudersi nelle sue camerette, appunto...
Vale et ego.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Prodan: </p>
<p>E&#8217; suggestione. </p>
<p>@Thalido :</p>
<p>Non nego la rilevanza delle camerette, ma sovente la musica li prodotta presentava e presenta caratteristiche sonore similari a quelle ottenibili mediante una o più seghe&#8230;</p>
<p>@Luminamenti:</p>
<p>hai perfettamente ragione&#8230;il novecento turbato e lacerato dal disastro prodotto dai pensieri forti ha alla fine optato per un pensiero che più debole non si può ed ha reso impossibile il giudizio di valore.<br />
In questo modo indebolendo individualità e personalità.<br />
Senza addentrarmi nelle more di una definizione impossibile come quella di arte, mi sembra evidente che qualche insegnamento possiamo trarre dalle diverse sorti di Monti e di Foscolo. C&#8217;è chi resiste e chi no.<br />
C&#8217;è chi desta ancora l&#8217;interesse dei tredicenni cresciuti a pane, Playstation e Rivombrosa e chi li tedia sino allo spasimo, così come già tediava mio nonno nel &#8217;21 dagli scolopi&#8230;<br />
L&#8217;avanguardia ha tutto il diritto di esistere, di rivendicare l&#8217;originalità come massima conquista e di difendersi dal pubblico sostenendo che la storia ha insegnato come spesso dalla merda nascano i fiori.<br />
Ovviamente chi dovesse paragonare Lichtenstein a Picasso o Beuys a Piero della Francesca avrebbe bisogno dello psicanalista. Così come chi paragona Vivaldi a Cage&#8230;<br />
Per chi predica la pari dignità del suono e del rumore, invece, avrei da proporre la costrizione ad ascoltare un concerto dodecafonico di scorreggiatori Uiguri, oppure l&#8217;obbligo di vivere un anno nei bassi napoletani con un gruppo di femminielli come vicini. Allo scopo meritorio e terapeutico di recuperarne le funzioni cognitive superiori il prima possibile&#8230;<br />
L&#8217;arte, insomma, in qualche modo attinge alle astrazioni chiamate universalità ed eternità.<br />
Il resto no, con buona pace delle avanguardie sperimentali. Il resto e&#8217; frutto di quella figata del libero arbitrio, se vogliamo della miltoniana ribellione a Dio&#8230;godiamocela, per carità&#8230; conservando la potestà sacrosanta di chiamare &#8220;cagata pazzesca&#8221; ciò che tale ci sembra.<br />
Tale è ad esempio, apoditticamente, la nuova chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, per nulla limitandone l&#8217;orrore la paternità di Piano&#8230;<br />
seguiamo l&#8217;esempio dai piccioni Milanesi, che cagano da sempre sulla abominevole scultura-fontata di Rossi, dedicata al povero Pertini in via Montenapoleone e difendiamo la nostra nazione dalla casta dei tecnici-esteti che ci ammorbano la vita, mantenuti da un sistema politico capoace solo di foraggiare le mediocrità ed immergere nell&#8217;ignoranza e nella bruttezza questo che era un popolo di santi, poeti, eroi, navigatori, artisti, musicisti e che ora inizia a non capirci più na&#8217; sega ed a chiudersi nelle sue camerette, appunto&#8230;<br />
Vale et ego.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/11/il-terzo-stile-di-karlheinz-stockhausen/#comment-84284</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 11:33:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io stimo incondizionatamente Orsola Puecher.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io stimo incondizionatamente Orsola Puecher.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/11/il-terzo-stile-di-karlheinz-stockhausen/#comment-84205</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 13:04:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hai già replicato è ovvio, con fesserie. Chissà dove l&#039;hai vista l&#039;aria misticheggiante in quello che ho scritto. Ho compreso che sai poco o niente di musica e di composizione da quello che hai scritto. Mi sono chiarito le idee. grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai già replicato è ovvio, con fesserie. Chissà dove l&#8217;hai vista l&#8217;aria misticheggiante in quello che ho scritto. Ho compreso che sai poco o niente di musica e di composizione da quello che hai scritto. Mi sono chiarito le idee. grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/11/il-terzo-stile-di-karlheinz-stockhausen/#comment-84179</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 21:17:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ luminamenti

Grazie per il bignamino sulla riproduzione digitale musicale, molto approssimativo peraltro. Personalmente non ne sentivo il bisogno.

Dire poi che cSound è un
«programma nato al MIT e che ha decine di versioni freeware o commerciali che consente la generazione o elaborazione di suono o MIDI, in tempo reale o in differita»
è una banalità, leggiucchiata frettolosamente chissà dove, peraltro contenente informazioni inessenziali e in parte sbagliate. Come dire che un libro è un insieme di pagine di carta stampata, rilegate insieme, e che si sfogliano per giunta. Ma come non averci pensato prima! Senza offesa, siamo proprio alle &quot;stronzate&quot;, nel senso di Harry Frankfurt. E tutto ciò per arrivare a cosa? A dire, udite udite:
«tanto spesso nella storia le persone che hanno dato i maggiori inputs non sono stati i sazi ricchi delle capitali, cui tutto è facile ottenere e in cui l’abbondanza si rovescia in debolezza, ma chi, da una distanza concreta da tali centri, ha ricevuto quell’inquietudine che lo hanno spinto a creare in sé idee, lo ha educato alla responsabilità di dare loro forma».
Dopo qualche lettura, della frase si riesce a capire almeno il senso: la solita lagna, il solito vittimismo. Un&#039;esaltazione misticheggiante di una pratica ascetica. Scritta pure male per giunta.

E ancora:
«Il problema principale rimane la perdita di aura data dai mezzi di riproduzione meccanica che non facilita l’ascolto o una coscienza sociale del fatto musicale, che viene appiattito al dato sonoro».
Cercare di scimmiottare malamente un discorso alla Walter Benjamin, cercando di applicarlo all&#039;ambito musicale, è non solo fuorviante ma anche sbagliato.

Quindi, caro &quot;luminamenti&quot;, perdo la mia &quot;cautela&quot;, e anche la pazienza, e smetto definitivamente di replicare alle tue affermazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ luminamenti</p>
<p>Grazie per il bignamino sulla riproduzione digitale musicale, molto approssimativo peraltro. Personalmente non ne sentivo il bisogno.</p>
<p>Dire poi che cSound è un<br />
«programma nato al MIT e che ha decine di versioni freeware o commerciali che consente la generazione o elaborazione di suono o MIDI, in tempo reale o in differita»<br />
è una banalità, leggiucchiata frettolosamente chissà dove, peraltro contenente informazioni inessenziali e in parte sbagliate. Come dire che un libro è un insieme di pagine di carta stampata, rilegate insieme, e che si sfogliano per giunta. Ma come non averci pensato prima! Senza offesa, siamo proprio alle &#8220;stronzate&#8221;, nel senso di Harry Frankfurt. E tutto ciò per arrivare a cosa? A dire, udite udite:<br />
«tanto spesso nella storia le persone che hanno dato i maggiori inputs non sono stati i sazi ricchi delle capitali, cui tutto è facile ottenere e in cui l’abbondanza si rovescia in debolezza, ma chi, da una distanza concreta da tali centri, ha ricevuto quell’inquietudine che lo hanno spinto a creare in sé idee, lo ha educato alla responsabilità di dare loro forma».<br />
Dopo qualche lettura, della frase si riesce a capire almeno il senso: la solita lagna, il solito vittimismo. Un&#8217;esaltazione misticheggiante di una pratica ascetica. Scritta pure male per giunta.</p>
<p>E ancora:<br />
«Il problema principale rimane la perdita di aura data dai mezzi di riproduzione meccanica che non facilita l’ascolto o una coscienza sociale del fatto musicale, che viene appiattito al dato sonoro».<br />
Cercare di scimmiottare malamente un discorso alla Walter Benjamin, cercando di applicarlo all&#8217;ambito musicale, è non solo fuorviante ma anche sbagliato.</p>
<p>Quindi, caro &#8220;luminamenti&#8221;, perdo la mia &#8220;cautela&#8221;, e anche la pazienza, e smetto definitivamente di replicare alle tue affermazioni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/11/il-terzo-stile-di-karlheinz-stockhausen/#comment-84168</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 17:08:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leggo Cristoforo Prodan che sei diventanto più cauto nei tuoi ultimi post su cos&#039;è la musica. L&#039;ontologia (conoscendola) può aiutarci!
 
Visto che si parla anche di software e hardware dirò di alcuni problemi informatici

La possibilità di avere in rete partiture in buon formato crea un&#039;alternativa sempre maggiore all&#039;editoria musicale, che nella musica contemporanea ha quasi smesso di fare il lavoro di edizione tipografica.

Inoltre, l&#039;accesso ai file sonori, la trasmissione presenta probemi: il suono è un messaggio denso (come dicono i semiologi), lo si può registrare solo dal 1890, lo si trascrive in notazione solo in certe culture relativamente recenti, e anche in modo incompleto (si comprime la musica a una traccia, da interpretare secondo una prassi che p un campo di di varietà di usi difficilmente codificabile). Una prima forma di codifica facilmente gestibile dai pc è storicamente il MIDI, che permette a tastiere, DSP audio e pc di interfacciarsi. Un file MIDI contiene i dati tradizionali della notazione classica (ritmi, durata, altezze, intensità), senza possedere niente che riguardi il timbro, la grana più sottile del suoni. Si è poi creata la possibilità di una certa standardizzazione dei timbri (general midi), che è certo utile, ma per fortuna la libera concorrenza cerca di creare anche suoni che sfuggono alla noia. Chi prende dalla rete un file MIDI deve quindi adattarlo ai propri strumenti MIDI, per stamparlo deve verificare se vi sono libertà ritmiche dovute a un&#039;interpretazione dal vivo che, se rende più sensato l&#039;ascolto, compromette la musicalità della partitura (il pc può non capire più il tempo).

Con l&#039;aumento della banda passante, ossia della velocità di trasferimento dei pacchetti di dati, si è riusciti in due intenti: da un lato con il formato Mp3, a comprimere la massa dei dati audio in un modo accettabile all&#039;orecchio e non troppo oneroso per il traffico in Internet permettendo lo scambio di file; dall&#039;altro a far passare il suono compresso in diretta (con real audio e altri), tecnologia che ha portato allo streaming, al flusso continui di suono e video, anche se di bassa qualità.

Un utilizzo particolarmente interessante è il software open suorce, come è il caso di Csound, programma nato al MIT e che ha decine diversioni freware o commerciali ch consente la generazione o elaborazione di suonu o MIDI, in tempo reale o in differita. Il programma legge partiture o serie di istruzioni, può fare l&#039;analisi timbrica di suoni e la risintisi.

In musica oggi si trovano comunità molto specialistiche, dai compositori microtonali al fractal music project, alla composizione algoritmica, agli appassionati di bach. Ma in ciò nulla di rivoluzionario: tanto spesso nella storia le persone che hanno dato i maggiori inputs non sono stati i sazi ricchi delle capitali, cui tutto è facile ottenere e in cui l&#039;abbondanza si rovescia in debolezza, ma chi, da una distanza concreta da tali centri, ha ricevuto quell&#039;inquietudine che lo hanno spinto a creare in sé idee, lo ha educato alla responsabilità di dare loro forma. 

Il problema principale rimane la perdita di aura data dai mezzi di riproduzione meccanica che non facilita l&#039;ascolto o una coscienza sociale del fatto musicale, che viene appiattito al dato sonoro. Questo è ciò che accade nella musica contemporanea ed elettronica. In rete questa situazione può aggravarsi per un eccesso di interattività.
Si è calcolato che il massimo di ascolto di una trasmissione in diretta in rete è di 15 minuti, ed è presto per poter parlare di ascolti in rete non parcellizzati, nozionistici, mere curiosità]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo Cristoforo Prodan che sei diventanto più cauto nei tuoi ultimi post su cos&#8217;è la musica. L&#8217;ontologia (conoscendola) può aiutarci!</p>
<p>Visto che si parla anche di software e hardware dirò di alcuni problemi informatici</p>
<p>La possibilità di avere in rete partiture in buon formato crea un&#8217;alternativa sempre maggiore all&#8217;editoria musicale, che nella musica contemporanea ha quasi smesso di fare il lavoro di edizione tipografica.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;accesso ai file sonori, la trasmissione presenta probemi: il suono è un messaggio denso (come dicono i semiologi), lo si può registrare solo dal 1890, lo si trascrive in notazione solo in certe culture relativamente recenti, e anche in modo incompleto (si comprime la musica a una traccia, da interpretare secondo una prassi che p un campo di di varietà di usi difficilmente codificabile). Una prima forma di codifica facilmente gestibile dai pc è storicamente il MIDI, che permette a tastiere, DSP audio e pc di interfacciarsi. Un file MIDI contiene i dati tradizionali della notazione classica (ritmi, durata, altezze, intensità), senza possedere niente che riguardi il timbro, la grana più sottile del suoni. Si è poi creata la possibilità di una certa standardizzazione dei timbri (general midi), che è certo utile, ma per fortuna la libera concorrenza cerca di creare anche suoni che sfuggono alla noia. Chi prende dalla rete un file MIDI deve quindi adattarlo ai propri strumenti MIDI, per stamparlo deve verificare se vi sono libertà ritmiche dovute a un&#8217;interpretazione dal vivo che, se rende più sensato l&#8217;ascolto, compromette la musicalità della partitura (il pc può non capire più il tempo).</p>
<p>Con l&#8217;aumento della banda passante, ossia della velocità di trasferimento dei pacchetti di dati, si è riusciti in due intenti: da un lato con il formato Mp3, a comprimere la massa dei dati audio in un modo accettabile all&#8217;orecchio e non troppo oneroso per il traffico in Internet permettendo lo scambio di file; dall&#8217;altro a far passare il suono compresso in diretta (con real audio e altri), tecnologia che ha portato allo streaming, al flusso continui di suono e video, anche se di bassa qualità.</p>
<p>Un utilizzo particolarmente interessante è il software open suorce, come è il caso di Csound, programma nato al MIT e che ha decine diversioni freware o commerciali ch consente la generazione o elaborazione di suonu o MIDI, in tempo reale o in differita. Il programma legge partiture o serie di istruzioni, può fare l&#8217;analisi timbrica di suoni e la risintisi.</p>
<p>In musica oggi si trovano comunità molto specialistiche, dai compositori microtonali al fractal music project, alla composizione algoritmica, agli appassionati di bach. Ma in ciò nulla di rivoluzionario: tanto spesso nella storia le persone che hanno dato i maggiori inputs non sono stati i sazi ricchi delle capitali, cui tutto è facile ottenere e in cui l&#8217;abbondanza si rovescia in debolezza, ma chi, da una distanza concreta da tali centri, ha ricevuto quell&#8217;inquietudine che lo hanno spinto a creare in sé idee, lo ha educato alla responsabilità di dare loro forma. </p>
<p>Il problema principale rimane la perdita di aura data dai mezzi di riproduzione meccanica che non facilita l&#8217;ascolto o una coscienza sociale del fatto musicale, che viene appiattito al dato sonoro. Questo è ciò che accade nella musica contemporanea ed elettronica. In rete questa situazione può aggravarsi per un eccesso di interattività.<br />
Si è calcolato che il massimo di ascolto di una trasmissione in diretta in rete è di 15 minuti, ed è presto per poter parlare di ascolti in rete non parcellizzati, nozionistici, mere curiosità</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2007/12/11/il-terzo-stile-di-karlheinz-stockhausen/#comment-84162</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 13:19:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Thalido, rileggendomi e rileggendoti mi accorgo in effetti di avere travisato il tuo accenno alla musica di consumo. Ti ringrazio di aver precisato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Thalido, rileggendomi e rileggendoti mi accorgo in effetti di avere travisato il tuo accenno alla musica di consumo. Ti ringrazio di aver precisato.</p>
]]></content:encoded>
		
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