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	Commenti a: Orti di guerra	</title>
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		Di: Chapucer		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chapucer]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2008 20:24:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[pspsps...
mi è sfuggito l&#039;occhio su una r di troppo....
c&#039;è gia la c, doppia!
;-)))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>pspsps&#8230;<br />
mi è sfuggito l&#8217;occhio su una r di troppo&#8230;.<br />
c&#8217;è gia la c, doppia!<br />
;-)))</p>
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		Di: vito		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 14:57:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viola ha ragione. E tuttavia l&#039;umile ruolo di servizio a volte può essere interpretato come la descrizione un po&#039; pallosa di un libro palloso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viola ha ragione. E tuttavia l&#8217;umile ruolo di servizio a volte può essere interpretato come la descrizione un po&#8217; pallosa di un libro palloso&#8230;</p>
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		Di: The O.C.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 11:01:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Albinati, o della cremeria romana engage. Non è una recensione un po&#039; ritardataria?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Albinati, o della cremeria romana engage. Non è una recensione un po&#8217; ritardataria?</p>
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		<title>
		Di: Viola D'Ondariva		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Viola D'Ondariva]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 08:53:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ormai l&#039;ansia da recensione induce i recensori, per mettersi un po&#039; in primo piano rispetto ai recensiti, ad usare qualsiasi stratagemma per essere &quot;originali&quot;. Con il risultato di creare una complicità di casta letteraria solo con chi il libro l&#039;ha già letto. Invece della &quot;penna infuocata&quot; di Albinati si servono di penna con i lampeggianti. Triste. La recensione non dovrebbe mai perdere il suo umile ruolo di servizio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai l&#8217;ansia da recensione induce i recensori, per mettersi un po&#8217; in primo piano rispetto ai recensiti, ad usare qualsiasi stratagemma per essere &#8220;originali&#8221;. Con il risultato di creare una complicità di casta letteraria solo con chi il libro l&#8217;ha già letto. Invece della &#8220;penna infuocata&#8221; di Albinati si servono di penna con i lampeggianti. Triste. La recensione non dovrebbe mai perdere il suo umile ruolo di servizio.</p>
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		Di: vito		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 22:50:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... la faccenda delle istruzioni per l&#039;uso funziona sempre. Grazie ancora Calvino!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; la faccenda delle istruzioni per l&#8217;uso funziona sempre. Grazie ancora Calvino!</p>
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		Di: Plessus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 20:54:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma sì, finalmente un paio di centinaia di pagine, ed oltre, da poter leggere proprio nell&#039;ordine in cui si desidera. 
Nutrono, questi orti di guerra di Albinati. 
Ho aperto a caso, ed è comparso il n.186, che ricordavo come uno dei più graziosi: &quot;Nell&#039;orto le serve raccoglievano ciliegie e cantavano in coro ubbidendo a un ordine preciso, che era stato impartito per tenere occupate quelle bocche maliziose col canto ed evitare che si mangiassero le ciliegie.&quot;
La curiosità: la foto in copertina di Michael Light dal book 100 suns, è la stessa usata per la copertina del romanzo Bompiani i normali-professione cavia di david gilbert.
Ottimo 2008 a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma sì, finalmente un paio di centinaia di pagine, ed oltre, da poter leggere proprio nell&#8217;ordine in cui si desidera.<br />
Nutrono, questi orti di guerra di Albinati.<br />
Ho aperto a caso, ed è comparso il n.186, che ricordavo come uno dei più graziosi: &#8220;Nell&#8217;orto le serve raccoglievano ciliegie e cantavano in coro ubbidendo a un ordine preciso, che era stato impartito per tenere occupate quelle bocche maliziose col canto ed evitare che si mangiassero le ciliegie.&#8221;<br />
La curiosità: la foto in copertina di Michael Light dal book 100 suns, è la stessa usata per la copertina del romanzo Bompiani i normali-professione cavia di david gilbert.<br />
Ottimo 2008 a tutti.</p>
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		Di: Chapucer		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chapucer]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 19:34:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ora che ci penso...
mia zia ha pubblicato: orticelli di guerra!
niente male il tipo in copertina...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ora che ci penso&#8230;<br />
mia zia ha pubblicato: orticelli di guerra!<br />
niente male il tipo in copertina&#8230;</p>
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		Di: Chapucer		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chapucer]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 17:48:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quel &quot;piluccare&quot; è molto incoraggiante...
;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quel &#8220;piluccare&#8221; è molto incoraggiante&#8230;<br />
;-)</p>
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		Di: Giò Milt Matt		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/01/orti-di-guerra/#comment-84921</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giò Milt Matt]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 16:23:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sforzo ogni giorno di trovare il bello persino nell&#039;assurdità delle rotatorie infinite che incrocio nei miei itinerari su strada e sono propensa ad incastrarmi in una infinità di percorsi mentali dove mescolo immagini suoni testi e quant&#039;altro. Non mi disturba anzi il contrario tale inusuale tecnica di scrittura utilizzata da Albinati. Scritto prima degli eventi del 2001 rileggendolo adesso assume toni quasi profetici. La metafora dell&#039;orto di guerra inteso come escamotage di sopravvivenza mi piace. C&#039;è un orto che mi aspetta il diciassette e le troppe virgole mi hanno piacevolemente stordito poi Linnio ed Albinati non potevano darmi un inizio d&#039;anno migliore. Da un punto di vista storico gli orti di guerra ho sempre pensato rientrassero nelle raccomandazioni di tono propagandistico e psicologico del fascismo, un rimedio inefficace e insufficiente a sfamare la popolazione stremata da una disastrosa politica autarchica. Coltivare carpe e trote nelle fontane e  grano nelle asfittiche  aiuole pubbliche - ma non insalata perché l&#039;olio per condirla non c&#039;era. Un invito demagogico di Mussolini. In periferia e nelle campagna il discorso cambia, ci sono stati sempre gli orti nelle strategie di sopravvivenza ed anche oggi è una abitudine diffusa. Buon Anno e buon orto a tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sforzo ogni giorno di trovare il bello persino nell&#8217;assurdità delle rotatorie infinite che incrocio nei miei itinerari su strada e sono propensa ad incastrarmi in una infinità di percorsi mentali dove mescolo immagini suoni testi e quant&#8217;altro. Non mi disturba anzi il contrario tale inusuale tecnica di scrittura utilizzata da Albinati. Scritto prima degli eventi del 2001 rileggendolo adesso assume toni quasi profetici. La metafora dell&#8217;orto di guerra inteso come escamotage di sopravvivenza mi piace. C&#8217;è un orto che mi aspetta il diciassette e le troppe virgole mi hanno piacevolemente stordito poi Linnio ed Albinati non potevano darmi un inizio d&#8217;anno migliore. Da un punto di vista storico gli orti di guerra ho sempre pensato rientrassero nelle raccomandazioni di tono propagandistico e psicologico del fascismo, un rimedio inefficace e insufficiente a sfamare la popolazione stremata da una disastrosa politica autarchica. Coltivare carpe e trote nelle fontane e  grano nelle asfittiche  aiuole pubbliche &#8211; ma non insalata perché l&#8217;olio per condirla non c&#8217;era. Un invito demagogico di Mussolini. In periferia e nelle campagna il discorso cambia, ci sono stati sempre gli orti nelle strategie di sopravvivenza ed anche oggi è una abitudine diffusa. Buon Anno e buon orto a tutti.</p>
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