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	Commenti a: Il premio Baghetta	</title>
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		<title>
		Di: nedovannini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/23/il-premio-baghetta/#comment-87282</link>

		<dc:creator><![CDATA[nedovannini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 09:43:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Dott. Biondillo, 
io non capisco perché  non mi trova degno di risposta. Le avevo detto che ci ero rimasto male per quel suo NO così decapitante e mi aspettavo che ci ripensasse un pochino. Davvero non capisco perché mi detesta con tanta assolutezza. Sono assolutamente odioso? Mi trova irriverente? Ritiene che la mia sgangherata epifania faccia traballare l&#039;integrità morale della sua Nazione?
Pensa che sia il viscido scudiero del bandito db?
Per dovere di cronaca le ripeto che sono stato per una ventina d&#039;anni il suo (del db) psichiatra. Le ripeto che lui (il db) era un caso inguaribile di personalità multipla di matrice kierkegaardiana.
Insomma, mi auguro che lei ci ripensi...

dott. Nedo Vannini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Dott. Biondillo,<br />
io non capisco perché  non mi trova degno di risposta. Le avevo detto che ci ero rimasto male per quel suo NO così decapitante e mi aspettavo che ci ripensasse un pochino. Davvero non capisco perché mi detesta con tanta assolutezza. Sono assolutamente odioso? Mi trova irriverente? Ritiene che la mia sgangherata epifania faccia traballare l&#8217;integrità morale della sua Nazione?<br />
Pensa che sia il viscido scudiero del bandito db?<br />
Per dovere di cronaca le ripeto che sono stato per una ventina d&#8217;anni il suo (del db) psichiatra. Le ripeto che lui (il db) era un caso inguaribile di personalità multipla di matrice kierkegaardiana.<br />
Insomma, mi auguro che lei ci ripensi&#8230;</p>
<p>dott. Nedo Vannini</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: PROGRAMMA DEFINITIVO		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/23/il-premio-baghetta/#comment-87091</link>

		<dc:creator><![CDATA[PROGRAMMA DEFINITIVO]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 14:29:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo lunghe trattative possiamo comunicare il vero Programma Definitivo :

VENERDI’ 15 FEBBRAIO

- ore 19,30: Aperitivo inaugurale al Castello di Solza con letture di Giampiero Neri e Valentino Ronchi (accompagnati dalla “Musica da cucina” di Fabio Bonelli.
- ore 21,00 - Cena all’agriturismo “Gavardo” in Villa d’Adda (BG): “Cascina ristrutturata ex convento del 1600, immersa nel verde nella parte collinare di Villa d’Adda. Ideale per vivere a contatto con la natura” con le finaliste ex-equo Elisa Biagini e Lina Salvi.

Menù:

- Risotto con funghi porcini e verdure (ricetta Artusi)
- Casoncelli alla bergamasca
- Bocconcini di cinghiale ai funghi porcini
- Polenta
- Patate al forno
- Torta casalinga al limone o gelato
- Vini dell’azienda agricola villadaddese Rossera
- Caffè e limoncello

VENERDI’ 29 FEBBRAIO

- ore 19,30: Aperitivo al Castello di Solza con letture di Alberto Casiraghy e Marco Molinari. 

GIOVEDI&#039; 6 MARZO

- ore 20,30: Aperitivo e cena al Castello di Solza con le finaliste Vivian Lamarque e Livia Candiani 

Menù:

- Minestrone tiepido alle verze (ricetta Baghetta)
- Grigliata mista
- Polenta
- Torte miste
- Vino &quot;Rosso del Veneto&quot; delle cantine &lt;em&gt;Vignalta&lt;/em&gt;
- Caffè e ammazzacaffè

VENERDI&#039; 14 MARZO

- ore 19.30: Aperitivo finale al Castello di Solza con letture di Roberto Amato e Dario Borso, e inaugurazione della mostra d’arte παρα20 di P. Dorigatti, L. Ragozzino, I. Bressan, L. Sturla. 


COME RAGGIUNGERE IL CASTELLO B. COLLEONI –&#062; AutostradaA4: uscita Capriate, direzione Calusco d’Adda, dopo 8 km circa c’è Solza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo lunghe trattative possiamo comunicare il vero Programma Definitivo :</p>
<p>VENERDI’ 15 FEBBRAIO</p>
<p>&#8211; ore 19,30: Aperitivo inaugurale al Castello di Solza con letture di Giampiero Neri e Valentino Ronchi (accompagnati dalla “Musica da cucina” di Fabio Bonelli.<br />
&#8211; ore 21,00 &#8211; Cena all’agriturismo “Gavardo” in Villa d’Adda (BG): “Cascina ristrutturata ex convento del 1600, immersa nel verde nella parte collinare di Villa d’Adda. Ideale per vivere a contatto con la natura” con le finaliste ex-equo Elisa Biagini e Lina Salvi.</p>
<p>Menù:</p>
<p>&#8211; Risotto con funghi porcini e verdure (ricetta Artusi)<br />
&#8211; Casoncelli alla bergamasca<br />
&#8211; Bocconcini di cinghiale ai funghi porcini<br />
&#8211; Polenta<br />
&#8211; Patate al forno<br />
&#8211; Torta casalinga al limone o gelato<br />
&#8211; Vini dell’azienda agricola villadaddese Rossera<br />
&#8211; Caffè e limoncello</p>
<p>VENERDI’ 29 FEBBRAIO</p>
<p>&#8211; ore 19,30: Aperitivo al Castello di Solza con letture di Alberto Casiraghy e Marco Molinari. </p>
<p>GIOVEDI&#8217; 6 MARZO</p>
<p>&#8211; ore 20,30: Aperitivo e cena al Castello di Solza con le finaliste Vivian Lamarque e Livia Candiani </p>
<p>Menù:</p>
<p>&#8211; Minestrone tiepido alle verze (ricetta Baghetta)<br />
&#8211; Grigliata mista<br />
&#8211; Polenta<br />
&#8211; Torte miste<br />
&#8211; Vino &#8220;Rosso del Veneto&#8221; delle cantine <em>Vignalta</em><br />
&#8211; Caffè e ammazzacaffè</p>
<p>VENERDI&#8217; 14 MARZO</p>
<p>&#8211; ore 19.30: Aperitivo finale al Castello di Solza con letture di Roberto Amato e Dario Borso, e inaugurazione della mostra d’arte παρα20 di P. Dorigatti, L. Ragozzino, I. Bressan, L. Sturla. </p>
<p>COME RAGGIUNGERE IL CASTELLO B. COLLEONI –&gt; AutostradaA4: uscita Capriate, direzione Calusco d’Adda, dopo 8 km circa c’è Solza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mauro V.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/23/il-premio-baghetta/#comment-86780</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 20:34:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[…]Il castello di Solza appare come un volume a pianta quadrilatera, disposto sul falsopiano che si affaccia all’alveo dell’Adda, circondato dal tessuto edilizio del borgo, ma, da questo, indipendente e isolato. Il complesso si compone dei resti di una torre e di una cinta muraria, che racchiude una corte sulla quale si aprono alcuni fabbricati. Benché non ne rimanga in vista alcuna sua parte, il basamento a scarpa e alcuni sondaggi, eseguiti in prossimità dello spigolo sud-ovest, lasciano intendere la presenza di un fossato difensivo lungo l’intero perimetro del castello. La cinta muraria ha mantenuto le medesime caratteristiche costruttive che presentava in origine, a eccezione del fronte ovest e di parte dei fronti nord e sud, lungo i quali  è stata ridotta di altezza, in occasione della riconversione della rocca a usi abitativi e contadini. Sulla sommità della cinta muraria, per lunghi tratti, si legge ancora una teoria di merli, opera successiva al primo impianto, in parte tamponati in occasione della trasformazione del complesso in un edificio residenziale.
Si accede al castello dal lato ovest, per mezzo di una rampa inclinata, ricavata dal rinterro del sedime del fossato. Attraverso un portale in pietra squadrata, che conserva negli stipiti interni le sedi per l’alloggiamento del ponte levatoio e ai cui lati sono presenti due feritoie con spalle e architrave in blocchi di pietra arenaria, si accede alla corte interna. Lo spiazzo, disposto in leggera pendenza lungo l’asse est-ovest, era in terra battuta prima dell’intervento di recupero, mentre, ora, è pavimentato in pietra arenaria. I corpi edificati all’interno della rocca sono addossati alla parete ovest e a porzioni significative delle pareti sud e nord della cinta muraria. Sul lato sud si trova ciò che resta della torre di guardia. […]

Tratto da: Gualtiero Oberti – Il Castello di Solza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[…]Il castello di Solza appare come un volume a pianta quadrilatera, disposto sul falsopiano che si affaccia all’alveo dell’Adda, circondato dal tessuto edilizio del borgo, ma, da questo, indipendente e isolato. Il complesso si compone dei resti di una torre e di una cinta muraria, che racchiude una corte sulla quale si aprono alcuni fabbricati. Benché non ne rimanga in vista alcuna sua parte, il basamento a scarpa e alcuni sondaggi, eseguiti in prossimità dello spigolo sud-ovest, lasciano intendere la presenza di un fossato difensivo lungo l’intero perimetro del castello. La cinta muraria ha mantenuto le medesime caratteristiche costruttive che presentava in origine, a eccezione del fronte ovest e di parte dei fronti nord e sud, lungo i quali  è stata ridotta di altezza, in occasione della riconversione della rocca a usi abitativi e contadini. Sulla sommità della cinta muraria, per lunghi tratti, si legge ancora una teoria di merli, opera successiva al primo impianto, in parte tamponati in occasione della trasformazione del complesso in un edificio residenziale.<br />
Si accede al castello dal lato ovest, per mezzo di una rampa inclinata, ricavata dal rinterro del sedime del fossato. Attraverso un portale in pietra squadrata, che conserva negli stipiti interni le sedi per l’alloggiamento del ponte levatoio e ai cui lati sono presenti due feritoie con spalle e architrave in blocchi di pietra arenaria, si accede alla corte interna. Lo spiazzo, disposto in leggera pendenza lungo l’asse est-ovest, era in terra battuta prima dell’intervento di recupero, mentre, ora, è pavimentato in pietra arenaria. I corpi edificati all’interno della rocca sono addossati alla parete ovest e a porzioni significative delle pareti sud e nord della cinta muraria. Sul lato sud si trova ciò che resta della torre di guardia. […]</p>
<p>Tratto da: Gualtiero Oberti – Il Castello di Solza</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Colleoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/23/il-premio-baghetta/#comment-86774</link>

		<dc:creator><![CDATA[Colleoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 18:21:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fu un rapporto, a volte di odio/amore, che vide sempre in me una pulsione verso la Serenissima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fu un rapporto, a volte di odio/amore, che vide sempre in me una pulsione verso la Serenissima.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mauro V.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/23/il-premio-baghetta/#comment-86765</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 14:52:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con stupore, mi accorgo che le informazioni su Solza, il piccolo paese che ha dato i natali a Bartolomeo Colleoni, sono aumentate a vista d’occhio. 
Da Wikipedia copio e incollo quanto segue:

SOLZA. I primi insediamenti stabili di una certa consistenza presenti sul territorio comunale risalgono all&#039;epoca romana, quando nelle vicinanze era posta un&#039;importante via di comunicazione utilizzata sia in ambito militare che in quello commerciale.
Si pensa inoltre che in tale periodo il paese fosse inserito nel pagus fortunensis, al pari degli altri borghi dell&#039;isola.
Nei secoli successivi il territorio venne inserito dai Franchi nel Sacro Romano Impero, i cui reggenti instaurarono il feudalesimo.
Si pensa che il toponimo trovi origine in quegli anni e possa derivare direttamente dalla famiglia dei Solza, di stirpe germanica e discendente dell’imperatore. Altre teorie, meno accreditate, vorrebbero far derivare il nome da solsa e solsole, indicanti un territorio con presenza di acque ad alto grado di salinità.
Tuttavia per aspettare il primo documento che attesti con certezza l&#039;esistenza del borgo, bisogna aspettare fino al 1068, quando Solza, menzionato come castrum, e venne inizialmente affidato alla gestione del vescovo di Bergamo.
Successivamente venne quindi interessato dalle lotte tra le fazioni guelfe e ghibelline, che imperversarono in tutta la provincia bergamasca.
Numerosi furono gli attacchi esterni, dovuti per lo più alla vicinanza con la roccaforte di Trezzo sull&#039;Adda. In tal senso imponente fu la devastazione compiuta da Bernabò Visconti nel 1377, che colpì anche il vicino borgo di Medolago, uccidendo sessanta persone e dando luogo ad un incendio dalle vaste proporzioni, in cui venne distrutta anche la chiesa parrocchiale di San Giorgio.
In tal senso sul territorio comunale sorsero numerose fortificazioni difensive, tra cui anche un castello, di proprietà della famiglia Colleoni. Proprio nel maniero, di cui attualmente si può ammirare parte della struttura, nacque il famoso condottiero Bartolomeo Colleoni, a cui il borgo di Solza legò i propri momenti di maggior splendore.
La situazione ritornò alla tranquillità a partire dal 1427 quando, unitamente al resto della provincia bergamasca, venne posto sotto il dominio della Repubblica di Venezia, la quale emanò una serie di provvedimenti volti a migliorare la situazione sociale ed economica.
Inoltre il borgo fu nuovamente infeudato dalla Serenissima alla famiglia Colleoni, che vi mantenne la residenza a lungo.
Da quel momento pochi furono gli avvenimenti degni di nota per il paese, che seguì le sorti del resto della provincia, passando alla Repubblica Cisalpina nel 1797, al Regno Lombardo-Veneto nel 1815, ed infine al neonato Regno d&#039;Italia nel 1859, con il quale ottenne anche l&#039;autonomia amministrativa.
Tale autonomia venne revocata nel 1927 quando venne accorpato al vicino comune di Medolago, assumendo il nome di Riviera d&#039;Adda, con sede comunale posta nel paese. Soltanto nel 1970 i due paesi riacquisirono la sospirata autonomia.

Da wikipedia.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con stupore, mi accorgo che le informazioni su Solza, il piccolo paese che ha dato i natali a Bartolomeo Colleoni, sono aumentate a vista d’occhio.<br />
Da Wikipedia copio e incollo quanto segue:</p>
<p>SOLZA. I primi insediamenti stabili di una certa consistenza presenti sul territorio comunale risalgono all&#8217;epoca romana, quando nelle vicinanze era posta un&#8217;importante via di comunicazione utilizzata sia in ambito militare che in quello commerciale.<br />
Si pensa inoltre che in tale periodo il paese fosse inserito nel pagus fortunensis, al pari degli altri borghi dell&#8217;isola.<br />
Nei secoli successivi il territorio venne inserito dai Franchi nel Sacro Romano Impero, i cui reggenti instaurarono il feudalesimo.<br />
Si pensa che il toponimo trovi origine in quegli anni e possa derivare direttamente dalla famiglia dei Solza, di stirpe germanica e discendente dell’imperatore. Altre teorie, meno accreditate, vorrebbero far derivare il nome da solsa e solsole, indicanti un territorio con presenza di acque ad alto grado di salinità.<br />
Tuttavia per aspettare il primo documento che attesti con certezza l&#8217;esistenza del borgo, bisogna aspettare fino al 1068, quando Solza, menzionato come castrum, e venne inizialmente affidato alla gestione del vescovo di Bergamo.<br />
Successivamente venne quindi interessato dalle lotte tra le fazioni guelfe e ghibelline, che imperversarono in tutta la provincia bergamasca.<br />
Numerosi furono gli attacchi esterni, dovuti per lo più alla vicinanza con la roccaforte di Trezzo sull&#8217;Adda. In tal senso imponente fu la devastazione compiuta da Bernabò Visconti nel 1377, che colpì anche il vicino borgo di Medolago, uccidendo sessanta persone e dando luogo ad un incendio dalle vaste proporzioni, in cui venne distrutta anche la chiesa parrocchiale di San Giorgio.<br />
In tal senso sul territorio comunale sorsero numerose fortificazioni difensive, tra cui anche un castello, di proprietà della famiglia Colleoni. Proprio nel maniero, di cui attualmente si può ammirare parte della struttura, nacque il famoso condottiero Bartolomeo Colleoni, a cui il borgo di Solza legò i propri momenti di maggior splendore.<br />
La situazione ritornò alla tranquillità a partire dal 1427 quando, unitamente al resto della provincia bergamasca, venne posto sotto il dominio della Repubblica di Venezia, la quale emanò una serie di provvedimenti volti a migliorare la situazione sociale ed economica.<br />
Inoltre il borgo fu nuovamente infeudato dalla Serenissima alla famiglia Colleoni, che vi mantenne la residenza a lungo.<br />
Da quel momento pochi furono gli avvenimenti degni di nota per il paese, che seguì le sorti del resto della provincia, passando alla Repubblica Cisalpina nel 1797, al Regno Lombardo-Veneto nel 1815, ed infine al neonato Regno d&#8217;Italia nel 1859, con il quale ottenne anche l&#8217;autonomia amministrativa.<br />
Tale autonomia venne revocata nel 1927 quando venne accorpato al vicino comune di Medolago, assumendo il nome di Riviera d&#8217;Adda, con sede comunale posta nel paese. Soltanto nel 1970 i due paesi riacquisirono la sospirata autonomia.</p>
<p>Da wikipedia.it</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mauro V.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/23/il-premio-baghetta/#comment-86761</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 14:07:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, ma non mi dire, vuol forse il destino 
che la Serenissima metta il suo zampino?

Venezia contro Solza!
Scelta difficile, scelta quasi obbligata...
Povera Solza, pure il Colleoni si dimenticò di Lei...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, ma non mi dire, vuol forse il destino<br />
che la Serenissima metta il suo zampino?</p>
<p>Venezia contro Solza!<br />
Scelta difficile, scelta quasi obbligata&#8230;<br />
Povera Solza, pure il Colleoni si dimenticò di Lei&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Colleoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/23/il-premio-baghetta/#comment-86757</link>

		<dc:creator><![CDATA[Colleoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 12:08:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[all&#039;animaleinsolvente il passo di un classico:

Baghette e pappette 
E bumbulette e scarpette 
E piatte i fatte re fatte 
E canotte e basket
E break-bit e chil e shit 
E chiatte mulatte 
E nire rinde e viche stritte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>all&#8217;animaleinsolvente il passo di un classico:</p>
<p>Baghette e pappette<br />
E bumbulette e scarpette<br />
E piatte i fatte re fatte<br />
E canotte e basket<br />
E break-bit e chil e shit<br />
E chiatte mulatte<br />
E nire rinde e viche stritte</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: A be lase		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/23/il-premio-baghetta/#comment-86735</link>

		<dc:creator><![CDATA[A be lase]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 08:23:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quale è il confine fra OT e IT?
ET (ironia/idiozia mattutina)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quale è il confine fra OT e IT?<br />
ET (ironia/idiozia mattutina)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Baghetta		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/23/il-premio-baghetta/#comment-86725</link>

		<dc:creator><![CDATA[Baghetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 01:09:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ solventeperanimali. Si riappacifichi col mondo. Colga l&#039;opportunità di queste notti che scaldano a colpi di phon per evadere dal freddo inverno del Suo cuore. Immagini di essere nel salone di un parrucchiere ecumenico, non ci sarebbe lo spazio per quelle brutte parole.

___________________________________

Cesare Garboli, MADRIGALI PER L&#039;INVERNO

(dedicata a L. Salvi, al suo &quot;abitare l&#039;imperfetto&quot;, per rimanere IT)

III

Oh che storie dolorose
mi racconto all&#039;imperfetto!
Detto t&#039;amo, è già volato
quell&#039;istante in cui l&#039;ho detto.
Ma quel vago t&#039;amo il vento
lo carezza sopra il mare,
fugge, vola, corre, è fermo:
custodito dentro il tempo,
legna e brace dell&#039;inverno.
E&#039; il mio tempo, è il solo stile
imperfetto dell&#039;eterno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ solventeperanimali. Si riappacifichi col mondo. Colga l&#8217;opportunità di queste notti che scaldano a colpi di phon per evadere dal freddo inverno del Suo cuore. Immagini di essere nel salone di un parrucchiere ecumenico, non ci sarebbe lo spazio per quelle brutte parole.</p>
<p>___________________________________</p>
<p>Cesare Garboli, MADRIGALI PER L&#8217;INVERNO</p>
<p>(dedicata a L. Salvi, al suo &#8220;abitare l&#8217;imperfetto&#8221;, per rimanere IT)</p>
<p>III</p>
<p>Oh che storie dolorose<br />
mi racconto all&#8217;imperfetto!<br />
Detto t&#8217;amo, è già volato<br />
quell&#8217;istante in cui l&#8217;ho detto.<br />
Ma quel vago t&#8217;amo il vento<br />
lo carezza sopra il mare,<br />
fugge, vola, corre, è fermo:<br />
custodito dentro il tempo,<br />
legna e brace dell&#8217;inverno.<br />
E&#8217; il mio tempo, è il solo stile<br />
imperfetto dell&#8217;eterno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: solventeperanimali		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/01/23/il-premio-baghetta/#comment-86721</link>

		<dc:creator><![CDATA[solventeperanimali]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 22:37:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sei nu piezzo emmierda, arricurdatelo, sfaccimme.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sei nu piezzo emmierda, arricurdatelo, sfaccimme.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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