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	Commenti a: Moleskine 6	</title>
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		<title>
		Di: Ualter Ueltroni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/12/moleskine-6/#comment-88133</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ualter Ueltroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 20:26:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tascego vive il disagio di non poter guardare la defilippi ed esser contento, come immagina sia contento l&#039;ebete popolobue che la guarda e si integra pacificamente con lo zaigayst. mentre lui che legge musil in un angolo sente sulle spalle il fardello dell&#039;uomo alfabetizzato: l&#039;esilio dal popolobue. 
Ma io dico, pacatamente, sinceramente: leggiamo musil, ma anche guardiamo la defilippi. magari contemporaneamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tascego vive il disagio di non poter guardare la defilippi ed esser contento, come immagina sia contento l&#8217;ebete popolobue che la guarda e si integra pacificamente con lo zaigayst. mentre lui che legge musil in un angolo sente sulle spalle il fardello dell&#8217;uomo alfabetizzato: l&#8217;esilio dal popolobue.<br />
Ma io dico, pacatamente, sinceramente: leggiamo musil, ma anche guardiamo la defilippi. magari contemporaneamente.</p>
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/12/moleskine-6/#comment-88041</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 00:47:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;la cultura ci fa vivere nettamente peggio, ci isola, ci procura insoddisfazione cronica, eccesso di giudizio, inutile urgenza al giudizio, all’opinione, eccetera.
non ci fa “capire il nostro tempo”, perché ci impedisce di accettarlo.
non h molto senso per me “capire il proprio tempo”, nessuno ci riesce, mentre accettarlo è cruciale, perché in questo caso è sinonimo di capire.
essere colti è un effetto collaterale dell’aver fatto il liceo che colpisce pochi individui, per fortuna, facendoli stare fuori delle cose.
l’invidia ce l’ho per quelli che stanno dentro le cose&quot;

pure io invidio chi sta dentro le cose
ma trovo e provo empatia per chi sta fuori dalle cose
accettare il proprio tempo è sinonimo di &quot;capire&quot;solo quando l&#039;accettazione è passata, e passa, attraveso la consapevolezza di non poter &quot;capire&quot;, di essere impotenti di fronte alla domanda,all&#039;assurdo, al Nulla, di riconoscerti incolpevole analfabeta della vita.
solo così stai nelle cose in modo &quot;buono&quot;, o perlomeno tenti di starci senza fare troppo male agli altri che riconosci, ora, come soggetti e non più come oggetti, antagonisti, numeri, statistiche.
l&#039;aspirazione al potere sta perfettamente a suo agio nelle cose.
il potere poi, nelle cose, ci guazza che è una meraviglia.
i miei complimentissimi al coltissimo sergio
tanti baci
la funambola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;la cultura ci fa vivere nettamente peggio, ci isola, ci procura insoddisfazione cronica, eccesso di giudizio, inutile urgenza al giudizio, all’opinione, eccetera.<br />
non ci fa “capire il nostro tempo”, perché ci impedisce di accettarlo.<br />
non h molto senso per me “capire il proprio tempo”, nessuno ci riesce, mentre accettarlo è cruciale, perché in questo caso è sinonimo di capire.<br />
essere colti è un effetto collaterale dell’aver fatto il liceo che colpisce pochi individui, per fortuna, facendoli stare fuori delle cose.<br />
l’invidia ce l’ho per quelli che stanno dentro le cose&#8221;</p>
<p>pure io invidio chi sta dentro le cose<br />
ma trovo e provo empatia per chi sta fuori dalle cose<br />
accettare il proprio tempo è sinonimo di &#8220;capire&#8221;solo quando l&#8217;accettazione è passata, e passa, attraveso la consapevolezza di non poter &#8220;capire&#8221;, di essere impotenti di fronte alla domanda,all&#8217;assurdo, al Nulla, di riconoscerti incolpevole analfabeta della vita.<br />
solo così stai nelle cose in modo &#8220;buono&#8221;, o perlomeno tenti di starci senza fare troppo male agli altri che riconosci, ora, come soggetti e non più come oggetti, antagonisti, numeri, statistiche.<br />
l&#8217;aspirazione al potere sta perfettamente a suo agio nelle cose.<br />
il potere poi, nelle cose, ci guazza che è una meraviglia.<br />
i miei complimentissimi al coltissimo sergio<br />
tanti baci<br />
la funambola</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: fem		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/12/moleskine-6/#comment-88017</link>

		<dc:creator><![CDATA[fem]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 19:36:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[moleskina da serbare in una scatolina, 
piegata bene, altrimenti si rovina

grazie Sergio!

fem]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>moleskina da serbare in una scatolina,<br />
piegata bene, altrimenti si rovina</p>
<p>grazie Sergio!</p>
<p>fem</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sara		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/12/moleskine-6/#comment-88016</link>

		<dc:creator><![CDATA[sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 19:36:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Erratiche e struggenti le moleskine di Garufi, che farei senza di loro? :-)))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erratiche e struggenti le moleskine di Garufi, che farei senza di loro? :-)))</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/12/moleskine-6/#comment-88014</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 19:05:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[continuo a pensare, caro Sergio, che dovresti raccogliere le moleskine in un volume. A me continuano a piacere molto, per lo stile piano dei tuoi quasi inavvertiti suggerimenti, per i flash improvvisi su figure inaspettate e capaci di generare improvvisamente desiderio. Come quei libri che ti fanno gola e che adesso fanno gola anche a me, ai libri che ti stanno intorno non letti, e però pensati. Quella notizia su Visconti la trovo fantastica e mi ricorda  una citazione (trovata in &lt;i&gt;Vere presenze&lt;/i&gt; di G. Steiner) di Longfellow: &lt;i&gt;In the older days of art, / builders wrought with greater care / each minute and unseen part, / for the Gods see everywhere.&lt;/i&gt;
Peraltro dissento da tash che la cultura ci faccia vivere peggio; ha provato lui a vivere senza cultura?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>continuo a pensare, caro Sergio, che dovresti raccogliere le moleskine in un volume. A me continuano a piacere molto, per lo stile piano dei tuoi quasi inavvertiti suggerimenti, per i flash improvvisi su figure inaspettate e capaci di generare improvvisamente desiderio. Come quei libri che ti fanno gola e che adesso fanno gola anche a me, ai libri che ti stanno intorno non letti, e però pensati. Quella notizia su Visconti la trovo fantastica e mi ricorda  una citazione (trovata in <i>Vere presenze</i> di G. Steiner) di Longfellow: <i>In the older days of art, / builders wrought with greater care / each minute and unseen part, / for the Gods see everywhere.</i><br />
Peraltro dissento da tash che la cultura ci faccia vivere peggio; ha provato lui a vivere senza cultura?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Ualter Ueltroni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/12/moleskine-6/#comment-88006</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ualter Ueltroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 18:03:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Genna è un uomo non stupido. Ma anche uno scrittore improbabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Genna è un uomo non stupido. Ma anche uno scrittore improbabile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/12/moleskine-6/#comment-87994</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 15:21:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusa Garufi, le tue osservazioni su Contellessa sono acute, ma se non ho capito male o letto male, tu ( e lui) assimili scrittore a narratore. 

Hai riportato &quot;Uomo non stupido ma scrittore improbabile&quot; e più sotto &quot;L’intelligenza dell’autore che risulta un ostacolo perché non è posta al servizio della narrazione&quot;

Il nesso c&#039;è secondo me in quel ma, e forse Contellessa voleva dire narratore improbabile; e forse considera scrittore solo chi è narratore?
Ma perchè quelli che non sanno narrare non sono scrittori?
Secondo me Genna è un ottimo scrittore, meno come narratore, ma questo nulla toglie a questo libro che ha scritto. Lo stesso direi di Tiziano Scarpa. Neanche Umberto Eco sa narrare. Ma cosa importa?
Certo la differenza sta in genere dalla parte del lettore. Solo il lettore tosto non chiude il libro e continua a leggere faticando. Quando un libro narra bene, il lettore fa meno fatica a leggere. Ma il principio della fatica o meno del lettore non è il principio che dà o misura il valore di un libro. 
Il problema è che gli scrittori si dividono in due categorie: quelli che se gli dici che non sanno narrare si offendono e si sentono sminuiti e quelli che sanno di non essere narratori e se ne fottono di quello che gli dicono perchè scrivono bene cmq e hanno cose da dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa Garufi, le tue osservazioni su Contellessa sono acute, ma se non ho capito male o letto male, tu ( e lui) assimili scrittore a narratore. </p>
<p>Hai riportato &#8220;Uomo non stupido ma scrittore improbabile&#8221; e più sotto &#8220;L’intelligenza dell’autore che risulta un ostacolo perché non è posta al servizio della narrazione&#8221;</p>
<p>Il nesso c&#8217;è secondo me in quel ma, e forse Contellessa voleva dire narratore improbabile; e forse considera scrittore solo chi è narratore?<br />
Ma perchè quelli che non sanno narrare non sono scrittori?<br />
Secondo me Genna è un ottimo scrittore, meno come narratore, ma questo nulla toglie a questo libro che ha scritto. Lo stesso direi di Tiziano Scarpa. Neanche Umberto Eco sa narrare. Ma cosa importa?<br />
Certo la differenza sta in genere dalla parte del lettore. Solo il lettore tosto non chiude il libro e continua a leggere faticando. Quando un libro narra bene, il lettore fa meno fatica a leggere. Ma il principio della fatica o meno del lettore non è il principio che dà o misura il valore di un libro.<br />
Il problema è che gli scrittori si dividono in due categorie: quelli che se gli dici che non sanno narrare si offendono e si sentono sminuiti e quelli che sanno di non essere narratori e se ne fottono di quello che gli dicono perchè scrivono bene cmq e hanno cose da dire.</p>
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		<title>
		Di: niky lismo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/12/moleskine-6/#comment-87992</link>

		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 15:01:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ un segno di questi tempi orribili: “Leggere oggi non serve”. E non serve immergersi in un paesaggio, ascoltare il silenzio di un bosco, contemplare la forma di un campanile bizantino… Non serve oggi e non è servito mai, se l’utilità ha una dimensione unicamente produttiva e se l’appagamento, la realizzazione personale ineriscono prevalentemente al possesso (di merci come di status). Praticare la superfluità colpevolmente, quasi come una sottrazione alla misurabilità dell’esistere, attesta di una barbarie antropologica: gli animali (buon per loro), standosene al sole a pancia all’aria, non immaginano certo di sciupare del tempo. Da qui a un’incultura dilagante il passaggio è scontato. Metà dei parlamentari (specchio di una società assai poco civile) è priva di nozioni scolastiche di base (chi era Savonarola, in che secolo fu scoperta l’America, in cosa consisté l’impressionismo, etc.); un ex capo di governo ignora la storia del paese che guida, addirittura ne sovverte la realtà storiografica (il confino politico fascista non consisteva che in una vacanza forzata, etc.). Su questo l’informazione sorvola, ci fa una risatina compiacente e passa a cose più serie: i marocchini che rubano, le tasse che impoveriscono la vita… Siamo rimasti in tre/quattro a non desiderare un fuoristrada, a scrutare il mondo con uno sguardo critico piuttosto che con gli occhiali di Dolce&#038;Gabbana, forse siamo ancora più poveri…, ma non a causa di un eccesso di intelligenza. La prosa di Musil è poco accattivante non perché troppo intelligente: la sua ironia, il suo biasimo sociale hanno anzi natura epidermica, istintiva. Quanto a “mettere a frutto quell’hobby”, lo prendo come un insulto: leggere, come scrivere, non è un hobby ma una modalità di vivere (“scopo del mondo è un libro”…). Non sono scrittore (anche se scrivo racconti che F.Krauspenhaar non pubblica) ma lettore appassionato sì: mi azzardo a suggerire una lettura eccelsa per inutilità e piacere estetico, quella di Jean Giraudoux e della sua Susanna. Sergio Garufi mi perdonerà se ai complimenti di rito sostituisco quelli per i bellissimi nomi delle sue congiunte iberiche: Salud e Encarna dovranno finire prima o poi in un romanzo…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ un segno di questi tempi orribili: “Leggere oggi non serve”. E non serve immergersi in un paesaggio, ascoltare il silenzio di un bosco, contemplare la forma di un campanile bizantino… Non serve oggi e non è servito mai, se l’utilità ha una dimensione unicamente produttiva e se l’appagamento, la realizzazione personale ineriscono prevalentemente al possesso (di merci come di status). Praticare la superfluità colpevolmente, quasi come una sottrazione alla misurabilità dell’esistere, attesta di una barbarie antropologica: gli animali (buon per loro), standosene al sole a pancia all’aria, non immaginano certo di sciupare del tempo. Da qui a un’incultura dilagante il passaggio è scontato. Metà dei parlamentari (specchio di una società assai poco civile) è priva di nozioni scolastiche di base (chi era Savonarola, in che secolo fu scoperta l’America, in cosa consisté l’impressionismo, etc.); un ex capo di governo ignora la storia del paese che guida, addirittura ne sovverte la realtà storiografica (il confino politico fascista non consisteva che in una vacanza forzata, etc.). Su questo l’informazione sorvola, ci fa una risatina compiacente e passa a cose più serie: i marocchini che rubano, le tasse che impoveriscono la vita… Siamo rimasti in tre/quattro a non desiderare un fuoristrada, a scrutare il mondo con uno sguardo critico piuttosto che con gli occhiali di Dolce&amp;Gabbana, forse siamo ancora più poveri…, ma non a causa di un eccesso di intelligenza. La prosa di Musil è poco accattivante non perché troppo intelligente: la sua ironia, il suo biasimo sociale hanno anzi natura epidermica, istintiva. Quanto a “mettere a frutto quell’hobby”, lo prendo come un insulto: leggere, come scrivere, non è un hobby ma una modalità di vivere (“scopo del mondo è un libro”…). Non sono scrittore (anche se scrivo racconti che F.Krauspenhaar non pubblica) ma lettore appassionato sì: mi azzardo a suggerire una lettura eccelsa per inutilità e piacere estetico, quella di Jean Giraudoux e della sua Susanna. Sergio Garufi mi perdonerà se ai complimenti di rito sostituisco quelli per i bellissimi nomi delle sue congiunte iberiche: Salud e Encarna dovranno finire prima o poi in un romanzo…</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: nadia agustoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/12/moleskine-6/#comment-87990</link>

		<dc:creator><![CDATA[nadia agustoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 14:48:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Articolo di cui condivido parecchio. Grazie per le schegge su Pamiggiani, Visconti e per questa zia che ricordi, Salud (un attimo di poesia), e perchè so che non sono l&#039;unica a svenarmi spendendo per i libri. Anche questo &quot;Voci&quot; pare interessante. Insomma grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo di cui condivido parecchio. Grazie per le schegge su Pamiggiani, Visconti e per questa zia che ricordi, Salud (un attimo di poesia), e perchè so che non sono l&#8217;unica a svenarmi spendendo per i libri. Anche questo &#8220;Voci&#8221; pare interessante. Insomma grazie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cappuccetto rosso		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/12/moleskine-6/#comment-87988</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cappuccetto rosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 14:40:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[probabilmente stare dentro alle cose significa anche capirle, o no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>probabilmente stare dentro alle cose significa anche capirle, o no?</p>
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			</item>
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