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	Commenti a: Ancora sulla Fiera del Libro di Torino	</title>
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		<title>
		Di: guerrilla radio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[guerrilla radio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 00:10:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Diego, 
ti ringrazio per la pronta e generosa risposta.
 
Ora riesco a comprenderti meglio,
il motore che ha generato il moto della tua offerta.
 
Una cravatta in alta definizione buca sicuramente di più le coscienze malleabili della parte meno informata dell&#039;opinione pubblica,  la stragrande maggioranza.
Tantopiù  che le nostre kefieh sono piuttosto sgualcite, troppe manifestazioni e  trasudano lacrimogeni.
 
I grandi imbonitori avranno sempre il coltello dell&#039;informazione massmediatica dalla parte del manico, indi noi dovremo sempre arrovellarci per trovare il modo di controbattere con i nostri arnesi artigianali. Io pongo molta fiducia nelle enormi potenzialità della rete (Beppe Grillo insegna).
E&#039; quindi un bene che sempre più persone stiano aprendo un confronto critico e costruttivo qui sul web, dapprima contro l&#039;opportunità di svolgere una fiera del libro per come inizialmente è stato organizzata, e ora per individuare la miglior controffensiva a questo scandalo travestito da evento culturale.
 
Fatti un giro sul google e cerca &quot;fiera del libro di Torino&quot;, scoprirai che non sono solo i dictate degli organizzatori in primo piano, ma anche diverse opinioni non dissimili alla nostra ( se non proprio le personali nostre).
Non raggiungeremo certo gli audience di Mimun e Riotta , ma almeno internet è un campo di conflitto ancora aperto, quasi imprevedibile.
 
Dicevo che riesco a comprenderti,
quando parli di scelta dettata dalla principalmente dalla strategia piuttosto che da un nostro comune sentire.
Lorenz, che ci ha scommesso,  rileva comunque intuitivamente che non è detto che &quot;l&#039;effetto boomerang di questa scelta (far passare l&#039;invito a Israele come normale e pluralista) possa essere minore di quello del boicottaggio&quot;, io condivido e vi consiglio di rifletterci  su. 
 
Ho dato una scorsa alla lista dei nomi degli autori che avreste intenzione di invitare,
e ammetto di non conoscerne diversi, anche perchè come sappiano non vengono tradotti nel nostro idioma.
Mi fa piacere però di trovarvi Uri Davis, con il quale scambiai un paio di missive appena dopo il mio rilascio da Tel Aviv.
Mi aprì un mondo di dissidenza interna a Israele oltre, ben oltre i pacifisti tiepidi di Peace Now.
 
Ho un ulteriore dubbio rispetto alla tua proposta Diego,
il fatto che ci sia qualche possibilità che la fiera possa prendere in considerazione questi nominativi da voi vagliati.
Perchè sono convinto del fatto che Israele in quanto governo ha l&#039;ultima parola su tutto quanto avverrà a Torino,
piuttosto che fungere da semplice consulto. E Israele non vorrà mai vedere su di un stesso tavolo le sue punte di diamante dalle letteratura da sfoggiare con vanto,
con chi ricorda ad ogni passo che quel diamante è tagliato nel sangue di un popolo occupato.
 
Perchè di questi gravi fatti d&#039;ingerenza già in un recente passato ci sono state prove:
 
&quot;Un paio di anni fa, il Comune di Torino aveva fatto sì che diverse organizzazioni scrivessero un testo per insegnanti («Israele/Palestina. Palestina/Israele». Sussidio Informativo, edito dalla Città di Torino e dal Coordinamento di Comuni per la Pace). Del libretto, dichiaratamente per la non violenza, avevo preparato il capitolo sui movimenti pacifisti israeliani. Quando lo presentammo, nel settembre 2006, il presidente della comunità ebraica insorse. Ad un incontro successivo, invece, non sono stata invitata. Mi dicono che è andato dal sindaco l&#039;ambasciatore israeliano, per spiegargli l’«inopportunità» del testo, perché «non equidistante». Risultato: il librino è sparito. Nemmeno chi ha scritto il libro sa se il Comune l&#039;ha mandato al macero, o se ne ha sepolto le copie in un ripostiglio, scelto fra quelli più abitato dai topi.&quot;
(ebrei contro l&#039;occupazione.)
 
Ma non è nemmeno questo mi impedisce di cambiare idea,
è il mio originale tabù che rimane,  il mio motivo di vero veto. 
Perchè in virtù del totale rispetto verso i palestinesi depredati di terra, vita e speranza, non posso permettermi di depredarli anche della scelta di come sopravvivere, di come resistere al loro nemico oppressore.
Ho sempre offerto supporto e consiglio, mai obbligato a soluzioni.
 
Così quando andavo a scortare i bambini sulla via per la scuola dinnanzi ai mezzi militari israeliani che li cecchinavano,
e qualche bimbetto tirava su delle pietre da lanciare ai carriarmati,  io mi interponevo, ma certo non glielo impedivo,
perchè quello al momento era la scelta di resistenza e sopravvivenza palestinese. Sebbene suicida.
Ora è lo stesso, non posso scegliere per i palestinesi.
Quindi Diego ti chiedo,
rispondendo anche  a Lorenz,
 prima di andare a domandare agli scrittori dissidenti israeliani se sono d&#039;accordo a questo confronto in questo modo e in questo luogo,
 
domandate ai palestinesi come considererebbero una fiera del libro svolta in questi termini.
Ci fosse il loro beneplacito ne sarei sorpreso,
ma immediatamente dei vostri.
 
Perchè è indispensabile un parere di chi l&#039;inferno da scongiurare lo vive istante per istante,
mentre io sono qui a ticchettare su questi tasti con il sottofondo solo della mia musica e del mio vicino di casa che canticchia la lirica anche a quest&#039;ora
e altrove il rumore dei cingoli anche stanotte stringeranno d&#039;assedio ogni incubo palestinese.
 
stay human
Vittorio.
 
 
 
ps.
Intanto, 
sto cercando di far correre voce anche all&#039;estero, (vi consiglio di fare altrettanto) e qualche amico blogger ha già raccolto:
http://peoplesgeography.com/2008/02/24/shroud-over-turin/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Diego,<br />
ti ringrazio per la pronta e generosa risposta.</p>
<p>Ora riesco a comprenderti meglio,<br />
il motore che ha generato il moto della tua offerta.</p>
<p>Una cravatta in alta definizione buca sicuramente di più le coscienze malleabili della parte meno informata dell&#8217;opinione pubblica,  la stragrande maggioranza.<br />
Tantopiù  che le nostre kefieh sono piuttosto sgualcite, troppe manifestazioni e  trasudano lacrimogeni.</p>
<p>I grandi imbonitori avranno sempre il coltello dell&#8217;informazione massmediatica dalla parte del manico, indi noi dovremo sempre arrovellarci per trovare il modo di controbattere con i nostri arnesi artigianali. Io pongo molta fiducia nelle enormi potenzialità della rete (Beppe Grillo insegna).<br />
E&#8217; quindi un bene che sempre più persone stiano aprendo un confronto critico e costruttivo qui sul web, dapprima contro l&#8217;opportunità di svolgere una fiera del libro per come inizialmente è stato organizzata, e ora per individuare la miglior controffensiva a questo scandalo travestito da evento culturale.</p>
<p>Fatti un giro sul google e cerca &#8220;fiera del libro di Torino&#8221;, scoprirai che non sono solo i dictate degli organizzatori in primo piano, ma anche diverse opinioni non dissimili alla nostra ( se non proprio le personali nostre).<br />
Non raggiungeremo certo gli audience di Mimun e Riotta , ma almeno internet è un campo di conflitto ancora aperto, quasi imprevedibile.</p>
<p>Dicevo che riesco a comprenderti,<br />
quando parli di scelta dettata dalla principalmente dalla strategia piuttosto che da un nostro comune sentire.<br />
Lorenz, che ci ha scommesso,  rileva comunque intuitivamente che non è detto che &#8220;l&#8217;effetto boomerang di questa scelta (far passare l&#8217;invito a Israele come normale e pluralista) possa essere minore di quello del boicottaggio&#8221;, io condivido e vi consiglio di rifletterci  su. </p>
<p>Ho dato una scorsa alla lista dei nomi degli autori che avreste intenzione di invitare,<br />
e ammetto di non conoscerne diversi, anche perchè come sappiano non vengono tradotti nel nostro idioma.<br />
Mi fa piacere però di trovarvi Uri Davis, con il quale scambiai un paio di missive appena dopo il mio rilascio da Tel Aviv.<br />
Mi aprì un mondo di dissidenza interna a Israele oltre, ben oltre i pacifisti tiepidi di Peace Now.</p>
<p>Ho un ulteriore dubbio rispetto alla tua proposta Diego,<br />
il fatto che ci sia qualche possibilità che la fiera possa prendere in considerazione questi nominativi da voi vagliati.<br />
Perchè sono convinto del fatto che Israele in quanto governo ha l&#8217;ultima parola su tutto quanto avverrà a Torino,<br />
piuttosto che fungere da semplice consulto. E Israele non vorrà mai vedere su di un stesso tavolo le sue punte di diamante dalle letteratura da sfoggiare con vanto,<br />
con chi ricorda ad ogni passo che quel diamante è tagliato nel sangue di un popolo occupato.</p>
<p>Perchè di questi gravi fatti d&#8217;ingerenza già in un recente passato ci sono state prove:</p>
<p>&#8220;Un paio di anni fa, il Comune di Torino aveva fatto sì che diverse organizzazioni scrivessero un testo per insegnanti («Israele/Palestina. Palestina/Israele». Sussidio Informativo, edito dalla Città di Torino e dal Coordinamento di Comuni per la Pace). Del libretto, dichiaratamente per la non violenza, avevo preparato il capitolo sui movimenti pacifisti israeliani. Quando lo presentammo, nel settembre 2006, il presidente della comunità ebraica insorse. Ad un incontro successivo, invece, non sono stata invitata. Mi dicono che è andato dal sindaco l&#8217;ambasciatore israeliano, per spiegargli l’«inopportunità» del testo, perché «non equidistante». Risultato: il librino è sparito. Nemmeno chi ha scritto il libro sa se il Comune l&#8217;ha mandato al macero, o se ne ha sepolto le copie in un ripostiglio, scelto fra quelli più abitato dai topi.&#8221;<br />
(ebrei contro l&#8217;occupazione.)</p>
<p>Ma non è nemmeno questo mi impedisce di cambiare idea,<br />
è il mio originale tabù che rimane,  il mio motivo di vero veto.<br />
Perchè in virtù del totale rispetto verso i palestinesi depredati di terra, vita e speranza, non posso permettermi di depredarli anche della scelta di come sopravvivere, di come resistere al loro nemico oppressore.<br />
Ho sempre offerto supporto e consiglio, mai obbligato a soluzioni.</p>
<p>Così quando andavo a scortare i bambini sulla via per la scuola dinnanzi ai mezzi militari israeliani che li cecchinavano,<br />
e qualche bimbetto tirava su delle pietre da lanciare ai carriarmati,  io mi interponevo, ma certo non glielo impedivo,<br />
perchè quello al momento era la scelta di resistenza e sopravvivenza palestinese. Sebbene suicida.<br />
Ora è lo stesso, non posso scegliere per i palestinesi.<br />
Quindi Diego ti chiedo,<br />
rispondendo anche  a Lorenz,<br />
 prima di andare a domandare agli scrittori dissidenti israeliani se sono d&#8217;accordo a questo confronto in questo modo e in questo luogo,</p>
<p>domandate ai palestinesi come considererebbero una fiera del libro svolta in questi termini.<br />
Ci fosse il loro beneplacito ne sarei sorpreso,<br />
ma immediatamente dei vostri.</p>
<p>Perchè è indispensabile un parere di chi l&#8217;inferno da scongiurare lo vive istante per istante,<br />
mentre io sono qui a ticchettare su questi tasti con il sottofondo solo della mia musica e del mio vicino di casa che canticchia la lirica anche a quest&#8217;ora<br />
e altrove il rumore dei cingoli anche stanotte stringeranno d&#8217;assedio ogni incubo palestinese.</p>
<p>stay human<br />
Vittorio.</p>
<p>ps.<br />
Intanto,<br />
sto cercando di far correre voce anche all&#8217;estero, (vi consiglio di fare altrettanto) e qualche amico blogger ha già raccolto:<br />
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			</item>
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		<title>
		Di: arack		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/13/ancora-sulla-fiera-del-libro-di-torino/#comment-88882</link>

		<dc:creator><![CDATA[arack]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 17:44:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Volevo chiedere scusa a Diego e a tutti i sostenitori della sua proposta per &quot;l&#039;aggressività&quot; del mio primo commento sull&#039;ultimo post di Guerrilla Radio.

Proposta che, seppur nelle intenzioni rispettabile, comunque non riesco proprio a sostenere, e che non penso verrà fatta passare dagli organizzatori... sarebbe come chiedere ai nazisti di ospitare all&#039;interno di un evento autoreferenziale degli antinazisti... piuttosto irreale... e poi proprio non riesco a mandare giù quella frase nella lettera-appello che dice &quot;I palestinesi (che io personalmente vorrei fossero israeliani, e viceversa)&quot; in quanto Israele è un nome che etimologicamente prevede necessariamente un&#039;appartenenza religiosa e già dall&#039;assunzione di un vocabolario prestabilito dai sionisti verrebbe a togliere una cosa a cui i palestinesi non possono rinunciare. 

Piuttosto negli stessi giorni potrebbe essere messa in piedi una fiera dedicata a Palestina (perchè israele è l&#039;unico stato a cui non viene preposto l&#039;articolo determinativo, così come ai nomi di persona? Già, perchè Giacobbe, cioè Israele, era una persona... piccolo excursus), e a questa credo che i vari Ilan Pappe (del resto il suo libro più famoso s&#039;intitola &quot;Storia della Palestina moderna&quot; e non d&#039;Israele... altro excursus) e tutti gli antisionisti sarebbero ben felici di presentarsi... 

Uff, non so. Comunque se ci credete fate bene a provarci, e se questa vostra proposta si realizzasse e poi servisse davvero all&#039;inizio di un cambiamento reale a favore dei palestinesi, a cominciare dal togliere l&#039;embargo verso Gaza (che se fosse per me l&#039;embargo l&#039;imporrei a israele)... perchè no... del resto si lotta tutti per la stessa causa no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo chiedere scusa a Diego e a tutti i sostenitori della sua proposta per &#8220;l&#8217;aggressività&#8221; del mio primo commento sull&#8217;ultimo post di Guerrilla Radio.</p>
<p>Proposta che, seppur nelle intenzioni rispettabile, comunque non riesco proprio a sostenere, e che non penso verrà fatta passare dagli organizzatori&#8230; sarebbe come chiedere ai nazisti di ospitare all&#8217;interno di un evento autoreferenziale degli antinazisti&#8230; piuttosto irreale&#8230; e poi proprio non riesco a mandare giù quella frase nella lettera-appello che dice &#8220;I palestinesi (che io personalmente vorrei fossero israeliani, e viceversa)&#8221; in quanto Israele è un nome che etimologicamente prevede necessariamente un&#8217;appartenenza religiosa e già dall&#8217;assunzione di un vocabolario prestabilito dai sionisti verrebbe a togliere una cosa a cui i palestinesi non possono rinunciare. </p>
<p>Piuttosto negli stessi giorni potrebbe essere messa in piedi una fiera dedicata a Palestina (perchè israele è l&#8217;unico stato a cui non viene preposto l&#8217;articolo determinativo, così come ai nomi di persona? Già, perchè Giacobbe, cioè Israele, era una persona&#8230; piccolo excursus), e a questa credo che i vari Ilan Pappe (del resto il suo libro più famoso s&#8217;intitola &#8220;Storia della Palestina moderna&#8221; e non d&#8217;Israele&#8230; altro excursus) e tutti gli antisionisti sarebbero ben felici di presentarsi&#8230; </p>
<p>Uff, non so. Comunque se ci credete fate bene a provarci, e se questa vostra proposta si realizzasse e poi servisse davvero all&#8217;inizio di un cambiamento reale a favore dei palestinesi, a cominciare dal togliere l&#8217;embargo verso Gaza (che se fosse per me l&#8217;embargo l&#8217;imporrei a israele)&#8230; perchè no&#8230; del resto si lotta tutti per la stessa causa no?</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: guerrilla radio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/13/ancora-sulla-fiera-del-libro-di-torino/#comment-88682</link>

		<dc:creator><![CDATA[guerrilla radio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 05:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perdona il ritardo Diego,
sono stato altrove per una sette giorni,
trovi la mia risposta alla tua lettera a questo indirizzo:

http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1658]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perdona il ritardo Diego,<br />
sono stato altrove per una sette giorni,<br />
trovi la mia risposta alla tua lettera a questo indirizzo:</p>
<p><a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1658" rel="nofollow ugc">http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1658</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Davide Galati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/13/ancora-sulla-fiera-del-libro-di-torino/#comment-88557</link>

		<dc:creator><![CDATA[Davide Galati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 10:49:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao, piacere di conoscervi, vi do anch&#039;io il mio appoggio; ho scoperto questa proposta attraverso il sito di Arial.
Credo che la versione delle cose proposta da Sherif El Sebaie sia la più verosimile, peraltro il boicottaggio ad una fiera culturale mi ha sempre trovato diffidente; tuttavia, dato il clamore che si è venuto a creare ritengo che sarebbe buona cosa ospitare qualche rappresentante palestinese alla Fiera. Sarebbe davvero una bella occasione se si potesse assistere ad un dialogo costruttivo tra le due parti che permetta di conoscere meglio la loro realtà, aldilà degli schematismi e delle strumentalizzazioni politiche che spesso, purtroppo, troviamo sui giornali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, piacere di conoscervi, vi do anch&#8217;io il mio appoggio; ho scoperto questa proposta attraverso il sito di Arial.<br />
Credo che la versione delle cose proposta da Sherif El Sebaie sia la più verosimile, peraltro il boicottaggio ad una fiera culturale mi ha sempre trovato diffidente; tuttavia, dato il clamore che si è venuto a creare ritengo che sarebbe buona cosa ospitare qualche rappresentante palestinese alla Fiera. Sarebbe davvero una bella occasione se si potesse assistere ad un dialogo costruttivo tra le due parti che permetta di conoscere meglio la loro realtà, aldilà degli schematismi e delle strumentalizzazioni politiche che spesso, purtroppo, troviamo sui giornali.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: arial		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/13/ancora-sulla-fiera-del-libro-di-torino/#comment-88530</link>

		<dc:creator><![CDATA[arial]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 21:36:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/02/13/ancora-sulla-fiera-del-libro-di-torino/#comment-88530</guid>

					<description><![CDATA[Diego, sei molto  gentile  e appassionato: ,ho postato la tua proposta  nel mio blog,  io vorrei che nella Fiera del Libro, come ho spiegato nel mio blog, risuonassero  anche    le parole di quegli ebrei,musulmani  israeliani  e palestinesi  che stanno lavorando insieme per costruire una nuova cultura: Penso ,per esempio,  ai  combattenti per la pace..così coraggiosamente  frammenti di luce. Ciao, cmq  grazie ,sai che puoi utilizzare il materiale che posto  e  ritieni utile per porre fine a questa infinita catena di dolore e di morte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diego, sei molto  gentile  e appassionato: ,ho postato la tua proposta  nel mio blog,  io vorrei che nella Fiera del Libro, come ho spiegato nel mio blog, risuonassero  anche    le parole di quegli ebrei,musulmani  israeliani  e palestinesi  che stanno lavorando insieme per costruire una nuova cultura: Penso ,per esempio,  ai  combattenti per la pace..così coraggiosamente  frammenti di luce. Ciao, cmq  grazie ,sai che puoi utilizzare il materiale che posto  e  ritieni utile per porre fine a questa infinita catena di dolore e di morte</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/13/ancora-sulla-fiera-del-libro-di-torino/#comment-88528</link>

		<dc:creator><![CDATA[diego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 21:15:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ti ringrazio molto arial.
Seguo il tuo blog da almeno un anno e apprezzo come &quot;selezioni&quot;: per questo ti ho segnalato la proposta, e la tua approvazione mi è particolarmente gradita. Anche se apparentemente osserviamo la situazione da posizioni diverse so che i nostri obiettivi (chiamiamole speranze va)  sono, se non proprio le stesse, molto simili.
Ma perché non ti unisci a noi? Una tua consulenza potrebbe esserci molto utile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ringrazio molto arial.<br />
Seguo il tuo blog da almeno un anno e apprezzo come &#8220;selezioni&#8221;: per questo ti ho segnalato la proposta, e la tua approvazione mi è particolarmente gradita. Anche se apparentemente osserviamo la situazione da posizioni diverse so che i nostri obiettivi (chiamiamole speranze va)  sono, se non proprio le stesse, molto simili.<br />
Ma perché non ti unisci a noi? Una tua consulenza potrebbe esserci molto utile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: arial		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/13/ancora-sulla-fiera-del-libro-di-torino/#comment-88524</link>

		<dc:creator><![CDATA[arial]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 19:35:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/02/13/ancora-sulla-fiera-del-libro-di-torino/#comment-88524</guid>

					<description><![CDATA[la proposta di mediazione è un passo avanti: io personalmente sono contraria al boicottaggio della Fiera del Libro: un precedente pericoloso  per chi non vuole per esempio sentir parlare di letteratura palestinese, iraniana  ecc. ecc.  Non sono così convinta che alla destra nazionalista ( quella che per finalità politiche  svende ed ha svenduto  termini come antisionismo e antisemita,,,mi meraviglia che qualcuno dia loro ancora credito e spazio ) faccia così piacere la presenza di autori come Grossman ecc che si sono schierati contro l&#039;occupazione e l&#039;assedio di Gaza. Credo che sarebbe ora, indipendentemente dall&#039;evento in oggetto, far conoscere le organizzazioni ,  israeliane e palestinesi che lottano insieme contro l&#039;occupazione, che creano  insieme piccoli frammenti di realtàecc. Se c&#039;è qualcosa che dà fastidio  ai &quot;duri e puri&quot; di entrambe le parti è far conoscere queste realtà. Ecco il punto è proprio questo: dare spazio ai frammenti di luce,io li chiamo così, che stanno tessendo spazi  cuturali nuovi e dirompenti...per questo fanno paura . Una mostra che dia spazio alle loro voci sarebbe più dirompente di qualunque boicottaggio: romperebbe la mistificazione della propaganda  e soprattutto creerebbe ponti con loro senza schematizzazioni. Ciao e buon lavoro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la proposta di mediazione è un passo avanti: io personalmente sono contraria al boicottaggio della Fiera del Libro: un precedente pericoloso  per chi non vuole per esempio sentir parlare di letteratura palestinese, iraniana  ecc. ecc.  Non sono così convinta che alla destra nazionalista ( quella che per finalità politiche  svende ed ha svenduto  termini come antisionismo e antisemita,,,mi meraviglia che qualcuno dia loro ancora credito e spazio ) faccia così piacere la presenza di autori come Grossman ecc che si sono schierati contro l&#8217;occupazione e l&#8217;assedio di Gaza. Credo che sarebbe ora, indipendentemente dall&#8217;evento in oggetto, far conoscere le organizzazioni ,  israeliane e palestinesi che lottano insieme contro l&#8217;occupazione, che creano  insieme piccoli frammenti di realtàecc. Se c&#8217;è qualcosa che dà fastidio  ai &#8220;duri e puri&#8221; di entrambe le parti è far conoscere queste realtà. Ecco il punto è proprio questo: dare spazio ai frammenti di luce,io li chiamo così, che stanno tessendo spazi  cuturali nuovi e dirompenti&#8230;per questo fanno paura . Una mostra che dia spazio alle loro voci sarebbe più dirompente di qualunque boicottaggio: romperebbe la mistificazione della propaganda  e soprattutto creerebbe ponti con loro senza schematizzazioni. Ciao e buon lavoro</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Israele a Torino - Il problema della rappresentanza &#171; Quaderni di navigazione - Il blog di ARGO		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/13/ancora-sulla-fiera-del-libro-di-torino/#comment-88516</link>

		<dc:creator><![CDATA[Israele a Torino - Il problema della rappresentanza &#171; Quaderni di navigazione - Il blog di ARGO]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 17:32:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] della redazione romana di ARGO, Fabio Orecchini, ci ha chiesto di leggere e aderire all&#8217;appello scritto da Diego Ianiro e pubblicato sul blog Nazione Indiana, riguardante la partecipazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] della redazione romana di ARGO, Fabio Orecchini, ci ha chiesto di leggere e aderire all&#8217;appello scritto da Diego Ianiro e pubblicato sul blog Nazione Indiana, riguardante la partecipazione di [&#8230;]</p>
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		Di: Alessandra Gionti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Gionti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 14:12:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ops la mia email è questa:
alessandra.gionti@gmail.com]]></description>
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<a href="mailto:alessandra.gionti@gmail.com">alessandra.gionti@gmail.com</a></p>
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		Di: Alessandra Gionti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Gionti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2008 14:11:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordissimo, grande idea!]]></description>
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