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	Commenti a: Ciak e braccia in croce!	</title>
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		Di: Cristoforo Prodan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 22:08:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I lavoratori in Italia sono più individualisti per un semplice motivo: in Italia non c&#039;è lavoro. Cioè ci sono tutti lavori del cazzo, e microimprese che quando muore il padrone abbassano la serranda.
In questo contesto uno non rischia il posto per rivendicare diritti, perché rischia di non ritrovarlo più. O di trovarne uno peggiore.
Insomma, il contesto produttivo che dovrebbe fornire lavoro in Italia fa ridere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I lavoratori in Italia sono più individualisti per un semplice motivo: in Italia non c&#8217;è lavoro. Cioè ci sono tutti lavori del cazzo, e microimprese che quando muore il padrone abbassano la serranda.<br />
In questo contesto uno non rischia il posto per rivendicare diritti, perché rischia di non ritrovarlo più. O di trovarne uno peggiore.<br />
Insomma, il contesto produttivo che dovrebbe fornire lavoro in Italia fa ridere.</p>
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			</item>
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		Di: the o.c.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/27/ciak-e-braccia-in-croce/#comment-88961</link>

		<dc:creator><![CDATA[the o.c.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 20:20:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bello.]]></description>
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		Di: valter binaghi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 19:19:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si.]]></description>
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		Di: niky lismo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 15:29:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Esatto. “Homo homini lupus”, ma non per l’innato egoismo della specie umana, non per bieco istinto di sopravvivenza che travalica le ragioni della solidarietà e della giustizia. La gramigna dell’individualismo produttivistico/aziendale non è germinata da sé, qualcuno l’ha insufflata nei gangli di una società (quella di fine ’70) stanca di lotte e tensioni risorgenti (contro il totalitarismo armato, contro l’arrembaggio revanchista delle imprese, contro le pretese ricorrenti del clero, etc.). Quel qualcuno ha, se non un nome e un cognome, almeno un punto di origine: la tv commerciale e il dispiegarsi di un’involutivo concetto della cultura e dell’informazione al servizio del profitto e del potere. L’asse Craxi-Berlusconi minò in quegli anni la capacità di resistenza di un assetto sociale ormai infiacchito: sparisce il pensiero critico, spariscono le ideologie, dilaga un  pensiero che più che unico è unificante, cioè un non-pensiero. Ne scaturisce un prototipo di cittadino medio tele-asservito, preda delle semplificazioni più ebeti: che l’emozione scaturisca da un film, che il successo si misuri in moneta, che i sacrifici “debbano farli tutti”… Quel “tutti” sono stati, da allora, solo e sempre i lavoratori: dalla sconfitta sulla scala mobile al progressivo affossamento dello statuto, al lavoro è stata tolta la dignità, ai lavoratori persino la consapevolezza dell’abuso subito. Complici sindacati e sinistra politica, l’arretramento culturale è divenuto mutazione antropologica: a tanti giovani appare inevitabile (naturale) un’occupazione precaria e sottopagata, perché dipende dalla globalizzazione… Né manca chi instaura una sorta di contrappasso generazionale, per cui l’odierna negazione di diritti sarebbe frutto di un eccesso di diritti in passato (ed è di nuovo qualcuno nella c.d. sinistra). Siamo al punto di dover seguire con invidia le lotte dei lavoratori americani, in assenza di speranze nostre. Insomma, seguitiamo ad esistere, come società e come individui, in una fiction etero-diretta: i produttori si fregano le mani…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esatto. “Homo homini lupus”, ma non per l’innato egoismo della specie umana, non per bieco istinto di sopravvivenza che travalica le ragioni della solidarietà e della giustizia. La gramigna dell’individualismo produttivistico/aziendale non è germinata da sé, qualcuno l’ha insufflata nei gangli di una società (quella di fine ’70) stanca di lotte e tensioni risorgenti (contro il totalitarismo armato, contro l’arrembaggio revanchista delle imprese, contro le pretese ricorrenti del clero, etc.). Quel qualcuno ha, se non un nome e un cognome, almeno un punto di origine: la tv commerciale e il dispiegarsi di un’involutivo concetto della cultura e dell’informazione al servizio del profitto e del potere. L’asse Craxi-Berlusconi minò in quegli anni la capacità di resistenza di un assetto sociale ormai infiacchito: sparisce il pensiero critico, spariscono le ideologie, dilaga un  pensiero che più che unico è unificante, cioè un non-pensiero. Ne scaturisce un prototipo di cittadino medio tele-asservito, preda delle semplificazioni più ebeti: che l’emozione scaturisca da un film, che il successo si misuri in moneta, che i sacrifici “debbano farli tutti”… Quel “tutti” sono stati, da allora, solo e sempre i lavoratori: dalla sconfitta sulla scala mobile al progressivo affossamento dello statuto, al lavoro è stata tolta la dignità, ai lavoratori persino la consapevolezza dell’abuso subito. Complici sindacati e sinistra politica, l’arretramento culturale è divenuto mutazione antropologica: a tanti giovani appare inevitabile (naturale) un’occupazione precaria e sottopagata, perché dipende dalla globalizzazione… Né manca chi instaura una sorta di contrappasso generazionale, per cui l’odierna negazione di diritti sarebbe frutto di un eccesso di diritti in passato (ed è di nuovo qualcuno nella c.d. sinistra). Siamo al punto di dover seguire con invidia le lotte dei lavoratori americani, in assenza di speranze nostre. Insomma, seguitiamo ad esistere, come società e come individui, in una fiction etero-diretta: i produttori si fregano le mani…</p>
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		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/02/27/ciak-e-braccia-in-croce/#comment-88938</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 13:52:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ha colpito molto anche me lo sciopero degli sceneggiatori americani. In Italia, ve lo dico dal basso della mia esperienza, sarebbe assolutamente inimmaginabile. Qui siamo al &quot;homo homini lupus&quot;.

Bologna for president!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha colpito molto anche me lo sciopero degli sceneggiatori americani. In Italia, ve lo dico dal basso della mia esperienza, sarebbe assolutamente inimmaginabile. Qui siamo al &#8220;homo homini lupus&#8221;.</p>
<p>Bologna for president!</p>
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