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	Commenti a: Made in China	</title>
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/18/made-in-china/#comment-90235</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 09:32:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con Helena e aggiungo che non solo le nostre aziende fanno produrre in Cina manufatti che poi, importati, alimentano i consumi &quot;made in Italy&quot;: l&#039;Italia importa dalla Cina materie prime di cui è priva, e dalle quali dipende per le produzioni sul nostro suolo.

&lt;blockquote&gt;la Cina che- e a questo punto mi sembra necessario sottolinearlo- calpesta i diritti non solo dei tibetani, delle minoranze interne, ma in tantissimi modi risaputi anche quelli dei cinesi.&lt;/blockquote&gt;

Questo è uno dei nodi fondamentali per capire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Helena e aggiungo che non solo le nostre aziende fanno produrre in Cina manufatti che poi, importati, alimentano i consumi &#8220;made in Italy&#8221;: l&#8217;Italia importa dalla Cina materie prime di cui è priva, e dalle quali dipende per le produzioni sul nostro suolo.</p>
<blockquote><p>la Cina che- e a questo punto mi sembra necessario sottolinearlo- calpesta i diritti non solo dei tibetani, delle minoranze interne, ma in tantissimi modi risaputi anche quelli dei cinesi.</p></blockquote>
<p>Questo è uno dei nodi fondamentali per capire.</p>
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		Di: helena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/18/made-in-china/#comment-90234</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 08:41:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non volevo intervenire, ma solo dare uno spunto di riflessione di cui ciascuno potesse farsi quel che vuole. Ma sta cosa dei ristoranti cinesi lascia allibita pure me. Come ho scritto nei post seguiti alla discussione sul boicottaggio della fiera del libro di Torino, io in genere non amo i boicottaggi, specie se rischiano di compattare popolo e regnanti. La cosa si presenta un po&#039; diversa qualora si riuscisse a far pressione sopratutto sul potere, ossia nei casi di dittature e regimi. Come sarebbe per la Cina che- e a questo punto mi sembra necessario sottolinearlo- caplesta i diritti non solo dei tibetani, delle minoranze interne, ma in tantissimi modi risaputi anche quelli dei cinesi. 
La cosa molto semplice che volevo sottolineare è la nostra dipendenza dalla produzione cinese, dipendenza che rende improbabile persino un boicottaggio simbolico come quello delle Olimpiadi. Al capitalismo senza libertà cinese retto dal regime è concessa qualsiasi cosa perché noi non potremmo (né vorremmo) più farne a meno.
E quello che impressiona è l&#039;infinita varietà con cui il made in China occupa le nostre case: solo in una parte forse minima dichiarato sull&#039;etichetta (e questo non soltanto a causa delle varie forme di contrafazione, ma perché moltissimi prodotti recanco scritte tipo &quot;prodotto per XY spa&quot; senza specificare dove), più spesso in modo parziale, occulto, come le componenti dei computer a cui alcuni commenti facevano riferimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non volevo intervenire, ma solo dare uno spunto di riflessione di cui ciascuno potesse farsi quel che vuole. Ma sta cosa dei ristoranti cinesi lascia allibita pure me. Come ho scritto nei post seguiti alla discussione sul boicottaggio della fiera del libro di Torino, io in genere non amo i boicottaggi, specie se rischiano di compattare popolo e regnanti. La cosa si presenta un po&#8217; diversa qualora si riuscisse a far pressione sopratutto sul potere, ossia nei casi di dittature e regimi. Come sarebbe per la Cina che- e a questo punto mi sembra necessario sottolinearlo- caplesta i diritti non solo dei tibetani, delle minoranze interne, ma in tantissimi modi risaputi anche quelli dei cinesi.<br />
La cosa molto semplice che volevo sottolineare è la nostra dipendenza dalla produzione cinese, dipendenza che rende improbabile persino un boicottaggio simbolico come quello delle Olimpiadi. Al capitalismo senza libertà cinese retto dal regime è concessa qualsiasi cosa perché noi non potremmo (né vorremmo) più farne a meno.<br />
E quello che impressiona è l&#8217;infinita varietà con cui il made in China occupa le nostre case: solo in una parte forse minima dichiarato sull&#8217;etichetta (e questo non soltanto a causa delle varie forme di contrafazione, ma perché moltissimi prodotti recanco scritte tipo &#8220;prodotto per XY spa&#8221; senza specificare dove), più spesso in modo parziale, occulto, come le componenti dei computer a cui alcuni commenti facevano riferimento.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/18/made-in-china/#comment-90206</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 13:33:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Va bene tutto, ma no ai ristoranti cinesi... Massì, hai ragione, facciamo un piccolo passo in più: no ai cinesi. Prendiamoli tutti a mazzate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Va bene tutto, ma no ai ristoranti cinesi&#8230; Massì, hai ragione, facciamo un piccolo passo in più: no ai cinesi. Prendiamoli tutti a mazzate.</p>
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		<title>
		Di: Di Luca Gabriella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/18/made-in-china/#comment-90204</link>

		<dc:creator><![CDATA[Di Luca Gabriella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 13:16:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No Cina, No Olimpiadi. Vergogna! Scendiamo in piazza per il Tibet.
Non abbandoniamolo. Tante voci insieme possono ottenere qualcosa.
Non comprate niente di provenienza cinese. No ai ristoranti cinesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No Cina, No Olimpiadi. Vergogna! Scendiamo in piazza per il Tibet.<br />
Non abbandoniamolo. Tante voci insieme possono ottenere qualcosa.<br />
Non comprate niente di provenienza cinese. No ai ristoranti cinesi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Intelinside		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/18/made-in-china/#comment-90033</link>

		<dc:creator><![CDATA[Intelinside]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 16:42:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in particolare a WD
Schiavi noi?! Gli schiavi sono ben altri. Schiavo è chi soffre per sopravvivere. Chi sa pensare ma non può esprimersi perchè lavorare STANCA! dopo una giornata(non certo di 8 ore!) di lavoro.
Noi siamo i finanziatori dei padroni, noi siamo complici.
Noi finanziamo la guerra facendo il pieno, però inneggiamo al pacifismo! Come siamo buffi. Certo, sarebbe peggio fare il pieno ed inneggiare alla guerra, ma dire che siamo schiavi..
Alternative sono possibili: di pensiero, di sussistenza, di fatti, di vita.. Però sono scomode, sono poco furbe e troppo oneste, meglio continuare così, no?
Siamo anche ladri, se proprio vogliamo dirla tutta, in quanto il nostro sistema economico non ci permetterebbe di possedere auto (possibilmente un SUV), cellulari, casa, villa per vacanza se non avessimo rubato risorse agli schiavi di oggi. Quelli veri..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in particolare a WD<br />
Schiavi noi?! Gli schiavi sono ben altri. Schiavo è chi soffre per sopravvivere. Chi sa pensare ma non può esprimersi perchè lavorare STANCA! dopo una giornata(non certo di 8 ore!) di lavoro.<br />
Noi siamo i finanziatori dei padroni, noi siamo complici.<br />
Noi finanziamo la guerra facendo il pieno, però inneggiamo al pacifismo! Come siamo buffi. Certo, sarebbe peggio fare il pieno ed inneggiare alla guerra, ma dire che siamo schiavi..<br />
Alternative sono possibili: di pensiero, di sussistenza, di fatti, di vita.. Però sono scomode, sono poco furbe e troppo oneste, meglio continuare così, no?<br />
Siamo anche ladri, se proprio vogliamo dirla tutta, in quanto il nostro sistema economico non ci permetterebbe di possedere auto (possibilmente un SUV), cellulari, casa, villa per vacanza se non avessimo rubato risorse agli schiavi di oggi. Quelli veri..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		Di: PG		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/18/made-in-china/#comment-90022</link>

		<dc:creator><![CDATA[PG]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 13:35:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cito...
&quot;Lorenzo hai colto il centro del problema, a mio avviso
Per me il vero dramma della distruzione del tibet risiede nel fatto che il tibet è, e potremmo ormai quasi dire era, un modello di società diverso, basato su presupposti diversi da quelli del consumismo e che soprattutto persegue obiettivi diversi da quelli canonici di soldi e potere.&quot;

mi pare che si stia facendo un po&#039; di confusione tra le nostre aspettative tinte di rosa sul Tibet e quello che esso era in realtà.
A esemplificare il grado di feudalesimo teocratico in cui esso versava prima che lo &quot;conquistassero&quot; i cinesi basti un dato solo.

Numero di ospedali: 0. Zero tondo, zero spaccato, zero e basta.

Praticamente la situazione feudale europea durante i secoli bui, con una massa di nobili / preti che campavano alle spalle di una massa (molto ma molto più consistente) di diseredati, letteralmente servi della gleba.
Che la visione neoromantica ci porti a rivalutare le condizioni di vita medioevali... ci sta. Che tale &quot;visione&quot; si scosti dalla realtà oggettiva di ciò che successe nei cosiddetti secoli bui, ci sta pure... 
Una seria analisi sulle aspettative di vita e sulle reali condizioni di vita, toglierebbe ad entrambe le situazioni l&#039;aurea di &quot;regno spirituale&quot; che tale non è stato. Se per spirituale si intendono una serie di superstizioni (ben distinte dalla vera Fede) che servano a farsene una ragione della situazione dell&#039;aldiqua, beh allora entrambi i periodi e le situazioni sono state molto spirituali.
Scavare alle radici della cosa è forse meglio, no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>cito&#8230;<br />
&#8220;Lorenzo hai colto il centro del problema, a mio avviso<br />
Per me il vero dramma della distruzione del tibet risiede nel fatto che il tibet è, e potremmo ormai quasi dire era, un modello di società diverso, basato su presupposti diversi da quelli del consumismo e che soprattutto persegue obiettivi diversi da quelli canonici di soldi e potere.&#8221;</p>
<p>mi pare che si stia facendo un po&#8217; di confusione tra le nostre aspettative tinte di rosa sul Tibet e quello che esso era in realtà.<br />
A esemplificare il grado di feudalesimo teocratico in cui esso versava prima che lo &#8220;conquistassero&#8221; i cinesi basti un dato solo.</p>
<p>Numero di ospedali: 0. Zero tondo, zero spaccato, zero e basta.</p>
<p>Praticamente la situazione feudale europea durante i secoli bui, con una massa di nobili / preti che campavano alle spalle di una massa (molto ma molto più consistente) di diseredati, letteralmente servi della gleba.<br />
Che la visione neoromantica ci porti a rivalutare le condizioni di vita medioevali&#8230; ci sta. Che tale &#8220;visione&#8221; si scosti dalla realtà oggettiva di ciò che successe nei cosiddetti secoli bui, ci sta pure&#8230;<br />
Una seria analisi sulle aspettative di vita e sulle reali condizioni di vita, toglierebbe ad entrambe le situazioni l&#8217;aurea di &#8220;regno spirituale&#8221; che tale non è stato. Se per spirituale si intendono una serie di superstizioni (ben distinte dalla vera Fede) che servano a farsene una ragione della situazione dell&#8217;aldiqua, beh allora entrambi i periodi e le situazioni sono state molto spirituali.<br />
Scavare alle radici della cosa è forse meglio, no?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/18/made-in-china/#comment-89997</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 10:26:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sui fatti tibetani so molto poco e credo che qualcosa sia andato storto nelle proteste, vuoi per la prevalenza di correnti radicali a Dharamsala, vuoi per l&#039;esasperazione dei cittadini tibetani in Cina, vuoi per abili manipolazioni del governo cinese. Ho letto oggi del materiale interessante su queste linee di analisi, comprese alcune teorie complottiste:

http://www.zonaeuropa.com/200803b.brief.htm#020
via
http://www.globalvoicesonline.org/2008/03/20/china-and-tibet-conspiracy-theories/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sui fatti tibetani so molto poco e credo che qualcosa sia andato storto nelle proteste, vuoi per la prevalenza di correnti radicali a Dharamsala, vuoi per l&#8217;esasperazione dei cittadini tibetani in Cina, vuoi per abili manipolazioni del governo cinese. Ho letto oggi del materiale interessante su queste linee di analisi, comprese alcune teorie complottiste:</p>
<p><a href="http://www.zonaeuropa.com/200803b.brief.htm#020" rel="nofollow ugc">http://www.zonaeuropa.com/200803b.brief.htm#020</a><br />
via<br />
<a href="http://www.globalvoicesonline.org/2008/03/20/china-and-tibet-conspiracy-theories/" rel="nofollow ugc">http://www.globalvoicesonline.org/2008/03/20/china-and-tibet-conspiracy-theories/</a></p>
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		<title>
		Di: C.r.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/18/made-in-china/#comment-89980</link>

		<dc:creator><![CDATA[C.r.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 08:44:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[perchè chiamarlo dio, allora?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>perchè chiamarlo dio, allora?</p>
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		<item>
		<title>
		Di: WD		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/18/made-in-china/#comment-89975</link>

		<dc:creator><![CDATA[WD]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 08:26:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sarà bieco cinismo ma il dio denaro cancellerà ogni velleità di giustizia, integrazione sociale, diritto umano, protesta civile e parvenza di sopravvivenza a tutti i livelli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sarà bieco cinismo ma il dio denaro cancellerà ogni velleità di giustizia, integrazione sociale, diritto umano, protesta civile e parvenza di sopravvivenza a tutti i livelli.</p>
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		<title>
		Di: Nina Maroccolo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/18/made-in-china/#comment-89958</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nina Maroccolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 21:27:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@smaniz
ti invito a visitare AsiaNews, a leggere reportage e a vederti alcune immagini. Quelle sì che ti riportano alla realtà.
E non sono virtuali. E non portano le mutandine made in china.
@galbiati
hai perfettamente ragione
@a tutti
qualcuno si ricorda ancora della Birmania, la nuova conquista della Cina che è Taiwan, Rwanda, i curdi, il 7% di povertà in Italia, i cristiani perseguitati in Iraq, Iran, la follia iraniana, il Darfur (2.000.000 di morti), chi si ricorda cosa hanno patito i magiari, i boeri, le etnie minori europee, la questioni balcanica che fa gola a tutti (W l&#039;indipendentismo del Kosovo!), i prigionieri politici in Perù, la barbarie indiana, Cecenia, i nuovi sonderkommando in ogni parte del mondo, l&#039;Amazzonia, i regimi dittatoriali degli integralisti islamici che nel nord-Africa, non troppo tempo fa, hanno ammazzato poeti come Yusef Sebti ed insieme a lui tutti coloro che si permettavano di dissentire, conoscete il grande S. Gèza, poeta  rumeno torturato, seviziato, in galera per anni, perché scriveva poesie contro il regime di Herr Ceausescu, gli attuali governi colonialisti, la pulizia etnica di Milosevic... l&#039;elenco è lungo, scusate).
So solo che la Storia andrebbe fatta fuori. Serve solo per la Memoria, per chi ha voglia di non eludere i fatti, che restano sempre uguali.
Ora urge fermare la Cina, anzi da un bel po&#039; andava fatto. Ma il commercio, il potere e la politica sono da sempre elementi appetibili, persino per l&#039;Europa: grande affarista.
Eppure ho lanciato lo stesso un noiosissimo appello perché intervenga il Parlamento Europeo; un appello ed una petizione da dirottare colà.
Non servirà a niente. Ma si tenta l&#039;intentabile.
Resta la depressione per l&#039;orrore mondiale, per un mondo che non si salverà.
Vi saluto, in fondo da buddhista dovrei avere più entusiasmo e pazienza.
Nina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@smaniz<br />
ti invito a visitare AsiaNews, a leggere reportage e a vederti alcune immagini. Quelle sì che ti riportano alla realtà.<br />
E non sono virtuali. E non portano le mutandine made in china.<br />
@galbiati<br />
hai perfettamente ragione<br />
@a tutti<br />
qualcuno si ricorda ancora della Birmania, la nuova conquista della Cina che è Taiwan, Rwanda, i curdi, il 7% di povertà in Italia, i cristiani perseguitati in Iraq, Iran, la follia iraniana, il Darfur (2.000.000 di morti), chi si ricorda cosa hanno patito i magiari, i boeri, le etnie minori europee, la questioni balcanica che fa gola a tutti (W l&#8217;indipendentismo del Kosovo!), i prigionieri politici in Perù, la barbarie indiana, Cecenia, i nuovi sonderkommando in ogni parte del mondo, l&#8217;Amazzonia, i regimi dittatoriali degli integralisti islamici che nel nord-Africa, non troppo tempo fa, hanno ammazzato poeti come Yusef Sebti ed insieme a lui tutti coloro che si permettavano di dissentire, conoscete il grande S. Gèza, poeta  rumeno torturato, seviziato, in galera per anni, perché scriveva poesie contro il regime di Herr Ceausescu, gli attuali governi colonialisti, la pulizia etnica di Milosevic&#8230; l&#8217;elenco è lungo, scusate).<br />
So solo che la Storia andrebbe fatta fuori. Serve solo per la Memoria, per chi ha voglia di non eludere i fatti, che restano sempre uguali.<br />
Ora urge fermare la Cina, anzi da un bel po&#8217; andava fatto. Ma il commercio, il potere e la politica sono da sempre elementi appetibili, persino per l&#8217;Europa: grande affarista.<br />
Eppure ho lanciato lo stesso un noiosissimo appello perché intervenga il Parlamento Europeo; un appello ed una petizione da dirottare colà.<br />
Non servirà a niente. Ma si tenta l&#8217;intentabile.<br />
Resta la depressione per l&#8217;orrore mondiale, per un mondo che non si salverà.<br />
Vi saluto, in fondo da buddhista dovrei avere più entusiasmo e pazienza.<br />
Nina</p>
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