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	Commenti a: L&#8217;ACROBATA di Sylvia Plath	</title>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 20:51:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[oh a rileggerci di certo
con calma...
ormai sono a bordo
e tocca veleggiare

Mauro!
Ma prego.

 ,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oh a rileggerci di certo<br />
con calma&#8230;<br />
ormai sono a bordo<br />
e tocca veleggiare</p>
<p>Mauro!<br />
Ma prego.</p>
<p> ,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Mauro Gorrino		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/25/lacrobata-di-sylvia-plath/#comment-90388</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro Gorrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 20:22:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Orsola, merci beaucoup. Ma proprio beaucoup beaucoup.
Mauro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Orsola, merci beaucoup. Ma proprio beaucoup beaucoup.<br />
Mauro</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: sabrina		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/25/lacrobata-di-sylvia-plath/#comment-90387</link>

		<dc:creator><![CDATA[sabrina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 20:18:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lavoro affascinante, quello della traduzione. Immergersi completamente nelle visioni di un altro, ma riemergere con delle parole nuove, che non tradiscano gli intenti originali, ma che siano belle, sensate, sonore, piene a sè.
Difficile e affascinante, e meraviglioso quando riesce.

Orsola, grazie per l&#039;augurio, e soprattutto per avermi comunicato la voglia di tornare a rileggere questa grande artista. Spero anch&#039;io di rileggerti ancora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lavoro affascinante, quello della traduzione. Immergersi completamente nelle visioni di un altro, ma riemergere con delle parole nuove, che non tradiscano gli intenti originali, ma che siano belle, sensate, sonore, piene a sè.<br />
Difficile e affascinante, e meraviglioso quando riesce.</p>
<p>Orsola, grazie per l&#8217;augurio, e soprattutto per avermi comunicato la voglia di tornare a rileggere questa grande artista. Spero anch&#8217;io di rileggerti ancora.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/25/lacrobata-di-sylvia-plath/#comment-90358</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 10:38:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Orsola. Il commento a proposito della traduzione mi è piaciuta molto. Tu mi ha dato la voglia di rileggere Ariel.
Spero vedere ancora un post della tua parte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Orsola. Il commento a proposito della traduzione mi è piaciuta molto. Tu mi ha dato la voglia di rileggere Ariel.<br />
Spero vedere ancora un post della tua parte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/25/lacrobata-di-sylvia-plath/#comment-90355</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 07:59:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;i&gt;[caro il professor Sparz, credo che, in ultima analisi (come si dice in questa, anche dal punto di vista del lessico, assai triste campagna elettorale) a breve metterò proprio &quot;perigliosa&quot; al posto di &quot;fatale&quot; (il web consente il work in progress e l&#039;umiltà di ciò che si scrive)

@Gianni

le parole demodé  è ora che tornino di moda in questo totale appiattimento della lingua]&lt;/i&gt;

Grazie a tutti della condivisione di brividi e bellezza, ed in particolare:

@Sabrina

grazie di avermi linkato da te ed auguri per la presentazione!

@Francesca 

Hai colto davvero il senso delle immagini. Alle immagini io tengo molto, come si vede e vedrà in futuro. Aggiungo che averle messe in negativo è proprio voler far vedere una specie di dark face di tanta apparente solarità.

@Veronique

Sei sempre molto sensibile ed emozionata nei tuoi commenti e nel tuo delizioso &lt;i&gt;francese italianizzato&lt;/i&gt; e/o &lt;i&gt;italiano francesizzato.&lt;/i&gt;

@niki lismo

La cura dei disturbi psichici, vergognoso elettroshock a parte, è purtroppo sempre, da allora ad oggi, questione di fortuna, di luoghi geografici, di mezzi economici per.

Mi è molto piaciuta la tua traduzione di &#039;The hanging man&quot; per la scelta delle parole (ad es. sfrigolato per sizzled e tedio rapace per vulturous boredom) ed anche per il &#039;coraggio&#039; di cambiare l&#039;ordine della costruzione in alcuni punti:

&lt;i&gt;By the roots of my hair some god got hold of me.
I sizzled in his blue volts like a desert prophet.&lt;/i&gt;

Un qualche dio mi ha afferrato dalle radici dei capelli.
Nelle sue scariche azzurre ho sfrigolato come un arido profeta.

Nella traduzione della poesia questa è sempre una scelta di non poco conto: se nella prosa si bada di più alla scorrevolezza del discorso nella lingua del traduttore, nella poesia, dove la scorrevolezza non è quasi mai un problema del poeta, a cui  le immagini spesso si succedono per associazioni non logiche, per flash, ho personalmente più riguardo  e timore nel farlo.
Ugualmente si pongono problemi amletici per la successione aggettivo-nome, che in inglese è sempre in quest&#039;ordine, che invece in italiano a volte suona un po’ arcaico, declamatorio e volutamente ‘poetico’, nel parlare infatti si usa prevalentemente nome-aggettivo.

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>[caro il professor Sparz, credo che, in ultima analisi (come si dice in questa, anche dal punto di vista del lessico, assai triste campagna elettorale) a breve metterò proprio &#8220;perigliosa&#8221; al posto di &#8220;fatale&#8221; (il web consente il work in progress e l&#8217;umiltà di ciò che si scrive)</p>
<p>@Gianni</p>
<p>le parole demodé  è ora che tornino di moda in questo totale appiattimento della lingua]</i></p>
<p>Grazie a tutti della condivisione di brividi e bellezza, ed in particolare:</p>
<p>@Sabrina</p>
<p>grazie di avermi linkato da te ed auguri per la presentazione!</p>
<p>@Francesca </p>
<p>Hai colto davvero il senso delle immagini. Alle immagini io tengo molto, come si vede e vedrà in futuro. Aggiungo che averle messe in negativo è proprio voler far vedere una specie di dark face di tanta apparente solarità.</p>
<p>@Veronique</p>
<p>Sei sempre molto sensibile ed emozionata nei tuoi commenti e nel tuo delizioso <i>francese italianizzato</i> e/o <i>italiano francesizzato.</i></p>
<p>@niki lismo</p>
<p>La cura dei disturbi psichici, vergognoso elettroshock a parte, è purtroppo sempre, da allora ad oggi, questione di fortuna, di luoghi geografici, di mezzi economici per.</p>
<p>Mi è molto piaciuta la tua traduzione di &#8216;The hanging man&#8221; per la scelta delle parole (ad es. sfrigolato per sizzled e tedio rapace per vulturous boredom) ed anche per il &#8216;coraggio&#8217; di cambiare l&#8217;ordine della costruzione in alcuni punti:</p>
<p><i>By the roots of my hair some god got hold of me.<br />
I sizzled in his blue volts like a desert prophet.</i></p>
<p>Un qualche dio mi ha afferrato dalle radici dei capelli.<br />
Nelle sue scariche azzurre ho sfrigolato come un arido profeta.</p>
<p>Nella traduzione della poesia questa è sempre una scelta di non poco conto: se nella prosa si bada di più alla scorrevolezza del discorso nella lingua del traduttore, nella poesia, dove la scorrevolezza non è quasi mai un problema del poeta, a cui  le immagini spesso si succedono per associazioni non logiche, per flash, ho personalmente più riguardo  e timore nel farlo.<br />
Ugualmente si pongono problemi amletici per la successione aggettivo-nome, che in inglese è sempre in quest&#8217;ordine, che invece in italiano a volte suona un po’ arcaico, declamatorio e volutamente ‘poetico’, nel parlare infatti si usa prevalentemente nome-aggettivo.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/25/lacrobata-di-sylvia-plath/#comment-90339</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 18:01:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mando un altro commento, perché è caduto nel abisso. 
Sono d&#039;accordo con Francesca Matteono che evoca la bellezza di Silvia Plath: il suo corpo prolungando la terra: si nascondeva il tormento, nel centro della mente. Niente da vedere con Virginia Woolf con il volto triste, tormentato, ansioso.
Silvia Plath mi fa pensare a Zelda per la bellezza bionda che nasconde un pozzo di dolore.
Consiglio la lettura de &quot;la cloche de détresse&quot;, un libro che penetra l&#039;universo della psichiatria, libro violente e vero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mando un altro commento, perché è caduto nel abisso.<br />
Sono d&#8217;accordo con Francesca Matteono che evoca la bellezza di Silvia Plath: il suo corpo prolungando la terra: si nascondeva il tormento, nel centro della mente. Niente da vedere con Virginia Woolf con il volto triste, tormentato, ansioso.<br />
Silvia Plath mi fa pensare a Zelda per la bellezza bionda che nasconde un pozzo di dolore.<br />
Consiglio la lettura de &#8220;la cloche de détresse&#8221;, un libro che penetra l&#8217;universo della psichiatria, libro violente e vero.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/25/lacrobata-di-sylvia-plath/#comment-90338</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 17:49:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Adoro il post. Ho ancora ammirato le foto. cio che dice Francesca Matteoni è vero: nella grazia e la fermezza del corpo di Silvia Plath, non si svela il tormento, niente da vedere con il volto doloroso di Virginia Woolf. Forse c&#039;è una somiglianza con Zelda da cui la bellezza solida nascondeva la follia.
Per Nicky lismo, ho letto &quot;la cloche de détresse&quot;, credo è il libro lo più violente sulla psichiatria. Chi un giorno è entrato in un ospedale psichiatrico ha capito che il malato a perso la libertà, la speranza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adoro il post. Ho ancora ammirato le foto. cio che dice Francesca Matteoni è vero: nella grazia e la fermezza del corpo di Silvia Plath, non si svela il tormento, niente da vedere con il volto doloroso di Virginia Woolf. Forse c&#8217;è una somiglianza con Zelda da cui la bellezza solida nascondeva la follia.<br />
Per Nicky lismo, ho letto &#8220;la cloche de détresse&#8221;, credo è il libro lo più violente sulla psichiatria. Chi un giorno è entrato in un ospedale psichiatrico ha capito che il malato a perso la libertà, la speranza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca matteoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/25/lacrobata-di-sylvia-plath/#comment-90312</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 10:35:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bello questo approccio multimediale alla Plath.  Nella poesia nonostante i toni acerbi c&#039;è già quella violenza di immagini (la corda affilata che taglia l&#039;acrobata, il pavimento di vetro che suggerisce ancora un taglio una ferita se ci si cade attraverso) che poi esplode nel Colosso e soprattutto in Ariel, con quei versi secchi, incisivi, espressionisti. Mi pare che ci sia qui quell&#039;equilibrio che la poetessa ha cercato per tutta la sua breve vita, tra la sua scrittura (la sua vera vita) e l&#039;immagine di donna forte, serena, di madre affettuosa, di compagna premurosa e di figlia diligente che sentiva come un ruolo a cui adempiere, senza riuscirci mai. In questo senso la scelta delle fotografie che ha fatto Orsola è esemplare - non c&#039;è nulla di più contrastante di quel sorriso largo di ragazza americana con il baratro, la ferocia, la nevrosi che la Plath si portava dentro.
Grazie per Satie!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bello questo approccio multimediale alla Plath.  Nella poesia nonostante i toni acerbi c&#8217;è già quella violenza di immagini (la corda affilata che taglia l&#8217;acrobata, il pavimento di vetro che suggerisce ancora un taglio una ferita se ci si cade attraverso) che poi esplode nel Colosso e soprattutto in Ariel, con quei versi secchi, incisivi, espressionisti. Mi pare che ci sia qui quell&#8217;equilibrio che la poetessa ha cercato per tutta la sua breve vita, tra la sua scrittura (la sua vera vita) e l&#8217;immagine di donna forte, serena, di madre affettuosa, di compagna premurosa e di figlia diligente che sentiva come un ruolo a cui adempiere, senza riuscirci mai. In questo senso la scelta delle fotografie che ha fatto Orsola è esemplare &#8211; non c&#8217;è nulla di più contrastante di quel sorriso largo di ragazza americana con il baratro, la ferocia, la nevrosi che la Plath si portava dentro.<br />
Grazie per Satie!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/25/lacrobata-di-sylvia-plath/#comment-90307</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 09:55:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Pericoloso&quot; in effetti è poco evocativo, meglio &quot;fatale&quot;, o forse anche &quot;periglioso&quot; (se non suonasse così demodé) che dà la sensazione del percorso nulla affatto semplice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Pericoloso&#8221; in effetti è poco evocativo, meglio &#8220;fatale&#8221;, o forse anche &#8220;periglioso&#8221; (se non suonasse così demodé) che dà la sensazione del percorso nulla affatto semplice.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/03/25/lacrobata-di-sylvia-plath/#comment-90305</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 09:05:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/03/25/lacrobata-di-sylvia-plath/#comment-90305</guid>

					<description><![CDATA[&lt;i&gt;molto vero Sparz 
infatti sono stata a lungo sulle due possibilità
poi ho scelto :-)
pericoloso mi sembrava poco per un equilibrista sul filo
fatale è quasi sempre la conseguenza di una caduta del genere

tradurre è sempre difficile

come sulla parola &quot;adroit&quot; del primo verso
una parola molto rara, direi ricercata, derivante dal francese:

Oxford Dictionary

&lt;b&gt;adroit&lt;/b&gt;

/droyt/ 

  • adjective clever or skilful in using the hands or mind. 

  — ORIGIN from French à droit ‘according to right, properly’.

Abile ma di un&#039;abilità più fisica che altro, in questo caso, che mi ha fatto optare per &quot;agile&quot; la traduzione ottimale sarebbe stata però &quot;destra&quot;
il contrario di maldestra insomma
che però suonava strano e desueto in italiano

,\\&#039;&lt;/i&gt;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>molto vero Sparz<br />
infatti sono stata a lungo sulle due possibilità<br />
poi ho scelto :-)<br />
pericoloso mi sembrava poco per un equilibrista sul filo<br />
fatale è quasi sempre la conseguenza di una caduta del genere</p>
<p>tradurre è sempre difficile</p>
<p>come sulla parola &#8220;adroit&#8221; del primo verso<br />
una parola molto rara, direi ricercata, derivante dal francese:</p>
<p>Oxford Dictionary</p>
<p><b>adroit</b></p>
<p>/droyt/ </p>
<p>  • adjective clever or skilful in using the hands or mind. </p>
<p>  — ORIGIN from French à droit ‘according to right, properly’.</p>
<p>Abile ma di un&#8217;abilità più fisica che altro, in questo caso, che mi ha fatto optare per &#8220;agile&#8221; la traduzione ottimale sarebbe stata però &#8220;destra&#8221;<br />
il contrario di maldestra insomma<br />
che però suonava strano e desueto in italiano</p>
<p>,\\&#8217;</i></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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