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	Commenti a: Il ribelle in guanti rosa	</title>
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		Di: mf		</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 07:29:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ganzo, ganzo! sai quanto mi importa di sbrodolare..]]></description>
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		Di: Cappuccetto rosso		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cappuccetto rosso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 07:03:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è tutto molto interessante ciò che si snoda intorno alla figura del grande Baudelaire!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è tutto molto interessante ciò che si snoda intorno alla figura del grande Baudelaire!</p>
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		Di: Ganzo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ganzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 20:59:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e giù a sbrodolare
ma si!]]></description>
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ma si!</p>
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		Di: mf		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mf]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 19:22:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#039;forme diverse tra loro: saggio, biografia, romanzo, critica letteraria, interpretazione testuale&#039;: ricordo un&#039;intervista di presentazione a fahreneit, dove Montesano ribadiva con equilibrio e senza troppe pose questo snodo (questa sfida) di metodo e di scrittura, e tentava di estenderlo al futuro (al presente?) della letteratura nostrana, come possibile strada da percorrere fruttuosamente: &#039;un lavoro da scrittore usando degli strumenti da saggista&#039;... ci vuole tempo e studio, mi pare, serietà, e poi uno sguardo alla tradizione, alla tradizione del moderno, di cui baudelaire, in questo caso, rappresenterebbe la faccia contraddittoria e dialettica (guido guglielmi ha scritto, sulla scia di benjamin, schegge acutissime sulla &#039;modernità&#039; di b.). una tradizione che nonostante i tanti post e post-post è utile, come si vede, a interpretare l&#039;oggi, non solo a prestarsi per ricostruzioni più o meno erudite del passato: &#039;E’ sempre a partire da noi e dal nostro oggi che vale la pena scrivere sul passato, o no?&#039;... invece qui tutti corrono o continuano a correre in avanti, appiattiscono le dimensioni storico-estetiche fino all&#039;ingorgo della cronaca (sempre con un dannato occhio al mercato), e se guardano indietro si tolgono gli occhiali e restituiscono quadri sfocati, pavoneggianti, ipersnobistici, misticheggianti. in generale, dico. insomma, una bella lezione. 
PS. siccome non stecca mai, e appare poco e bene, e quindi può essere come dire una garanzia, perchè non accorroni nella redazione (plurale, plurale, plurale) di Nazione I.? saluts]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;forme diverse tra loro: saggio, biografia, romanzo, critica letteraria, interpretazione testuale&#8217;: ricordo un&#8217;intervista di presentazione a fahreneit, dove Montesano ribadiva con equilibrio e senza troppe pose questo snodo (questa sfida) di metodo e di scrittura, e tentava di estenderlo al futuro (al presente?) della letteratura nostrana, come possibile strada da percorrere fruttuosamente: &#8216;un lavoro da scrittore usando degli strumenti da saggista&#8217;&#8230; ci vuole tempo e studio, mi pare, serietà, e poi uno sguardo alla tradizione, alla tradizione del moderno, di cui baudelaire, in questo caso, rappresenterebbe la faccia contraddittoria e dialettica (guido guglielmi ha scritto, sulla scia di benjamin, schegge acutissime sulla &#8216;modernità&#8217; di b.). una tradizione che nonostante i tanti post e post-post è utile, come si vede, a interpretare l&#8217;oggi, non solo a prestarsi per ricostruzioni più o meno erudite del passato: &#8216;E’ sempre a partire da noi e dal nostro oggi che vale la pena scrivere sul passato, o no?&#8217;&#8230; invece qui tutti corrono o continuano a correre in avanti, appiattiscono le dimensioni storico-estetiche fino all&#8217;ingorgo della cronaca (sempre con un dannato occhio al mercato), e se guardano indietro si tolgono gli occhiali e restituiscono quadri sfocati, pavoneggianti, ipersnobistici, misticheggianti. in generale, dico. insomma, una bella lezione.<br />
PS. siccome non stecca mai, e appare poco e bene, e quindi può essere come dire una garanzia, perchè non accorroni nella redazione (plurale, plurale, plurale) di Nazione I.? saluts</p>
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		Di: Mauro Baldrati		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 17:53:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, vorrei precisare che quanto ho scritto nel commento si riferisce alla mia lettura conflittuale di Baudelaire, e non al libro, che non mi perderò per tutto l&#039;oro del mondo. Conosco infatti Montesano, che ha curato quel testo terrificante che è &quot;La capitale delle scimmie&quot; (peraltro già recensito da Linnio sul web), dove c&#039;è una sua magnifica introduzione. Eccone un breve passo: &quot;La sua poesia si è nutrita al livello del selciato fangoso, dalla parte del torbido mondo dove il bello è sempre sull&#039;orlo del brutto, nel buio della notte&quot;. Un passo come questo vale, da solo, un intero libro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, vorrei precisare che quanto ho scritto nel commento si riferisce alla mia lettura conflittuale di Baudelaire, e non al libro, che non mi perderò per tutto l&#8217;oro del mondo. Conosco infatti Montesano, che ha curato quel testo terrificante che è &#8220;La capitale delle scimmie&#8221; (peraltro già recensito da Linnio sul web), dove c&#8217;è una sua magnifica introduzione. Eccone un breve passo: &#8220;La sua poesia si è nutrita al livello del selciato fangoso, dalla parte del torbido mondo dove il bello è sempre sull&#8217;orlo del brutto, nel buio della notte&#8221;. Un passo come questo vale, da solo, un intero libro.</p>
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		Di: nadia agustoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/03/il-ribelle-in-guanti-rosa/#comment-90745</link>

		<dc:creator><![CDATA[nadia agustoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 17:18:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Libro interessante a quanto pare, anche dai commenti di chi l&#039;ha letto. Ottima la presentazione, complimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Libro interessante a quanto pare, anche dai commenti di chi l&#8217;ha letto. Ottima la presentazione, complimenti.</p>
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		Di: FabianLloyd		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/03/il-ribelle-in-guanti-rosa/#comment-90744</link>

		<dc:creator><![CDATA[FabianLloyd]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 16:53:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il libro è davvero interessante. Peccato per la veste grafica, da denuncia. A voler essere pedanti: magari qualche nota... a piè di pagina, o una bibliografia finale... era chiedere troppo?

FabianLloyd]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro è davvero interessante. Peccato per la veste grafica, da denuncia. A voler essere pedanti: magari qualche nota&#8230; a piè di pagina, o una bibliografia finale&#8230; era chiedere troppo?</p>
<p>FabianLloyd</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/03/il-ribelle-in-guanti-rosa/#comment-90742</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 15:41:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie per il post. Sembra un saggio scritto con uno sguardo vivo, intelligente.
Il commento di Mauro Baldrati che svela l&#039;anima di Baudelaire et Rimbaud.
Rimbaud purezza dell&#039;infanzia anche nella scatalogia o la brutezza.
Baudelaire ha una scrittura che decanta l&#039;orrore, Sadismo e Pieta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il post. Sembra un saggio scritto con uno sguardo vivo, intelligente.<br />
Il commento di Mauro Baldrati che svela l&#8217;anima di Baudelaire et Rimbaud.<br />
Rimbaud purezza dell&#8217;infanzia anche nella scatalogia o la brutezza.<br />
Baudelaire ha una scrittura che decanta l&#8217;orrore, Sadismo e Pieta.</p>
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		Di: corrado benigni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/03/il-ribelle-in-guanti-rosa/#comment-90734</link>

		<dc:creator><![CDATA[corrado benigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 13:22:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Libro davvero magnifico, questo di Montesano. Ciò che mi ha colpito è la ricostruzione minuziosa del contesto storico, quella Parigi, folle e oscura, di metà Ottocento in cui visse Baudelaire. Un libro unico nella nostra narrativa. Bella anche l&#039;intervista.
corrado benigni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Libro davvero magnifico, questo di Montesano. Ciò che mi ha colpito è la ricostruzione minuziosa del contesto storico, quella Parigi, folle e oscura, di metà Ottocento in cui visse Baudelaire. Un libro unico nella nostra narrativa. Bella anche l&#8217;intervista.<br />
corrado benigni</p>
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		<title>
		Di: Mauro Baldrati		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/03/il-ribelle-in-guanti-rosa/#comment-90729</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mauro Baldrati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 12:22:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I Fiori del Male è, per me, una delle più grandi opere nere mai scritte. Per dirla alla Giuseppe Genna, i più dotati scrittori horror moderni gli fanno una pippa. Perché nera? Per le frequenti immagini nere che bucano le pagine e il nostro cervello? Non solo. E’ il poeta, l’uomo che si abbandona al male, alla sofferenza, all’orrido, al ripugnante, con una sorta di voluttà. Rimbaud è il contrario, è l’adoloscente immerso nel fango ma puro, arrabbiato e rivoluzionario. Baudelaire dipinge la donna-prostituta brutta e miserabile, e si bea di scendere tutti i gradini della degradazione, per Rimbaud la donna è la petroleuse delle barricate. Baudelaire sulle barricate c’è stato unicamente per cercare di uccidere l’odiato generale Aupick, che ha commesso il crimine di portargli via la madre. Baudelaire giocava a fare il rivoluzionario coi reazionari e il reazionario coi rivoluzionari; il bigotto con gli atei e il blasfemo coi religiosi; era il poeta rivoluzionario e anticonformista che mendicava una nomination all’Accademia. Era tutto questo Baudelaire, oltre che un poeta eccelso. Non si può parlare di Baudeaire esaltandolo, facendo di lui ciò che non era, né denigrandolo fino al dileggio, come ha fatto Sartre in un libello terribile e per certi aspetti disdicevole, anche se geniale (e mi piacerebbe sapere se Montesano ne ha tenuto conto). Se Baudelaire impersona l’uomo moderno, come ci si ostina a dire, dell’uomo moderno ha la viltà, la grettezza, l’ipocrisia e il conformismo. Quanto al poeta, mi è piaciuto questo passo: “La letteratura si avvia a essere sostituita da una forma nuova di uso del tempo libero che è un misto di cultura e pubblicità innocua e sedativa, e la poesia di Baudelaire è la negazione di questo sedativo.”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Fiori del Male è, per me, una delle più grandi opere nere mai scritte. Per dirla alla Giuseppe Genna, i più dotati scrittori horror moderni gli fanno una pippa. Perché nera? Per le frequenti immagini nere che bucano le pagine e il nostro cervello? Non solo. E’ il poeta, l’uomo che si abbandona al male, alla sofferenza, all’orrido, al ripugnante, con una sorta di voluttà. Rimbaud è il contrario, è l’adoloscente immerso nel fango ma puro, arrabbiato e rivoluzionario. Baudelaire dipinge la donna-prostituta brutta e miserabile, e si bea di scendere tutti i gradini della degradazione, per Rimbaud la donna è la petroleuse delle barricate. Baudelaire sulle barricate c’è stato unicamente per cercare di uccidere l’odiato generale Aupick, che ha commesso il crimine di portargli via la madre. Baudelaire giocava a fare il rivoluzionario coi reazionari e il reazionario coi rivoluzionari; il bigotto con gli atei e il blasfemo coi religiosi; era il poeta rivoluzionario e anticonformista che mendicava una nomination all’Accademia. Era tutto questo Baudelaire, oltre che un poeta eccelso. Non si può parlare di Baudeaire esaltandolo, facendo di lui ciò che non era, né denigrandolo fino al dileggio, come ha fatto Sartre in un libello terribile e per certi aspetti disdicevole, anche se geniale (e mi piacerebbe sapere se Montesano ne ha tenuto conto). Se Baudelaire impersona l’uomo moderno, come ci si ostina a dire, dell’uomo moderno ha la viltà, la grettezza, l’ipocrisia e il conformismo. Quanto al poeta, mi è piaciuto questo passo: “La letteratura si avvia a essere sostituita da una forma nuova di uso del tempo libero che è un misto di cultura e pubblicità innocua e sedativa, e la poesia di Baudelaire è la negazione di questo sedativo.”</p>
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