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	Commenti a: I numeri, la pancia, la ricostruzione	</title>
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		<title>
		Di: marco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92290</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 19:23:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[solo per fare un po&#039; di chiarezza sull&#039;uso di un termovalorizzatore...

the OC ha tirato in ballo la questione dei termovalorizzatori affermando (giustamente) che la germania ( e non solo) fanno largo uso di queste tecnologie con enormi profitti socio-economici. 
I cittadini delle nazioni nordeuropee pero&#039;, da decenni attuano giornalmente un sistema di raccolta di rifiuti ben lontano da quello che ha causato i recenti &quot;disturbi&quot; in campania.. l&#039;Italia e&#039; un paese dove se c&#039;e&#039; un problema, non lo si risolve, ma si mettono le toppe...
I termovalorizzatori (anche se preferirei chiamarli inceneritori) visti all&#039; italiana sono un opportunita&#039; per togliersi davanti la massa storica dei rifiuti che il sistema, in decenni di totale menefreghismo e disinformazione, ha accumulato.
Cio che avviene in Germania e&#039; quindi la vera e propria valorizzazione del rifiuto, solo il meglio viene bruciato..e per meglio si intendono sostanze la cui combustione non provoca emissioni rischiose per la salute dei cittadini...Il sistema italiano propone di creare queste strutture per smaltire un quantitativo enorme di &quot;eco&quot; balle che di &quot;eco&quot; hanno ben poco ...dato che come popolo siamo parecchio avvezzi a fare cazzate, immaginiamo cosa potrebbe esserci in quel quantitativo di spazzatura che necessiterebbe una decina di anni per SCOMPARIRE...
hanno tolto il PIOMBO dai carburanti (almeno cosi&#039; dicono) ma il piombo stesso e&#039; reattivo d&#039;elezione in molti processi chimici di produzione degli oggetti di uso quotidiano...Lo stesso dicasi per il CADMIO...come questi 2 altri metalli pesanti sarebbero sicuramente rilasciati per anni nell&#039;aria e nel suolo del nostro BEL PAESE dalla combustione indiscriminata di ogni forma di rifiuto,per non parlare di DIOSSINE e co.  
Cio che serve all&#039;Italia non e&#039; in questo momento l&#039;installazione di inceneritori (che sicuramente inizieranno a spuntare come funghi) ma un riciclaggio spinto, una politica differente sugli imballaggi.
Servirebbe un servizio in ogni telegiornale per insegnare agli adulti prima che ai bambini l&#039;importanza della raccolta differenziata, cosa significa separare l&#039;umido organico (in germania lo sanno bene), la plastica , il vetro...sono questi i passi indietro che un paese deve fare, capire di aver sbagliato strada e tornare dal negoziante con la bottiglia vuota a comprare il latte e smetterla di pubblicizzare prodotti che devastano l&#039;ambiente come unico mezzo per mantenere la freschezza di un prodotto (vedi caso TETRAPACK) ...
La mia sara&#039; una utopia, e&#039; molto piu&#039; semplice bruciare che progettare un futuro diverso  (i politici per primi l&#039;anno capito) ma francamente bruciare i nostri rifiuti mi sembra solo la strada piu&#039; semplice per respirarli. Organizzazione Mondiale della Sanita e principio di Precauzione...proviamo ad iniziare da qui.

Marco Sampietro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>solo per fare un po&#8217; di chiarezza sull&#8217;uso di un termovalorizzatore&#8230;</p>
<p>the OC ha tirato in ballo la questione dei termovalorizzatori affermando (giustamente) che la germania ( e non solo) fanno largo uso di queste tecnologie con enormi profitti socio-economici.<br />
I cittadini delle nazioni nordeuropee pero&#8217;, da decenni attuano giornalmente un sistema di raccolta di rifiuti ben lontano da quello che ha causato i recenti &#8220;disturbi&#8221; in campania.. l&#8217;Italia e&#8217; un paese dove se c&#8217;e&#8217; un problema, non lo si risolve, ma si mettono le toppe&#8230;<br />
I termovalorizzatori (anche se preferirei chiamarli inceneritori) visti all&#8217; italiana sono un opportunita&#8217; per togliersi davanti la massa storica dei rifiuti che il sistema, in decenni di totale menefreghismo e disinformazione, ha accumulato.<br />
Cio che avviene in Germania e&#8217; quindi la vera e propria valorizzazione del rifiuto, solo il meglio viene bruciato..e per meglio si intendono sostanze la cui combustione non provoca emissioni rischiose per la salute dei cittadini&#8230;Il sistema italiano propone di creare queste strutture per smaltire un quantitativo enorme di &#8220;eco&#8221; balle che di &#8220;eco&#8221; hanno ben poco &#8230;dato che come popolo siamo parecchio avvezzi a fare cazzate, immaginiamo cosa potrebbe esserci in quel quantitativo di spazzatura che necessiterebbe una decina di anni per SCOMPARIRE&#8230;<br />
hanno tolto il PIOMBO dai carburanti (almeno cosi&#8217; dicono) ma il piombo stesso e&#8217; reattivo d&#8217;elezione in molti processi chimici di produzione degli oggetti di uso quotidiano&#8230;Lo stesso dicasi per il CADMIO&#8230;come questi 2 altri metalli pesanti sarebbero sicuramente rilasciati per anni nell&#8217;aria e nel suolo del nostro BEL PAESE dalla combustione indiscriminata di ogni forma di rifiuto,per non parlare di DIOSSINE e co.<br />
Cio che serve all&#8217;Italia non e&#8217; in questo momento l&#8217;installazione di inceneritori (che sicuramente inizieranno a spuntare come funghi) ma un riciclaggio spinto, una politica differente sugli imballaggi.<br />
Servirebbe un servizio in ogni telegiornale per insegnare agli adulti prima che ai bambini l&#8217;importanza della raccolta differenziata, cosa significa separare l&#8217;umido organico (in germania lo sanno bene), la plastica , il vetro&#8230;sono questi i passi indietro che un paese deve fare, capire di aver sbagliato strada e tornare dal negoziante con la bottiglia vuota a comprare il latte e smetterla di pubblicizzare prodotti che devastano l&#8217;ambiente come unico mezzo per mantenere la freschezza di un prodotto (vedi caso TETRAPACK) &#8230;<br />
La mia sara&#8217; una utopia, e&#8217; molto piu&#8217; semplice bruciare che progettare un futuro diverso  (i politici per primi l&#8217;anno capito) ma francamente bruciare i nostri rifiuti mi sembra solo la strada piu&#8217; semplice per respirarli. Organizzazione Mondiale della Sanita e principio di Precauzione&#8230;proviamo ad iniziare da qui.</p>
<p>Marco Sampietro</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Leonardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92276</link>

		<dc:creator><![CDATA[Leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 16:58:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Evviva Stefania!
Certo, è un po&#039; dura tenere il passo e mettere in ordine tutte le tematiche che ha tirato fuori, ma io credo che a questo punto si debba essere semplici, diretti e allo stesso tempo seri e intransigenti.
La cosa più importante, oggi, è riuscire a sfruttare la caduta delle gerarchie partitiche, la disillusione, la sconfitta, per ricreare la possibilità di uno scambio vero tra cittadini e partiti. È solo in questa fessura, in questo spiraglio che si è aperto dopo la sconfitta, che può avere senso una discussione sul significato di &quot;sinistra&quot;. Se resta fuori dai partiti, dalle stanze di chi dovrebbe, tra cinque anni, poter ambire a governare l&#039;Italia, ogni dibattito è quasi inutile - benché stimolante.
E voglio essere ancora più chiaro. L&#039;inconsistenza dei partiti usciti da queste elezioni è la condizione stessa del rinnovamento. 
Il mio suggerimento - lo ripeto da giorni - è quello di stabilire dei riferimenti, dei valori, dei principi ai quali, da elettori di sinistra, non siamo disposti a rinunciare. La nostra fortuna - se così possiamo dire - è che le forze politiche per le quali abbiamo o avremmo voluto votare, OGGI non sono altro che scatole vuote. Perciò, anche ribadire la laicità dello stato, la difesa dei diritti dei lavoratori e delle persone, il rispetto per l&#039;ambiente (concetti che non dovrebbero aver bisogno di essere riaffermati) è una necessaria novità.
Detto ancora più chiaramente: facciamo in modo che questi politici così smarriti e in crisi prendano delle posizioni chiare su questi temi, imponiamo loro questa resa dei conti con i loro (effettivi e possibili) elettori, e poi non molliamo la presa e continuiamo a tenere vive le discussioni. Ma partiamo dalle fondamenta - per poi, quando sarà il momento, quando e se la nostra voce potrà di nuovo essere ascoltata, ridiscutere tutto. Per quanto mi riguarda, già portare queste persone a schierarsi con chiarezza nei confronti di una Chiesa quanto mai invadente e di una Confindustria che difende le aziende assassine nelle quali, ogni giorno, si muore di lavoro sarebbe un buon risultato.
Vostro
L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Evviva Stefania!<br />
Certo, è un po&#8217; dura tenere il passo e mettere in ordine tutte le tematiche che ha tirato fuori, ma io credo che a questo punto si debba essere semplici, diretti e allo stesso tempo seri e intransigenti.<br />
La cosa più importante, oggi, è riuscire a sfruttare la caduta delle gerarchie partitiche, la disillusione, la sconfitta, per ricreare la possibilità di uno scambio vero tra cittadini e partiti. È solo in questa fessura, in questo spiraglio che si è aperto dopo la sconfitta, che può avere senso una discussione sul significato di &#8220;sinistra&#8221;. Se resta fuori dai partiti, dalle stanze di chi dovrebbe, tra cinque anni, poter ambire a governare l&#8217;Italia, ogni dibattito è quasi inutile &#8211; benché stimolante.<br />
E voglio essere ancora più chiaro. L&#8217;inconsistenza dei partiti usciti da queste elezioni è la condizione stessa del rinnovamento.<br />
Il mio suggerimento &#8211; lo ripeto da giorni &#8211; è quello di stabilire dei riferimenti, dei valori, dei principi ai quali, da elettori di sinistra, non siamo disposti a rinunciare. La nostra fortuna &#8211; se così possiamo dire &#8211; è che le forze politiche per le quali abbiamo o avremmo voluto votare, OGGI non sono altro che scatole vuote. Perciò, anche ribadire la laicità dello stato, la difesa dei diritti dei lavoratori e delle persone, il rispetto per l&#8217;ambiente (concetti che non dovrebbero aver bisogno di essere riaffermati) è una necessaria novità.<br />
Detto ancora più chiaramente: facciamo in modo che questi politici così smarriti e in crisi prendano delle posizioni chiare su questi temi, imponiamo loro questa resa dei conti con i loro (effettivi e possibili) elettori, e poi non molliamo la presa e continuiamo a tenere vive le discussioni. Ma partiamo dalle fondamenta &#8211; per poi, quando sarà il momento, quando e se la nostra voce potrà di nuovo essere ascoltata, ridiscutere tutto. Per quanto mi riguarda, già portare queste persone a schierarsi con chiarezza nei confronti di una Chiesa quanto mai invadente e di una Confindustria che difende le aziende assassine nelle quali, ogni giorno, si muore di lavoro sarebbe un buon risultato.<br />
Vostro<br />
L.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stefania		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92267</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefania]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 15:10:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rispondo all’appello perché ne ho bisogno: bisogno di capire, bisogno di condividere, e anche di sfogarmi. Sono anni che ci diciamo delusi dalla sinistra, essendo di sinistra. Oggi mi chiedo: cosa significa essere di sinistra?Fino a ieri riuscivo ad abbozzare una risposta. Oggi mi risulta più difficile. Le parole antifascismo, legalità, giustizia sociale, pari opportunità, diritti civili, libertà, risuonano nella mia mente, ma non mi convincono. 
Perché dovrebbe esserci più bisogno di sinistra oggi? Per chi, soprattutto? Chi è l’interlocutore della politica di sinistra?  La classe operaia? Quale lo scopo di una politica di sinistra? La lotta di classe? Credo che questa domanda sia fondamentale: la sinistra nel 2008 che lettura dà della società capitalistica? Quale modello sociale propone? Qualcuno starà sorridendo, leggendo queste parole del passato o starà ribollendo sulla sedia stringendo il mouse ansioso di rispondere. Finché non daremo una risposta onesta e chiara a questa domanda,  credo che non convinceremo nessuno. Ad esempio in questi giorni sento i politici di destra blaterare di globalizzazione, come se fosse un mostro che sta aggredendo dall’esterno il nostro sistema economico, e non un processo di sviluppo del sistema stesso. C. Rhodes, protagonista dell’espansione imperialistica del capitalismo inglese dell’ inizio del  secolo scorso , disse: “L’espansione è tutto. Annetterei i pianeti, se potessi”ed esortava a rendersi conto “che il vostro commercio è il mondo, e la vostra vita è il mondo, non l’Inghilterra”.  
Credo, inoltre, che si debba ripartire dall’egemonia culturale. Secondo Gramsci la supremazia non si manifesta solo attraverso il dominio e la coercizione, ma anche e soprattutto attraverso l’egemonia, cioè la capacità di direzione ideale, intellettuale e morale; l’egemonia, secondo Gramsci, si conquista attraverso una guerra di posizione condotta nella società civile, attraverso apparati come la Chiesa, i sindacati, la stampa, la scuola, i partiti, ecc. L’affermazione dell’egemonia consiste nel formare un blocco sociale di forze tenute insieme dalla visione del mondo proposta dal nuovo soggetto politico in ascesa. Bene, Berlusconi in questi 15 anni è stato più bravo di noi ad imporre la sua egemonia: dunque non si tratta solo di potere economico, conflitto di interessi, controllo di televisione, stampa, case editrici e giornali, ma di imposizione di un nuovo modello culturale: il modello del disimpegno, del gioioso chissenefrega, del revisionismo, del disprezzo della cosa pubblica in nome dell’interesse privato. Si, ci piaccia o no il berlusconismo è un modello culturale che ha raggiunto l’egemonia, perché di fronte a sé ha trovato solo una politica diventata tecnocrazia,  gestione burocratica finalizzata a sanare i conti, ma che non propone più una visione del mondo. Dobbiamo chiederci perché la sinistra non ha più la forza di proporre una visione del mondo e se gli strumenti culturali tradizionali della sinistra, a partire dall’ideologia marxista, siano ancora validi, o, come molti si affrettano a dire oggi, siano stati irrimediabilmente sconfitti dalla storia. E se “Marx è morto”, e non ha più senso parlare di classi sociali e di critica del capitalismo, quali strumenti concettuali vogliamo usare per decifrare la realtà e per trovare delle risposte  che non appaiano scimmiottate o disorganiche? 
E&#039; ovvio che io ci sono
Stefania]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo all’appello perché ne ho bisogno: bisogno di capire, bisogno di condividere, e anche di sfogarmi. Sono anni che ci diciamo delusi dalla sinistra, essendo di sinistra. Oggi mi chiedo: cosa significa essere di sinistra?Fino a ieri riuscivo ad abbozzare una risposta. Oggi mi risulta più difficile. Le parole antifascismo, legalità, giustizia sociale, pari opportunità, diritti civili, libertà, risuonano nella mia mente, ma non mi convincono.<br />
Perché dovrebbe esserci più bisogno di sinistra oggi? Per chi, soprattutto? Chi è l’interlocutore della politica di sinistra?  La classe operaia? Quale lo scopo di una politica di sinistra? La lotta di classe? Credo che questa domanda sia fondamentale: la sinistra nel 2008 che lettura dà della società capitalistica? Quale modello sociale propone? Qualcuno starà sorridendo, leggendo queste parole del passato o starà ribollendo sulla sedia stringendo il mouse ansioso di rispondere. Finché non daremo una risposta onesta e chiara a questa domanda,  credo che non convinceremo nessuno. Ad esempio in questi giorni sento i politici di destra blaterare di globalizzazione, come se fosse un mostro che sta aggredendo dall’esterno il nostro sistema economico, e non un processo di sviluppo del sistema stesso. C. Rhodes, protagonista dell’espansione imperialistica del capitalismo inglese dell’ inizio del  secolo scorso , disse: “L’espansione è tutto. Annetterei i pianeti, se potessi”ed esortava a rendersi conto “che il vostro commercio è il mondo, e la vostra vita è il mondo, non l’Inghilterra”.<br />
Credo, inoltre, che si debba ripartire dall’egemonia culturale. Secondo Gramsci la supremazia non si manifesta solo attraverso il dominio e la coercizione, ma anche e soprattutto attraverso l’egemonia, cioè la capacità di direzione ideale, intellettuale e morale; l’egemonia, secondo Gramsci, si conquista attraverso una guerra di posizione condotta nella società civile, attraverso apparati come la Chiesa, i sindacati, la stampa, la scuola, i partiti, ecc. L’affermazione dell’egemonia consiste nel formare un blocco sociale di forze tenute insieme dalla visione del mondo proposta dal nuovo soggetto politico in ascesa. Bene, Berlusconi in questi 15 anni è stato più bravo di noi ad imporre la sua egemonia: dunque non si tratta solo di potere economico, conflitto di interessi, controllo di televisione, stampa, case editrici e giornali, ma di imposizione di un nuovo modello culturale: il modello del disimpegno, del gioioso chissenefrega, del revisionismo, del disprezzo della cosa pubblica in nome dell’interesse privato. Si, ci piaccia o no il berlusconismo è un modello culturale che ha raggiunto l’egemonia, perché di fronte a sé ha trovato solo una politica diventata tecnocrazia,  gestione burocratica finalizzata a sanare i conti, ma che non propone più una visione del mondo. Dobbiamo chiederci perché la sinistra non ha più la forza di proporre una visione del mondo e se gli strumenti culturali tradizionali della sinistra, a partire dall’ideologia marxista, siano ancora validi, o, come molti si affrettano a dire oggi, siano stati irrimediabilmente sconfitti dalla storia. E se “Marx è morto”, e non ha più senso parlare di classi sociali e di critica del capitalismo, quali strumenti concettuali vogliamo usare per decifrare la realtà e per trovare delle risposte  che non appaiano scimmiottate o disorganiche?<br />
E&#8217; ovvio che io ci sono<br />
Stefania</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Leonardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92249</link>

		<dc:creator><![CDATA[Leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 09:23:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roberto, non sei stato livoroso ma forse hai posto dei distinguo prematuri. Noi - intendo noi &quot;scontenti, stanchi, disillusi, arrabbiati&quot; - non siamo un partito. E, benché i nostri punti di vista su alcune questioni siano diversi, ci unisce il desiderio di essere rappresentati. Se cominciassimo a dirci che cos&#039;è che ci manca, ciò che vorremmo dai nostri potenziali politici di riferimento, credo che non ci scopriremmo poi irrimediabilmente divisi. Quanti di noi, ad esempio, vorrebbero Zapatero al governo? 
È la direzione del discorso che, a mio parere, deve essere invertita: non dall&#039;identità (di ciascuno) alla distinzione, ma dall&#039;identità (di ciascuno) alla condivisione.
Comunque, ci stiamo già scrivendo e - lo dico soprattutto a Bruno - non abbiamo nessuna voglia di entrare in una terapia di gruppo infinita e autoindulgente - del tipo &quot;come siamo belli e intelligenti e sfigati&quot;.
Questa cosa, se va fatta, va fatta al massimo entro un mese. Il punto è riuscire a sfruttare questo momento di crisi dei nostri ipotetici partiti di riferimento per ricreare un contatto tra politici e cittadini. Se riusciamo a farci sentire, e a convincere tanto il PD quanto Rifondazione a rifare ORA, dopo la sconfitta, il loro giro porta a porta, circoscrizione per circoscrizione, per incontrare ORA i cittadini, votanti e non votanti, per ricostruire veramente quello che Bruno definisce &quot;movimento&quot; (che poi è un rapporto vivo tra persone che condividono valori e progetti), allora avremo fatto la nostra parte. Se perdiamo quest&#039;occasione, al massimo tra due mesi ci ritroveremo coi soliti politici che, con la solita spocchia, andranno a 8 e mezzo per cinque anni a dire che un terzo dell&#039;Italia è col PD. Sai che vittoria!
Scriviamoci e facciamo in fretta. Il mio indirizzo ce l&#039;avete.
L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roberto, non sei stato livoroso ma forse hai posto dei distinguo prematuri. Noi &#8211; intendo noi &#8220;scontenti, stanchi, disillusi, arrabbiati&#8221; &#8211; non siamo un partito. E, benché i nostri punti di vista su alcune questioni siano diversi, ci unisce il desiderio di essere rappresentati. Se cominciassimo a dirci che cos&#8217;è che ci manca, ciò che vorremmo dai nostri potenziali politici di riferimento, credo che non ci scopriremmo poi irrimediabilmente divisi. Quanti di noi, ad esempio, vorrebbero Zapatero al governo?<br />
È la direzione del discorso che, a mio parere, deve essere invertita: non dall&#8217;identità (di ciascuno) alla distinzione, ma dall&#8217;identità (di ciascuno) alla condivisione.<br />
Comunque, ci stiamo già scrivendo e &#8211; lo dico soprattutto a Bruno &#8211; non abbiamo nessuna voglia di entrare in una terapia di gruppo infinita e autoindulgente &#8211; del tipo &#8220;come siamo belli e intelligenti e sfigati&#8221;.<br />
Questa cosa, se va fatta, va fatta al massimo entro un mese. Il punto è riuscire a sfruttare questo momento di crisi dei nostri ipotetici partiti di riferimento per ricreare un contatto tra politici e cittadini. Se riusciamo a farci sentire, e a convincere tanto il PD quanto Rifondazione a rifare ORA, dopo la sconfitta, il loro giro porta a porta, circoscrizione per circoscrizione, per incontrare ORA i cittadini, votanti e non votanti, per ricostruire veramente quello che Bruno definisce &#8220;movimento&#8221; (che poi è un rapporto vivo tra persone che condividono valori e progetti), allora avremo fatto la nostra parte. Se perdiamo quest&#8217;occasione, al massimo tra due mesi ci ritroveremo coi soliti politici che, con la solita spocchia, andranno a 8 e mezzo per cinque anni a dire che un terzo dell&#8217;Italia è col PD. Sai che vittoria!<br />
Scriviamoci e facciamo in fretta. Il mio indirizzo ce l&#8217;avete.<br />
L.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: The O.C.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92242</link>

		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 08:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come dicevano su Totem, &quot;perché tanto odio&quot;? Non mi sembrava di essere stato così livoroso. Mah, sarà l&#039;età ormai avanzata. In ogni caso seguirò la discussione iniziata dal buon Leo ovunque voglia continuarla, augurandogli una volta ancora buon lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come dicevano su Totem, &#8220;perché tanto odio&#8221;? Non mi sembrava di essere stato così livoroso. Mah, sarà l&#8217;età ormai avanzata. In ogni caso seguirò la discussione iniziata dal buon Leo ovunque voglia continuarla, augurandogli una volta ancora buon lavoro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92220</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 23:17:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono anch&#039;io, sommessamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono anch&#8217;io, sommessamente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Leonardo Palmisano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92210</link>

		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Palmisano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 17:12:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92210</guid>

					<description><![CDATA[Il mio indirizzo è
leonardo.palmisano@libero.it
Mi piacerebbe davvero che questa cosa non finisse qui. Lo dico a tutti. Magari continuiamo a scannarci, ma alla fine qualcosa ne verrà fuori.
Alcuni miei amici mi hanno scritto, altri mi hanno telefonato. Alcuni per dire che sono stanchi e che non ce la fanno più, altri per dire &quot;io ci sto&quot;. 
Ho mandato il link dell&#039;intervento anche ai wu ming, alla segreteria di Nichi Vendola e ad alcuni uomini politici che credo potrebbero sentirsi stimolati dalla cosa. Spero che qualche voce autorevole si dica interessata, sia perché da soli non andremmo lontano.
sia perché non voglio assolutamente vestire i panni del rivoluzionario.
Però qualcosa bisogna fare - e chiedo a Bruno, a Roberto, a Mauro, a Cristò, ad Alessandro e a Domenico di esserci. Anche per dire &quot;questa cosa è esagerata&quot;, &quot;questa cosa è poco efficace&quot;.
Irene c&#039;è già. 
Pepecchio e Marco ci sono, da sempre.

L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio indirizzo è<br />
<a href="mailto:leonardo.palmisano@libero.it">leonardo.palmisano@libero.it</a><br />
Mi piacerebbe davvero che questa cosa non finisse qui. Lo dico a tutti. Magari continuiamo a scannarci, ma alla fine qualcosa ne verrà fuori.<br />
Alcuni miei amici mi hanno scritto, altri mi hanno telefonato. Alcuni per dire che sono stanchi e che non ce la fanno più, altri per dire &#8220;io ci sto&#8221;.<br />
Ho mandato il link dell&#8217;intervento anche ai wu ming, alla segreteria di Nichi Vendola e ad alcuni uomini politici che credo potrebbero sentirsi stimolati dalla cosa. Spero che qualche voce autorevole si dica interessata, sia perché da soli non andremmo lontano.<br />
sia perché non voglio assolutamente vestire i panni del rivoluzionario.<br />
Però qualcosa bisogna fare &#8211; e chiedo a Bruno, a Roberto, a Mauro, a Cristò, ad Alessandro e a Domenico di esserci. Anche per dire &#8220;questa cosa è esagerata&#8221;, &#8220;questa cosa è poco efficace&#8221;.<br />
Irene c&#8217;è già.<br />
Pepecchio e Marco ci sono, da sempre.</p>
<p>L.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Irene		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92207</link>

		<dc:creator><![CDATA[Irene]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 16:25:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92207</guid>

					<description><![CDATA[Caro Leonardo, io la penso come te e credo si capisca dalle mie parole. se è utopia pensare che non passerò il resto della mia vita affogata nella palude delle affermazioni tipo &quot;speriamo che facciano qualcosa&quot; (il nuovo governo) o &quot;ma perchè se mi offrissero 10.000 euro non li dovrei votare? cosa mi hanno dato gli &quot;altri&quot;?&quot; o ancora &quot;Rutelli è quello dei parcometri, ....acci sua!&quot; allora morirò abbracciata alla mia utopia. Invece sono convinta, e lo sono sempre stata, che ognuno di noi DEVE fare qualcosa, deve tentare di trovare una strada per recuperare una dignità democratica in questo Paese. Io ci sono, Leonardo, magari ho anche qualche idea. Avrei piacere di continuare il discorso con te e con quanti siano interessati. come posso raggiungerti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Leonardo, io la penso come te e credo si capisca dalle mie parole. se è utopia pensare che non passerò il resto della mia vita affogata nella palude delle affermazioni tipo &#8220;speriamo che facciano qualcosa&#8221; (il nuovo governo) o &#8220;ma perchè se mi offrissero 10.000 euro non li dovrei votare? cosa mi hanno dato gli &#8220;altri&#8221;?&#8221; o ancora &#8220;Rutelli è quello dei parcometri, &#8230;.acci sua!&#8221; allora morirò abbracciata alla mia utopia. Invece sono convinta, e lo sono sempre stata, che ognuno di noi DEVE fare qualcosa, deve tentare di trovare una strada per recuperare una dignità democratica in questo Paese. Io ci sono, Leonardo, magari ho anche qualche idea. Avrei piacere di continuare il discorso con te e con quanti siano interessati. come posso raggiungerti?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Leonardo Palmisano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92203</link>

		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Palmisano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 15:46:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92203</guid>

					<description><![CDATA[Carissimi,
la voglia di non commentare i vostri interventi è tanta, ma credo che un&#039;alzata di spalle servirebbe a poco.
Quello che non capisco proprio è la dittatura del disfattismo e questa smania di cercare sempre e comunque la cosa da NON condividere.
Io, lo dico soprattutto a Bruno e a Roberto, non ho fatto nessun proclama, e nessun manifesto. Mi sono solo chiesto &quot;Che cosa posso fare?&quot; ed è venuto fuori quello che ho scritto. Non sono un sindacalista, né un operaio, né un affermato professionista, né un uomo di spettacolo. Però sono un cittadino a cui non sta bene che la colpa della merda sia sempre degli altri. Questo vostro atteggiamento è e sarà, a mio modo di vedere, l&#039;esempio di come la democrazia possa suo malgrado condurre al fatalismo. Siete cacciatori di eccezioni e di divergenze. Se uno scrive, PER ESEMPIO, &quot;energie rinnovabili&quot;, voi vi attaccate alla parola e tirate fuori &quot;gli inceneritori&quot;. Se uno scrive, PER ESEMPIO, che si potrebbe fare un manifesto dei cittadini di sinistra, voi tirate fuori Giuseppe Di Vittorio. Ma se io avessi scritto degli inceneritori e di Di Vittorio avreste tirato fuori qualche altra obiezione.
Mi sembrate dei mistici, in attesa dell&#039;arrivo del redentore. Sono sempre gli altri, i potenti, quelli che devono risolvere la situazione, e quando lo fanno o provano a farlo, per voi lo fanno comunque male.
Ora, io non voglio convincere nessuno. E non ho nemmeno tempo da perdere. Però non mi sta bene che la vittoria di Berlusconi o di Alemanno passi come quelcosa di ineluttabile, che non si può combattere.
Il livoroso Bruno mi perdonerà se dico che la sua frase &quot;Se vogliamo tornare ad essere un vero movimento è da lì che dobbiamo ripartire, dal movimento stesso&quot; non ha molto senso. Perché, al momento, non c&#039;è nessun movimento. E perché se questo luogo virtuale fosse una riunione in una sede di sindacato o di partito e io avessi esordito dicendo &quot;buonasera&quot;, qualcuno mi avrebbe detto &quot;c&#039;è ancora luce, fuori, perciò devi dire buongiorno&quot;.
Qui si tratta, semplicemente, di capire che cosa ci unisce, e se ciò che ci unisce è l&#039;idea che gli esseri umani, nel 2008, possano ancora vivere la propria vita condividendo dei valori e delle priorità - che possono essere la giustizia, il rispetto per l&#039;ambiente, l&#039;uguaglianza dei diritti - in opposizione a chi invece vive e governa secondo altre priorità - che sono il privilegio del più ricco, il profitto a tutti i costi, lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali ecc.
Per fare un altro esempio - che siete, come sempre, liberi di contestare - a me non dispiacerebbe che, al ministero dell&#039;istruzione un giorno ci fosse Stefano Rodotà - e non credo che tra lui e Mariastella Gelmini non ci sia nessuna differenza. Però non è di questo che avremmo dovuto discutere, perché non sta a noi scegliere i ministri. Sta, però, a noi esprimerci e rendere note le nostre esigenze e le nostre identità, per evitare che altri, nei prossimi anni, facciano delle campagne elettorali in nostro nome senza essere affatto i nostri rappresentanti. Sta a noi, però, capire che la sconfitta e la caduta delle forze politiche che avrebbero dovuto rappresentarci è l&#039;ultima occasione che abbiamo per poter partecipare alla creazione di qualcosa che ci assomigli.

Io, comunque, incasso le vostre critiche e prendo atto che c&#039;è una parte di coloro che probabilmente vorrebbero un mondo simile a quello che vorrei io che preferisce leggere in quello che ho scritto l&#039;ennesimo &quot;proclama&quot; inutile e l&#039;ennesima utopia.
Prima di salutarvi, però, voglio dirvi un&#039;ultima cosa.
Tempo fa un mio amico mi disse che secondo lui lo sport nazionale, in Italia, non era il calcio ma &quot;il commissario tecnico della nazionale di calcio&quot;.
Leggendo molti dei vostri commenti, ho ripensato a lui, e mi è venuta voglia di dirvi che il modo che avete di essere cittadini è immaginarvi presidenti del consiglio. 
Se foste al posto di Berlusconi probabilmente, anzi sicuramente, le cose andrebbero meglio. Infatti pensate quasi da presidenti del consiglio: NON bisogna fare questo, NON bisogna fare quest&#039;altro.
Però siete dei semplici cittadini, ed è con questo che dovete fare i conti. Stando così le cose, come ho già scritto, non ci sono molte possibilità: l&#039;omologazione, la posa cinica o la pazzia.
Oppure il tentativo di mettersi l&#039;uno accanto all&#039;altro con in mano il proprio pezzo di pane e la propria idea di futuro, a condividere almeno una battaglia.
Anche perché non so se sia più utopico ipotizzare un manifesto del cittadino di sinistra  da consegnare a una classe politica che mai come ora ha il dovere di essere ricettiva, oppure continuare a consumarsi il fegato sognando che Berlusconi non sia mai esistito e che arrivi un altro Giuseppe Di Vittorio che, con la sua sola presenza, cambi in un attimo non solo la mente dei sindacalisti ma persino quella dei lavoratori!

Adesso vi lascio, ringraziandovi comunque per avermi letto e commentato.
Un caro saluto
Leonardo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,<br />
la voglia di non commentare i vostri interventi è tanta, ma credo che un&#8217;alzata di spalle servirebbe a poco.<br />
Quello che non capisco proprio è la dittatura del disfattismo e questa smania di cercare sempre e comunque la cosa da NON condividere.<br />
Io, lo dico soprattutto a Bruno e a Roberto, non ho fatto nessun proclama, e nessun manifesto. Mi sono solo chiesto &#8220;Che cosa posso fare?&#8221; ed è venuto fuori quello che ho scritto. Non sono un sindacalista, né un operaio, né un affermato professionista, né un uomo di spettacolo. Però sono un cittadino a cui non sta bene che la colpa della merda sia sempre degli altri. Questo vostro atteggiamento è e sarà, a mio modo di vedere, l&#8217;esempio di come la democrazia possa suo malgrado condurre al fatalismo. Siete cacciatori di eccezioni e di divergenze. Se uno scrive, PER ESEMPIO, &#8220;energie rinnovabili&#8221;, voi vi attaccate alla parola e tirate fuori &#8220;gli inceneritori&#8221;. Se uno scrive, PER ESEMPIO, che si potrebbe fare un manifesto dei cittadini di sinistra, voi tirate fuori Giuseppe Di Vittorio. Ma se io avessi scritto degli inceneritori e di Di Vittorio avreste tirato fuori qualche altra obiezione.<br />
Mi sembrate dei mistici, in attesa dell&#8217;arrivo del redentore. Sono sempre gli altri, i potenti, quelli che devono risolvere la situazione, e quando lo fanno o provano a farlo, per voi lo fanno comunque male.<br />
Ora, io non voglio convincere nessuno. E non ho nemmeno tempo da perdere. Però non mi sta bene che la vittoria di Berlusconi o di Alemanno passi come quelcosa di ineluttabile, che non si può combattere.<br />
Il livoroso Bruno mi perdonerà se dico che la sua frase &#8220;Se vogliamo tornare ad essere un vero movimento è da lì che dobbiamo ripartire, dal movimento stesso&#8221; non ha molto senso. Perché, al momento, non c&#8217;è nessun movimento. E perché se questo luogo virtuale fosse una riunione in una sede di sindacato o di partito e io avessi esordito dicendo &#8220;buonasera&#8221;, qualcuno mi avrebbe detto &#8220;c&#8217;è ancora luce, fuori, perciò devi dire buongiorno&#8221;.<br />
Qui si tratta, semplicemente, di capire che cosa ci unisce, e se ciò che ci unisce è l&#8217;idea che gli esseri umani, nel 2008, possano ancora vivere la propria vita condividendo dei valori e delle priorità &#8211; che possono essere la giustizia, il rispetto per l&#8217;ambiente, l&#8217;uguaglianza dei diritti &#8211; in opposizione a chi invece vive e governa secondo altre priorità &#8211; che sono il privilegio del più ricco, il profitto a tutti i costi, lo sfruttamento selvaggio delle risorse naturali ecc.<br />
Per fare un altro esempio &#8211; che siete, come sempre, liberi di contestare &#8211; a me non dispiacerebbe che, al ministero dell&#8217;istruzione un giorno ci fosse Stefano Rodotà &#8211; e non credo che tra lui e Mariastella Gelmini non ci sia nessuna differenza. Però non è di questo che avremmo dovuto discutere, perché non sta a noi scegliere i ministri. Sta, però, a noi esprimerci e rendere note le nostre esigenze e le nostre identità, per evitare che altri, nei prossimi anni, facciano delle campagne elettorali in nostro nome senza essere affatto i nostri rappresentanti. Sta a noi, però, capire che la sconfitta e la caduta delle forze politiche che avrebbero dovuto rappresentarci è l&#8217;ultima occasione che abbiamo per poter partecipare alla creazione di qualcosa che ci assomigli.</p>
<p>Io, comunque, incasso le vostre critiche e prendo atto che c&#8217;è una parte di coloro che probabilmente vorrebbero un mondo simile a quello che vorrei io che preferisce leggere in quello che ho scritto l&#8217;ennesimo &#8220;proclama&#8221; inutile e l&#8217;ennesima utopia.<br />
Prima di salutarvi, però, voglio dirvi un&#8217;ultima cosa.<br />
Tempo fa un mio amico mi disse che secondo lui lo sport nazionale, in Italia, non era il calcio ma &#8220;il commissario tecnico della nazionale di calcio&#8221;.<br />
Leggendo molti dei vostri commenti, ho ripensato a lui, e mi è venuta voglia di dirvi che il modo che avete di essere cittadini è immaginarvi presidenti del consiglio.<br />
Se foste al posto di Berlusconi probabilmente, anzi sicuramente, le cose andrebbero meglio. Infatti pensate quasi da presidenti del consiglio: NON bisogna fare questo, NON bisogna fare quest&#8217;altro.<br />
Però siete dei semplici cittadini, ed è con questo che dovete fare i conti. Stando così le cose, come ho già scritto, non ci sono molte possibilità: l&#8217;omologazione, la posa cinica o la pazzia.<br />
Oppure il tentativo di mettersi l&#8217;uno accanto all&#8217;altro con in mano il proprio pezzo di pane e la propria idea di futuro, a condividere almeno una battaglia.<br />
Anche perché non so se sia più utopico ipotizzare un manifesto del cittadino di sinistra  da consegnare a una classe politica che mai come ora ha il dovere di essere ricettiva, oppure continuare a consumarsi il fegato sognando che Berlusconi non sia mai esistito e che arrivi un altro Giuseppe Di Vittorio che, con la sua sola presenza, cambi in un attimo non solo la mente dei sindacalisti ma persino quella dei lavoratori!</p>
<p>Adesso vi lascio, ringraziandovi comunque per avermi letto e commentato.<br />
Un caro saluto<br />
Leonardo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: The O.C.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92193</link>

		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 09:04:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/04/26/i-numeri-la-pancia-la-ricostruzione/#comment-92193</guid>

					<description><![CDATA[&quot;la mediocrità del popolo italiano&quot;
&quot;il subdolo progetto politico&quot; 
&quot;vittime di un processo di rincoglio-apprendimento&quot;
&quot;la bassezza culturale di chi ha vinto&quot;

&quot;in pochi si sono salvati&quot;, con la modestia che lo contraddistingue, chi mi precede a quanto pare si mette nel conto dei salvatori. 

Solo una cosa: in Germania, la patria dell&#039;ambientalismo, ci sono così tanti termovalorizzatori che riciclano anche la merda campana (Remondis pensava addirittura di costruirne uno apposito per Bassolino). Così i tedeschi guadagnano il doppio. E i napoletani pagano. (Ovviamente in Germania c&#039;è anche la percentuale più alta di differenziata, per questo i verdi tedeschi hanno accusato l&#039;ex ministro pecoraro scanio di mullturismus, turismo dei rifiuti). 

Giacché sto, un&#039;altra cosa, ma proprio di poca importanza: ma la redazione di NI ne parlerà della vittoria di Alemanno, o nicchiamo, e ci accontentiamo di dire che il 50% e passa dei romani sono degli sporchi fasci ignoranti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;la mediocrità del popolo italiano&#8221;<br />
&#8220;il subdolo progetto politico&#8221;<br />
&#8220;vittime di un processo di rincoglio-apprendimento&#8221;<br />
&#8220;la bassezza culturale di chi ha vinto&#8221;</p>
<p>&#8220;in pochi si sono salvati&#8221;, con la modestia che lo contraddistingue, chi mi precede a quanto pare si mette nel conto dei salvatori. </p>
<p>Solo una cosa: in Germania, la patria dell&#8217;ambientalismo, ci sono così tanti termovalorizzatori che riciclano anche la merda campana (Remondis pensava addirittura di costruirne uno apposito per Bassolino). Così i tedeschi guadagnano il doppio. E i napoletani pagano. (Ovviamente in Germania c&#8217;è anche la percentuale più alta di differenziata, per questo i verdi tedeschi hanno accusato l&#8217;ex ministro pecoraro scanio di mullturismus, turismo dei rifiuti). </p>
<p>Giacché sto, un&#8217;altra cosa, ma proprio di poca importanza: ma la redazione di NI ne parlerà della vittoria di Alemanno, o nicchiamo, e ci accontentiamo di dire che il 50% e passa dei romani sono degli sporchi fasci ignoranti?</p>
]]></content:encoded>
		
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