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	Commenti a: Turchia: I curdi di Istanbul	</title>
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		<title>
		Di: Alessandro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/06/istanbul-turchia-i-curdi-di-istanbul/#comment-92656</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 08:47:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo pezzo fa intuire quanto sia complessa la situazione in Turchia. Non è un semplice scontro tra buoni e cattivi, tra oppressi e oppressori, nel corso degli anni la situazione si è intrecciata, aggrovigliata, tanti attori pieni di sfumature si sono uniti o sono nati dal gioco. 
Le nostre categorie non sono adatte per interpretare la situazione sui generis turca. Da una parte i militari difensori della repubblica, laici o meglio laicisti, visti come l&#039;alternativa progressista e moderna a partiti filo-islamici democratici come l&#039; Akp, dall&#039;altra i conservatori ed i separatisti curdi. Questa è  la interpretazione che si sta dando in Europa.

 In realtà è stato proprio il partito islamico-democratico attualmente al governo, l&#039;Akp, ad aprire ai diritti civili per i curdi, a consentire di nuovo l&#039;uso della loro lingua, ad ammettere che ci sia un problema curdo, cosa mai fatta dai governi precedenti.

Quando sono arrivato in Turchia ho capito che in realtà il pericolo più grande è rappresentato proprio dai Nazionalisti-kemalisti, che regolano come un rubinetto dell&#039;acqua calda il normale svolgimento della democrazia. Nel momento in cui i loro interessi sono minacciati, parte la procedura per bandire un partito dalla vita politica, accusato di essere anti-costituzionale, contro quella costituzione laica e nazionalista fatta dai militari nell&#039;ultimo colpo di stato, 1982. O più semplicemente si minaccia un nuovo colpo di stato.
Hanno imposto un&#039;idea forte, totalitaria: un&#039;unica identità turca. Per essere un buon soldato, devi essere innanzitutto un buon turco, che vuol dire disconoscere o reprimere le altre identità del paese, curdi come armeni, come omosessuali. Da qui il culto di Ataturk, da qui la repressione del diverso, da qui le tensioni e i conflitti.

Con Erdogan, e l&#039;Akp, si era aperto qualche spiraglio, per questo il partito  di governo, con il 47% dei voti, era stato votato in gran parte dagli stessi curdi. Andare sulle montagne non piace a nessuno e se offerta la via politica del dialogo questa viene accolta in massa. Certo il collante è stato l&#039;islam, la fratellanza religiosa, e il cosiddetto volta faccia con l&#039;intervento   nel nord irakeno, è stato voluto fortemente dai militari che scalpitavano.
Ora un partito riformatore è stato messo per l&#039; ennesima volta al bando, la Corte Costituzionale deciderà a Luglio. Se non dovesse passare, sarebbe una vittoria storica contro il potere politico dei militari, i quali minacciano sempre un colpo di stato, e il primo passo per un&#039; apertura democratica, per levarsi l&#039;ingombrante presenza dell&#039;esercito, per decidere nelle piazze, nei dibattiti il futuro di un popolo e non tra le montagne. 

La situazione non è mai in bianco e nero, è piena di sfumature grigie, il futuro dei curdi, dipenderà anche dalla lotta politica su un fronte completamente diverso, come il laicismo dello stato, un braccio di ferro  tra Akp e potere militare, appunto.

http://hcgeneration.blogspot.com/2008/03/libert-turca.html

http://hcgeneration.blogspot.com/2008/04/il-turban.html


Qualche considerazione in merito da quando sto ad Istanbul]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo pezzo fa intuire quanto sia complessa la situazione in Turchia. Non è un semplice scontro tra buoni e cattivi, tra oppressi e oppressori, nel corso degli anni la situazione si è intrecciata, aggrovigliata, tanti attori pieni di sfumature si sono uniti o sono nati dal gioco.<br />
Le nostre categorie non sono adatte per interpretare la situazione sui generis turca. Da una parte i militari difensori della repubblica, laici o meglio laicisti, visti come l&#8217;alternativa progressista e moderna a partiti filo-islamici democratici come l&#8217; Akp, dall&#8217;altra i conservatori ed i separatisti curdi. Questa è  la interpretazione che si sta dando in Europa.</p>
<p> In realtà è stato proprio il partito islamico-democratico attualmente al governo, l&#8217;Akp, ad aprire ai diritti civili per i curdi, a consentire di nuovo l&#8217;uso della loro lingua, ad ammettere che ci sia un problema curdo, cosa mai fatta dai governi precedenti.</p>
<p>Quando sono arrivato in Turchia ho capito che in realtà il pericolo più grande è rappresentato proprio dai Nazionalisti-kemalisti, che regolano come un rubinetto dell&#8217;acqua calda il normale svolgimento della democrazia. Nel momento in cui i loro interessi sono minacciati, parte la procedura per bandire un partito dalla vita politica, accusato di essere anti-costituzionale, contro quella costituzione laica e nazionalista fatta dai militari nell&#8217;ultimo colpo di stato, 1982. O più semplicemente si minaccia un nuovo colpo di stato.<br />
Hanno imposto un&#8217;idea forte, totalitaria: un&#8217;unica identità turca. Per essere un buon soldato, devi essere innanzitutto un buon turco, che vuol dire disconoscere o reprimere le altre identità del paese, curdi come armeni, come omosessuali. Da qui il culto di Ataturk, da qui la repressione del diverso, da qui le tensioni e i conflitti.</p>
<p>Con Erdogan, e l&#8217;Akp, si era aperto qualche spiraglio, per questo il partito  di governo, con il 47% dei voti, era stato votato in gran parte dagli stessi curdi. Andare sulle montagne non piace a nessuno e se offerta la via politica del dialogo questa viene accolta in massa. Certo il collante è stato l&#8217;islam, la fratellanza religiosa, e il cosiddetto volta faccia con l&#8217;intervento   nel nord irakeno, è stato voluto fortemente dai militari che scalpitavano.<br />
Ora un partito riformatore è stato messo per l&#8217; ennesima volta al bando, la Corte Costituzionale deciderà a Luglio. Se non dovesse passare, sarebbe una vittoria storica contro il potere politico dei militari, i quali minacciano sempre un colpo di stato, e il primo passo per un&#8217; apertura democratica, per levarsi l&#8217;ingombrante presenza dell&#8217;esercito, per decidere nelle piazze, nei dibattiti il futuro di un popolo e non tra le montagne. </p>
<p>La situazione non è mai in bianco e nero, è piena di sfumature grigie, il futuro dei curdi, dipenderà anche dalla lotta politica su un fronte completamente diverso, come il laicismo dello stato, un braccio di ferro  tra Akp e potere militare, appunto.</p>
<p><a href="http://hcgeneration.blogspot.com/2008/03/libert-turca.html" rel="nofollow ugc">http://hcgeneration.blogspot.com/2008/03/libert-turca.html</a></p>
<p><a href="http://hcgeneration.blogspot.com/2008/04/il-turban.html" rel="nofollow ugc">http://hcgeneration.blogspot.com/2008/04/il-turban.html</a></p>
<p>Qualche considerazione in merito da quando sto ad Istanbul</p>
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		Di: so		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/06/istanbul-turchia-i-curdi-di-istanbul/#comment-92623</link>

		<dc:creator><![CDATA[so]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 23:43:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Davvero davvero molto belli. Li ho letti entrambi! Argomenti di spiccato interesse trattati con cura e sensibiltà. Una descrizione affascinante. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero davvero molto belli. Li ho letti entrambi! Argomenti di spiccato interesse trattati con cura e sensibiltà. Una descrizione affascinante. :)</p>
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		Di: Nazione Indiana &#187; &#187; Turchia: Le donne di Istanbul		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/06/istanbul-turchia-i-curdi-di-istanbul/#comment-92584</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana &#187; &#187; Turchia: Le donne di Istanbul]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 08:53:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] è la prima parte di un reportage di viaggio in Turchia nell&#8217;inverno del 2007; leggi anche la seconda parte e un approfondimento a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] è la prima parte di un reportage di viaggio in Turchia nell&#8217;inverno del 2007; leggi anche la seconda parte e un approfondimento a [&#8230;]</p>
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