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	Commenti a: dalla rete #01: VIA LE CASE-CAVERNA A UN PASSO DA SAN PIETRO.	</title>
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		<title>
		Di: nadia agustoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/20/dalla-rete-01-via-le-case-caverna-a-un-passo-da-san-pietro/#comment-93112</link>

		<dc:creator><![CDATA[nadia agustoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 13:33:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il post è uno sguardo sul presente. Condivido il commento di Orsola ed è bene che qualcuno ci ricordi che il mondo è di tutti e ci sono diritti fondamentali che non si possono negare ad alcuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il post è uno sguardo sul presente. Condivido il commento di Orsola ed è bene che qualcuno ci ricordi che il mondo è di tutti e ci sono diritti fondamentali che non si possono negare ad alcuno.</p>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/20/dalla-rete-01-via-le-case-caverna-a-un-passo-da-san-pietro/#comment-93057</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 07:07:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello che mi ha colpito nel pezzo di Francesco e che, subito dopo averlo letto, mi ha spinto a pubblicarlo qui, è stata proprio la assoluta mancanza di pietismo, di solidarietà melensa, di formulette da primi della classe di sinistra per incasellare le cose, da orgogliosi della propria legalità. Del proprio essere &quot;regolari&quot;.

Il confine fra regolari ed irregolari è sempre più labile e nel futuro lo sarà sempre di più. C&#039;è molta povertà nascosta anche fra i regolari che iniziano a dibattersi faticosamente nelle smagliature dei diritti primari.
Le case regolari cominciano ad assomigliare alle grotte  del sottopassaggio, se non hai soldi per pagare la bolletta della luce, la tagliano, se va bene e sei capace ti allacci clandestinamente, altrimenti accendi candele, si rompe il riscalcamento e non hai soldi per aggiustarlo e accendi braceri o metti vestiti a strati, si rompe il frigo e non te lo puoi ricomprare,  come in quel racconto di Carver, e allora metti sacchetti sulla finestra. Finisce la pensione minima e infili in tasca buste di parmigiano grattuggiato al supermercato. Raccogli la frutta buttata via dopo il mercato.
Non è difficile perdere una casa anche tua, che con trent&#039;anni di mutuo ti conquisti centimetro a centimetro nei giorni. 

Dice bene Cristiano, lo sgomento che ti prende ha qualcosa di superiore a qualsiasi ragionamento, è di umani per altri umani la cui distanza è solo un sottile agglomerato di materia in più.

A volte penso anche, a proposito della &lt;i&gt;poesia dell’abitare improprio&lt;/i&gt;, che chi di noi ha avuto la fortuna di un&#039;infanzia libera, a fare capanne fra le frasche, a giocare in case abbandonate, ad accendere fuochi  con le stoppie, a rubare la frutta sugli alberi, potrebbe vivere così anche adesso, in un&#039;emergenza non poi così improbabile per nessuno.  
Come faranno in Cina i superstiti del terremoto.
La sorte di stare dall&#039;altra parte della smagliatura della fortuna e della dignità non riesce a chiudermi gli occhi e il cuore.
Ringrazio molto Francesco di questo suo occhio sulle cose.

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che mi ha colpito nel pezzo di Francesco e che, subito dopo averlo letto, mi ha spinto a pubblicarlo qui, è stata proprio la assoluta mancanza di pietismo, di solidarietà melensa, di formulette da primi della classe di sinistra per incasellare le cose, da orgogliosi della propria legalità. Del proprio essere &#8220;regolari&#8221;.</p>
<p>Il confine fra regolari ed irregolari è sempre più labile e nel futuro lo sarà sempre di più. C&#8217;è molta povertà nascosta anche fra i regolari che iniziano a dibattersi faticosamente nelle smagliature dei diritti primari.<br />
Le case regolari cominciano ad assomigliare alle grotte  del sottopassaggio, se non hai soldi per pagare la bolletta della luce, la tagliano, se va bene e sei capace ti allacci clandestinamente, altrimenti accendi candele, si rompe il riscalcamento e non hai soldi per aggiustarlo e accendi braceri o metti vestiti a strati, si rompe il frigo e non te lo puoi ricomprare,  come in quel racconto di Carver, e allora metti sacchetti sulla finestra. Finisce la pensione minima e infili in tasca buste di parmigiano grattuggiato al supermercato. Raccogli la frutta buttata via dopo il mercato.<br />
Non è difficile perdere una casa anche tua, che con trent&#8217;anni di mutuo ti conquisti centimetro a centimetro nei giorni. </p>
<p>Dice bene Cristiano, lo sgomento che ti prende ha qualcosa di superiore a qualsiasi ragionamento, è di umani per altri umani la cui distanza è solo un sottile agglomerato di materia in più.</p>
<p>A volte penso anche, a proposito della <i>poesia dell’abitare improprio</i>, che chi di noi ha avuto la fortuna di un&#8217;infanzia libera, a fare capanne fra le frasche, a giocare in case abbandonate, ad accendere fuochi  con le stoppie, a rubare la frutta sugli alberi, potrebbe vivere così anche adesso, in un&#8217;emergenza non poi così improbabile per nessuno.<br />
Come faranno in Cina i superstiti del terremoto.<br />
La sorte di stare dall&#8217;altra parte della smagliatura della fortuna e della dignità non riesce a chiudermi gli occhi e il cuore.<br />
Ringrazio molto Francesco di questo suo occhio sulle cose.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/20/dalla-rete-01-via-le-case-caverna-a-un-passo-da-san-pietro/#comment-93053</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 21:03:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;credo li scriva (...) per condividere l’ansia e lo sgomento di incontrare ogni giorno quotidianità sempre più complesse, veloci, non ancora catalogate in teorie politiche, sociologiche, psicologiche perché ancora troppo nuove&quot;.
esatto cristiano.
non ero preparato.
e non ho strumenti.
o meglio, quelli che ho sono consunti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;credo li scriva (&#8230;) per condividere l’ansia e lo sgomento di incontrare ogni giorno quotidianità sempre più complesse, veloci, non ancora catalogate in teorie politiche, sociologiche, psicologiche perché ancora troppo nuove&#8221;.<br />
esatto cristiano.<br />
non ero preparato.<br />
e non ho strumenti.<br />
o meglio, quelli che ho sono consunti.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: franco arminio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/20/dalla-rete-01-via-le-case-caverna-a-un-passo-da-san-pietro/#comment-93036</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 11:45:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[complimenti t.
ti leggo sempre con piacere]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>complimenti t.<br />
ti leggo sempre con piacere</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: cristiano prakash		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/20/dalla-rete-01-via-le-case-caverna-a-un-passo-da-san-pietro/#comment-93025</link>

		<dc:creator><![CDATA[cristiano prakash]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 08:46:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a venezia ci sono molti mendicanti. la caritas dice che sono un&#039;organizzazione criminale che si spartisce il territorio. anche a mestre ce ne sono molti e, se di banda si tratta, probabilmente provengono dalla stessa.
si stanno specializzando in storpi sempre più estremi. quando c&#039;è un&#039;amputazione o una deformazione, la si mostra tutta. ho ancora negli occhi il viola sfumato fino a diventare bianco, che definiva la ferita di una gamba incisa sopra il ginocchio. 
ricordo che una volta, quando abitavo a marghera, in autobus vidi salire una ragazza con un cerotto che copriva l&#039;occhio sinistro che, una volta arrivata in postazione a venezia, veniva tolto per mostrarne la mancanza.
questi articoli di tashtego mi fanno male perché toccano punti che non hanno risposte razionali ma solo viscerali. 
credo li scriva - forse non è così, ma questo è ciò che penso- per condividere l&#039;ansia  e lo sgomento di incontrare ogni giorno quotidianità sempre più complesse, veloci, non ancora catalogate in teorie politiche, sociologiche, psicologiche perché ancora troppo nuove.
proviamo schifo, rabbia, tristezza.
Non sono mai stato tra coloro che vedevano fascismo ovunque. 
Penso che sia molto comodo individuare un nemico al di fuori, per dimenticarsi che il nostro peggior nemico siamo noi.
Quando si critica l’altro, quando si crede di stare nella ragione solo perché l’altro ha più torti, io non ci son più, sono già andato a guardarmi allo specchio.
Credo che chi condanna una razza sia pericoloso, per due ragioni: se è in buonafede è un ignorante, se è in malafede è un criminale.
insomma, ben venga qualcuno con cui discuterne.
altrimenti la &quot;natura&quot; prevarrà e produrrà fenomeni incontrollabili. 
parliamone prima di abituarcisi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a venezia ci sono molti mendicanti. la caritas dice che sono un&#8217;organizzazione criminale che si spartisce il territorio. anche a mestre ce ne sono molti e, se di banda si tratta, probabilmente provengono dalla stessa.<br />
si stanno specializzando in storpi sempre più estremi. quando c&#8217;è un&#8217;amputazione o una deformazione, la si mostra tutta. ho ancora negli occhi il viola sfumato fino a diventare bianco, che definiva la ferita di una gamba incisa sopra il ginocchio.<br />
ricordo che una volta, quando abitavo a marghera, in autobus vidi salire una ragazza con un cerotto che copriva l&#8217;occhio sinistro che, una volta arrivata in postazione a venezia, veniva tolto per mostrarne la mancanza.<br />
questi articoli di tashtego mi fanno male perché toccano punti che non hanno risposte razionali ma solo viscerali.<br />
credo li scriva &#8211; forse non è così, ma questo è ciò che penso- per condividere l&#8217;ansia  e lo sgomento di incontrare ogni giorno quotidianità sempre più complesse, veloci, non ancora catalogate in teorie politiche, sociologiche, psicologiche perché ancora troppo nuove.<br />
proviamo schifo, rabbia, tristezza.<br />
Non sono mai stato tra coloro che vedevano fascismo ovunque.<br />
Penso che sia molto comodo individuare un nemico al di fuori, per dimenticarsi che il nostro peggior nemico siamo noi.<br />
Quando si critica l’altro, quando si crede di stare nella ragione solo perché l’altro ha più torti, io non ci son più, sono già andato a guardarmi allo specchio.<br />
Credo che chi condanna una razza sia pericoloso, per due ragioni: se è in buonafede è un ignorante, se è in malafede è un criminale.<br />
insomma, ben venga qualcuno con cui discuterne.<br />
altrimenti la &#8220;natura&#8221; prevarrà e produrrà fenomeni incontrollabili.<br />
parliamone prima di abituarcisi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/20/dalla-rete-01-via-le-case-caverna-a-un-passo-da-san-pietro/#comment-93021</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 06:12:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Io sono tra coloro, pochi, che ancora credono che la casa sia un diritto di tutti, come il lavoro, la salute e lo studio&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Io sono tra coloro, pochi, che ancora credono che la casa sia un diritto di tutti, come il lavoro, la salute e lo studio&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesca matteoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/20/dalla-rete-01-via-le-case-caverna-a-un-passo-da-san-pietro/#comment-93019</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 00:49:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Se esiste un diritto naturale, sicuramente vi è incluso l’uso del mondo per viverci&quot;. 

Mi sono fermata su questa frase, staccata dal resto, probabilmente perché per me il diritto naturale, un diritto a qualsiasi cosa insito nella natura umana non esiste.  Il diritto è qualcosa che si costruisce (come una casa...) per abitarci dentro - qualcosa a cui ci si educa per riconoscerci (come un nome...) parte di una società, di un mondo.  Quando non lo si costruisce più lo si vende a caro prezzo.

Al di là della solidarietà o delle riflessioni sull&#039;uguaglianza e le sue implicazioni toste che simili eventi possono risvegliare, a me pare che il punto conclusivo sia sempre: a che cosa ci stiamo educando? chi saranno gli esseri umani &quot;come noi&quot;? E le due domande per me sono la stessa.

Poi mi è pure venuta in mente una simpatica distribuzione degli ottocento o seicento o cinquencento euro mensili (sembra un OT, ma non lo è). Da una parte chi si inventa una casa, dall&#039;altra una schiera di educatori - alias tutti coloro che lavorano in qualità di operatori sociali con i minori (il futuro), con l&#039;handicap, etc etc e che la maggioranza del popolo italiano considera alla stregua di baby sitters a tempo indeterminato.  Lo stipendio medio mensile raramente tocca gli ottocento euro. Però, essendo italiani, si ha la possibilità di vivere a casa di mamma fino a cinquant&#039;anni e oltre. Del resto la responsabilità di educare è solo un gioco per eterni fannulloni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Se esiste un diritto naturale, sicuramente vi è incluso l’uso del mondo per viverci&#8221;. </p>
<p>Mi sono fermata su questa frase, staccata dal resto, probabilmente perché per me il diritto naturale, un diritto a qualsiasi cosa insito nella natura umana non esiste.  Il diritto è qualcosa che si costruisce (come una casa&#8230;) per abitarci dentro &#8211; qualcosa a cui ci si educa per riconoscerci (come un nome&#8230;) parte di una società, di un mondo.  Quando non lo si costruisce più lo si vende a caro prezzo.</p>
<p>Al di là della solidarietà o delle riflessioni sull&#8217;uguaglianza e le sue implicazioni toste che simili eventi possono risvegliare, a me pare che il punto conclusivo sia sempre: a che cosa ci stiamo educando? chi saranno gli esseri umani &#8220;come noi&#8221;? E le due domande per me sono la stessa.</p>
<p>Poi mi è pure venuta in mente una simpatica distribuzione degli ottocento o seicento o cinquencento euro mensili (sembra un OT, ma non lo è). Da una parte chi si inventa una casa, dall&#8217;altra una schiera di educatori &#8211; alias tutti coloro che lavorano in qualità di operatori sociali con i minori (il futuro), con l&#8217;handicap, etc etc e che la maggioranza del popolo italiano considera alla stregua di baby sitters a tempo indeterminato.  Lo stipendio medio mensile raramente tocca gli ottocento euro. Però, essendo italiani, si ha la possibilità di vivere a casa di mamma fino a cinquant&#8217;anni e oltre. Del resto la responsabilità di educare è solo un gioco per eterni fannulloni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/20/dalla-rete-01-via-le-case-caverna-a-un-passo-da-san-pietro/#comment-93016</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 21:56:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=5957#comment-93016</guid>

					<description><![CDATA[Replico solo per &quot;pietas politica&quot;, appunto. Consapevole del fatto che un atteggiamento razionale su questi argomenti è praticamente impossibile in Italia.

Il problema abitativo a Roma esiste da almeno 25 anni. E ha riguardato e riguarda tutti i cittadini. Non credo che lasciando delle persone (delle persone: nessuno ne disconosce l&#039;appartenenza alla nostra specie) ad abitare le fogne si risolva il problema. Bisogna tirare fuori le persone da quelle fogne e costringerle a prendersi delle responsabilità civili: il lavoro, la partecipazione sociale (attuata anche attraverso la rivendicazione di abitazioni) ed economica (pagando le tasse e le utenze), e quant&#039;altro. Lasciarle nel degrado significa favorire quelli che nel degrado ci sguazzano e ci guadagnano. Queste zone franche sono spesso luoghi in cui prevale lo sfruttamento (incluso quello minorile e femminile) e la cultura mafiosa dell&#039;illegalità e della sopraffazione. 

Le nostre anime non sono morte in culla, né sono cadute dal seggiolone da piccole. Sono anime adulte, dotate di buon senso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Replico solo per &#8220;pietas politica&#8221;, appunto. Consapevole del fatto che un atteggiamento razionale su questi argomenti è praticamente impossibile in Italia.</p>
<p>Il problema abitativo a Roma esiste da almeno 25 anni. E ha riguardato e riguarda tutti i cittadini. Non credo che lasciando delle persone (delle persone: nessuno ne disconosce l&#8217;appartenenza alla nostra specie) ad abitare le fogne si risolva il problema. Bisogna tirare fuori le persone da quelle fogne e costringerle a prendersi delle responsabilità civili: il lavoro, la partecipazione sociale (attuata anche attraverso la rivendicazione di abitazioni) ed economica (pagando le tasse e le utenze), e quant&#8217;altro. Lasciarle nel degrado significa favorire quelli che nel degrado ci sguazzano e ci guadagnano. Queste zone franche sono spesso luoghi in cui prevale lo sfruttamento (incluso quello minorile e femminile) e la cultura mafiosa dell&#8217;illegalità e della sopraffazione. </p>
<p>Le nostre anime non sono morte in culla, né sono cadute dal seggiolone da piccole. Sono anime adulte, dotate di buon senso.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Plessus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/20/dalla-rete-01-via-le-case-caverna-a-un-passo-da-san-pietro/#comment-93014</link>

		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 19:51:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salve sono benedetto dal sedicesimo lampione. volevo dire che sono stato io a denunciare i compatrioti del mio predecessore perchè dalle grate dei tombini saliva un fetore insopportabile di cipolla, mi disturbava il volume alto della loro tv, la luce del lampione era diventata fioca ed in penombra non riuscivo a specchiarmi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve sono benedetto dal sedicesimo lampione. volevo dire che sono stato io a denunciare i compatrioti del mio predecessore perchè dalle grate dei tombini saliva un fetore insopportabile di cipolla, mi disturbava il volume alto della loro tv, la luce del lampione era diventata fioca ed in penombra non riuscivo a specchiarmi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/20/dalla-rete-01-via-le-case-caverna-a-un-passo-da-san-pietro/#comment-93012</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 19:11:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=5957#comment-93012</guid>

					<description><![CDATA[non è pietismo. 
è un appunto sull&#039;abitare precario.
contiene elementi sporadici di pietas politica.
c&#039;è sempre il pierino che salta su a dire: ah se tutti facessimo così, dove si andrebbe a finire.
ah se se rubba dal contatore allora ar gabbio.
non ho espresso né solidarietà né altri tipi di giudizio.
ho detto che esiste un problema casa.
e ho detto che chi ce l&#039;ha guadagna QUASI come chi non ce l&#039;ha.
ma è un QUASI decisivo sulla cui entità posso sbagliare, oppure no.
in ogni caso trattasi di umani come noi.
ma questo vi sfugge.

siete anime morte in culla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non è pietismo.<br />
è un appunto sull&#8217;abitare precario.<br />
contiene elementi sporadici di pietas politica.<br />
c&#8217;è sempre il pierino che salta su a dire: ah se tutti facessimo così, dove si andrebbe a finire.<br />
ah se se rubba dal contatore allora ar gabbio.<br />
non ho espresso né solidarietà né altri tipi di giudizio.<br />
ho detto che esiste un problema casa.<br />
e ho detto che chi ce l&#8217;ha guadagna QUASI come chi non ce l&#8217;ha.<br />
ma è un QUASI decisivo sulla cui entità posso sbagliare, oppure no.<br />
in ogni caso trattasi di umani come noi.<br />
ma questo vi sfugge.</p>
<p>siete anime morte in culla.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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