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	Commenti a: D’altra parte anche una parte del pubblico non ne può più, questa è la mia sensazione, di essere trattato come un consumatore onnivoro e indifferente.	</title>
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		<title>
		Di: jacopo galimberti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jacopo galimberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 21:13:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sono d&#039;accordo con l&#039;idea che, se funziona, questa formula dovrebbe essere esportata...la casa della poesia di milano, per esempio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sono d&#8217;accordo con l&#8217;idea che, se funziona, questa formula dovrebbe essere esportata&#8230;la casa della poesia di milano, per esempio.</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 14:21:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; una magnifica iniziativa: fermare lo sguardo. Come dice Giorgio di Costanzo, Giuliano Mesa merita riconoscimento.
Ho scoperto Giuliano Mesa grazie a una traduzione di Andrea Raos e Eric Houser in Action poétique.
La poesia che mi ha sconvolta è le bambole di Bangkok.
I frammenti del corpo (in miniatura) delle bambole (bambina) sono descritti nella divorazione del rogo.
La bellezza del mondo muore nell&#039;urlo ultimo.
La bambola, specchio della meraviglia del bambino diventa oggetto del terrore: olocausto.
Restano le parole, conchiglie di fuoco, sempre sospese tra l&#039;urlo della scrittura e l&#039;ascolto del lettore, lettore entrando nella fabbrica, conoscendo tra le parole l&#039;infierno fabbricato dalla società.Restano le parole nell&#039;ultimo fuggire.
La poesia raggiunge qui la dimenzione essenziale della conoscenza.
Il poeta cattura lo sguardo delle &quot;bambole&quot; colto dalla paura di morire.
E&#039; una testimonienza che rimane nell&#039;anima del lettore. Si sente l&#039;impronta viva, l&#039;emozione, l&#039;indignazione.
La poesia è allora il luogo dell&#039;alarme, un grido di umanità nel mondo selvatico della schiavitù.
Una memoria degna per bambini sacrificati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una magnifica iniziativa: fermare lo sguardo. Come dice Giorgio di Costanzo, Giuliano Mesa merita riconoscimento.<br />
Ho scoperto Giuliano Mesa grazie a una traduzione di Andrea Raos e Eric Houser in Action poétique.<br />
La poesia che mi ha sconvolta è le bambole di Bangkok.<br />
I frammenti del corpo (in miniatura) delle bambole (bambina) sono descritti nella divorazione del rogo.<br />
La bellezza del mondo muore nell&#8217;urlo ultimo.<br />
La bambola, specchio della meraviglia del bambino diventa oggetto del terrore: olocausto.<br />
Restano le parole, conchiglie di fuoco, sempre sospese tra l&#8217;urlo della scrittura e l&#8217;ascolto del lettore, lettore entrando nella fabbrica, conoscendo tra le parole l&#8217;infierno fabbricato dalla società.Restano le parole nell&#8217;ultimo fuggire.<br />
La poesia raggiunge qui la dimenzione essenziale della conoscenza.<br />
Il poeta cattura lo sguardo delle &#8220;bambole&#8221; colto dalla paura di morire.<br />
E&#8217; una testimonienza che rimane nell&#8217;anima del lettore. Si sente l&#8217;impronta viva, l&#8217;emozione, l&#8217;indignazione.<br />
La poesia è allora il luogo dell&#8217;alarme, un grido di umanità nel mondo selvatico della schiavitù.<br />
Una memoria degna per bambini sacrificati.</p>
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		Di: Giorgio Di Costanzo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Di Costanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 10:38:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meglio chiarire: non mi riferivo ai poeti della rassegna della &quot;Camera Verde&quot;. Naturalmente.  Il mio era parte di un discorso (sempiterno) su un andazzo italiota, il &quot;pubblico&quot; della poesia, etc. 
Giuliano Mesa, ad esempio, meriterebbe ben più attenzione e riconoscimento. 
Francesco Forlani e Andrea Inglese sono stati appena ospitati a Ischia (l&#039;ex isola verde). Biagio Cepollaro è stato intimo della mia amica Amelia Rosselli...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meglio chiarire: non mi riferivo ai poeti della rassegna della &#8220;Camera Verde&#8221;. Naturalmente.  Il mio era parte di un discorso (sempiterno) su un andazzo italiota, il &#8220;pubblico&#8221; della poesia, etc.<br />
Giuliano Mesa, ad esempio, meriterebbe ben più attenzione e riconoscimento.<br />
Francesco Forlani e Andrea Inglese sono stati appena ospitati a Ischia (l&#8217;ex isola verde). Biagio Cepollaro è stato intimo della mia amica Amelia Rosselli&#8230;</p>
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		Di: Giorgio Di Costanzo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Di Costanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 09:32:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Troppi poeti, poetessi, poetesse, poetastri in giro. Per ogni lettore vi sono mille poetessi, imbrattacarte, peti, etc. Ogni minuto nasce un p (o) etino; ogni secondo viene proclamato il poeta del momento, del secolo, del millennio (che dura, poi, mezza giornata). Si sfogliano antologie, raccolte, collettivi, plaquette, fogli volanti e ansiosi cerchiamo la Titina (Gabriella Ferri) ma la Titina sfugge...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Troppi poeti, poetessi, poetesse, poetastri in giro. Per ogni lettore vi sono mille poetessi, imbrattacarte, peti, etc. Ogni minuto nasce un p (o) etino; ogni secondo viene proclamato il poeta del momento, del secolo, del millennio (che dura, poi, mezza giornata). Si sfogliano antologie, raccolte, collettivi, plaquette, fogli volanti e ansiosi cerchiamo la Titina (Gabriella Ferri) ma la Titina sfugge&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Carla		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 07:14:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sarebbe bello spostare questi cicli anche al Nord!
Saluto anche io con gioia questa iniziativa
e complimenti a Giuliano Mesa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe bello spostare questi cicli anche al Nord!<br />
Saluto anche io con gioia questa iniziativa<br />
e complimenti a Giuliano Mesa</p>
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