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	Commenti a: Guantanamo, ovunque	</title>
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		Di: The O.C.		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93199</link>

		<dc:creator><![CDATA[The O.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2008 09:20:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viva il Sultano dell&#039;Oman.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viva il Sultano dell&#8217;Oman.</p>
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		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93134</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 21:24:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sei accecato dall&#039;ideologia. Tagli con l&#039;accetta questioni complesse, sì, e il tuo discorso è fitto di contraddizioni e aporie. Che non ho più la forza e la voglia di sciogliere, però. La cosa che mi sconvolge in ogni caso è che tu vai fiero di questa semplificazione che produce menzogna - ed è questo un esimio segno di questi tempi di fascismo viscerale. Perchè pensare la complessità è complicato, e si preferisce tagliare con l&#039;accetta. Hélas.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sei accecato dall&#8217;ideologia. Tagli con l&#8217;accetta questioni complesse, sì, e il tuo discorso è fitto di contraddizioni e aporie. Che non ho più la forza e la voglia di sciogliere, però. La cosa che mi sconvolge in ogni caso è che tu vai fiero di questa semplificazione che produce menzogna &#8211; ed è questo un esimio segno di questi tempi di fascismo viscerale. Perchè pensare la complessità è complicato, e si preferisce tagliare con l&#8217;accetta. Hélas.</p>
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		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93133</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 21:12:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marco, c&#039;è un solo passaggio che può risolvere questa situazione: fare in modo che cresca il livello di benessere nei Paesi dai quali questa gente arriva. Il resto è un pannicello caldo. Mi spiace tagliare con l&#039;accetta un tema apparentemente così complesso, ma la complessità è sempre meno complessa di ciò che appare.
Tutte le altre iniziative sono e rimarranno, comprese quelle che riporto io, dei pannicelli caldi sulla fronte di un morto: morto è e morto rimane.

Che questa illegalità sia funzionale al sistema, scusami, ma non mi convince: un sistema non sicuro e illegale è un vantaggio per pochi e un problema per tanti e i tanti, prima o poi, si stancano. E&#039; il motivo della batosta elettorale della sinistra italiana che ancora non ha capito e continua ad arrotarsi, anche in buona fede, attorno a slogan vecchi e consunti.

Il diritto poi, per dirla tutta, è SEMPRE finzionale: non è altro che una convenzione necessaria per stabilire livelli di convivenza accettabili e non è mai uguale per tutti. Da sempre cambia in funzione delle esigenze di chi ha voce in capitolo per farsi sentire; dovrei scandalizzarmi perché non tutela i Tareq? Scusami, ma ho seppellito questi tempi da anni e (faccio un&#039;affermazione &#039;fascista&#039;), se devo scegliere fra tutelare la mia famiglia e i Tareq, scelgo la mia famiglia.
Forse, in un futuro lontano, sarà possibile tutelare tutti; ora, semplicemente, non esistono i presupposti.

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco, c&#8217;è un solo passaggio che può risolvere questa situazione: fare in modo che cresca il livello di benessere nei Paesi dai quali questa gente arriva. Il resto è un pannicello caldo. Mi spiace tagliare con l&#8217;accetta un tema apparentemente così complesso, ma la complessità è sempre meno complessa di ciò che appare.<br />
Tutte le altre iniziative sono e rimarranno, comprese quelle che riporto io, dei pannicelli caldi sulla fronte di un morto: morto è e morto rimane.</p>
<p>Che questa illegalità sia funzionale al sistema, scusami, ma non mi convince: un sistema non sicuro e illegale è un vantaggio per pochi e un problema per tanti e i tanti, prima o poi, si stancano. E&#8217; il motivo della batosta elettorale della sinistra italiana che ancora non ha capito e continua ad arrotarsi, anche in buona fede, attorno a slogan vecchi e consunti.</p>
<p>Il diritto poi, per dirla tutta, è SEMPRE finzionale: non è altro che una convenzione necessaria per stabilire livelli di convivenza accettabili e non è mai uguale per tutti. Da sempre cambia in funzione delle esigenze di chi ha voce in capitolo per farsi sentire; dovrei scandalizzarmi perché non tutela i Tareq? Scusami, ma ho seppellito questi tempi da anni e (faccio un&#8217;affermazione &#8216;fascista&#8217;), se devo scegliere fra tutelare la mia famiglia e i Tareq, scelgo la mia famiglia.<br />
Forse, in un futuro lontano, sarà possibile tutelare tutti; ora, semplicemente, non esistono i presupposti.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Marlowe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93131</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marlowe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 18:59:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Blackjack, probabilmente non mi sono spiegato.
Ciò che intendevo è, molto semplicemente, che in questa clandestinità del diritto Tareq e il padrone sono sullo stesso piano, ciascuno dei due si dirige liberamente al proprio interesse, e questa libertà non ha alcun valore per la legge di per se. Almeno, non prima che la legge assuma su di se questa libertà. Nessuno punta sul buonismo, qui, nè sulla purezza di spirito di Tareq. Non è un problema che ci interessa se l&#039;imprenditore sia uno stronzo e Tareq un ingenuo o un santo. Sei tu, invece, che isoli dal problema (che è un problema politico e legislativo) le figure di Tareq e del padrone e ti chiedi se siano buone o cattive.
Il secondo punto è che il diritto non sempre dice la verità di se stesso. Il lavoro nero è illegale e perseguibile, ma se esso continua a prosperare nell&#039;illegalità questo non è semplicemente un problema di cattiva amministrazione. E&#039; una lacuna del diritto stesso, che si pone per essere violato. La Bossi Fini ne è un esempio lampante, è essa stessa a produrre clandestinità, non il clandestino. Dietro a questa legge sta un preciso modo di intendere l&#039;immigrazione e di gestirla. E&#039; legge, sì, e tuttavia ci mette essa stessa nella condizione di infrangerla: evidentemente (anche) perchè lo sfruttamento del lavoro nero fa comodo a tutti, e perchè il clandestino non ha un diritto che ne tuteli le esigenze. Insomma, la legge non consta solo della sua formulazione, ma anche del contesto che la genera. Essa dice molto di più del suo semplice essere legge.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Blackjack, probabilmente non mi sono spiegato.<br />
Ciò che intendevo è, molto semplicemente, che in questa clandestinità del diritto Tareq e il padrone sono sullo stesso piano, ciascuno dei due si dirige liberamente al proprio interesse, e questa libertà non ha alcun valore per la legge di per se. Almeno, non prima che la legge assuma su di se questa libertà. Nessuno punta sul buonismo, qui, nè sulla purezza di spirito di Tareq. Non è un problema che ci interessa se l&#8217;imprenditore sia uno stronzo e Tareq un ingenuo o un santo. Sei tu, invece, che isoli dal problema (che è un problema politico e legislativo) le figure di Tareq e del padrone e ti chiedi se siano buone o cattive.<br />
Il secondo punto è che il diritto non sempre dice la verità di se stesso. Il lavoro nero è illegale e perseguibile, ma se esso continua a prosperare nell&#8217;illegalità questo non è semplicemente un problema di cattiva amministrazione. E&#8217; una lacuna del diritto stesso, che si pone per essere violato. La Bossi Fini ne è un esempio lampante, è essa stessa a produrre clandestinità, non il clandestino. Dietro a questa legge sta un preciso modo di intendere l&#8217;immigrazione e di gestirla. E&#8217; legge, sì, e tuttavia ci mette essa stessa nella condizione di infrangerla: evidentemente (anche) perchè lo sfruttamento del lavoro nero fa comodo a tutti, e perchè il clandestino non ha un diritto che ne tuteli le esigenze. Insomma, la legge non consta solo della sua formulazione, ma anche del contesto che la genera. Essa dice molto di più del suo semplice essere legge.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93130</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 18:54:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@blackjack
Non trovo nei tuoi punti un solo discorso che affronti il cuore della questione. Il lavoro nero è un reato, certo. Non perseguito. Chiediti perché. Dici, &quot;Francamente non capisco come sia possibile che..&quot;. Ecco, ti suggerirei di cercare di comprendere questa mancata comprensione. Quanto tutta questa illegalità sia assolutamente funzionale al sistema nel suo complesso. Quanto il diritto sia finzionale, in fine. Quanto quel che sta avvenendo con la nuova legge sia, né più né meno, la formalizzazione dello stato di servitù dei migranti. 

@ Gianni
Troppo buono, Gianni, quello che ciascuno di noi fa lo fa in base al caso, alla fine. Al caso che ti ha disposto al mondo in un certo modo, magari, ma sempre al caso. E poi (anche per rassicurare Jam) ho le mie buone dosi di letame...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@blackjack<br />
Non trovo nei tuoi punti un solo discorso che affronti il cuore della questione. Il lavoro nero è un reato, certo. Non perseguito. Chiediti perché. Dici, &#8220;Francamente non capisco come sia possibile che..&#8221;. Ecco, ti suggerirei di cercare di comprendere questa mancata comprensione. Quanto tutta questa illegalità sia assolutamente funzionale al sistema nel suo complesso. Quanto il diritto sia finzionale, in fine. Quanto quel che sta avvenendo con la nuova legge sia, né più né meno, la formalizzazione dello stato di servitù dei migranti. </p>
<p>@ Gianni<br />
Troppo buono, Gianni, quello che ciascuno di noi fa lo fa in base al caso, alla fine. Al caso che ti ha disposto al mondo in un certo modo, magari, ma sempre al caso. E poi (anche per rassicurare Jam) ho le mie buone dosi di letame&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93122</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 16:47:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Marlowe, rileggo la tua frase di chiusura &quot;Puntare il dito su imprenditori e padroni non è sufficiente, significa trarsi fuori dal cerchio e lasciarlo intatto, assolversi. Il padrone fa ciò che l’illegalità della legge gli consente di fare. Tareq è partito, il padrone l’ha sfruttato.&quot; e mi pare di un&#039;ipocrisia allucinante.
In pratica stai dicendo che non è possibile, anche a fronte di normative esistenti, punire chi sfrutta e schiavizza le persone; come se il &#039;padrone&#039; fosse un&#039;entità astratta che non esiste. Francamente non capisco come sia possibile, a fronte di un documento che garantisce un ingresso a fronte di un contratto e presentato all&#039;Ambasciata come documento ufficiale, non riuscire a controllare che il contratto sia registrato a fronte dell&#039;ingresso e che le condizioni contrattuali siano rispettate.

Se invece di stare a farci queste ricche pippe legalistiche alla ricerca della verità perduta, si facessero i controlli che devono essere fatti per legge, gli sfruttatori ci penserebbero un po&#039; di più; ovvio che, fino a quando il rischio che corrono sfruttando le persone è inesistente, molti si sentono autorizzati a correrlo.

Tra l&#039;altro la &#039;cosa&#039; ridicola del racconto di Marco (che ha tutta la mia solidarietà per le battaglie che porta avanti!) è che lo sfruttatore è una Cooperativa. Ridiamo insieme in compagnia subito o fra un attimo?

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Marlowe, rileggo la tua frase di chiusura &#8220;Puntare il dito su imprenditori e padroni non è sufficiente, significa trarsi fuori dal cerchio e lasciarlo intatto, assolversi. Il padrone fa ciò che l’illegalità della legge gli consente di fare. Tareq è partito, il padrone l’ha sfruttato.&#8221; e mi pare di un&#8217;ipocrisia allucinante.<br />
In pratica stai dicendo che non è possibile, anche a fronte di normative esistenti, punire chi sfrutta e schiavizza le persone; come se il &#8216;padrone&#8217; fosse un&#8217;entità astratta che non esiste. Francamente non capisco come sia possibile, a fronte di un documento che garantisce un ingresso a fronte di un contratto e presentato all&#8217;Ambasciata come documento ufficiale, non riuscire a controllare che il contratto sia registrato a fronte dell&#8217;ingresso e che le condizioni contrattuali siano rispettate.</p>
<p>Se invece di stare a farci queste ricche pippe legalistiche alla ricerca della verità perduta, si facessero i controlli che devono essere fatti per legge, gli sfruttatori ci penserebbero un po&#8217; di più; ovvio che, fino a quando il rischio che corrono sfruttando le persone è inesistente, molti si sentono autorizzati a correrlo.</p>
<p>Tra l&#8217;altro la &#8216;cosa&#8217; ridicola del racconto di Marco (che ha tutta la mia solidarietà per le battaglie che porta avanti!) è che lo sfruttatore è una Cooperativa. Ridiamo insieme in compagnia subito o fra un attimo?</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93120</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 16:33:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Marlowe; evidentemente partiamo da punti di vista diversi. Provo a metterli in fila:
1) l&#039;Africa, continente disgraziato eppure bellissimo e che conosco &#039;discretamente&#039;, dovrebbe essere, a fronte di tutte le risorse naturali e non che possiede, in grado di mantenere, non solo i pochi che ci vivono, ma quasi tutta la popolazione mondiale
2) mi sono rotto le tasche di sentirmi addossare, semplicemente perché sono occidentale (e più fortunato), i problemi di tutto il mondo: non è sempre così
3) i Tareq, che conoscono benissimo la nostra legislazione, sul nostro buonismo ci viaggiano e ci marciano; in condizione di inferiorità, per il momento, ma lo fanno e quindi non mi venga a giocare il ruolo del puro di spirito, che a questo mondo, di puri di spirito, sono decenni che non ne incontro nemmeno uno e vorrei proprio vedere il nostro Tareq in condizioni rovesciate come agirebbe
4) il cerchio lo spezzi applicando le normative che esistono e DA SEMPRE il lavoro nero in Italia e non solo, è un reato
5) stiamo sempre a farci quintalate di seghe mentali e a cercare la &#039;regola perfetta&#039;, che non esiste e non esisterà mai
6) sì, è vero: il problema sta a monte, ma il diritto che vediamo è diverso e quello che vedo io è il diritto dei Tareq di riuscire ad avere una vita normale a casa loro e questo è l&#039;unico punto che può risolvere questa &#039;guerra silenziosa&#039; (che di quello si tratta anche se nessuno vuole mai usare per pudore questa parola) che è l&#039;emigrazione forzata.

@Jam, senza l&#039;oro non comperi nemmeno il letame e, con il letame che produci autonomamente non fai crescere nemmeno una margheritina perché, se non fermenta e non si trasforma, nemmeno sul letame crescono i fiori.

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Marlowe; evidentemente partiamo da punti di vista diversi. Provo a metterli in fila:<br />
1) l&#8217;Africa, continente disgraziato eppure bellissimo e che conosco &#8216;discretamente&#8217;, dovrebbe essere, a fronte di tutte le risorse naturali e non che possiede, in grado di mantenere, non solo i pochi che ci vivono, ma quasi tutta la popolazione mondiale<br />
2) mi sono rotto le tasche di sentirmi addossare, semplicemente perché sono occidentale (e più fortunato), i problemi di tutto il mondo: non è sempre così<br />
3) i Tareq, che conoscono benissimo la nostra legislazione, sul nostro buonismo ci viaggiano e ci marciano; in condizione di inferiorità, per il momento, ma lo fanno e quindi non mi venga a giocare il ruolo del puro di spirito, che a questo mondo, di puri di spirito, sono decenni che non ne incontro nemmeno uno e vorrei proprio vedere il nostro Tareq in condizioni rovesciate come agirebbe<br />
4) il cerchio lo spezzi applicando le normative che esistono e DA SEMPRE il lavoro nero in Italia e non solo, è un reato<br />
5) stiamo sempre a farci quintalate di seghe mentali e a cercare la &#8216;regola perfetta&#8217;, che non esiste e non esisterà mai<br />
6) sì, è vero: il problema sta a monte, ma il diritto che vediamo è diverso e quello che vedo io è il diritto dei Tareq di riuscire ad avere una vita normale a casa loro e questo è l&#8217;unico punto che può risolvere questa &#8216;guerra silenziosa&#8217; (che di quello si tratta anche se nessuno vuole mai usare per pudore questa parola) che è l&#8217;emigrazione forzata.</p>
<p>@Jam, senza l&#8217;oro non comperi nemmeno il letame e, con il letame che produci autonomamente non fai crescere nemmeno una margheritina perché, se non fermenta e non si trasforma, nemmeno sul letame crescono i fiori.</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jam		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93119</link>

		<dc:creator><![CDATA[jam]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 15:54:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[dall&#039;oro non nasce il sole, dal letame nascono i fiori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dall&#8217;oro non nasce il sole, dal letame nascono i fiori</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marlowe		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93116</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marlowe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:12:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per rompere il cerchio, blackjack, è necessario anzitutto spezzare le coordinate del diritto che ne costituisce il centro. Se il problema è l&#039;illegalità, non si può fare appello a quella legge che produce illegalità, come la Bossi Fini. Giunge un momento in cui se si vuole legalità, è la legge stessa che deve essere abbattuta - per quanto paradossale questo sia. Non serve a nulla chiedersi cosa Tareq sapesse o immaginasse davvero, il punto è sapere che cosa gli è successo e perchè. Accetta la verità, Tareq è partito. La verità è che Tareq è stato trattato come un animale. La verità è anche, poi, che se non si vogliono clandestini non si può neppure favorire la creazione di spazi di clandestinità. Puntare il dito su imprenditori e padroni non è sufficiente, significa trarsi fuori dal cerchio e lasciarlo intatto, assolversi. Il padrone fa ciò che l&#039;illegalità della legge gli consente di fare. Tareq è partito, il padrone l&#039;ha sfruttato. Il problema sta a monte, sta nel diritto. L&#039;etica, poi, condannerà il padrone - il diritto, purtroppo, non ancora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per rompere il cerchio, blackjack, è necessario anzitutto spezzare le coordinate del diritto che ne costituisce il centro. Se il problema è l&#8217;illegalità, non si può fare appello a quella legge che produce illegalità, come la Bossi Fini. Giunge un momento in cui se si vuole legalità, è la legge stessa che deve essere abbattuta &#8211; per quanto paradossale questo sia. Non serve a nulla chiedersi cosa Tareq sapesse o immaginasse davvero, il punto è sapere che cosa gli è successo e perchè. Accetta la verità, Tareq è partito. La verità è che Tareq è stato trattato come un animale. La verità è anche, poi, che se non si vogliono clandestini non si può neppure favorire la creazione di spazi di clandestinità. Puntare il dito su imprenditori e padroni non è sufficiente, significa trarsi fuori dal cerchio e lasciarlo intatto, assolversi. Il padrone fa ciò che l&#8217;illegalità della legge gli consente di fare. Tareq è partito, il padrone l&#8217;ha sfruttato. Il problema sta a monte, sta nel diritto. L&#8217;etica, poi, condannerà il padrone &#8211; il diritto, purtroppo, non ancora.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/05/22/la-mia-guantanamo/#comment-93108</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2008 12:17:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=5971#comment-93108</guid>

					<description><![CDATA[Grazie Marco, anche solo sapere che esisti mi fa resistere in un paese che sopporto sempre meno. La tua umanità ti fa splendente come oro. Mi appunto al petto la tua amicizia, come una medaglia che non merito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Marco, anche solo sapere che esisti mi fa resistere in un paese che sopporto sempre meno. La tua umanità ti fa splendente come oro. Mi appunto al petto la tua amicizia, come una medaglia che non merito.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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