Raccontare la realtà – creare una bugia

di Martino Baldi

Sembra impossibile che in così pochi si siano accorti di quello che succede a Granara. Un ponte lungo e strettissimo sul Taro che sembra il passaggio in un’altra dimensione, un’infinità di curve in salita tra squarci di valle intravisti attraverso gli alberi fitti e il levarsi di falchi ad altezza d’occhio, infine, dietro una curva, all’improvviso, una manciata di case e ai suoi margini, in una radura tra borgo e bosco, un tendone da circo. Provengo da una full immersion di 5 giorni in quel tendone, in compagnia di una quarantina di teatranti. Il progetto è quello di una produzione di lungo termine, preparata da una cadenza di laboratori, fondata su una riscrittura dei fondamenti del lavoro dell’attore e sulla riappropriazione di spazi e tempi dettati dalle esigenze artistiche e non dai cordoni della borsa di un produttore. Il progetto si chiama “PPP”. Al centro di tutto: il Potere, la Politica, la Pornografia. Ovvero: le mutazioni sociali, la crisi di un paese scivolato progressivamente verso una falsa coscienza collettiva da cui pare impossibile evadere. Ma prima di tutto: la falsa coscienza di ognuno di noi, la tentazione di sentirsi dalla parte giusta e quindi di simulare soltanto un dialogo con la realtà che in verità non ha luogo. Riappropriarsi della capacità di guardare e comprendere. Spogliarsi delle maschere, delle tecniche, delle protezioni. Studiare scrupolosamente per conoscere. Immedesimarsi per capire. Svellere le maschere, le false certezze che ci proteggono, i meccanismi a cui ci teniamo stretti per sentirci sicuri. È un progetto tutto ancora da fare, da sognare fino in fondo, partorito dai sogni ad occhi aperti di chi i sogni non si accontenta di sognarli e che sa bene quanto un sogno sognato da tanti possa trasformarsi in realtà. E infatti ecco il sogno affollarsi di altri sognatori: organizzatori, tecnici, volontari, attori… Più di quaranta professionisti provenienti da tutta Italia e oltre (dal Friuli alla Sicilia, dal Portogallo alla Slovenia) coinvolti in un’esperienza di produzione in cui il tempo, le risorse, le energie di ognuno sembrano una goccia nel mare ma sono tutto, come effettivamente il mare altro non è che gocce. Intanto c’è il primo mattone di questa costruzione: Granara. Un altro sogno sognato insieme. Per l’iniziativa di un gruppo di amici che hanno riacquistato e stanno ristrutturando un villaggio abbandonato da venti anni, poco sopra le rive del Taro, in provincia di Parma, nel cuore dell’appennino tosco-emiliano. Il villaggio è un cantiere aperto di sperimentazioni ispirate a un modello ecologico e sociale. All’uso di tecniche di recupero architettonico biocompatibili si affiancano attività pubbliche di educazione ambientale e iniziative culturali che vanno dal teatro alla valorizzazione delle tradizioni. Ma la cosa che non si può raccontare è l’atmosfera che si respira tra quelle case, tra i granaroli e in quel tendone da circo. Un’ospitalità d’altri tempi. Porte aperte. Braccia aperte. È dal 2000 che Granara ogni estate realizza un festival teatrale con spettacoli e seminari. Ci sono passati in tanti, ma è inutile qui fare la solita lista di nomi. Quel che conta è lì ed è lì che vi invito ad andare. Quest’anno il festival “andrà in tenda” dal 5 al 9 agosto ma sarà preceduto da un Laboratorio per attori e drammaturghi, dal 7 all’11 luglio, condotto da Letizia Russo. L’impostazione del laboratorio? Letizia scrive questo: l’attore in Italia di rado viene considerato anche autore di ciò che interpreta. Il lavoro di scrittura, invece è essenzialmente tracciare un segno fisico su un supporto materico. Quando l’attore interpreta la scrittura di un autore, necessariamente trasferisce quel segno su se stesso, rendendosi al tempo stesso materia su cui incidere il segno e autore del segno stesso. Allo stesso modo, il segno che l’autore appone sulla carta non può prescindere dalla realtà del corpo e della voce dell’attore che lo interpreterà: in entrambi i casi la dicibilità di ciò che viene messo in scena è il principio fondamentale dell’essere attori e autori.

RACCONTARE LA REALTÀ – CREARE UNA BUGIA

(Laboratorio per attori e drammaturghi condotto da Letizia Russo)

dal 7 all’11 luglio 2008

costo 250 euro

presso Villaggio Ecologico di Granara

Località Granara, 43050 Valmozzola (Parma)

> arrivo domenica 6 pomeriggio, partenza venerdì 11 pomeriggio

vitto e alloggio 20 euro al giorno (in camere condivise o in tenda)

 

> info e iscrizioni:

TEATRO GRANARA

teatro@granara.org

328 4449981 – 335 5917315

 

Di Granara e del Festival potrete sapere qualcosa cercando qui: http://www.granara.org

Del progetto PPP potrete seguire gli sviluppi qui: http://www.pppteatro.it/

*

LETIZIA RUSSO è nata a Roma. Nel 1998 vince il Premio Grinzane Cavour, nel 2000 viene messo in scena il suo primo testo. Il suo secondo testo, Tomba di Cani, diretto da Cristina Pezzoli, vince il Premio Tondelli 2001, e il Premio Ubu 2003. Nel 2004 scrive per il National Theatre di Londra Binario Morto – Dead End. Diretto da Fausto Russo Alesi scrive nel 2005 Edeyen. Per Paolo Zuccari, Babele e Primo Amore. Nel 2008 lavora insieme ad Antonio Latella alla riscrittura della Trilogia della Villeggiatura di Goldoni, in scena alla Schauspielhaus di Colonia, Germania. Una antologia di suoi testi è pubblicata presso Ubulibri. I suoi testi sono tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, ceco, turco. È a sua volta traduttrice dal portoghese e dall’inglese.

 

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