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	Commenti a: Etere 5. Newton e seguaci	</title>
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		Di: Nazione Indiana &#187; &#187; Etere 5*: Kant di Königsberg		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/etere-5-newton-e-seguaci/#comment-94735</link>

		<dc:creator><![CDATA[Nazione Indiana &#187; &#187; Etere 5*: Kant di Königsberg]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 05:01:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] le precedenti puntate qui, qui, qui e qui, con la singolare numerazione 1, 2, 3, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] le precedenti puntate qui, qui, qui e qui, con la singolare numerazione 1, 2, 3, [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/etere-5-newton-e-seguaci/#comment-94540</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 10:29:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro Duceremultimodisvoce, ecco la citazione giusta dello scritto della Guerrini, in verità ottimo a mio avviso:
GUERRINI Anita,  &lt;i&gt;Ether madness: Newtonianism, religion, and insanity in eighteenth-century England&lt;/i&gt;, in Theerman Paul and Seef Adele F. (eds.), &lt;i&gt;Action and Reaction, Proceedings of a Symposium to Commemorate the Tercentenary of Newton&#039;s Principia&lt;/i&gt;, University of Delaware Press, Newark, 1993, pp. 232-254.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro Duceremultimodisvoce, ecco la citazione giusta dello scritto della Guerrini, in verità ottimo a mio avviso:<br />
GUERRINI Anita,  <i>Ether madness: Newtonianism, religion, and insanity in eighteenth-century England</i>, in Theerman Paul and Seef Adele F. (eds.), <i>Action and Reaction, Proceedings of a Symposium to Commemorate the Tercentenary of Newton&#8217;s Principia</i>, University of Delaware Press, Newark, 1993, pp. 232-254.</p>
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		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/etere-5-newton-e-seguaci/#comment-94466</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 20:56:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro soldato ti sono molto grato della gaddiana citazione, dato il mio grande amore per il Carlo Emilio. Volendo dire una parola sulla massa, ancora su terreno classico, e prima dunque di infilarsi negli astratti meccanismi di rotture di simmetria e altri ammenicoli, la migliore definizione di massa proviene da Mach e prescinde completamente dall&#039;idea di forza e proviene dalla seguente ottima formulazione del cosiddetto terzo principio della meccanica: dati due corpi, molto distanti da tutto il resto, essi si muovono con accelerazioni a1 e a2, legate tra loro da una formula del tipo a2=-ma1, dopodiche` si dimostra che quel coefficiente m e` un numero positivo che puo` sempre essere visto come il rapporto di due numeri m1/m2; questi due numeri sono le masse dei due corpi. Se vuoi dettagli e bibliografia scrivimi sulla posta di NI e io ti mandero` quello che vuoi.
a duceremultimodisvoce chiedo di pazientare due giorni perche` sono fuori casa e non ricordo a mente l&#039;indicazione: si tratta comunque di un volume collettivo in onore, credo, del terzo centenario dei principia (1987)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro soldato ti sono molto grato della gaddiana citazione, dato il mio grande amore per il Carlo Emilio. Volendo dire una parola sulla massa, ancora su terreno classico, e prima dunque di infilarsi negli astratti meccanismi di rotture di simmetria e altri ammenicoli, la migliore definizione di massa proviene da Mach e prescinde completamente dall&#8217;idea di forza e proviene dalla seguente ottima formulazione del cosiddetto terzo principio della meccanica: dati due corpi, molto distanti da tutto il resto, essi si muovono con accelerazioni a1 e a2, legate tra loro da una formula del tipo a2=-ma1, dopodiche` si dimostra che quel coefficiente m e` un numero positivo che puo` sempre essere visto come il rapporto di due numeri m1/m2; questi due numeri sono le masse dei due corpi. Se vuoi dettagli e bibliografia scrivimi sulla posta di NI e io ti mandero` quello che vuoi.<br />
a duceremultimodisvoce chiedo di pazientare due giorni perche` sono fuori casa e non ricordo a mente l&#8217;indicazione: si tratta comunque di un volume collettivo in onore, credo, del terzo centenario dei principia (1987)</p>
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		<title>
		Di: Duceremultimodisvoce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/etere-5-newton-e-seguaci/#comment-94437</link>

		<dc:creator><![CDATA[Duceremultimodisvoce]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 04:38:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentilmente, quale è il saggio di Anita Guerrini? Conosco solo due testi in inglese della Guerrini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilmente, quale è il saggio di Anita Guerrini? Conosco solo due testi in inglese della Guerrini</p>
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/etere-5-newton-e-seguaci/#comment-94436</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 03:26:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio Sparz per l&#039;ospitalità. 
Che il suo articolo mi abbia dato l&#039;occasione di fare affermazioni il cui tono può apparire provocatorio, non lo rende minimamente responsabile di questo.

Ringrazio anche Dario, ma considero il suo commento eccessivamente generoso nei miei confronti.

Gli statalini che io ho frequentato [ 1969-1970: nelle mie peregrinazioni universitarie diedi con loro l&#039;esame di &quot;dottrine politiche&quot;, 30 e lode, sul &quot;Manifesto&quot; di Marx-Engels] avevano ben altri interessi.

Sono d&#039;accordo invece sul fatto che se in un ambiente come &quot;secretum&quot;
avesse possibilità di maturare tutto quello che mi frulla in testa, che giudico presente in Gadda, avremmo possibilità di vedere onorato il nostro &quot;maggiore&quot; con teorie e con letture all&#039;altezza della complessità, non ancora pienamente percepita, della sua opera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Sparz per l&#8217;ospitalità.<br />
Che il suo articolo mi abbia dato l&#8217;occasione di fare affermazioni il cui tono può apparire provocatorio, non lo rende minimamente responsabile di questo.</p>
<p>Ringrazio anche Dario, ma considero il suo commento eccessivamente generoso nei miei confronti.</p>
<p>Gli statalini che io ho frequentato [ 1969-1970: nelle mie peregrinazioni universitarie diedi con loro l&#8217;esame di &#8220;dottrine politiche&#8221;, 30 e lode, sul &#8220;Manifesto&#8221; di Marx-Engels] avevano ben altri interessi.</p>
<p>Sono d&#8217;accordo invece sul fatto che se in un ambiente come &#8220;secretum&#8221;<br />
avesse possibilità di maturare tutto quello che mi frulla in testa, che giudico presente in Gadda, avremmo possibilità di vedere onorato il nostro &#8220;maggiore&#8221; con teorie e con letture all&#8217;altezza della complessità, non ancora pienamente percepita, della sua opera.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: db		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/etere-5-newton-e-seguaci/#comment-94430</link>

		<dc:creator><![CDATA[db]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 21:14:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.secretum-online.it , la rivista statalina di studi di intersezione che pone in evidenza i rapporti fra i saperi tradizionali e la cultura scientifica, ha bisogno di gente così.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.secretum-online.it" rel="nofollow ugc">http://www.secretum-online.it</a> , la rivista statalina di studi di intersezione che pone in evidenza i rapporti fra i saperi tradizionali e la cultura scientifica, ha bisogno di gente così.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/etere-5-newton-e-seguaci/#comment-94425</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 17:17:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Sparz.

Ma è proprio su quel terreno metodologico che si sono svolte le mie più felici  escursioni.

Per esempio: passando dal concetto di forza a quello di massa: 

*
siamo ridotti alla seguente definizione, che non è che una confessione di impotenza: *le masse sono coefficienti che è comodo introdurre nei calcoli*

*
Hertz ha colpito ancora più in alto - se mai fosse stato possibile - che con Wittgenstein.

Si tratta infatti di Jules-Henri Poincaré [La scienza e l&#039;ipotesi, Bompiani 2003, pag. 163] all&#039;inizio del discorso metodologico - chiamando in causa Hertz - che lo porterà, più  tardi, ad accusare la relatività di Einstein di essere &quot;metafisica&quot;.

E&#039; possibile che ci sia qualcosa di ancora più alto di questi giganti. Un altro lettore di Hertz e di Poincaré

Certamente. Anche se si tratta di una valutazione semplicemente soggettiva.


*

La massa è un concetto duro da digerire: essa si presenta come un coefficiente di indugio o di resistenza tra la forza e l&#039;accelerazione: confina con l&#039;idea di materia platonica, cioè di bruta resistenza ad una elaborazione, ad un movimento. Henri Poincaré (cito a memoria) disse &#039;les masses sont des coefficients qu&#039;il est commode d&#039;introduire dans les calculs&#039; e credo volesse con questa concisa frase dire che il senso o l&#039;intepretazione della realtà filosofica del concetto di massa sfugge per ora alla nostra comprensione.

CARLO EMILIO GADDA. Meditazione milanese, Einaudi 1974, pag. 141.

*

La cosa che succede a questo punto è che tutti i ruscelli che siamo andati a seguire, confluiscono in quel grande, immenso fiume che sarà il &quot;Pasticciaccio&quot;. 

Rendendomi pienamente consapevole del rischio che corro, nell&#039;affermare che 

*tutto ciò che sul &quot;Pasticciaccio&quot; è stato detto dai critici, sin dalla sua pubblicazione, è massa di inutile crusca. 

che una vera lettura del &quot;giallo&quot; come &quot;giallo della comprensione filosofica&quot;, non è ancora stata fatta*, 

Perchè i letterati sono i meno adatti a leggere quell&#039;opera, per la quale io non ho ancora una definizione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Sparz.</p>
<p>Ma è proprio su quel terreno metodologico che si sono svolte le mie più felici  escursioni.</p>
<p>Per esempio: passando dal concetto di forza a quello di massa: </p>
<p>*<br />
siamo ridotti alla seguente definizione, che non è che una confessione di impotenza: *le masse sono coefficienti che è comodo introdurre nei calcoli*</p>
<p>*<br />
Hertz ha colpito ancora più in alto &#8211; se mai fosse stato possibile &#8211; che con Wittgenstein.</p>
<p>Si tratta infatti di Jules-Henri Poincaré [La scienza e l&#8217;ipotesi, Bompiani 2003, pag. 163] all&#8217;inizio del discorso metodologico &#8211; chiamando in causa Hertz &#8211; che lo porterà, più  tardi, ad accusare la relatività di Einstein di essere &#8220;metafisica&#8221;.</p>
<p>E&#8217; possibile che ci sia qualcosa di ancora più alto di questi giganti. Un altro lettore di Hertz e di Poincaré</p>
<p>Certamente. Anche se si tratta di una valutazione semplicemente soggettiva.</p>
<p>*</p>
<p>La massa è un concetto duro da digerire: essa si presenta come un coefficiente di indugio o di resistenza tra la forza e l&#8217;accelerazione: confina con l&#8217;idea di materia platonica, cioè di bruta resistenza ad una elaborazione, ad un movimento. Henri Poincaré (cito a memoria) disse &#8216;les masses sont des coefficients qu&#8217;il est commode d&#8217;introduire dans les calculs&#8217; e credo volesse con questa concisa frase dire che il senso o l&#8217;intepretazione della realtà filosofica del concetto di massa sfugge per ora alla nostra comprensione.</p>
<p>CARLO EMILIO GADDA. Meditazione milanese, Einaudi 1974, pag. 141.</p>
<p>*</p>
<p>La cosa che succede a questo punto è che tutti i ruscelli che siamo andati a seguire, confluiscono in quel grande, immenso fiume che sarà il &#8220;Pasticciaccio&#8221;. </p>
<p>Rendendomi pienamente consapevole del rischio che corro, nell&#8217;affermare che </p>
<p>*tutto ciò che sul &#8220;Pasticciaccio&#8221; è stato detto dai critici, sin dalla sua pubblicazione, è massa di inutile crusca. </p>
<p>che una vera lettura del &#8220;giallo&#8221; come &#8220;giallo della comprensione filosofica&#8221;, non è ancora stata fatta*, </p>
<p>Perchè i letterati sono i meno adatti a leggere quell&#8217;opera, per la quale io non ho ancora una definizione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/etere-5-newton-e-seguaci/#comment-94421</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 15:11:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ops! etere 4 era forse la parte immaginaria di etere 3, questo potrei rispondere per buttarla in matematica, ma la verità è  che ho fatto un errore di numerazione nei file della mia cartella &quot;nazione indiana&quot; e ciò ha provocato il salto. Pazienza, per ora tenetevi questa numerazione &lt;i&gt;avec les trous&lt;/i&gt;.
Al soldato nostro affezionato direi che sì, Hertz eliminò le forze dalla fisica, pagando tuttavia un prezzo pesante assai, quello di introdurre le &quot;masse nascoste&quot;, finzione che esplicitamente ritenne preferibile a quella delle forze. Sulla personalità di Hertz non c&#039;è ovviamente discussione, purtroppo morì troppo giovane per sviluppare e arricchire completamente il suo punto di vista sulla meccanica. Resta che il suo approccio non trovò proseliti se non a livello metodologico, come appunto Wittgenstein.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ops! etere 4 era forse la parte immaginaria di etere 3, questo potrei rispondere per buttarla in matematica, ma la verità è  che ho fatto un errore di numerazione nei file della mia cartella &#8220;nazione indiana&#8221; e ciò ha provocato il salto. Pazienza, per ora tenetevi questa numerazione <i>avec les trous</i>.<br />
Al soldato nostro affezionato direi che sì, Hertz eliminò le forze dalla fisica, pagando tuttavia un prezzo pesante assai, quello di introdurre le &#8220;masse nascoste&#8221;, finzione che esplicitamente ritenne preferibile a quella delle forze. Sulla personalità di Hertz non c&#8217;è ovviamente discussione, purtroppo morì troppo giovane per sviluppare e arricchire completamente il suo punto di vista sulla meccanica. Resta che il suo approccio non trovò proseliti se non a livello metodologico, come appunto Wittgenstein.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/etere-5-newton-e-seguaci/#comment-94420</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 14:31:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nelle mie storie (sentieri accidentati e confusi che talvolta portano a niente, ma che possono anche portare a godere di squarci inaspettati e deliziosi del paesaggio) il problema della critica al sistema di Newton - dei cui limiti lui si rendeva ben conto, quando cercava di spiegare il perché della forza di gravità - si apre (oltre che con Leibniz: il mio personale &quot;angelo della conoscenza&quot;) in periodo più vicino a noi con Heinrich Hertz.
Il suo *Die Prinzipien der Machanik&quot; rivestirà infatti, anche al di fuori degli ambienti direttamente scientifici, un&#039;importanza difficilmente sopravvalutabile.

*

I &quot;Principi&quot; di Hertz sollevano il problema dell&#039;esatta comprensione dell&#039;oscuro concetto di &quot;forza&quot; quale viene usato nella fisica newtoniana.
La soluzione proposta da Hertz è quella di non cercare una risposta diretta alla domanda &quot;Che cos&#039;è la Forza?.

Scrive Hertz: &quot;Se ci sbarezzeremo di queste tormentose contraddizioni, non risponderemo ovviamente alla domanda relativa alla natura della forza; in compenso, però, la nostra mente, finalmente liberatasi, smetterà di porsi delle domande indebite.

*

Oltre a quello che viene detto, è importante dove viene detto quello che abbiamo letto. Perchè si tratta di una biografia di Wittgenstein, il cui autore Ray Monk, documenta come la lettura di Hertz - nel 1911, a Manchester - abbia colpito Wittgenstein.
Ma non si tratta di semplici congetture.
In una nota a pagina 129 di: Ludwig Wittgenstein, Vostro fratello Ludwig, Archinto 1998 - un carteggio con i fratelli - viene riportata una lettera a Engelmann che dice:
&quot;Così mi hanno influenzato Boltzmann, Hertz, Schopenhauer, Frege, Russell, Kraus, Loos, Weininger, Splenger , Sraffa&quot;. [1919].

Così, nelle mie storie, nella limitazione del sistema newtoniano, posso ora vederci anche la fonte di una ruscello che porterà al &quot;Tratactus&quot;, ruscello che, a parer mio, può anche essere quello la cui musica risulta la più orecchiabile:

*Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere*.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle mie storie (sentieri accidentati e confusi che talvolta portano a niente, ma che possono anche portare a godere di squarci inaspettati e deliziosi del paesaggio) il problema della critica al sistema di Newton &#8211; dei cui limiti lui si rendeva ben conto, quando cercava di spiegare il perché della forza di gravità &#8211; si apre (oltre che con Leibniz: il mio personale &#8220;angelo della conoscenza&#8221;) in periodo più vicino a noi con Heinrich Hertz.<br />
Il suo *Die Prinzipien der Machanik&#8221; rivestirà infatti, anche al di fuori degli ambienti direttamente scientifici, un&#8217;importanza difficilmente sopravvalutabile.</p>
<p>*</p>
<p>I &#8220;Principi&#8221; di Hertz sollevano il problema dell&#8217;esatta comprensione dell&#8217;oscuro concetto di &#8220;forza&#8221; quale viene usato nella fisica newtoniana.<br />
La soluzione proposta da Hertz è quella di non cercare una risposta diretta alla domanda &#8220;Che cos&#8217;è la Forza?.</p>
<p>Scrive Hertz: &#8220;Se ci sbarezzeremo di queste tormentose contraddizioni, non risponderemo ovviamente alla domanda relativa alla natura della forza; in compenso, però, la nostra mente, finalmente liberatasi, smetterà di porsi delle domande indebite.</p>
<p>*</p>
<p>Oltre a quello che viene detto, è importante dove viene detto quello che abbiamo letto. Perchè si tratta di una biografia di Wittgenstein, il cui autore Ray Monk, documenta come la lettura di Hertz &#8211; nel 1911, a Manchester &#8211; abbia colpito Wittgenstein.<br />
Ma non si tratta di semplici congetture.<br />
In una nota a pagina 129 di: Ludwig Wittgenstein, Vostro fratello Ludwig, Archinto 1998 &#8211; un carteggio con i fratelli &#8211; viene riportata una lettera a Engelmann che dice:<br />
&#8220;Così mi hanno influenzato Boltzmann, Hertz, Schopenhauer, Frege, Russell, Kraus, Loos, Weininger, Splenger , Sraffa&#8221;. [1919].</p>
<p>Così, nelle mie storie, nella limitazione del sistema newtoniano, posso ora vederci anche la fonte di una ruscello che porterà al &#8220;Tratactus&#8221;, ruscello che, a parer mio, può anche essere quello la cui musica risulta la più orecchiabile:</p>
<p>*Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere*.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/etere-5-newton-e-seguaci/#comment-94418</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 13:28:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6235#comment-94418</guid>

					<description><![CDATA[è che Sparz è poco &quot;quantitativo&quot;... ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è che Sparz è poco &#8220;quantitativo&#8221;&#8230; ;-)</p>
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