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	Commenti a: Jazz e xenoglossia	</title>
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		<title>
		Di: aitan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/jazz-e-xenoglossia/#comment-94523</link>

		<dc:creator><![CDATA[aitan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 17:42:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Piacerebbe tanto anche a me conoscere quel militante e estroso assai pianista di Gaetano Liguori.

Quanto a Umbria Jazz e agli show del Morlacchi…, l&#039;ultima volta che ci andai fu nell&#039;89, ero un ragazzetto, ma il TG regionale mi fece un&#039;intervista in cui dissi peste e corna. Ero triste per come si stesse snaturando un festival bellissimo alla ricerca del consenso facile e di qualche biglietto al botteghino.
Meglio Pomigliano Jazz, meglio Berchidda, meglio Rocella Jonica, meglio Vignola…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piacerebbe tanto anche a me conoscere quel militante e estroso assai pianista di Gaetano Liguori.</p>
<p>Quanto a Umbria Jazz e agli show del Morlacchi…, l&#8217;ultima volta che ci andai fu nell&#8217;89, ero un ragazzetto, ma il TG regionale mi fece un&#8217;intervista in cui dissi peste e corna. Ero triste per come si stesse snaturando un festival bellissimo alla ricerca del consenso facile e di qualche biglietto al botteghino.<br />
Meglio Pomigliano Jazz, meglio Berchidda, meglio Rocella Jonica, meglio Vignola…</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: andrea raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/jazz-e-xenoglossia/#comment-94502</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 15:19:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gianni, ti leggo solo oggi. accidenti, che memoria che hai... sì, mi farebbe molto piacere ovviamente!

sono io che ringrazio sergio per l&#039;ottimo pezzo che ci ha mandato. buone vacanze!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gianni, ti leggo solo oggi. accidenti, che memoria che hai&#8230; sì, mi farebbe molto piacere ovviamente!</p>
<p>sono io che ringrazio sergio per l&#8217;ottimo pezzo che ci ha mandato. buone vacanze!</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Rodolfo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/jazz-e-xenoglossia/#comment-94484</link>

		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 15:51:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Egregio Cristoforo Prodan,
senza puzze sotto il naso da parte mia, credo che l&#039;arte non debba avvicinarsi alle persone, semmai le persone devono avvicinarsi all&#039;arte. That&#039;s the question!  E non è da poco, la differenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Cristoforo Prodan,<br />
senza puzze sotto il naso da parte mia, credo che l&#8217;arte non debba avvicinarsi alle persone, semmai le persone devono avvicinarsi all&#8217;arte. That&#8217;s the question!  E non è da poco, la differenza.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Cristoforo Prodan		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/jazz-e-xenoglossia/#comment-94474</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristoforo Prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 08:37:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Citavo Allevi solo per dare l&#039;idea di come qualsiasi genere musicale moderno &quot;crossover&quot; venga in realtà percepito dalla gente come una delle infinite varianti del jazz.
Pur non essendo un appassionato di quel tipo di musica, che comunque ammicca al pop (per lunghezza dei brani, per l&#039;importanza data al titolo, per la piccola storiellina sull&#039;ispirazione che ci viene appiccicata sopra), riconsco ad Allevi il grande merito di aver avvicinato tanti giovani allo studio della musica. Un fenomeno interessante è che molti dei fan di Allevi sono anche studenti di pianoforte o pianisti principianti. E inoltre molti insegnanti di pianoforte hanno inserito nel repertorio per i propri studenti proprio brani di Allevi, così come avevano fatto e fanno con i brani facili in stile pop e jazz di Remo Vinciguerra. Addirittura è stato pubblicato uno spartito di alcuni brani di Allevi in trascrizione per pianoforte a quattro mani. Tutto cio è lodevole. Lodevole perché non rimanda a una fruizione passiva della musica, e perché fornisce l&#039;entusiasmo necessario per poter proseguire gli studi musicali.
Molti dei &quot;santoni&quot; della musica post-jazzistica non si pongono neanche il problema, ripiegati come sono in contorcimenti solipsistici e affermazioni di virtuosismo, non facendo quasi nulla per la diffusione della cultura musicale.
«Here error is all in the not done».]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Citavo Allevi solo per dare l&#8217;idea di come qualsiasi genere musicale moderno &#8220;crossover&#8221; venga in realtà percepito dalla gente come una delle infinite varianti del jazz.<br />
Pur non essendo un appassionato di quel tipo di musica, che comunque ammicca al pop (per lunghezza dei brani, per l&#8217;importanza data al titolo, per la piccola storiellina sull&#8217;ispirazione che ci viene appiccicata sopra), riconsco ad Allevi il grande merito di aver avvicinato tanti giovani allo studio della musica. Un fenomeno interessante è che molti dei fan di Allevi sono anche studenti di pianoforte o pianisti principianti. E inoltre molti insegnanti di pianoforte hanno inserito nel repertorio per i propri studenti proprio brani di Allevi, così come avevano fatto e fanno con i brani facili in stile pop e jazz di Remo Vinciguerra. Addirittura è stato pubblicato uno spartito di alcuni brani di Allevi in trascrizione per pianoforte a quattro mani. Tutto cio è lodevole. Lodevole perché non rimanda a una fruizione passiva della musica, e perché fornisce l&#8217;entusiasmo necessario per poter proseguire gli studi musicali.<br />
Molti dei &#8220;santoni&#8221; della musica post-jazzistica non si pongono neanche il problema, ripiegati come sono in contorcimenti solipsistici e affermazioni di virtuosismo, non facendo quasi nulla per la diffusione della cultura musicale.<br />
«Here error is all in the not done».</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: aditus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/jazz-e-xenoglossia/#comment-94470</link>

		<dc:creator><![CDATA[aditus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 01:11:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[*non voglio dire [...] è meglio che non vi dica*:
dite!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*non voglio dire [&#8230;] è meglio che non vi dica*:<br />
dite!</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/jazz-e-xenoglossia/#comment-94469</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 21:42:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Approfitto per ringraziare chi ha letto e commentato l&#039;articolo.
Da domani e per le prossime due settimane sarò, spero, a sollazzarmi sotto il sole e non sono sicuro di poter disporre di un accesso a internet, quindi non so se potrò seguire altri commenti.
Di nuovo grazie a tutti, e alla prossima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Approfitto per ringraziare chi ha letto e commentato l&#8217;articolo.<br />
Da domani e per le prossime due settimane sarò, spero, a sollazzarmi sotto il sole e non sono sicuro di poter disporre di un accesso a internet, quindi non so se potrò seguire altri commenti.<br />
Di nuovo grazie a tutti, e alla prossima.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/jazz-e-xenoglossia/#comment-94468</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 21:34:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E io è meglio che non vi dico che razza di commenti giravano nel backstage e nell&#039;ufficio stampa di Umbria Jazz l&#039;altro anno, quando Allevi fu ospite del festival (e ovviamente fece il tutto esaurito al Teatro Morlacchi).
In quel caso a fare un po&#039; senso non era il povero Allevi, quanto chi lo aveva invitato per fare un po&#039; di cassetta e poi lo sbeffeggiava dietro le spalle...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E io è meglio che non vi dico che razza di commenti giravano nel backstage e nell&#8217;ufficio stampa di Umbria Jazz l&#8217;altro anno, quando Allevi fu ospite del festival (e ovviamente fece il tutto esaurito al Teatro Morlacchi).<br />
In quel caso a fare un po&#8217; senso non era il povero Allevi, quanto chi lo aveva invitato per fare un po&#8217; di cassetta e poi lo sbeffeggiava dietro le spalle&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/jazz-e-xenoglossia/#comment-94467</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 21:31:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Su Allevi non vi voglio dire cosa mi riferì &quot;Gaetanone&quot; Liguori, che lo ebbe come allievo per breve tempo in conservatorio, qui a Milano...
;-) 

(ad Andrea Raos: lo so che stai soffrendo, ma giuro che prima o poi te lo presento Gaetano)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Allevi non vi voglio dire cosa mi riferì &#8220;Gaetanone&#8221; Liguori, che lo ebbe come allievo per breve tempo in conservatorio, qui a Milano&#8230;<br />
;-) </p>
<p>(ad Andrea Raos: lo so che stai soffrendo, ma giuro che prima o poi te lo presento Gaetano)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Massimiliano Viel		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/jazz-e-xenoglossia/#comment-94456</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Viel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 12:24:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dice sergio falcone: “Viviamo tempi confusi di grande crisi della creatività”.
Non lo credo. In verità lo pensavo anch’io un tempo... poi ho capito che la creatività c’era ma era da un’altra parte. E’ sempre difficile capire le trasformazioni quando si è nel mezzo perchè la sindrome dei Good Ole Boys (*) è sempre in agguato, mentre è più facile vedere i cambiamenti creativi quando sono già stati realizzati.
Un esempio: nel ‘99 mi sono legato a una sedia come Vittorio Alfieri e mi sono messo ad ascoltare musica che all’epoca mi faceva ribrezzo, la dance elettronica, House Techno Breakbeat eccetera...
E finalmente ho capito dov’era andata a finire tutta la creatività che non vedevo più nei miei dintorni culturali.

Quanto al jazz... dobbiamo renderci conto che, come dice la pubblicità di Matrix 3, “tutto ciò che ha inizio ha anche una fine”.
Certo è che il jazz in questo periodo sembra cercare la vita da altre creature più o meno vive come un vampiro disperato. Lo ha sempre fatto. Quello che colpisce è però che il “mal di massa” non ha risparmiato neppure il jazz e oggi la massa pensa che il jazz sia ciò che si suona nei locali o che comunque è stato digerito dalla cultura di massa... un popjazz ibrido e accademico, un flusso di coscienza massificato basato su un linguaggio che negli anni ‘60 era gia’ vecchio.
La musica rinascimentale ha i propri cultori che la vivificano e la rinnovano anche nel Duemila... ciononostante rimane sempre musica Rinascimentale... suonata oggi. Anche il jazz mi sembra subire lo stesso destino, insieme alla musica classica e la sorellastra contemporanea. Si puo’ suonare il jazz oggi, “contaminarlo” con altri generi o rifugiarlo in un accademismo filologico. Nel momento in cui è riconoscibile come una componente è però e comunque già situato in un inventario di musica del passato. A mio modesto parere.
E dunque sono d’accordo con Rodolfo... il jazz è morto, viva il jazz e viva le nuove invenzioni musicali... magari derivate dal jazz.

Su Allevi e la musica classica o contemporanea invece... mah sarebbe come identificare Bocelli con la lirica o Leone di Lernia con il Rock’n’roll... E’ un fenomeno di puro marketing che con la qualità (di scrittura e di performance) ha ben poco a che fare...


(*) La sindrome dei Good Ole Boys è quella per cui si crede che tutta la musica esistente sia soltanto quella che si conosce... cosi’ come i gestori del locale interpellati da Belushi su quale musica si faccia da quelle parti rispondono: “ Di tutte e due i tipi: il country e il western”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dice sergio falcone: “Viviamo tempi confusi di grande crisi della creatività”.<br />
Non lo credo. In verità lo pensavo anch’io un tempo&#8230; poi ho capito che la creatività c’era ma era da un’altra parte. E’ sempre difficile capire le trasformazioni quando si è nel mezzo perchè la sindrome dei Good Ole Boys (*) è sempre in agguato, mentre è più facile vedere i cambiamenti creativi quando sono già stati realizzati.<br />
Un esempio: nel ‘99 mi sono legato a una sedia come Vittorio Alfieri e mi sono messo ad ascoltare musica che all’epoca mi faceva ribrezzo, la dance elettronica, House Techno Breakbeat eccetera&#8230;<br />
E finalmente ho capito dov’era andata a finire tutta la creatività che non vedevo più nei miei dintorni culturali.</p>
<p>Quanto al jazz&#8230; dobbiamo renderci conto che, come dice la pubblicità di Matrix 3, “tutto ciò che ha inizio ha anche una fine”.<br />
Certo è che il jazz in questo periodo sembra cercare la vita da altre creature più o meno vive come un vampiro disperato. Lo ha sempre fatto. Quello che colpisce è però che il “mal di massa” non ha risparmiato neppure il jazz e oggi la massa pensa che il jazz sia ciò che si suona nei locali o che comunque è stato digerito dalla cultura di massa&#8230; un popjazz ibrido e accademico, un flusso di coscienza massificato basato su un linguaggio che negli anni ‘60 era gia’ vecchio.<br />
La musica rinascimentale ha i propri cultori che la vivificano e la rinnovano anche nel Duemila&#8230; ciononostante rimane sempre musica Rinascimentale&#8230; suonata oggi. Anche il jazz mi sembra subire lo stesso destino, insieme alla musica classica e la sorellastra contemporanea. Si puo’ suonare il jazz oggi, “contaminarlo” con altri generi o rifugiarlo in un accademismo filologico. Nel momento in cui è riconoscibile come una componente è però e comunque già situato in un inventario di musica del passato. A mio modesto parere.<br />
E dunque sono d’accordo con Rodolfo&#8230; il jazz è morto, viva il jazz e viva le nuove invenzioni musicali&#8230; magari derivate dal jazz.</p>
<p>Su Allevi e la musica classica o contemporanea invece&#8230; mah sarebbe come identificare Bocelli con la lirica o Leone di Lernia con il Rock’n’roll&#8230; E’ un fenomeno di puro marketing che con la qualità (di scrittura e di performance) ha ben poco a che fare&#8230;</p>
<p>(*) La sindrome dei Good Ole Boys è quella per cui si crede che tutta la musica esistente sia soltanto quella che si conosce&#8230; cosi’ come i gestori del locale interpellati da Belushi su quale musica si faccia da quelle parti rispondono: “ Di tutte e due i tipi: il country e il western”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: aditus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/06/26/jazz-e-xenoglossia/#comment-94452</link>

		<dc:creator><![CDATA[aditus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 11:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://it.youtube.com/watch?v=KH-qK5az_5k

(Alperin è quello con pochi capelli)]]></description>
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<p>(Alperin è quello con pochi capelli)</p>
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