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	Commenti a: Il superfluo della vita	</title>
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		Di: ap		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ap]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 15:49:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ecco, finalmente le parole giuste per chiudere questo post.
Grazie giorgio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ecco, finalmente le parole giuste per chiudere questo post.<br />
Grazie giorgio.</p>
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		Di: giorgio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 14:42:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[babbo d&#039;ubbia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>babbo d&#8217;ubbia&#8230;</p>
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		Di: Alcor		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 11:37:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Abbi dubbi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbi dubbi.</p>
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		<title>
		Di: giorgio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/02/il-superfluo-della-vita/#comment-94827</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 19:11:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[conclusione, alcor, che non volevo scrivere perché fino a un minuto fa ti ritenevo molto intelligente (ma poi mi è sorto qualche dubbio...): tu sentivi la mia mancanza perché sentivi la mancanza della vita, cioè di qualcosa che ti facesse palpitare un po&#039; di più di una modesta Esibizioncina Culturale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>conclusione, alcor, che non volevo scrivere perché fino a un minuto fa ti ritenevo molto intelligente (ma poi mi è sorto qualche dubbio&#8230;): tu sentivi la mia mancanza perché sentivi la mancanza della vita, cioè di qualcosa che ti facesse palpitare un po&#8217; di più di una modesta Esibizioncina Culturale&#8230;</p>
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		<title>
		Di: giorgio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/02/il-superfluo-della-vita/#comment-94826</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 19:08:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sì, è vero, alcor, voglio polemizzare a prescindere, perché quando passo di qua, di tanto in tanto, mi fate tutti molta tenerezza, con la vostra Cultura, con la vostra esibizione in Pompa Magna, come non ha mancato di fare per l&#039;ennesima volta il simpaticissimo Pinto qui sopra - e allora mi dicO. dagli una boota di vita, a questi qua, riportali con i piedi per terra, prova a tirargli dall&#039;anima qualche parola che non sia un&#039;esibizione o una pubblicità. ci provo, faccio del mio meglio, ma non è detto che riesca sempre, s&#039;intende, perché la tendenza all&#039;intristimento, come diceva l&#039;amico di quel Wertheimer, che Pinto dovrebbe conoscere, è più forte di qualsiasi cosa, di qualsiasi richiamo alla vita e al cuore. cosa fare? non lo so. siamo qui, tutti insieme, ognuno a fare la sua parte - io a polemizzare a prescindere, perché per me c&#039;è più vita in questo che in qualsiasi Pompa Culturale; voi a sostenere che invece bisogna dialogare e parlare di Cultura, etc etc...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sì, è vero, alcor, voglio polemizzare a prescindere, perché quando passo di qua, di tanto in tanto, mi fate tutti molta tenerezza, con la vostra Cultura, con la vostra esibizione in Pompa Magna, come non ha mancato di fare per l&#8217;ennesima volta il simpaticissimo Pinto qui sopra &#8211; e allora mi dicO. dagli una boota di vita, a questi qua, riportali con i piedi per terra, prova a tirargli dall&#8217;anima qualche parola che non sia un&#8217;esibizione o una pubblicità. ci provo, faccio del mio meglio, ma non è detto che riesca sempre, s&#8217;intende, perché la tendenza all&#8217;intristimento, come diceva l&#8217;amico di quel Wertheimer, che Pinto dovrebbe conoscere, è più forte di qualsiasi cosa, di qualsiasi richiamo alla vita e al cuore. cosa fare? non lo so. siamo qui, tutti insieme, ognuno a fare la sua parte &#8211; io a polemizzare a prescindere, perché per me c&#8217;è più vita in questo che in qualsiasi Pompa Culturale; voi a sostenere che invece bisogna dialogare e parlare di Cultura, etc etc&#8230;</p>
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		<title>
		Di: domenico pinto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/02/il-superfluo-della-vita/#comment-94790</link>

		<dc:creator><![CDATA[domenico pinto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 08:11:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;strong&gt;Puru i pulici tenunu a tussi.&lt;/strong&gt;

Lectio militaris: la parola &lt;i&gt;pubblicità&lt;/i&gt; qui non ci dice molto, né la sua etimologia è d&#039;aiuto per comprendere il senso di questa &lt;i&gt;pubblicazione&lt;/i&gt;. Partiamo invece dal tedesco &lt;i&gt;Werbung&lt;/i&gt; [pubblicità], deverbale di &lt;i&gt;werben&lt;/i&gt; &gt; mhd. werben, ahd. hwerban [voltarsi; muoversi; darsi da fare, impegnarsi per qualcuno], got. aírban [mutare, camminare], aengl. hweorfan, aisl. hverfa [volgersi, andare], è legato ad esempio al gr. karpós [osso del carpo] e al tocario karp [volgersi verso, andare]. – Il significato di “interessarsi per qualcuno, far interessare qualcuno per qualcosa, tentare di acquisire” è connaturato al “volgersi, muoversi verso qualcuno”, con tre campi d’uso privilegiati: si tenta di “rivolgersi, rivolgere a sé” i soldati, le donne, gli acquirenti. 

La pubblicazione del diario di Speziale è un gesto militare e sentimentale, si rivolge al compagno, non all’acquirente. La produzione di libri che durino è una forma, contro ogni logica, di resistenza (il titolo del pezzo è mutuato da Tieck, &lt;i&gt;Des Lebens Überfluss&lt;/i&gt;, Il superfluo della vita. Vi si narra di un rivoltoso inseguito dalle forze della reazione, di un uomo, poverissimo, che legge alla propria donna). Ho rimesso in circolo un frammento di diario scritto da un nuovo editore - l’attributo esatto è *nuovo; giovane significa solo che ti aspettano ancora al varco; e nella narrazione il suo uso ha la piega del trisma - perché i pensieri di un uomo lucido mi &lt;i&gt;interessano&lt;/i&gt;, riguardano la mia vita. È sufficiente perché sulle mie pagine, qui in Rete, io li restituisca ad altri lettori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Puru i pulici tenunu a tussi.</strong></p>
<p>Lectio militaris: la parola <i>pubblicità</i> qui non ci dice molto, né la sua etimologia è d&#8217;aiuto per comprendere il senso di questa <i>pubblicazione</i>. Partiamo invece dal tedesco <i>Werbung</i> [pubblicità], deverbale di <i>werben</i> > mhd. werben, ahd. hwerban [voltarsi; muoversi; darsi da fare, impegnarsi per qualcuno], got. aírban [mutare, camminare], aengl. hweorfan, aisl. hverfa [volgersi, andare], è legato ad esempio al gr. karpós [osso del carpo] e al tocario karp [volgersi verso, andare]. – Il significato di “interessarsi per qualcuno, far interessare qualcuno per qualcosa, tentare di acquisire” è connaturato al “volgersi, muoversi verso qualcuno”, con tre campi d’uso privilegiati: si tenta di “rivolgersi, rivolgere a sé” i soldati, le donne, gli acquirenti. </p>
<p>La pubblicazione del diario di Speziale è un gesto militare e sentimentale, si rivolge al compagno, non all’acquirente. La produzione di libri che durino è una forma, contro ogni logica, di resistenza (il titolo del pezzo è mutuato da Tieck, <i>Des Lebens Überfluss</i>, Il superfluo della vita. Vi si narra di un rivoltoso inseguito dalle forze della reazione, di un uomo, poverissimo, che legge alla propria donna). Ho rimesso in circolo un frammento di diario scritto da un nuovo editore &#8211; l’attributo esatto è *nuovo; giovane significa solo che ti aspettano ancora al varco; e nella narrazione il suo uso ha la piega del trisma &#8211; perché i pensieri di un uomo lucido mi <i>interessano</i>, riguardano la mia vita. È sufficiente perché sulle mie pagine, qui in Rete, io li restituisca ad altri lettori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: rospeinfrantumi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/02/il-superfluo-della-vita/#comment-94781</link>

		<dc:creator><![CDATA[rospeinfrantumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 00:58:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio Giorgio per la precisazione. Chiarisco un&#039;ultima cosa per timore di un nuovo fraintendimento: io non rimprovero davvero nulla a Domenico Pinto. Quando mai avrei dato da pensarlo? Mi chiedevo soltanto come mai nessuno si sia domandato perché abbia scelto quel racconto e non un altro. Perché il mio diario e non un testo qualsiasi su :duepunti apparso altrove.

Mi sembra davvero poco delicato ritenere le scelte di Pinto un omaggio &quot;commerciale&quot; a :duepunti. 

Probabilmente le sue scelte nascono da altro tipo di ragionamento (ovviamente ne sono certo, dal momento che non siamo compagni di merende). Sin da quando mi ha comunicato il suo desiderio di pubblicare qualcosa dal blog ha avuto carta bianca... quindi non posso essere io a rinnegare la fiducia e chiedergli, direttamente, perché ha selezionato proprio quel raccontino. A volte sprecare parole quando non servono è inutile. In altre occasioni, fatalmente, no.

Mi darebbe molto fastidio che lo si accusasse, in modo oltremodo spiccio, di avere fatto una scelta &quot;pubblicitaria&quot; (in questo caso è davvero un eufemismo per &quot;marchetta&quot;).

Sulla natura &quot;commerciale&quot; del mio blog ho già detto. 
Liberi di non credere, ma se volete potete controllare una cosa: non ci sono link che dai siti istituzionali di :duepunti portino al blog (ovviamente, non è vero il contrario). Ne fanno mezione soltanto miei amici nei loro blog. Raramente parlo dei miei libri, preferisco parlare dei miei incontri, di persone a me care o di odiati impiegati delle poste.
Potrebbe anche questo essere un modo di fare pubblicità... ma a questo punto sarebbe lecito sospettare che tra gli autori dei commenti si celino dei &quot;concorrenti&quot; altrettanto interessati... la cosa prenderebbe toni surreali.

coridali saluti
rospe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Giorgio per la precisazione. Chiarisco un&#8217;ultima cosa per timore di un nuovo fraintendimento: io non rimprovero davvero nulla a Domenico Pinto. Quando mai avrei dato da pensarlo? Mi chiedevo soltanto come mai nessuno si sia domandato perché abbia scelto quel racconto e non un altro. Perché il mio diario e non un testo qualsiasi su :duepunti apparso altrove.</p>
<p>Mi sembra davvero poco delicato ritenere le scelte di Pinto un omaggio &#8220;commerciale&#8221; a :duepunti. </p>
<p>Probabilmente le sue scelte nascono da altro tipo di ragionamento (ovviamente ne sono certo, dal momento che non siamo compagni di merende). Sin da quando mi ha comunicato il suo desiderio di pubblicare qualcosa dal blog ha avuto carta bianca&#8230; quindi non posso essere io a rinnegare la fiducia e chiedergli, direttamente, perché ha selezionato proprio quel raccontino. A volte sprecare parole quando non servono è inutile. In altre occasioni, fatalmente, no.</p>
<p>Mi darebbe molto fastidio che lo si accusasse, in modo oltremodo spiccio, di avere fatto una scelta &#8220;pubblicitaria&#8221; (in questo caso è davvero un eufemismo per &#8220;marchetta&#8221;).</p>
<p>Sulla natura &#8220;commerciale&#8221; del mio blog ho già detto.<br />
Liberi di non credere, ma se volete potete controllare una cosa: non ci sono link che dai siti istituzionali di :duepunti portino al blog (ovviamente, non è vero il contrario). Ne fanno mezione soltanto miei amici nei loro blog. Raramente parlo dei miei libri, preferisco parlare dei miei incontri, di persone a me care o di odiati impiegati delle poste.<br />
Potrebbe anche questo essere un modo di fare pubblicità&#8230; ma a questo punto sarebbe lecito sospettare che tra gli autori dei commenti si celino dei &#8220;concorrenti&#8221; altrettanto interessati&#8230; la cosa prenderebbe toni surreali.</p>
<p>coridali saluti<br />
rospe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/02/il-superfluo-della-vita/#comment-94779</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 23:06:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non sentivo nessuna mancanza, a dire il vero, e ho l&#039;impressione che Giorgio voglia polemizzare a prescindere.
E le polemiche a prescindere sono quanto di più mortificante e noioso esista al mondo,
grigie, asfittiche e totalmente in utili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sentivo nessuna mancanza, a dire il vero, e ho l&#8217;impressione che Giorgio voglia polemizzare a prescindere.<br />
E le polemiche a prescindere sono quanto di più mortificante e noioso esista al mondo,<br />
grigie, asfittiche e totalmente in utili.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giorgio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/02/il-superfluo-della-vita/#comment-94778</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 22:26:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Speziali,
siamo tutti accusati sempre di qualcosa, cosa vuoi farci, è la vita, avrebbe detto K. Ma non bisogna scoraggiarsi, e soprattutto non cadere in ennesimi errori. Ora tu (scusa se ti do il tu) ricadi in errore, rischiando nuove... accuse. Ad esempio, continui a far ricadere sul buon Pinto la responsabilità di quello che hai scritto. Mmh... brutta storia, questa... quando uno ti pubblica una cosa che tu non avresti voluto pubblicare, ci sono due modi per ovviare: se è un amico, gli chiedi cortesemente di eliminare il tuo pezzo dalla circolazione (facile in un blog come NI); se non lo conosci, lo denunci. Giusto? Se è giusto, perché allora continui a prendertela con Pinto? Noi non dobbiamo chiedere niente a Pinto, ma sempre e solo a te, che sei l&#039;autore del pezzo in questione. Non so se è chiaro.
Riguardo ai refusi. Io non pretendo niente. Pretendevo un po&#039; di rispetto da Pinto, che mi aveva censurato &quot;per sbaglio&quot; (a suo dire), e l&#039;ho ottenuto. Non ho altro da aggiungere. Diciamo che anche tu avresti potuto ammettere, con i refusi, qualcosa di più profondo: e cioè lo spirito esclusivamente pubblictario del pezzo messo da Pinto... ma qui dovremmo ritornare alla questione dibattuta sopra, e non mi va, anche perché queste son cose che ognuno fa se le sente, e poi sono tutti stufi ormai.
Per chiudere dico che il libro di Ourednik è un gran bel libro, e la vostra scelta è stata eccellente, e il vostro lavoro mi piace (refusi a parte...).
Grazie a Pinto per lo studio che cita, molto interessante, anche perché di mestiere faccio il correttore di bozze.

P.S. La battuta sul &quot;pelo di polemica&quot; era proprio, alla lettera, sul gusto della polemica fine a se stessa che caratterizza qualsiasi blog.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Speziali,<br />
siamo tutti accusati sempre di qualcosa, cosa vuoi farci, è la vita, avrebbe detto K. Ma non bisogna scoraggiarsi, e soprattutto non cadere in ennesimi errori. Ora tu (scusa se ti do il tu) ricadi in errore, rischiando nuove&#8230; accuse. Ad esempio, continui a far ricadere sul buon Pinto la responsabilità di quello che hai scritto. Mmh&#8230; brutta storia, questa&#8230; quando uno ti pubblica una cosa che tu non avresti voluto pubblicare, ci sono due modi per ovviare: se è un amico, gli chiedi cortesemente di eliminare il tuo pezzo dalla circolazione (facile in un blog come NI); se non lo conosci, lo denunci. Giusto? Se è giusto, perché allora continui a prendertela con Pinto? Noi non dobbiamo chiedere niente a Pinto, ma sempre e solo a te, che sei l&#8217;autore del pezzo in questione. Non so se è chiaro.<br />
Riguardo ai refusi. Io non pretendo niente. Pretendevo un po&#8217; di rispetto da Pinto, che mi aveva censurato &#8220;per sbaglio&#8221; (a suo dire), e l&#8217;ho ottenuto. Non ho altro da aggiungere. Diciamo che anche tu avresti potuto ammettere, con i refusi, qualcosa di più profondo: e cioè lo spirito esclusivamente pubblictario del pezzo messo da Pinto&#8230; ma qui dovremmo ritornare alla questione dibattuta sopra, e non mi va, anche perché queste son cose che ognuno fa se le sente, e poi sono tutti stufi ormai.<br />
Per chiudere dico che il libro di Ourednik è un gran bel libro, e la vostra scelta è stata eccellente, e il vostro lavoro mi piace (refusi a parte&#8230;).<br />
Grazie a Pinto per lo studio che cita, molto interessante, anche perché di mestiere faccio il correttore di bozze.</p>
<p>P.S. La battuta sul &#8220;pelo di polemica&#8221; era proprio, alla lettera, sul gusto della polemica fine a se stessa che caratterizza qualsiasi blog.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: rospeinfrantumi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/02/il-superfluo-della-vita/#comment-94765</link>

		<dc:creator><![CDATA[rospeinfrantumi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 17:25:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6281#comment-94765</guid>

					<description><![CDATA[caro Giorgio, 

non sono finito da nessuna parte in particolare. Io su questo blog ci sono soltanto per volontà di Domenico Pinto. È lui che ha voluto insierire su Nazione Indiana un frammento del mio diario (ad uso non commerciale). Forse dovreste chiedere a lui qual è il significato di questo inserimento, ovvero cosa si aspettasse esattamente dalla pubblicazione di questo racconto. 

«Speziale che prima tanto parlava...», non so perché ma ha il tono di una sfida, meglio ancora di una accusa. Dovrei difendere i refusi di un mio libro? Dovrei spiegare perché nei libri, capita, ci siano refusi («e dove altro trovarli?» mi suggerisce Pinto)? 

In base alla tua esperienza di lettore dei libri di :duepunti vuoi giudicarli? Ovviamente puoi. Vuoi anche giustiziarci? Vuoi delle scuse, soddisfazione... delle dimissioni... confessioni pubbliche... qualcosa vorrai, suppongo. 

In mezzo a tutte queste velate accuse di insulsaggine, di disonestà intellettuale e deontologica, di mancanza di professionalità e di senso dell&#039;ironia, di ggiovanilismo ecc., mi sfugge davvero una cosa: cosa si sta commentando e chi si sta processando.

Per sbarrare il passo ad altre precisazioni (ma chi vuole può continuare comunque nelle segnalazioni): nei libri di :duepunti ci sono &quot;i refusi&quot;. Se non ne avete mai incontrato uno... adesso sapete dove cercarli. 

Altra precisazione: su rospeinfrantumi non parlo quasi mai di cose che non mi interessano. Dei piani editoriali di :duepunti non parlo in quella sede, preferisco dedicarmi a raccontare delle ore vuote che riempiono le giornate di uno che fa il mio mestiere. Preferisco ricordare il sorriso giornaliero che mi garantiva il buon signor Giovanni (ex portiere dello stabile in cui lavoro). La cosa vi interessa? Può essere considerata interessante? francamente la questione non interessa me.

Per scelte personali, e una discreta tendenza all&#039;annoiarmi, non amo alimentare polemiche. Allo stesso tempo non mi sottraggo alle richieste precise... spesso me ne pento.

La chiosa finale di un commento firmato Giorgio mi è sembrata suffcientemente oscura, per quest&#039;unico motivo vorrei che fosse esplicitata. «[...] tira più un pelo di polemica che una montagna di saggezza…». Provo la sgradevole sensazione che mi si accusi nuovamente di qualcosa.

cordiali saluti
rospe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro Giorgio, </p>
<p>non sono finito da nessuna parte in particolare. Io su questo blog ci sono soltanto per volontà di Domenico Pinto. È lui che ha voluto insierire su Nazione Indiana un frammento del mio diario (ad uso non commerciale). Forse dovreste chiedere a lui qual è il significato di questo inserimento, ovvero cosa si aspettasse esattamente dalla pubblicazione di questo racconto. </p>
<p>«Speziale che prima tanto parlava&#8230;», non so perché ma ha il tono di una sfida, meglio ancora di una accusa. Dovrei difendere i refusi di un mio libro? Dovrei spiegare perché nei libri, capita, ci siano refusi («e dove altro trovarli?» mi suggerisce Pinto)? </p>
<p>In base alla tua esperienza di lettore dei libri di :duepunti vuoi giudicarli? Ovviamente puoi. Vuoi anche giustiziarci? Vuoi delle scuse, soddisfazione&#8230; delle dimissioni&#8230; confessioni pubbliche&#8230; qualcosa vorrai, suppongo. </p>
<p>In mezzo a tutte queste velate accuse di insulsaggine, di disonestà intellettuale e deontologica, di mancanza di professionalità e di senso dell&#8217;ironia, di ggiovanilismo ecc., mi sfugge davvero una cosa: cosa si sta commentando e chi si sta processando.</p>
<p>Per sbarrare il passo ad altre precisazioni (ma chi vuole può continuare comunque nelle segnalazioni): nei libri di :duepunti ci sono &#8220;i refusi&#8221;. Se non ne avete mai incontrato uno&#8230; adesso sapete dove cercarli. </p>
<p>Altra precisazione: su rospeinfrantumi non parlo quasi mai di cose che non mi interessano. Dei piani editoriali di :duepunti non parlo in quella sede, preferisco dedicarmi a raccontare delle ore vuote che riempiono le giornate di uno che fa il mio mestiere. Preferisco ricordare il sorriso giornaliero che mi garantiva il buon signor Giovanni (ex portiere dello stabile in cui lavoro). La cosa vi interessa? Può essere considerata interessante? francamente la questione non interessa me.</p>
<p>Per scelte personali, e una discreta tendenza all&#8217;annoiarmi, non amo alimentare polemiche. Allo stesso tempo non mi sottraggo alle richieste precise&#8230; spesso me ne pento.</p>
<p>La chiosa finale di un commento firmato Giorgio mi è sembrata suffcientemente oscura, per quest&#8217;unico motivo vorrei che fosse esplicitata. «[&#8230;] tira più un pelo di polemica che una montagna di saggezza…». Provo la sgradevole sensazione che mi si accusi nuovamente di qualcosa.</p>
<p>cordiali saluti<br />
rospe</p>
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