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	Commenti a: Autoritratto	</title>
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		<title>
		Di: Leonardo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 15:08:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A uno (e)

Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A uno (e)</p>
<p>Grazie</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: uno		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/18/autoritratto/#comment-95736</link>

		<dc:creator><![CDATA[uno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 15:54:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Perchè, al di là dei comprensibili messaggi di adesione, compare nel dissenso tanto livore, tanta acredine, tanto risentimento? Io suppongo si tratti di una semplice reazione autoconservativa; come si spiegherebbe altrimenti una così esplicita presa di distanza? Essa si spiega evidentemente con il fatto che il post in questione ha violato una &quot;zona sensibile&quot; che le anime belle custodiscono, proteggono e agitano come un vessillo. Come tutte le persone ragionevoli e di buon senso, come tutte le persone che si compiacciono di avere ogni tanto qualche buona idea, come tutte le persone che ritengano esserci un senso ed una ragione per tutte le cose, e si ostinano a volerglielo strappare, come tutte le persone che mitizzano la costruzione, il progetto di vita, il fatto che &quot;sono riuscita/o nel corso della mia esistenza a combinare qualcosa di buono&quot;, come tutte le persone estroflesse ed autocentrate, come tutte le persone ambiziose, come tutte le persone che si esprimono in termini di &quot;ho una buona casa, un buon lavoro, una bella famiglia...che posso volere di più?&quot;, come tutte le persone che pensano che l&#039;io e la coscienza si trovino al centro del nostro campo d&#039;azione ed orientino da quella postazione privilegiata i comportamenti umani, come tutte le persone che dicono agli altri quello che andrebbe fatto e come andrebbe fatto, come tutte le persone che non sanno che la prima cosa da imparare, assolutamente la prima, una volta entrati nell&#039;età della ragione è che siamo già cibo per i vermi, come tutte le persone che chiamano la morte Aldilà, come tutte le persone che si sentono tirate in ballo ogni qualvolta entrano in contatto con una forma di esistenza diversa dalla loro, e considerano il mero esempio dell&#039;alterità una forma di implicita accusa, come tutte le persone che tesaurizzano-ammonticchiano-conservano, come tutte le persone che intendono la curiosità come ricerca costante della conferma, come tutte le persone che si adirano se vengono contraddette, come tutte le persone che ironizzano sulle ironie altrui, come tutte le persone che considerano retorico un punto di vista diverso dal proprio, scivolando così nella &quot;retorica dell&#039;antiretorica&quot;, 
come dunque tutta quest&#039;orrida genìa di persone responsabili, le anime belle hanno bisogno di specchi.    
Essi oscillano fra il proselitismo e l&#039;intolleranza, ostaggi di questa isocrona alternanza che governa tutta la loro vita.  Non ce la fanno proprio a leggersi un autoritratto di chissàchi senza diventare competitivi, senza sentirsi precettati per un battaglia a favore dell&#039; Universo del senso, senza considerare che un post è semplicemente un&#039;opportunità che si lascia incontrare, come un colore. Non si può e non si deve &quot;essere daccordo&quot; o &quot;non essere daccordo&quot; con un colore...

  



























e]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè, al di là dei comprensibili messaggi di adesione, compare nel dissenso tanto livore, tanta acredine, tanto risentimento? Io suppongo si tratti di una semplice reazione autoconservativa; come si spiegherebbe altrimenti una così esplicita presa di distanza? Essa si spiega evidentemente con il fatto che il post in questione ha violato una &#8220;zona sensibile&#8221; che le anime belle custodiscono, proteggono e agitano come un vessillo. Come tutte le persone ragionevoli e di buon senso, come tutte le persone che si compiacciono di avere ogni tanto qualche buona idea, come tutte le persone che ritengano esserci un senso ed una ragione per tutte le cose, e si ostinano a volerglielo strappare, come tutte le persone che mitizzano la costruzione, il progetto di vita, il fatto che &#8220;sono riuscita/o nel corso della mia esistenza a combinare qualcosa di buono&#8221;, come tutte le persone estroflesse ed autocentrate, come tutte le persone ambiziose, come tutte le persone che si esprimono in termini di &#8220;ho una buona casa, un buon lavoro, una bella famiglia&#8230;che posso volere di più?&#8221;, come tutte le persone che pensano che l&#8217;io e la coscienza si trovino al centro del nostro campo d&#8217;azione ed orientino da quella postazione privilegiata i comportamenti umani, come tutte le persone che dicono agli altri quello che andrebbe fatto e come andrebbe fatto, come tutte le persone che non sanno che la prima cosa da imparare, assolutamente la prima, una volta entrati nell&#8217;età della ragione è che siamo già cibo per i vermi, come tutte le persone che chiamano la morte Aldilà, come tutte le persone che si sentono tirate in ballo ogni qualvolta entrano in contatto con una forma di esistenza diversa dalla loro, e considerano il mero esempio dell&#8217;alterità una forma di implicita accusa, come tutte le persone che tesaurizzano-ammonticchiano-conservano, come tutte le persone che intendono la curiosità come ricerca costante della conferma, come tutte le persone che si adirano se vengono contraddette, come tutte le persone che ironizzano sulle ironie altrui, come tutte le persone che considerano retorico un punto di vista diverso dal proprio, scivolando così nella &#8220;retorica dell&#8217;antiretorica&#8221;,<br />
come dunque tutta quest&#8217;orrida genìa di persone responsabili, le anime belle hanno bisogno di specchi.<br />
Essi oscillano fra il proselitismo e l&#8217;intolleranza, ostaggi di questa isocrona alternanza che governa tutta la loro vita.  Non ce la fanno proprio a leggersi un autoritratto di chissàchi senza diventare competitivi, senza sentirsi precettati per un battaglia a favore dell&#8217; Universo del senso, senza considerare che un post è semplicemente un&#8217;opportunità che si lascia incontrare, come un colore. Non si può e non si deve &#8220;essere daccordo&#8221; o &#8220;non essere daccordo&#8221; con un colore&#8230;</p>
<p>e</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/18/autoritratto/#comment-95341</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 12:25:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6406#comment-95341</guid>

					<description><![CDATA[Ho visto dall&#039;alto dei cieli. Da buon padre ho notato e annotato.

Come mi ero augurato: sbagliavo: nessuna catastrofe antropologica tra gli attempati.

Solo un leggero ritardo, nel prendere atto della differenza tra autore e personaggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto dall&#8217;alto dei cieli. Da buon padre ho notato e annotato.</p>
<p>Come mi ero augurato: sbagliavo: nessuna catastrofe antropologica tra gli attempati.</p>
<p>Solo un leggero ritardo, nel prendere atto della differenza tra autore e personaggio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Plessus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/18/autoritratto/#comment-95339</link>

		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 11:45:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6406#comment-95339</guid>

					<description><![CDATA[Dal terreno del letterale alle iperboli nelle volte celesti?
“Segni che preannunciano (o già avvenuta?) una catastrofe antropologica” che sembrano avvistati dall’alto dei cieli da un buon padre seriamente preoccupato per i propri figli.
Bah.
Indossare i panni altrui dell’indifferenza per provocare i lettori credo costituisca un esercizio letterario di grande valore. 
Salta alla mente il tremendo attrito tra le figure di Daniel1 e Daniel25 di Houellebecq. L’uno tormentato da guai esistenziali, l’altro che ha raggiunto l’atarassia come forma perfetta di (soprav)vivenza. 
Coglierei invece qui l’attrito tra il personaggio autore e il personaggio autoritratto nell’altrui veste dell’indifferenza. L’impressione è di un testo presentato con convinzione insufficiente, privo delle caratteristiche dell’invettiva e puntellato da un sarcasmo agro-dolce che sempra preso in affitto solo per far presa sui lettori.
Nulla a che vedere con il post citato del 26 aprile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal terreno del letterale alle iperboli nelle volte celesti?<br />
“Segni che preannunciano (o già avvenuta?) una catastrofe antropologica” che sembrano avvistati dall’alto dei cieli da un buon padre seriamente preoccupato per i propri figli.<br />
Bah.<br />
Indossare i panni altrui dell’indifferenza per provocare i lettori credo costituisca un esercizio letterario di grande valore.<br />
Salta alla mente il tremendo attrito tra le figure di Daniel1 e Daniel25 di Houellebecq. L’uno tormentato da guai esistenziali, l’altro che ha raggiunto l’atarassia come forma perfetta di (soprav)vivenza.<br />
Coglierei invece qui l’attrito tra il personaggio autore e il personaggio autoritratto nell’altrui veste dell’indifferenza. L’impressione è di un testo presentato con convinzione insufficiente, privo delle caratteristiche dell’invettiva e puntellato da un sarcasmo agro-dolce che sempra preso in affitto solo per far presa sui lettori.<br />
Nulla a che vedere con il post citato del 26 aprile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/18/autoritratto/#comment-95312</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 12:43:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Ne è uscita fuori una provocazione poco riuscita, secondo il mio opinabilissimo parere&quot;. Così Plessus.

Posso non essere d&#039;accordo con lui? Dichiarare che poche volte ho visto una provocazione così riuscita?
Basta vedere la contradditorietà, tra di loro, dei commenti.

Per alcuni di questi basterebbe dire, come si diceva una volta: &quot;Eh, sono ragazzi! prendono tutto sul serio&quot;. 
Cercando di fare capire loro che il serio da prendere sul serio non è quello che loro prendono sul serio, ma il suo contrario.

Ma per altri - più attempati, diciamo - invece il pensiero é: possibile che non riescano più a seguire il gioco perverso della letteratura?

Che restino immersi, senza più poterne uscire, nel gioco  tragico del letterale?

Se è questo che vedo capitare sotto i miei occhi - e spero proprio di sbagliarmi - allora sotto i miei occhi sono capitati i segni che preannunciano una catastrofe antropologica. 
Ma dopo che è già avvenuta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ne è uscita fuori una provocazione poco riuscita, secondo il mio opinabilissimo parere&#8221;. Così Plessus.</p>
<p>Posso non essere d&#8217;accordo con lui? Dichiarare che poche volte ho visto una provocazione così riuscita?<br />
Basta vedere la contradditorietà, tra di loro, dei commenti.</p>
<p>Per alcuni di questi basterebbe dire, come si diceva una volta: &#8220;Eh, sono ragazzi! prendono tutto sul serio&#8221;.<br />
Cercando di fare capire loro che il serio da prendere sul serio non è quello che loro prendono sul serio, ma il suo contrario.</p>
<p>Ma per altri &#8211; più attempati, diciamo &#8211; invece il pensiero é: possibile che non riescano più a seguire il gioco perverso della letteratura?</p>
<p>Che restino immersi, senza più poterne uscire, nel gioco  tragico del letterale?</p>
<p>Se è questo che vedo capitare sotto i miei occhi &#8211; e spero proprio di sbagliarmi &#8211; allora sotto i miei occhi sono capitati i segni che preannunciano una catastrofe antropologica.<br />
Ma dopo che è già avvenuta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: GiusCo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/18/autoritratto/#comment-95309</link>

		<dc:creator><![CDATA[GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 11:01:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; che in passato i &quot;non fit&quot; morivano senza troppe pretese, per fame, guerra o pestilenza, mentre oggi bisogna dar loro una casa, un lavoro, la pensione e l&#039;hobby dello scrittore per tenerli su di morale. Chiamatelo progresso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; che in passato i &#8220;non fit&#8221; morivano senza troppe pretese, per fame, guerra o pestilenza, mentre oggi bisogna dar loro una casa, un lavoro, la pensione e l&#8217;hobby dello scrittore per tenerli su di morale. Chiamatelo progresso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Plessus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/18/autoritratto/#comment-95308</link>

		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 10:32:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salve.
Sono un “cittadino medio” , testa “semplice”, che per arrivare a neanche duemila euro al mese di media fa il doppio lavoro per nove mesi all’anno.
Chi me lo fa fare? Ma il mutuo, naturalmente. E l’auto, lo scooter e le brevi, italiche vacanze. 
Non credevo affatto che ci fosse qualcuno che voglia essere come me, e di suscitare tanta invidia da prendermi addirittura un insulto pubblico.
Ricevo e volentieri controbatto i tuoi pensieri, gentile autoritraente.
“…non sono d’accordo con nessuno. I miei amici…” 
Se non sei d’accordo con nessuno, trovo bizzarro che sia possibile che tu abbia amici.
“…non credo più nella democrazia, perché è uguale a tutte le altre forme di governo”
Suggerisco di trasferirti in vaticano, o in arabia saudita, o in transnistria. Forse ti accorgerai che non è così.
“Quando avrò uno stipendio che me lo permetterà, prenderò in affitto una casa di campagna e andrò a viverci da solo” 
L’avverbio di tempo denota determinazione al raggiungimento dell’obbiettivo: una caratteristica comportamentale non indifferente…
Il dichiarare di non pensare a… mentre lo scrivi, appare semplicemente poco credibile.
Porrei alla stessa stregua anche le dichiarazioni a proposito di uomini torturati e di canzoni o libri, o film che raccontano di chi ha combattuto per le proprie idee, o a proposito dei siciliani e dei tossicodipendenti.
Tu che ti narri, dichiari un’indifferenza che si presenta incoerente e, in quanto tale, scarsamente convincente al cospetto di attrezzature mentali innervate di logica.
Come se tra le pieghe del tuo volto nell’autoritratto cercassi di inserire tracce di un’espressione non generata dalla tua indole. 
E’ evidente che non ti appartiene ciò che hai scritto, e non hai fatto nulla per nasconderlo. 
Ne è uscita fuori una provocazione poco riuscita, secondo il mio opinabilissimo parere.
Saluti e salute]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve.<br />
Sono un “cittadino medio” , testa “semplice”, che per arrivare a neanche duemila euro al mese di media fa il doppio lavoro per nove mesi all’anno.<br />
Chi me lo fa fare? Ma il mutuo, naturalmente. E l’auto, lo scooter e le brevi, italiche vacanze.<br />
Non credevo affatto che ci fosse qualcuno che voglia essere come me, e di suscitare tanta invidia da prendermi addirittura un insulto pubblico.<br />
Ricevo e volentieri controbatto i tuoi pensieri, gentile autoritraente.<br />
“…non sono d’accordo con nessuno. I miei amici…”<br />
Se non sei d’accordo con nessuno, trovo bizzarro che sia possibile che tu abbia amici.<br />
“…non credo più nella democrazia, perché è uguale a tutte le altre forme di governo”<br />
Suggerisco di trasferirti in vaticano, o in arabia saudita, o in transnistria. Forse ti accorgerai che non è così.<br />
“Quando avrò uno stipendio che me lo permetterà, prenderò in affitto una casa di campagna e andrò a viverci da solo”<br />
L’avverbio di tempo denota determinazione al raggiungimento dell’obbiettivo: una caratteristica comportamentale non indifferente…<br />
Il dichiarare di non pensare a… mentre lo scrivi, appare semplicemente poco credibile.<br />
Porrei alla stessa stregua anche le dichiarazioni a proposito di uomini torturati e di canzoni o libri, o film che raccontano di chi ha combattuto per le proprie idee, o a proposito dei siciliani e dei tossicodipendenti.<br />
Tu che ti narri, dichiari un’indifferenza che si presenta incoerente e, in quanto tale, scarsamente convincente al cospetto di attrezzature mentali innervate di logica.<br />
Come se tra le pieghe del tuo volto nell’autoritratto cercassi di inserire tracce di un’espressione non generata dalla tua indole.<br />
E’ evidente che non ti appartiene ciò che hai scritto, e non hai fatto nulla per nasconderlo.<br />
Ne è uscita fuori una provocazione poco riuscita, secondo il mio opinabilissimo parere.<br />
Saluti e salute</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Irene		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/18/autoritratto/#comment-95301</link>

		<dc:creator><![CDATA[Irene]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 00:25:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me non sembra proprio che questo post sia un piagnisteo nostalgico, tuttaltro: io lo vedo come una provocazione verso l&#039;immobilismo e l&#039;indifferenza rispetto alle tante cose che non vanno nel nostro Paese. Personalmente, nonostante abbia vissuto la mia giovinezza nei &quot;favolosi anni &#039;70&quot;( che non sono stati poi tutta questa favola, a parte forse la musica irripetibile prodotta in quegli anni) non rimpiango proprio nulla di quel passato tranne la voglia di cambiare tutte le cose che non andavano(perchè anche &quot;i favolosi&#039;70&quot; erano pieni di situazioni orrende). 
Ho invece ritrovato nelle parole di Leonardo una provocazione, una chiara denuncia contro l&#039;indifferenza dilagante, nessun paragone o &quot;si stava meglio...&quot;. Consiglio a Franco e uitko di andare a leggere l&#039;altro post di Palmisano &quot;I numeri, la pancia, la ricostruzione&quot; pubblicato su Nazione Indiana il 28 aprile 2008 e dopo averlo letto forse vi sarà più chiaro l&#039;intento dell&#039;autore: è sempre meglio conoscere le cose di cui si parla e non trarre conclusioni affrettate, parola di una vecchia ragazza dei &quot;favolosi &#039;70&quot;!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me non sembra proprio che questo post sia un piagnisteo nostalgico, tuttaltro: io lo vedo come una provocazione verso l&#8217;immobilismo e l&#8217;indifferenza rispetto alle tante cose che non vanno nel nostro Paese. Personalmente, nonostante abbia vissuto la mia giovinezza nei &#8220;favolosi anni &#8217;70&#8243;( che non sono stati poi tutta questa favola, a parte forse la musica irripetibile prodotta in quegli anni) non rimpiango proprio nulla di quel passato tranne la voglia di cambiare tutte le cose che non andavano(perchè anche &#8220;i favolosi&#8217;70&#8221; erano pieni di situazioni orrende).<br />
Ho invece ritrovato nelle parole di Leonardo una provocazione, una chiara denuncia contro l&#8217;indifferenza dilagante, nessun paragone o &#8220;si stava meglio&#8230;&#8221;. Consiglio a Franco e uitko di andare a leggere l&#8217;altro post di Palmisano &#8220;I numeri, la pancia, la ricostruzione&#8221; pubblicato su Nazione Indiana il 28 aprile 2008 e dopo averlo letto forse vi sarà più chiaro l&#8217;intento dell&#8217;autore: è sempre meglio conoscere le cose di cui si parla e non trarre conclusioni affrettate, parola di una vecchia ragazza dei &#8220;favolosi &#8217;70&#8221;!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: domenico pinto		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/18/autoritratto/#comment-95300</link>

		<dc:creator><![CDATA[domenico pinto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 21:10:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Franco

Il pezzo di Palmisano non fa alcuna analisi comparativa. Delle lodi chiedi ragione agli estensori. Non forzare il discorso verso i tuoi, personali, rovelli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Franco</p>
<p>Il pezzo di Palmisano non fa alcuna analisi comparativa. Delle lodi chiedi ragione agli estensori. Non forzare il discorso verso i tuoi, personali, rovelli.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Franco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/07/18/autoritratto/#comment-95299</link>

		<dc:creator><![CDATA[Franco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 20:57:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6406#comment-95299</guid>

					<description><![CDATA[io mi associo a uitko, sarà una questione di età. Anch&#039;io ho 24 anni.

@ Pinto. Se le conclusioni le ho attribuito a tutti, facendo un discorso generale, è perché ho letto solo un coro di lodi di questo post. Non ho bersagli, solo idee vecchie che non mi piacciono, e che voi condividete.  Se vuoi, rispondi a questa domanda: si stava meglio nei 60, nei 70, negli 80 o nei 90? Per ogni risposta che darai, guardati attorno, aciugati le lacrime, il mondo è pieno di coccodrilli che piangono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io mi associo a uitko, sarà una questione di età. Anch&#8217;io ho 24 anni.</p>
<p>@ Pinto. Se le conclusioni le ho attribuito a tutti, facendo un discorso generale, è perché ho letto solo un coro di lodi di questo post. Non ho bersagli, solo idee vecchie che non mi piacciono, e che voi condividete.  Se vuoi, rispondi a questa domanda: si stava meglio nei 60, nei 70, negli 80 o nei 90? Per ogni risposta che darai, guardati attorno, aciugati le lacrime, il mondo è pieno di coccodrilli che piangono.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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