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	Commenti a: I bambini la guardano : la TV	</title>
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		<title>
		Di: Alessandra		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/i-bambini-la-guardano-la-tv/#comment-98145</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 09:16:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli sguardi dei bambini riflettono l&#039;enorme responsabilità che ha la televisione nei loro confronti, e di conseguenza l&#039;enorme responsabilità di noi genitori che gliela facciamo vedere. E&#039; chiaro che non stanno vedendo un cartone animato di Tom&#038;Jerry, che altrimenti il corto ci avrebbe lasciati più sereni, con i volti dei bambini sorridenti e allegre risate. La scelta del regista di far vedere in televisione qualcosa di inquietante, mostruoso, sorprendente, pauroso, ... è forse mirata a mettere in guardia noi genitori, a farci riflettere: state attenti a proteggere il mondo, l&#039;universo dei vostri figli, la realtà che giorno per giorno costruiscono intorno a sè, la loro stessa vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sguardi dei bambini riflettono l&#8217;enorme responsabilità che ha la televisione nei loro confronti, e di conseguenza l&#8217;enorme responsabilità di noi genitori che gliela facciamo vedere. E&#8217; chiaro che non stanno vedendo un cartone animato di Tom&amp;Jerry, che altrimenti il corto ci avrebbe lasciati più sereni, con i volti dei bambini sorridenti e allegre risate. La scelta del regista di far vedere in televisione qualcosa di inquietante, mostruoso, sorprendente, pauroso, &#8230; è forse mirata a mettere in guardia noi genitori, a farci riflettere: state attenti a proteggere il mondo, l&#8217;universo dei vostri figli, la realtà che giorno per giorno costruiscono intorno a sè, la loro stessa vita.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: carmine vitale		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/i-bambini-la-guardano-la-tv/#comment-97791</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmine vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 14:35:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@effeffe
Una famosa opera di Pieter Bruegel il Vecchio &quot;Giochi di fanciulli&quot;, risale 1560 ( Kunsthistorisches Museum di Vienna), testimonia le origini antichissime di questo gioco , è illustrato nell&#039;angolo basso a destra del dipinto.
c&#039;è anche la mammana
 



 

 

Modalità e svolgimento del gioco: 

Definiti i due gruppi (composti da un minimo di due giocatori per squadra) e designato un ulteriore partecipante (neutrale) che farà da cosiddetto &quot;cuscino&quot; (in alcuni casi detto anche &quot;mamma&quot;), il gioco ha i presupposti per avere inizio. A questo punto due rappresentanti, delegati dalle squadre, fanno il &quot;tocco&quot; (la conta), e la sorte decide il resto, ovvero chi farà da &quot;cavallo&quot; e chi da &quot;cavaliere&quot;. Stabiliti i ruoli di ciascun gruppo, i giocatori si predispongono nel seguente modo: il partecipante &quot;cuscino&quot; (il quale ha il ruolo di sostenere, di ammortizzare e di proteggere la testa del capo fila del gruppo &quot;cavallo&quot;), posizionatosi in piedi con spalle al muro, viene cinto alla vita dalle braccia del primo dei giocatori che fanno da &quot;cavallo&quot;, il quale, piegato a novanta gradi (testa e spalla al &quot;cuscino&quot;), cercherà nei limiti del possibile di trovare una posizione comoda e soprattutto sicura, adatta allo svolgimento del gioco; il secondo del gruppo &quot;cavallo&quot;, ugualmente piegato a novanta, si predispone avvinghiato saldamente alla vita del suo capo fila, il terzo e gli eventuali ulteriori componenti del gruppo &quot;cavallo&quot;, avranno cura di posizionarsi allo stesso modo (formando così un unico corpo &quot;cavallo&quot;, saldo e sicuro). La squadra dei &quot;cavalieri&quot; (chiaramente di pari numero), previa consona rincorsa, inizia quindi a saltare sulla schiena dei ragazzi dell&#039;opposto gruppo (azione che ha dato origine al nome del gioco &quot;Zompa cavalier&quot;), facendo attenzione a permanervi nel tentativo di abbattere con il peso i giocatori sottoposti. 

E&#039; uso comune e buona norma (per dare preavviso ai &quot;cavalli&quot; in attesa, rivolti di spalle), che i saltatori accompagnino la rincorsa per il salto dando la relativa voce: &quot;Zo-mba ca-valier&quot;. 

Tatticamente si darà incarico al primo &quot;cavaliere&quot; (in genere quello più agile, veloce e coordinato), di effettuare un salto sufficientemente lungo al fine di lasciare spazio utile ai successivi saltatori; a slancio compiuto, il primo &quot;cavaliere&quot;, in attesa che tutti gli altri saltatori abbiano compiuto il relativo slancio, dovrà permanere aggrappato alla schiena del sottostante &quot;cavallo&quot;, facendo attenzione a non cadere, pena la sconfitta della squadra di appartenenza. Il gioco metterà alla prova l&#039;agilità e l&#039;equilibrio dei &quot;cavalieri&quot; e la resistenza e la compattezza dei &quot;cavalli&quot;, designando un vincitore solo su rinuncia, o quando un componente dei due gruppi sbaglia (se un &quot;cavaliere&quot; cade o un &quot;cavallo&quot; cede).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@effeffe<br />
Una famosa opera di Pieter Bruegel il Vecchio &#8220;Giochi di fanciulli&#8221;, risale 1560 ( Kunsthistorisches Museum di Vienna), testimonia le origini antichissime di questo gioco , è illustrato nell&#8217;angolo basso a destra del dipinto.<br />
c&#8217;è anche la mammana</p>
<p>Modalità e svolgimento del gioco: </p>
<p>Definiti i due gruppi (composti da un minimo di due giocatori per squadra) e designato un ulteriore partecipante (neutrale) che farà da cosiddetto &#8220;cuscino&#8221; (in alcuni casi detto anche &#8220;mamma&#8221;), il gioco ha i presupposti per avere inizio. A questo punto due rappresentanti, delegati dalle squadre, fanno il &#8220;tocco&#8221; (la conta), e la sorte decide il resto, ovvero chi farà da &#8220;cavallo&#8221; e chi da &#8220;cavaliere&#8221;. Stabiliti i ruoli di ciascun gruppo, i giocatori si predispongono nel seguente modo: il partecipante &#8220;cuscino&#8221; (il quale ha il ruolo di sostenere, di ammortizzare e di proteggere la testa del capo fila del gruppo &#8220;cavallo&#8221;), posizionatosi in piedi con spalle al muro, viene cinto alla vita dalle braccia del primo dei giocatori che fanno da &#8220;cavallo&#8221;, il quale, piegato a novanta gradi (testa e spalla al &#8220;cuscino&#8221;), cercherà nei limiti del possibile di trovare una posizione comoda e soprattutto sicura, adatta allo svolgimento del gioco; il secondo del gruppo &#8220;cavallo&#8221;, ugualmente piegato a novanta, si predispone avvinghiato saldamente alla vita del suo capo fila, il terzo e gli eventuali ulteriori componenti del gruppo &#8220;cavallo&#8221;, avranno cura di posizionarsi allo stesso modo (formando così un unico corpo &#8220;cavallo&#8221;, saldo e sicuro). La squadra dei &#8220;cavalieri&#8221; (chiaramente di pari numero), previa consona rincorsa, inizia quindi a saltare sulla schiena dei ragazzi dell&#8217;opposto gruppo (azione che ha dato origine al nome del gioco &#8220;Zompa cavalier&#8221;), facendo attenzione a permanervi nel tentativo di abbattere con il peso i giocatori sottoposti. </p>
<p>E&#8217; uso comune e buona norma (per dare preavviso ai &#8220;cavalli&#8221; in attesa, rivolti di spalle), che i saltatori accompagnino la rincorsa per il salto dando la relativa voce: &#8220;Zo-mba ca-valier&#8221;. </p>
<p>Tatticamente si darà incarico al primo &#8220;cavaliere&#8221; (in genere quello più agile, veloce e coordinato), di effettuare un salto sufficientemente lungo al fine di lasciare spazio utile ai successivi saltatori; a slancio compiuto, il primo &#8220;cavaliere&#8221;, in attesa che tutti gli altri saltatori abbiano compiuto il relativo slancio, dovrà permanere aggrappato alla schiena del sottostante &#8220;cavallo&#8221;, facendo attenzione a non cadere, pena la sconfitta della squadra di appartenenza. Il gioco metterà alla prova l&#8217;agilità e l&#8217;equilibrio dei &#8220;cavalieri&#8221; e la resistenza e la compattezza dei &#8220;cavalli&#8221;, designando un vincitore solo su rinuncia, o quando un componente dei due gruppi sbaglia (se un &#8220;cavaliere&#8221; cade o un &#8220;cavallo&#8221; cede).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Natàlia Castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/i-bambini-la-guardano-la-tv/#comment-97740</link>

		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 13:09:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@effeffe: è di picche. :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@effeffe: è di picche. :-)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/i-bambini-la-guardano-la-tv/#comment-97730</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 11:44:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e la regina?
:-)
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e la regina?<br />
:-)<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Natàlia Castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/i-bambini-la-guardano-la-tv/#comment-97723</link>

		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 11:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Simone: &quot;il re è nudo!&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Simone: &#8220;il re è nudo!&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: simone ciaruffoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/i-bambini-la-guardano-la-tv/#comment-97722</link>

		<dc:creator><![CDATA[simone ciaruffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 10:37:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando dico &quot;violento&quot; non intendo brutto. Posso intendere anche bellissimo.
Ciò detto il corto può significare (e che qualcosa &quot;significhi&quot; non significa niente) anche che il fuori campo è più forte di qualsiasi cosa, anche degli sguardi dei bambini (per me per esempio è così, ciò non toglie che la vera immagine non sia quella che noi guardiamo, ma quella che stanno guardando i bambini. E&#039; la vera protagonista. Polanski insegna. 
In questo senso per me è quindi violento.
Ma nulla di che, non chiamo il telefono azzurro.
Per me tutto è possibile.

Quello che dico semmai è che un corto così non può portare alla riflessione sociale, perché il meccanismo della messa in scena è molto più forte di ciò che intende mettere in scena. I protagonisti non sono gli sguardi dei bambini, ma ciò che guardano. 
Non fatevi ingannare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando dico &#8220;violento&#8221; non intendo brutto. Posso intendere anche bellissimo.<br />
Ciò detto il corto può significare (e che qualcosa &#8220;significhi&#8221; non significa niente) anche che il fuori campo è più forte di qualsiasi cosa, anche degli sguardi dei bambini (per me per esempio è così, ciò non toglie che la vera immagine non sia quella che noi guardiamo, ma quella che stanno guardando i bambini. E&#8217; la vera protagonista. Polanski insegna.<br />
In questo senso per me è quindi violento.<br />
Ma nulla di che, non chiamo il telefono azzurro.<br />
Per me tutto è possibile.</p>
<p>Quello che dico semmai è che un corto così non può portare alla riflessione sociale, perché il meccanismo della messa in scena è molto più forte di ciò che intende mettere in scena. I protagonisti non sono gli sguardi dei bambini, ma ciò che guardano.<br />
Non fatevi ingannare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/i-bambini-la-guardano-la-tv/#comment-97715</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 10:08:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6022#comment-97715</guid>

					<description><![CDATA[scusa simone, ma se fosse vero quello che dici vorrebbe dire che alcuni dei commentatori che sono intervenuti organizzano per i propri figli proiezioni del tipo Zombies a Natale, il ritorno dei troll e quant&#039;altro.
Sicuramente il video provoca delle riflessioni anche sulla tv ma non soltanto. Conosco il lavoro di Angela, che pur non essendo la regista vi ha partecipato con sue riprese, e credo di poter dire che il video è una riflessione sull&#039;immagine.
Non tanto sul modo in cui l&#039;immagine lavora ma su come noi lavoriamo l&#039;immagine. Gli sguardi, i gesti degli spettatori sono i veri protagonisti, la vera &quot;visione&quot;,e seppure non articolata nella parola, nel ragionamento, nel discorso, quegli occhi parlano, discutono, dicono. Agiscono più di quanto sembri sull&#039;immagine, agiscono non interagiscono.
Poteva esserci un quadro, uno spettacolo teatrale, ma non  una play station,( dove a mio parere il livello di passività è molto più pericoloso) lì davanti. Il risultato sarebbe stato lo stesso. E&#039; una questione di accento, rètina o retìna, tanto per intenderci. 
Che poi ci sia bisogno di una vera riflessione sulla &quot;televisione&quot; lo credo anch&#039;io. Come del resto anche sui rituali collettivi, sulle dinamiche relazionali, familiari e non, descritti da Tash.
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusa simone, ma se fosse vero quello che dici vorrebbe dire che alcuni dei commentatori che sono intervenuti organizzano per i propri figli proiezioni del tipo Zombies a Natale, il ritorno dei troll e quant&#8217;altro.<br />
Sicuramente il video provoca delle riflessioni anche sulla tv ma non soltanto. Conosco il lavoro di Angela, che pur non essendo la regista vi ha partecipato con sue riprese, e credo di poter dire che il video è una riflessione sull&#8217;immagine.<br />
Non tanto sul modo in cui l&#8217;immagine lavora ma su come noi lavoriamo l&#8217;immagine. Gli sguardi, i gesti degli spettatori sono i veri protagonisti, la vera &#8220;visione&#8221;,e seppure non articolata nella parola, nel ragionamento, nel discorso, quegli occhi parlano, discutono, dicono. Agiscono più di quanto sembri sull&#8217;immagine, agiscono non interagiscono.<br />
Poteva esserci un quadro, uno spettacolo teatrale, ma non  una play station,( dove a mio parere il livello di passività è molto più pericoloso) lì davanti. Il risultato sarebbe stato lo stesso. E&#8217; una questione di accento, rètina o retìna, tanto per intenderci.<br />
Che poi ci sia bisogno di una vera riflessione sulla &#8220;televisione&#8221; lo credo anch&#8217;io. Come del resto anche sui rituali collettivi, sulle dinamiche relazionali, familiari e non, descritti da Tash.<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: bill (sì, proprio io)		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/i-bambini-la-guardano-la-tv/#comment-97711</link>

		<dc:creator><![CDATA[bill (sì, proprio io)]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 09:08:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solo per dire che questa discussione è una cagata pazzesca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo per dire che questa discussione è una cagata pazzesca.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Plessus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/i-bambini-la-guardano-la-tv/#comment-97706</link>

		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 08:28:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ curioso come ognuno interpreti diversamente ciò che su quei tenerissimi volti è stampato.
Secondo me sono sono Incantati. In una condizione di benessere. 
Perché farli tornare alla realtà? Preserviamo il loro diritto al sogno, all’incanto. 
Non demonizziamo il mezzo televisivo. A qualcosa può servire, può diventare addirittura istruttivo. Pur tenendosi tutti i propri spunti per diventare deleterio.
Mi ricordo le ore con mia figlia a guardare i documentari sugli animali in tv. Andando molto più indietro col tempo, c’era il maestro Manzi che ha insegnato a qualcuno di noi a scrivere e a leggere. Dalla sua lavagna e il suo volto in bianco e nero, al mio foglio a righe col tratto incerto, grosso, tremolante e singolare, e la tv che trasmetteva davvero. Mi risulta che ora, ad esempio, – ma dovrei chiedere conferma a mio nipote, per me lo schermo televisivo è sostituito dal monitor del pc – vi sono cartoni che propongono spunti di educazione civica.
E’ necessaria, come al solito, la vigilanza che il buon senso di ciascun buon genitore deve applicare sulle attività dei propri figli.
Ammettendo che, su vigilanza e buon senso, può aprirsi un dibattito infinito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ curioso come ognuno interpreti diversamente ciò che su quei tenerissimi volti è stampato.<br />
Secondo me sono sono Incantati. In una condizione di benessere.<br />
Perché farli tornare alla realtà? Preserviamo il loro diritto al sogno, all’incanto.<br />
Non demonizziamo il mezzo televisivo. A qualcosa può servire, può diventare addirittura istruttivo. Pur tenendosi tutti i propri spunti per diventare deleterio.<br />
Mi ricordo le ore con mia figlia a guardare i documentari sugli animali in tv. Andando molto più indietro col tempo, c’era il maestro Manzi che ha insegnato a qualcuno di noi a scrivere e a leggere. Dalla sua lavagna e il suo volto in bianco e nero, al mio foglio a righe col tratto incerto, grosso, tremolante e singolare, e la tv che trasmetteva davvero. Mi risulta che ora, ad esempio, – ma dovrei chiedere conferma a mio nipote, per me lo schermo televisivo è sostituito dal monitor del pc – vi sono cartoni che propongono spunti di educazione civica.<br />
E’ necessaria, come al solito, la vigilanza che il buon senso di ciascun buon genitore deve applicare sulle attività dei propri figli.<br />
Ammettendo che, su vigilanza e buon senso, può aprirsi un dibattito infinito.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: simone ciaruffoli		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/i-bambini-la-guardano-la-tv/#comment-97704</link>

		<dc:creator><![CDATA[simone ciaruffoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 08:06:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=6022#comment-97704</guid>

					<description><![CDATA[Hanno lo sguardo di un regista che per ottenere quegli sguardi non gli sta certo facendo vedere le comiche. Anche loro, come voi, non dimenticheranno quello che hanno visto quel giorno, quello che gli ha impresso quello sguardo.

E&#039; violento questo corto. Violento più della Tv.
C&#039;è una speculazione dietro che fa paura,

Datevi una svegliata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno lo sguardo di un regista che per ottenere quegli sguardi non gli sta certo facendo vedere le comiche. Anche loro, come voi, non dimenticheranno quello che hanno visto quel giorno, quello che gli ha impresso quello sguardo.</p>
<p>E&#8217; violento questo corto. Violento più della Tv.<br />
C&#8217;è una speculazione dietro che fa paura,</p>
<p>Datevi una svegliata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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