<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Maschio e femmina dio li creò!? Il binarismo sessuale visto dai suoi zoccoli (2)	</title>
	<atom:link href="https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 Jul 2011 14:44:05 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.5</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Pierre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/#comment-98241</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pierre]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 15:25:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=8140#comment-98241</guid>

					<description><![CDATA[Grazie Lorenzo, mi sembra molto chiaro. E&#039; probabilmente anche la prospettiva decostruzionista - che prima era implicita nel tuo articolo - è in questo orizzonte utile per evitare di ideologizzare il relativismo (o di universalizzare il particolare, come diceva già Bourdieu nel suo annesso omo alla &quot;Domination masculine&quot;). In fondo è un modo per &quot;pensare la genealogia strutturata dei suoi concetti nella maniera più fedele e interna possibile, ma anche da un certo al di fuori, che essa non può più qualificare e nominare, [che] diventa un determinare ciò che tale storia ha potuto dissimulare o interdire, quando si è fatta storia” (Culler). Direi dunque che gli zoccoli, più che essere &quot;difettosi&quot; sono &quot;differenziali&quot; (con la a;-) o magari - visto che sei dichiaratamente un foucaultiano - eterotopici. Ma questo lo lascio a te che sei un filosofo! Grazie per la bella discussione, ciao!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Lorenzo, mi sembra molto chiaro. E&#8217; probabilmente anche la prospettiva decostruzionista &#8211; che prima era implicita nel tuo articolo &#8211; è in questo orizzonte utile per evitare di ideologizzare il relativismo (o di universalizzare il particolare, come diceva già Bourdieu nel suo annesso omo alla &#8220;Domination masculine&#8221;). In fondo è un modo per &#8220;pensare la genealogia strutturata dei suoi concetti nella maniera più fedele e interna possibile, ma anche da un certo al di fuori, che essa non può più qualificare e nominare, [che] diventa un determinare ciò che tale storia ha potuto dissimulare o interdire, quando si è fatta storia” (Culler). Direi dunque che gli zoccoli, più che essere &#8220;difettosi&#8221; sono &#8220;differenziali&#8221; (con la a;-) o magari &#8211; visto che sei dichiaratamente un foucaultiano &#8211; eterotopici. Ma questo lo lascio a te che sei un filosofo! Grazie per la bella discussione, ciao!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/#comment-98218</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 08:36:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=8140#comment-98218</guid>

					<description><![CDATA[ringrazio tutti per i generosi commenti, soprattutto pierre che mi consente di fare qualche precisazione. 
non ho affatto inteso difendere una posizione essenzialista né medicalizzante. ho usato il termine &quot;zoccoli difettosi&quot; non per alludere a un difetto genetico o ontologico o morale, ma solo per indicare delle identità che vengono prodotte dal dispositivo binario della sessualità (che è culturale, non essenziale) per essere scartate - il difetto è solo inteso dal punto di vista di quella cultura che intendo contestare. 
se conoscete il pensiero di Mario Mieli, che ha avuto una certa importanza nel movimento gay antagonista italiano,  ricorderete che - richiamandosi a Marcuse - Mieli propagandava una rivoluzione sessuale che avrebbe avuto come esito la liberazione di quella che chiamava &quot;transessualità originaria&quot; (reinterpretando a suo modo il concetto già presente in Freud di polimorfismo perverso come forma originaria della sessualità). L&#039;esito della rivoluzione sessuale, insomma, per Mieli sarebbe un ritorno all&#039;origine - la fine della storia sarebbe già scritta nel suo inizio: e questo inizio sarebbe costituito da una forma della sessualità non determinata dal binarismo e uguale per tutti.
seguendo tutt&#039;altri sentieri teorici, una certa vulgata queer contemporanea oggi propaganda un superamento radicale del binarismo sessuale che avrebbe come esito l&#039;acquisizione per ogni essere umano di una sessualità queer, cioè mobile, indefinita, instabile.
Nel mio intervento, quelle che possono sembrare posizione &quot;tiepide&quot; sono volte a contrastare proposte teoriche di questo tipo, che finiscono per imporre una soluzione universale che dovrebbe essere valida per tutti. Proprio perché non sono essenzialista, proprio perché non credo nell&#039;esistenza di una natura sessuata umana uguale per tutti, proprio perché credo che il desiderio e l&#039;identità si sviluppino in relazione a significanti culturali che vengono interpretati in modo personale da ogni individuo - proprio per queste ragioni ho difeso la possibilità di mobilitare le categorie del binarismo sessuale in modo liberatorio senza imporre un loro superamento. intendo dire: il fatto che oggi interpretiamo quello che siamo attraverso quelle categorie, non è meno reale del fatto che quelle categorie agiscano su una presunta natura umana che nessuno conosce. il fatto che una persona transgender si collochi in una posizione intermedia tra il maschile e il femminile, o che una persona queer possa definirsi né maschio né femmina, né etero né omosessuale, è comunque un fatto reso pensabile attraverso quelle categorie, seppur utilizzate attraverso la loro negazione. 
Piuttosto che immaginare un &quot;oltre&quot; uguale per tutti, prefrisco difendere qui ed ora la possibilità per tutti di essere rispettati nella loro dignità umana: queer, trans, omo, etero, intersex...
 Ad esempio: io non ho alcun problema di fronte a un mio amico che mi dica &quot;io sono un uomo eterosessuale&quot;, e credo di non aver alcun diritto di pretendere da lui un&#039;abiura del suo desiderio (!): però da lui pretendo che rispetti le donne e le minoranze sessuali, che per lui essere uomo non equivalga a essere maschilista. 
Credo che sia possibile essere libertari e tolleranti anche senza dover rinunciare alla proprie identità, vivendo qui e ora la contraddizione di quello che siamo, accettando la dipendenza dei nostri desideri dalla cultura in cui siamo inseriti. Chi è queer e non sente il bisogno di definire la propria identità, chi può scegliere ogni mattina di vestire indifferentemente abiti maschili o femminili, chi desidera indifferentemente uomini e donne, ecc. dovrebbe avere tutto il diritto di farlo: ma non imponga il suo desiderio come quello che tutti dovrebbero seguire in nome di un&#039;ideologia decostruzionista! 
A dire il vero non credo che la mia sia una posizione moderata conservatrice, e credo anzi che sia l&#039;esito più sensato e radicale del decostruttivismo inteso in senso non assolutizzante né ideologico. Per fare un altro esempio: non vedo nulla di scandaloso in una coppia gay  in cui uno dei partner è prevelentemente attivo e l&#039;altro passivo, purchè sia una &quot;scelta&quot; che rispetti il desiderio di entrambi. Come non sono affatto turbato da quelle coppie lesbiche in cui vige una polarità butch-femme: che diritto avrei di dire loro &quot;siete sbagliate! state ricalcando un modello binario!&quot;. Se quello è il loro modo di essere coppia, se stanno bene così e si sono trovate, perché dovrei essere io a imporre loro una decostruzione? Lo scopo delle lotte di liberazione non credo debba essere l&#039;imposizione di una nuova norma morale, seppur fondata su un&#039;ideologia decostruttiva, ma la possibilità di ricercare piacere e felicità nel modo più consono al proprio desiderio (anche nella consapevolezza che il desiderio è culturalmente costruito, e che quindi può sempre essere messo in discussione).

Lo stesso ordine di argomenti mi conduce anche a rispettare le associazioni trans e intersex quando scelgono di non contestare ma di accettare la medicalizzazione dei propri corpi. Quando non vengono imposte, ma vengono scelte, credo che l&#039;operazione di riassegnazione chirugica del sesso e le operazioni plastiche per modificare i tratti sessuali secondari dovrebbero essere un diritto. Un diritto che però ha dei costi medici elevati, che in america le assicurazioni sono disposte a pagare solo nel caso in cui si tratti di interventi motivati da una &quot;malattia&quot;. Qualcosa di simile accade per il nostro sitema sanitario nazionale... Quindi andiamoci piano con il giudicare, e prima ascoltiamo la voce dei diretti interessati, e cerchiamo di interpretarla nel contesto in cui viene espressa: non sovradeterminiamo i soggetti con l&#039;ideologia, e lasciamo loro la parola. tenete anche presente che in alcune delle sindromi a cui è associata l&#039;intersessualità, la mancata o scarsa produzione di ormoni comporta problemi di salute gravi. Un soggetto che non produce ormoni rischia un invechiamento precoce degli organi, e quindi una vita molto breve. Il fatto è che, se una persona volesse mantenere il proprio corpo intersessuale, potrebbe far richiesta di assumere ormoni sa maschili sia femminili - ma questa è una scelta generalmente non contemplata dai medici &quot;curanti&quot;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ringrazio tutti per i generosi commenti, soprattutto pierre che mi consente di fare qualche precisazione.<br />
non ho affatto inteso difendere una posizione essenzialista né medicalizzante. ho usato il termine &#8220;zoccoli difettosi&#8221; non per alludere a un difetto genetico o ontologico o morale, ma solo per indicare delle identità che vengono prodotte dal dispositivo binario della sessualità (che è culturale, non essenziale) per essere scartate &#8211; il difetto è solo inteso dal punto di vista di quella cultura che intendo contestare.<br />
se conoscete il pensiero di Mario Mieli, che ha avuto una certa importanza nel movimento gay antagonista italiano,  ricorderete che &#8211; richiamandosi a Marcuse &#8211; Mieli propagandava una rivoluzione sessuale che avrebbe avuto come esito la liberazione di quella che chiamava &#8220;transessualità originaria&#8221; (reinterpretando a suo modo il concetto già presente in Freud di polimorfismo perverso come forma originaria della sessualità). L&#8217;esito della rivoluzione sessuale, insomma, per Mieli sarebbe un ritorno all&#8217;origine &#8211; la fine della storia sarebbe già scritta nel suo inizio: e questo inizio sarebbe costituito da una forma della sessualità non determinata dal binarismo e uguale per tutti.<br />
seguendo tutt&#8217;altri sentieri teorici, una certa vulgata queer contemporanea oggi propaganda un superamento radicale del binarismo sessuale che avrebbe come esito l&#8217;acquisizione per ogni essere umano di una sessualità queer, cioè mobile, indefinita, instabile.<br />
Nel mio intervento, quelle che possono sembrare posizione &#8220;tiepide&#8221; sono volte a contrastare proposte teoriche di questo tipo, che finiscono per imporre una soluzione universale che dovrebbe essere valida per tutti. Proprio perché non sono essenzialista, proprio perché non credo nell&#8217;esistenza di una natura sessuata umana uguale per tutti, proprio perché credo che il desiderio e l&#8217;identità si sviluppino in relazione a significanti culturali che vengono interpretati in modo personale da ogni individuo &#8211; proprio per queste ragioni ho difeso la possibilità di mobilitare le categorie del binarismo sessuale in modo liberatorio senza imporre un loro superamento. intendo dire: il fatto che oggi interpretiamo quello che siamo attraverso quelle categorie, non è meno reale del fatto che quelle categorie agiscano su una presunta natura umana che nessuno conosce. il fatto che una persona transgender si collochi in una posizione intermedia tra il maschile e il femminile, o che una persona queer possa definirsi né maschio né femmina, né etero né omosessuale, è comunque un fatto reso pensabile attraverso quelle categorie, seppur utilizzate attraverso la loro negazione.<br />
Piuttosto che immaginare un &#8220;oltre&#8221; uguale per tutti, prefrisco difendere qui ed ora la possibilità per tutti di essere rispettati nella loro dignità umana: queer, trans, omo, etero, intersex&#8230;<br />
 Ad esempio: io non ho alcun problema di fronte a un mio amico che mi dica &#8220;io sono un uomo eterosessuale&#8221;, e credo di non aver alcun diritto di pretendere da lui un&#8217;abiura del suo desiderio (!): però da lui pretendo che rispetti le donne e le minoranze sessuali, che per lui essere uomo non equivalga a essere maschilista.<br />
Credo che sia possibile essere libertari e tolleranti anche senza dover rinunciare alla proprie identità, vivendo qui e ora la contraddizione di quello che siamo, accettando la dipendenza dei nostri desideri dalla cultura in cui siamo inseriti. Chi è queer e non sente il bisogno di definire la propria identità, chi può scegliere ogni mattina di vestire indifferentemente abiti maschili o femminili, chi desidera indifferentemente uomini e donne, ecc. dovrebbe avere tutto il diritto di farlo: ma non imponga il suo desiderio come quello che tutti dovrebbero seguire in nome di un&#8217;ideologia decostruzionista!<br />
A dire il vero non credo che la mia sia una posizione moderata conservatrice, e credo anzi che sia l&#8217;esito più sensato e radicale del decostruttivismo inteso in senso non assolutizzante né ideologico. Per fare un altro esempio: non vedo nulla di scandaloso in una coppia gay  in cui uno dei partner è prevelentemente attivo e l&#8217;altro passivo, purchè sia una &#8220;scelta&#8221; che rispetti il desiderio di entrambi. Come non sono affatto turbato da quelle coppie lesbiche in cui vige una polarità butch-femme: che diritto avrei di dire loro &#8220;siete sbagliate! state ricalcando un modello binario!&#8221;. Se quello è il loro modo di essere coppia, se stanno bene così e si sono trovate, perché dovrei essere io a imporre loro una decostruzione? Lo scopo delle lotte di liberazione non credo debba essere l&#8217;imposizione di una nuova norma morale, seppur fondata su un&#8217;ideologia decostruttiva, ma la possibilità di ricercare piacere e felicità nel modo più consono al proprio desiderio (anche nella consapevolezza che il desiderio è culturalmente costruito, e che quindi può sempre essere messo in discussione).</p>
<p>Lo stesso ordine di argomenti mi conduce anche a rispettare le associazioni trans e intersex quando scelgono di non contestare ma di accettare la medicalizzazione dei propri corpi. Quando non vengono imposte, ma vengono scelte, credo che l&#8217;operazione di riassegnazione chirugica del sesso e le operazioni plastiche per modificare i tratti sessuali secondari dovrebbero essere un diritto. Un diritto che però ha dei costi medici elevati, che in america le assicurazioni sono disposte a pagare solo nel caso in cui si tratti di interventi motivati da una &#8220;malattia&#8221;. Qualcosa di simile accade per il nostro sitema sanitario nazionale&#8230; Quindi andiamoci piano con il giudicare, e prima ascoltiamo la voce dei diretti interessati, e cerchiamo di interpretarla nel contesto in cui viene espressa: non sovradeterminiamo i soggetti con l&#8217;ideologia, e lasciamo loro la parola. tenete anche presente che in alcune delle sindromi a cui è associata l&#8217;intersessualità, la mancata o scarsa produzione di ormoni comporta problemi di salute gravi. Un soggetto che non produce ormoni rischia un invechiamento precoce degli organi, e quindi una vita molto breve. Il fatto è che, se una persona volesse mantenere il proprio corpo intersessuale, potrebbe far richiesta di assumere ormoni sa maschili sia femminili &#8211; ma questa è una scelta generalmente non contemplata dai medici &#8220;curanti&#8221;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Pierre		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/#comment-98053</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pierre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 23:21:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=8140#comment-98053</guid>

					<description><![CDATA[Articolo molto bello e importante. Concordo in pieno e calorosamente sulla violenza normativa della norma bipolare, di cui non siamo sufficientemente coscienti. Sono scettico però di fronte alla tiepida conclusione, che riconduce i buoi in un tacito (ma perché mai?) essenzialismo della polarità uomo/donna. &quot;Transgenderismo e intersessualismo sono condizioni psicologiche e fisiche prodotte dalla logica binaria del dispositivo moderno della sessualità e rese intelligibili dalle sue categorie&quot;: perché mai questo dispositivo (che è performativo, se seguiamo Butler) non dovrebbe essere esso stesso decostruito (non sabotato, che è ancora un modo di dire che c’è una norma e un’antinorma), giacché è storicizzabile: lo mostra il ruolo ben diverso assunto dall&#039;ermafroditismo in altre epoche e in altre culture! Il fatto stesso che si parli di &quot;Sindrome di Klinefelter&quot; indica già una medicalizzazione, pesantemente sostenuta proprio dalla ISNA (Intersex Society of North America) che ha militato - sicuramente in buona fede - affinché al concetto di intersessualismo si sostituisse il quello di &quot;Disorder of Sex Developement&quot;. La patologizzazione è un gesto culturale (cfr. Devreux) con ricadute politiche (medico-legali, lo si vede bene dall’articolo) e dovrebbe spaventarci in un&#039;epoca di velato eugenetismo. Forse esagero: ma, senza voler essere nominalista, mi dico che le parole producono segregazione, tracciano limiti tra sano e malato, savio e folle, interno e esterno….  L&#039;affermazione che chi si colloca in un altrove psicofisico sia uno &quot;zoccolo difettoso&quot; significa che di lui.lei possono &quot;essere corretti&quot;, visto che l&#039;anomalia è riscontrabile in un esame del DNA pre-natale: la testimonianza di un intersex – in un recente numero del semestrale &quot;Nouvelles questions féministes&quot; (n. 1, 2008) dedicato all&#039;intersessualismo - mi ha messo in brividi: &quot;siamo una specie in via di estinzione&quot; dice l&#039;autore.trice di questa testimonianza (pensando agli esami genetici prenatali). Quando un essere umano deve parlare delle propria identità come specie, mi sento mancare l&#039;umanità sotto i piedi. Un giorno abortiremo la differenza in nome della felicità (quella stabilita per norma culturale)? E’ tardi, scusate, forse mi esprimo in modo confuso… ma quello della depolarizzazione (non solo uomo/donna, ma anche omo/etero, penentrante/penetrato.a, ecc.) è una questione veramente cruciale. Sono molto grato a Bernini per la forza, completezza e pertinenza del suo intervento, ma sarei più radicale nelle conclusioni. P.S. piccola nota tecnica: se l&#039;intersessualismo è fisicamente attestato in un bambino su 2000, il cromosoma XXY è presente in un bambino su 600…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo molto bello e importante. Concordo in pieno e calorosamente sulla violenza normativa della norma bipolare, di cui non siamo sufficientemente coscienti. Sono scettico però di fronte alla tiepida conclusione, che riconduce i buoi in un tacito (ma perché mai?) essenzialismo della polarità uomo/donna. &#8220;Transgenderismo e intersessualismo sono condizioni psicologiche e fisiche prodotte dalla logica binaria del dispositivo moderno della sessualità e rese intelligibili dalle sue categorie&#8221;: perché mai questo dispositivo (che è performativo, se seguiamo Butler) non dovrebbe essere esso stesso decostruito (non sabotato, che è ancora un modo di dire che c’è una norma e un’antinorma), giacché è storicizzabile: lo mostra il ruolo ben diverso assunto dall&#8217;ermafroditismo in altre epoche e in altre culture! Il fatto stesso che si parli di &#8220;Sindrome di Klinefelter&#8221; indica già una medicalizzazione, pesantemente sostenuta proprio dalla ISNA (Intersex Society of North America) che ha militato &#8211; sicuramente in buona fede &#8211; affinché al concetto di intersessualismo si sostituisse il quello di &#8220;Disorder of Sex Developement&#8221;. La patologizzazione è un gesto culturale (cfr. Devreux) con ricadute politiche (medico-legali, lo si vede bene dall’articolo) e dovrebbe spaventarci in un&#8217;epoca di velato eugenetismo. Forse esagero: ma, senza voler essere nominalista, mi dico che le parole producono segregazione, tracciano limiti tra sano e malato, savio e folle, interno e esterno….  L&#8217;affermazione che chi si colloca in un altrove psicofisico sia uno &#8220;zoccolo difettoso&#8221; significa che di lui.lei possono &#8220;essere corretti&#8221;, visto che l&#8217;anomalia è riscontrabile in un esame del DNA pre-natale: la testimonianza di un intersex – in un recente numero del semestrale &#8220;Nouvelles questions féministes&#8221; (n. 1, 2008) dedicato all&#8217;intersessualismo &#8211; mi ha messo in brividi: &#8220;siamo una specie in via di estinzione&#8221; dice l&#8217;autore.trice di questa testimonianza (pensando agli esami genetici prenatali). Quando un essere umano deve parlare delle propria identità come specie, mi sento mancare l&#8217;umanità sotto i piedi. Un giorno abortiremo la differenza in nome della felicità (quella stabilita per norma culturale)? E’ tardi, scusate, forse mi esprimo in modo confuso… ma quello della depolarizzazione (non solo uomo/donna, ma anche omo/etero, penentrante/penetrato.a, ecc.) è una questione veramente cruciale. Sono molto grato a Bernini per la forza, completezza e pertinenza del suo intervento, ma sarei più radicale nelle conclusioni. P.S. piccola nota tecnica: se l&#8217;intersessualismo è fisicamente attestato in un bambino su 2000, il cromosoma XXY è presente in un bambino su 600…</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Natàlia Castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/#comment-97610</link>

		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 20:26:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=8140#comment-97610</guid>

					<description><![CDATA[GRAZIE!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GRAZIE!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/#comment-97609</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 20:11:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=8140#comment-97609</guid>

					<description><![CDATA[Bravissimo Jan per avere postato queste splendide lezioni. L&#039;ignoranza in questo campo è ancora immensa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bravissimo Jan per avere postato queste splendide lezioni. L&#8217;ignoranza in questo campo è ancora immensa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: capitan feendoos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/#comment-97599</link>

		<dc:creator><![CDATA[capitan feendoos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 17:47:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=8140#comment-97599</guid>

					<description><![CDATA[Conoscere una sola di queste storie di sofferenza dovrebbe farci riflettere su quanta delicatezza bisogna usare con la sfera privata di ogni essere umano. E fare di tutto perché nessuno debba soffrire oltre per la stupida ignoranza di chi ci governa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscere una sola di queste storie di sofferenza dovrebbe farci riflettere su quanta delicatezza bisogna usare con la sfera privata di ogni essere umano. E fare di tutto perché nessuno debba soffrire oltre per la stupida ignoranza di chi ci governa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: niky lismo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/maschio-e-femmina-dio-li-creo-il-binarismo-sessuale-visto-dai-suoi-zoccoli-2/#comment-97585</link>

		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 15:13:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=8140#comment-97585</guid>

					<description><![CDATA[Forse per mia esclusiva ignoranza, ma trovo questa lezione assolutamente illuminante. L&#039;adeguamento delle forme sociali, dalle istituzioni giuridiche alle relazioni interpersonali, a una realtà che finalmente si scopre complessa passa innanzitutto attraverso il riconoscimento e l&#039;acquisizione di un lessico. &quot;Binarismo sessuale&quot; e suo possibile &quot;sabotaggio&quot; sono locuzioni che aprono il campo a un ampliamento del modo di essere e di pensare, ma soprattutto alla necessità di una battaglia per l&#039;attribuzione di diritti &quot;nuovi&quot;, nel senso comune e nel sentire normativo. Stando le cose come stanno oggi in Italia, sarà una battaglia estenuante, ma perché abbia fine (positivamente) occorre che incominci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse per mia esclusiva ignoranza, ma trovo questa lezione assolutamente illuminante. L&#8217;adeguamento delle forme sociali, dalle istituzioni giuridiche alle relazioni interpersonali, a una realtà che finalmente si scopre complessa passa innanzitutto attraverso il riconoscimento e l&#8217;acquisizione di un lessico. &#8220;Binarismo sessuale&#8221; e suo possibile &#8220;sabotaggio&#8221; sono locuzioni che aprono il campo a un ampliamento del modo di essere e di pensare, ma soprattutto alla necessità di una battaglia per l&#8217;attribuzione di diritti &#8220;nuovi&#8221;, nel senso comune e nel sentire normativo. Stando le cose come stanno oggi in Italia, sarà una battaglia estenuante, ma perché abbia fine (positivamente) occorre che incominci.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: staging.nazioneindiana.com @ 2026-06-19 16:31:29 by W3 Total Cache
-->