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	Commenti a: Non ho molti dischi di Bill Frisell	</title>
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		<title>
		Di: aditus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[aditus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 09:47:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sull&#039;autore di molte delle copertine dei dischi di Bill Frisell 

questo http://en.wikipedia.org/wiki/Jim_Woodring

e questo http://www.jimwoodring.com/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;autore di molte delle copertine dei dischi di Bill Frisell </p>
<p>questo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jim_Woodring" rel="nofollow ugc">http://en.wikipedia.org/wiki/Jim_Woodring</a></p>
<p>e questo <a href="http://www.jimwoodring.com/" rel="nofollow ugc">http://www.jimwoodring.com/</a></p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: prodan		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[prodan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 09:08:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@aditus

gratitudine.

ricordi animati dalla lettura: copertina: &quot;80/81&quot; &quot;first circle&quot; &quot;watercolors&quot; - Metheny - &quot;ecotopia&quot; - oregon -  &quot;current events&quot; - Abercrobie/Jhonson(?)/ Erskine e  Frisell appunto.

file salvati e messi in memoria

pace]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@aditus</p>
<p>gratitudine.</p>
<p>ricordi animati dalla lettura: copertina: &#8220;80/81&#8221; &#8220;first circle&#8221; &#8220;watercolors&#8221; &#8211; Metheny &#8211; &#8220;ecotopia&#8221; &#8211; oregon &#8211;  &#8220;current events&#8221; &#8211; Abercrobie/Jhonson(?)/ Erskine e  Frisell appunto.</p>
<p>file salvati e messi in memoria</p>
<p>pace</p>
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		<title>
		Di: Andrea Raos		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/non-ho-molti-dischi-di-bill-frisell/#comment-97637</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 08:52:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e i bass desires, all&#039;arco della pace di milano, un sacco di anni fa! uno dei concerti più belli della mia vita!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e i bass desires, all&#8217;arco della pace di milano, un sacco di anni fa! uno dei concerti più belli della mia vita!</p>
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		<title>
		Di: l'angelo misterioso		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[l'angelo misterioso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 19:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[pro... dann!]]></description>
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		<title>
		Di: aditus		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[aditus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 19:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E questo da un comunicato di Roberto Masotti per http://www.jazzitalia.net

Nel 1973 andai a Monaco per consegnare a Manfred un servizio fotografico su Keith Jarrett realizzato a Bergamo alta, e la fortuna ha voluto che da allora io non abbia mai smesso di raccontare attraverso le fotografie, di essere testimone, durante sedute di registrazione e concerti, di produrre ritratti di musicisti durante I ripetuti incontri.
Il rapporto con ECM e I suoi artisti è stato doppiamente intenso e fruttuoso: essere parte di un ciclo di produzione artistica, così elevato ed ampio da non avere paragoni, si fonde con l&#039;eccezionalità di una presenza nei momenti creativi più segreti. Un privilegio fuso con la responsabilità di comunicare quanto raccolto ed elaborato, diffonderlo e farlo comprendere nel tempo. [...]
Non perderò il contatto con quegli artisti e quei critici con cui il rapporto non solo è &quot;antico&quot; ma anche profondo e irrinunciabile. Considero queste relazioni un vero nutrimento e uno stimolo continuo ad andare oltre il convenuto e la routine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E questo da un comunicato di Roberto Masotti per <a href="http://www.jazzitalia.net" rel="nofollow ugc">http://www.jazzitalia.net</a></p>
<p>Nel 1973 andai a Monaco per consegnare a Manfred un servizio fotografico su Keith Jarrett realizzato a Bergamo alta, e la fortuna ha voluto che da allora io non abbia mai smesso di raccontare attraverso le fotografie, di essere testimone, durante sedute di registrazione e concerti, di produrre ritratti di musicisti durante I ripetuti incontri.<br />
Il rapporto con ECM e I suoi artisti è stato doppiamente intenso e fruttuoso: essere parte di un ciclo di produzione artistica, così elevato ed ampio da non avere paragoni, si fonde con l&#8217;eccezionalità di una presenza nei momenti creativi più segreti. Un privilegio fuso con la responsabilità di comunicare quanto raccolto ed elaborato, diffonderlo e farlo comprendere nel tempo. [&#8230;]<br />
Non perderò il contatto con quegli artisti e quei critici con cui il rapporto non solo è &#8220;antico&#8221; ma anche profondo e irrinunciabile. Considero queste relazioni un vero nutrimento e uno stimolo continuo ad andare oltre il convenuto e la routine.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: aditus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/non-ho-molti-dischi-di-bill-frisell/#comment-97604</link>

		<dc:creator><![CDATA[aditus]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 18:52:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@prodan. [da http://italia.allaboutjazz.com]

La creazione delle copertine e&#039; l&#039;ultima fase della produzione in ECM. Un tempo le copertine degli LP, oggi i libretti e la banderuola esterna dei CD, questi costituiscono l&#039;involucro di che e&#039; dato: la registrazione. Sono queste registrazioni, in una maniera pi intuitiva che metodica, a fissare il tono alle copertine stesse. E dato che la musica in ECM ha le sue specialissime atmosfere e caratteristiche, ne consegue che le copertine ECM non somiglieranno mai a quelle di altre etichette. Come molta della musica ECM, anche le copertine si distinguono per una quieta messa a punto, che rifugge dall&#039; urlo. 





Dal 1969, il linguaggio visivo si e&#039; sviluppato in ECM fornendo un corollario visuale alla musica basato sull&#039;improvvisazione. Cosi&#039; come la musica, anche la cover art e&#039; in continua evoluzione. Parafrasando Eraclito, non possiamo imbatterci nello stesso identico giardino due volte, perche&#039; la luce e&#039; sempre differente. 



Andando all&#039;inizio della storia di ECM, importanti impulsi al design delle copertine vennero da un amico di infanzia di Manfred Eicher, Burkhart Wojirsch, pittore e grafico - la marina sul fronte dell&#039;album “Diary” di Ralph Towner e&#039; uno dei suoi quadri ad olio. La finezza e l&#039;essenzialit distinsero le prime copertine concepite da B &#038; B Wojirsch, sebbene i mezzi utilizzati fossero puramente tipografici, fotografici, testurali. Burkhart Wojirsch scomparve prematuramente, ma sua moglie Barbara Wojirsch ha continuato a fornire contributi creativi a ECM per piu&#039; di vent&#039;anni con i suoi schizzi e scarabocchi ad inchiostro, i suoi acquerelli e disegni a pastello e il suo lettering a mano libera. Nel 1980 Dieter Rehm si e&#039; unito alla squadra di designers che lavorava sotto le direttive di Eicher, aggiungendo , tramite la sperimentazione fotografica, un nuovo taglio espressivo alle copertine degli album di Terje Rypdal (”Chaser”, “Descendre”), John Abercrombie (”Animato”) e di molti altri. I primi 25 anni di design delle copertine ECM sono stati raccolti nel libro “Sleeves of Desire” prodotto da Lars Mller Publishers nel 1996 e questa mostra delle copertine stata originariamente creata per accompagnarlo. 





Nell&#039;ultimo decennio, sono stati messi a fuoco nuove importanti linee attraverso il lavoro di Eicher con il grafico Sascha Kleis, e con due artisti il cui lavoro e&#039; stato pubblicato in molte copertine, Mayo Bcher e Jan Jedlika: ECM ha pubblicato libri sui lavori di ognuno di essi. L&#039;accento sulla fotografia, specialmente quella in bianco e nero, e&#039; stato sottolineato. L&#039;elenco dei fotografi che oggi contribuiscono regolarmente al lavoro di ECM comprende, tra gli altri, Roberto Masotti, Grald Minkoff, Muriel Olesen, Jim Bengston, Christoph Egger, Werner Hannappel, Thomas Wunsch, Caroline Forbes, Jean-Pierre Larcher e Max Franosch. 



Infine c&#039;e&#039; l&#039;influenza del cinema, altra duratura passione di Manfred Eicher, accanto a quella della musica, sin dai tempi della sua giovinezza. Varie sue copertine hanno un taglio cinematografico. Le registrazioni di Eleni Karaindrouper i film di Theo Angelopoulos, per esempio, hanno trasposto il lavoro del maestro cameraman Giorgos Arvanitis dentro le copertine ECM. La collaborazione con il genio anticonformista Jean-Luc Godard si e&#039; intensificata negli ultimi 17 anni, e Godard ha usato musiche ECM praticamente in tutte le sue produzioni. Nel frattempo, diverse immagini di Godard, sono apparse in molte copertine - non solo nel contesto di suoi progetti come ad esempio l&#039;epico “Histoire(s) du cinma” oppure “Four Short Films” in DVD ma anche nelle copertine di Tomasz Stanko “Soul of Things” e “Suspended Night”, di Trio Mediaeval “Words of the Angel”, di David Darling “Cello” e altre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@prodan. [da <a href="http://italia.allaboutjazz.com]" rel="nofollow ugc">http://italia.allaboutjazz.com]</a></p>
<p>La creazione delle copertine e&#8217; l&#8217;ultima fase della produzione in ECM. Un tempo le copertine degli LP, oggi i libretti e la banderuola esterna dei CD, questi costituiscono l&#8217;involucro di che e&#8217; dato: la registrazione. Sono queste registrazioni, in una maniera pi intuitiva che metodica, a fissare il tono alle copertine stesse. E dato che la musica in ECM ha le sue specialissime atmosfere e caratteristiche, ne consegue che le copertine ECM non somiglieranno mai a quelle di altre etichette. Come molta della musica ECM, anche le copertine si distinguono per una quieta messa a punto, che rifugge dall&#8217; urlo. </p>
<p>Dal 1969, il linguaggio visivo si e&#8217; sviluppato in ECM fornendo un corollario visuale alla musica basato sull&#8217;improvvisazione. Cosi&#8217; come la musica, anche la cover art e&#8217; in continua evoluzione. Parafrasando Eraclito, non possiamo imbatterci nello stesso identico giardino due volte, perche&#8217; la luce e&#8217; sempre differente. </p>
<p>Andando all&#8217;inizio della storia di ECM, importanti impulsi al design delle copertine vennero da un amico di infanzia di Manfred Eicher, Burkhart Wojirsch, pittore e grafico &#8211; la marina sul fronte dell&#8217;album “Diary” di Ralph Towner e&#8217; uno dei suoi quadri ad olio. La finezza e l&#8217;essenzialit distinsero le prime copertine concepite da B &amp; B Wojirsch, sebbene i mezzi utilizzati fossero puramente tipografici, fotografici, testurali. Burkhart Wojirsch scomparve prematuramente, ma sua moglie Barbara Wojirsch ha continuato a fornire contributi creativi a ECM per piu&#8217; di vent&#8217;anni con i suoi schizzi e scarabocchi ad inchiostro, i suoi acquerelli e disegni a pastello e il suo lettering a mano libera. Nel 1980 Dieter Rehm si e&#8217; unito alla squadra di designers che lavorava sotto le direttive di Eicher, aggiungendo , tramite la sperimentazione fotografica, un nuovo taglio espressivo alle copertine degli album di Terje Rypdal (”Chaser”, “Descendre”), John Abercrombie (”Animato”) e di molti altri. I primi 25 anni di design delle copertine ECM sono stati raccolti nel libro “Sleeves of Desire” prodotto da Lars Mller Publishers nel 1996 e questa mostra delle copertine stata originariamente creata per accompagnarlo. </p>
<p>Nell&#8217;ultimo decennio, sono stati messi a fuoco nuove importanti linee attraverso il lavoro di Eicher con il grafico Sascha Kleis, e con due artisti il cui lavoro e&#8217; stato pubblicato in molte copertine, Mayo Bcher e Jan Jedlika: ECM ha pubblicato libri sui lavori di ognuno di essi. L&#8217;accento sulla fotografia, specialmente quella in bianco e nero, e&#8217; stato sottolineato. L&#8217;elenco dei fotografi che oggi contribuiscono regolarmente al lavoro di ECM comprende, tra gli altri, Roberto Masotti, Grald Minkoff, Muriel Olesen, Jim Bengston, Christoph Egger, Werner Hannappel, Thomas Wunsch, Caroline Forbes, Jean-Pierre Larcher e Max Franosch. </p>
<p>Infine c&#8217;e&#8217; l&#8217;influenza del cinema, altra duratura passione di Manfred Eicher, accanto a quella della musica, sin dai tempi della sua giovinezza. Varie sue copertine hanno un taglio cinematografico. Le registrazioni di Eleni Karaindrouper i film di Theo Angelopoulos, per esempio, hanno trasposto il lavoro del maestro cameraman Giorgos Arvanitis dentro le copertine ECM. La collaborazione con il genio anticonformista Jean-Luc Godard si e&#8217; intensificata negli ultimi 17 anni, e Godard ha usato musiche ECM praticamente in tutte le sue produzioni. Nel frattempo, diverse immagini di Godard, sono apparse in molte copertine &#8211; non solo nel contesto di suoi progetti come ad esempio l&#8217;epico “Histoire(s) du cinma” oppure “Four Short Films” in DVD ma anche nelle copertine di Tomasz Stanko “Soul of Things” e “Suspended Night”, di Trio Mediaeval “Words of the Angel”, di David Darling “Cello” e altre.</p>
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		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/non-ho-molti-dischi-di-bill-frisell/#comment-97587</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 15:20:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito: i suoi primi dischi con Joe Lovano e Paul Motian sono tra i capisaldi del jazz degli anni &#039;80 e &#039;90.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito: i suoi primi dischi con Joe Lovano e Paul Motian sono tra i capisaldi del jazz degli anni &#8217;80 e &#8217;90.</p>
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		<title>
		Di: sergio pasquandrea		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/non-ho-molti-dischi-di-bill-frisell/#comment-97586</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 15:17:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Frisell è un visionario, uno che ogni volta si inventa cose che prima non esistevano. Quel che fa a volte mi piace a volte no, ma è difficile che mi lasci indifferente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frisell è un visionario, uno che ogni volta si inventa cose che prima non esistevano. Quel che fa a volte mi piace a volte no, ma è difficile che mi lasci indifferente.</p>
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		<title>
		Di: Natàlia Castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/non-ho-molti-dischi-di-bill-frisell/#comment-97580</link>

		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 13:13:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bellissimo! 

(@Andrea: peccato non ci siano più i versi)]]></description>
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<p>(@Andrea: peccato non ci siano più i versi)</p>
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		<title>
		Di: Marco Saya		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/17/non-ho-molti-dischi-di-bill-frisell/#comment-97579</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Saya]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 12:20:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Frisell, un Grande! uno dei pochi chitarristi eclettici che non si possono etichettare. Bellissimo testo.

Marco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frisell, un Grande! uno dei pochi chitarristi eclettici che non si possono etichettare. Bellissimo testo.</p>
<p>Marco</p>
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