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	Commenti a: Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato 9	</title>
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		<title>
		Di: Natàlia Castaldi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 07:14:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Veronique, è sempre bello ricevere un complimento ma, ti prego, la prossima volta che vuoi comunicare con me fallo sul mio blog (tramite lo spazi per i commenti) o a questa casella mail: evaluna71@splinder.com

non mi sembra corretto occupare uno spazio che dovrebbe essere esclusivamente destinato alla discussione dei versi di Andrea Inglese.
Mi mette imbarazzo. grazie ed a presto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Veronique, è sempre bello ricevere un complimento ma, ti prego, la prossima volta che vuoi comunicare con me fallo sul mio blog (tramite lo spazi per i commenti) o a questa casella mail: <a href="mailto:evaluna71@splinder.com">evaluna71@splinder.com</a></p>
<p>non mi sembra corretto occupare uno spazio che dovrebbe essere esclusivamente destinato alla discussione dei versi di Andrea Inglese.<br />
Mi mette imbarazzo. grazie ed a presto.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 05:47:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Natalia: da &quot;mi presento&quot; sul lato sinistro con l&#039;occhio blu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Natalia: da &#8220;mi presento&#8221; sul lato sinistro con l&#8217;occhio blu.</p>
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		Di: Natàlia Castaldi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 16:39:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Veronique.. ti ringrazio, ma non capisco a quale definizione alludi.
a presto, ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Veronique.. ti ringrazio, ma non capisco a quale definizione alludi.<br />
a presto, ciao.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/24/lettere-alla-reinserzione-culturale-del-disoccupato-9/#comment-97962</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 15:02:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Natalia, bella definizione della poesia, è come la sogno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Natalia, bella definizione della poesia, è come la sogno&#8230;</p>
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		<title>
		Di: anonimo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/24/lettere-alla-reinserzione-culturale-del-disoccupato-9/#comment-97953</link>

		<dc:creator><![CDATA[anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 09:21:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la dicotomia  errare occidentale. Insanabile dualismo, altro tempo.

La dicotomia  nel  suo significato: dichotomía: dich (due) tomo (divido), sono le due parti che non -possono essere- vere contemporaneamente. Nella realtà, nella vita sono in verità  le reppresentazioni  esaustive (tensione-verso) dell&#039;equinozio (autunno-primavera). L&#039;occidente  ha rimosso il grande viaggio migratore (est-ovest) ma porta con sè quell&#039;idea del -ritorno- in Se memoria: -vedere ascoltare-. L&#039;equinozio (nel giorno dell&#039;equinozio) è la divisione equa tra giorno e notte, dodici ore esatte per parte. Se è vera l&#039;ipotesi che l&#039;arte, (la parola artistica diciamo) è la continuazione del sogno, si potrebbe dire che è  tentativo di dare continuità.  Unità (monoteismo) taostica come tensione (ascoltare-osservare) del non fare,  non essere (poeticamente essere in ogni cosa, come prova al non essere).  L&#039;ascolto, armonia cosmica  come principio. Umanamente il tempo è un principio(nascita), una unità, una verità, un discorrere prima (monologo), un dialogo. Entro il dialogo scorre il tempo è questo il dialogo è di volta in volta domanda al &quot;divino&quot;(tempo-passaggio del tempo, sole ecc, ecc)) o  tensione che è in radice del ritorno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la dicotomia  errare occidentale. Insanabile dualismo, altro tempo.</p>
<p>La dicotomia  nel  suo significato: dichotomía: dich (due) tomo (divido), sono le due parti che non -possono essere- vere contemporaneamente. Nella realtà, nella vita sono in verità  le reppresentazioni  esaustive (tensione-verso) dell&#8217;equinozio (autunno-primavera). L&#8217;occidente  ha rimosso il grande viaggio migratore (est-ovest) ma porta con sè quell&#8217;idea del -ritorno- in Se memoria: -vedere ascoltare-. L&#8217;equinozio (nel giorno dell&#8217;equinozio) è la divisione equa tra giorno e notte, dodici ore esatte per parte. Se è vera l&#8217;ipotesi che l&#8217;arte, (la parola artistica diciamo) è la continuazione del sogno, si potrebbe dire che è  tentativo di dare continuità.  Unità (monoteismo) taostica come tensione (ascoltare-osservare) del non fare,  non essere (poeticamente essere in ogni cosa, come prova al non essere).  L&#8217;ascolto, armonia cosmica  come principio. Umanamente il tempo è un principio(nascita), una unità, una verità, un discorrere prima (monologo), un dialogo. Entro il dialogo scorre il tempo è questo il dialogo è di volta in volta domanda al &#8220;divino&#8221;(tempo-passaggio del tempo, sole ecc, ecc)) o  tensione che è in radice del ritorno.</p>
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		<title>
		Di: Natàlia Castaldi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 09:07:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://frammentipoetici.splinder.com/post/18498412/Avvistamenti+poetici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://frammentipoetici.splinder.com/post/18498412/Avvistamenti+poetici" rel="nofollow ugc">http://frammentipoetici.splinder.com/post/18498412/Avvistamenti+poetici</a></p>
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 06:34:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I bei versi di Andrea Inglese, attraverso uno slittamento del senso di alcuni di essi, mi danno modo, non so quanto lecitamente, di attaccarci, quasi vettura clandestina in coda, il racconto di un episodio capitato a Gadda a Buenos Aires, negli anni &#039;20 quando lavorò in Argentina, e da lui raccontato.
Oltretutto - non c&#039;entra niente, ma per curiosità - Gadda proveniva da un&#039;altra esperienza di lavoro, a Cagliari, città della madonna di Bonaria da cui Buenos Aires prende il nome.

*
i versi di Andrea:

non è possibile riconoscerne il soprabito 

Si è rimasti chiusi dentro una persona,
come sepolti vivi, e non se ne esce

*

Racconta Gadda di aver fatto, quella volta, l&#039;esperienza che più si avvicina a un&#039;esperienza psicotica, schizofrenica.
Passeggiava per le strade di un quartiere di Buenos Aires dove nessuno poteva conoscerlo, ma gli sembrava che tutti lo osservassero con una intensità strana, prolungata per tutto il tempo che era rimasto lì, sempre più turbato, sino a dubitare di non essere sul punto di diventare matto.
Solo alla fine si spiegò il mistero e si liberò di quello stato di disagio: indossava un impermiabile bianco.
La cosa da lui considerata normale era per gli abitanti di quel quartiere di una stranezza inusitata. Forse era la prima volta che ne vedevano uno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I bei versi di Andrea Inglese, attraverso uno slittamento del senso di alcuni di essi, mi danno modo, non so quanto lecitamente, di attaccarci, quasi vettura clandestina in coda, il racconto di un episodio capitato a Gadda a Buenos Aires, negli anni &#8217;20 quando lavorò in Argentina, e da lui raccontato.<br />
Oltretutto &#8211; non c&#8217;entra niente, ma per curiosità &#8211; Gadda proveniva da un&#8217;altra esperienza di lavoro, a Cagliari, città della madonna di Bonaria da cui Buenos Aires prende il nome.</p>
<p>*<br />
i versi di Andrea:</p>
<p>non è possibile riconoscerne il soprabito </p>
<p>Si è rimasti chiusi dentro una persona,<br />
come sepolti vivi, e non se ne esce</p>
<p>*</p>
<p>Racconta Gadda di aver fatto, quella volta, l&#8217;esperienza che più si avvicina a un&#8217;esperienza psicotica, schizofrenica.<br />
Passeggiava per le strade di un quartiere di Buenos Aires dove nessuno poteva conoscerlo, ma gli sembrava che tutti lo osservassero con una intensità strana, prolungata per tutto il tempo che era rimasto lì, sempre più turbato, sino a dubitare di non essere sul punto di diventare matto.<br />
Solo alla fine si spiegò il mistero e si liberò di quello stato di disagio: indossava un impermiabile bianco.<br />
La cosa da lui considerata normale era per gli abitanti di quel quartiere di una stranezza inusitata. Forse era la prima volta che ne vedevano uno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/24/lettere-alla-reinserzione-culturale-del-disoccupato-9/#comment-97945</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 06:01:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=8734#comment-97945</guid>

					<description><![CDATA[Amo la pena viva che sorge della scrittura e l&#039;idea di menzogna: il sentimento è puro verità, ma la storia si sposta in città lontana, in mare lontana: solo evasione alla sofferanza.
La terra straniera si vesta di colori, estirpa del cuore l&#039;ombra amata. Nella  menzogna solare l&#039;assenza diventa fiori di veleno, ma vivi, non chiusi in noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amo la pena viva che sorge della scrittura e l&#8217;idea di menzogna: il sentimento è puro verità, ma la storia si sposta in città lontana, in mare lontana: solo evasione alla sofferanza.<br />
La terra straniera si vesta di colori, estirpa del cuore l&#8217;ombra amata. Nella  menzogna solare l&#8217;assenza diventa fiori di veleno, ma vivi, non chiusi in noi.</p>
]]></content:encoded>
		
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