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	Commenti a: Liquidazione comunista	</title>
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		<title>
		Di: tonii		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/25/liquidazione-comunista/#comment-98293</link>

		<dc:creator><![CDATA[tonii]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 11:23:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[con l&#039;intero mercato della pubblicita&#039; nelle mani di una sola persona parlare di liberta&#039; di stampa e&#039; ridicolo.

le sovvenzioni di stato erano un misero espediente per mascherare questa realta&#039;.

ora, senza questa maschera, semplicemente si vede il volto del potere. l&#039;alleanza dei cattolici con la mafia, col fascistume e con gli sfruttatori.

ma il problema non sono loro (loro fanno il loro sporco mestiere) ma chi si ostina a legittimarli sproloquiando di istituzioni e democrazia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>con l&#8217;intero mercato della pubblicita&#8217; nelle mani di una sola persona parlare di liberta&#8217; di stampa e&#8217; ridicolo.</p>
<p>le sovvenzioni di stato erano un misero espediente per mascherare questa realta&#8217;.</p>
<p>ora, senza questa maschera, semplicemente si vede il volto del potere. l&#8217;alleanza dei cattolici con la mafia, col fascistume e con gli sfruttatori.</p>
<p>ma il problema non sono loro (loro fanno il loro sporco mestiere) ma chi si ostina a legittimarli sproloquiando di istituzioni e democrazia.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/25/liquidazione-comunista/#comment-98103</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 08:16:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[concordo, per quello che può valere, con l&#039;analisi riportata da plessus.
e però azzardo un paio di postille.

la prima recita così: quello che sta accadendo la destra ci ha sempre provato a farlo e, nel mondo da cui provengo, ci era pure riuscita.

dunque non sarebbe tanto questo il problema, perché è annoverabile nella lotta politica per la democrazia, che è democrazia essa stessa, voglio dire che la forma della democrazia è una continua ridiscussione e lotta attorno al suo statuto.

il problema è che NON C&#039;E&#039; NESSUNO che si opponga efficacemente alla strategia della destra di lesione democratica, già robustamente avviata e ben pasciuta.

e problema più grave è il motivo per cui non c&#039;è nessun vero oppositore: perché quello che accade non interessa nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>concordo, per quello che può valere, con l&#8217;analisi riportata da plessus.<br />
e però azzardo un paio di postille.</p>
<p>la prima recita così: quello che sta accadendo la destra ci ha sempre provato a farlo e, nel mondo da cui provengo, ci era pure riuscita.</p>
<p>dunque non sarebbe tanto questo il problema, perché è annoverabile nella lotta politica per la democrazia, che è democrazia essa stessa, voglio dire che la forma della democrazia è una continua ridiscussione e lotta attorno al suo statuto.</p>
<p>il problema è che NON C&#8217;E&#8217; NESSUNO che si opponga efficacemente alla strategia della destra di lesione democratica, già robustamente avviata e ben pasciuta.</p>
<p>e problema più grave è il motivo per cui non c&#8217;è nessun vero oppositore: perché quello che accade non interessa nessuno.</p>
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		<title>
		Di: plessus		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/25/liquidazione-comunista/#comment-98060</link>

		<dc:creator><![CDATA[plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 14:01:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal grido d&#039;aiuto del manifesto:

&quot;I tagli ai finanziamenti per l’editoria cooperativa e politica non sono misurabili «solo» in euro, in bilanci che precipitano nel rosso, in giornalisti e poligrafici che rischiano la disoccupazione. Sono lo specchio fedele di una «cultura» politica che, dall’alto di un oligopolio informativo, trasforma i diritti in concessioni, i cittadini in sudditi. Non sarà più lo stato (con le sue leggi) a sostenere giornali, radio, tv che non hanno un padrone né scopi di lucro. Sarà il governo (con i suoi regolamenti) a elargire qualcosa, se qualcosa ci sarà al fondo del bilancio annuale. Il meccanismo «tecnico» di questa controrivoluzione lo abbiamo spiegato tante volte in queste settimane (e continueremo a ricordarlo), ma il senso politico-culturale dell’operazione è una sorta di pulizia etnica dell’informazione, il considerare la comunicazione giornalistica una merce come tante altre. Ed è la filosofia che ha colpito in questi ultimi anni tanti altri beni comuni, dal lavoro all’acqua.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal grido d&#8217;aiuto del manifesto:</p>
<p>&#8220;I tagli ai finanziamenti per l’editoria cooperativa e politica non sono misurabili «solo» in euro, in bilanci che precipitano nel rosso, in giornalisti e poligrafici che rischiano la disoccupazione. Sono lo specchio fedele di una «cultura» politica che, dall’alto di un oligopolio informativo, trasforma i diritti in concessioni, i cittadini in sudditi. Non sarà più lo stato (con le sue leggi) a sostenere giornali, radio, tv che non hanno un padrone né scopi di lucro. Sarà il governo (con i suoi regolamenti) a elargire qualcosa, se qualcosa ci sarà al fondo del bilancio annuale. Il meccanismo «tecnico» di questa controrivoluzione lo abbiamo spiegato tante volte in queste settimane (e continueremo a ricordarlo), ma il senso politico-culturale dell’operazione è una sorta di pulizia etnica dell’informazione, il considerare la comunicazione giornalistica una merce come tante altre. Ed è la filosofia che ha colpito in questi ultimi anni tanti altri beni comuni, dal lavoro all’acqua.&#8221;</p>
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		<title>
		Di: domenico barberio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/25/liquidazione-comunista/#comment-98056</link>

		<dc:creator><![CDATA[domenico barberio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 09:55:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[rifondazione e tutto quello che sta alla sua sinistra, alla sua destra,  sotto, sopra merita davvero ben pochi commenti. quello che è capitato alle ultime politiche non è altro che il risultato di un processo di inarrestabile &quot;deperimento&quot; iniziato almeno dalla metà delgi anni novanta. in alcune zone del sud, ad esempio nella calbaria,il partito è stato gestito più che da un gruppo di dirigenti da un combricola di piccoli affaristi che per detenere il potere hannno utilizzato metodi tra il paramafioso e il neostalinista.E&#039; davvero preoccupante però  che a questa crisi di rappresentanza,crisi ideologica, di idee e contenuti segua addirittura la difficoltà di sopravvivenza di giornali come Liberazione e il Manifesto. Liberazione e il Manifesto sono comunque, con tutti i loro limiti e le contraddizioni molto evidenti, il punto di sintesi ed espressione di un mondo variegato, ricco, vivo, ancora in movimento. se dovesse concretizzarsi la peggiore delle ipotesi mi chiedo, a chi dovrebbe rivolgersi quel mondo?basta il web?dove trovare nuovi canali di scambio, incontro?certo esistono delle riviste  importanti,di grande spessore, ma un conto è un quotidiano un altro è un mensile, un settiminale ecc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>rifondazione e tutto quello che sta alla sua sinistra, alla sua destra,  sotto, sopra merita davvero ben pochi commenti. quello che è capitato alle ultime politiche non è altro che il risultato di un processo di inarrestabile &#8220;deperimento&#8221; iniziato almeno dalla metà delgi anni novanta. in alcune zone del sud, ad esempio nella calbaria,il partito è stato gestito più che da un gruppo di dirigenti da un combricola di piccoli affaristi che per detenere il potere hannno utilizzato metodi tra il paramafioso e il neostalinista.E&#8217; davvero preoccupante però  che a questa crisi di rappresentanza,crisi ideologica, di idee e contenuti segua addirittura la difficoltà di sopravvivenza di giornali come Liberazione e il Manifesto. Liberazione e il Manifesto sono comunque, con tutti i loro limiti e le contraddizioni molto evidenti, il punto di sintesi ed espressione di un mondo variegato, ricco, vivo, ancora in movimento. se dovesse concretizzarsi la peggiore delle ipotesi mi chiedo, a chi dovrebbe rivolgersi quel mondo?basta il web?dove trovare nuovi canali di scambio, incontro?certo esistono delle riviste  importanti,di grande spessore, ma un conto è un quotidiano un altro è un mensile, un settiminale ecc.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/25/liquidazione-comunista/#comment-98050</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 21:39:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[tuttavia, georgia, difficile oggi per chiunque intravedere una via d&#039;uscita da questo sprofondamento, non soltanto elettorale, ma di pensiero, analisi, proposte, azione.
questa è la fine del pensiero comunista in Italia.
forse è un bene.
ma lo è soltanto se da questa fine qualcuno avrà coraggio, forza, intelligenza per ri-definire radicalmente, per poi ri-costruirla politicamente, una sinistra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>tuttavia, georgia, difficile oggi per chiunque intravedere una via d&#8217;uscita da questo sprofondamento, non soltanto elettorale, ma di pensiero, analisi, proposte, azione.<br />
questa è la fine del pensiero comunista in Italia.<br />
forse è un bene.<br />
ma lo è soltanto se da questa fine qualcuno avrà coraggio, forza, intelligenza per ri-definire radicalmente, per poi ri-costruirla politicamente, una sinistra.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/25/liquidazione-comunista/#comment-98039</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 16:03:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a me dispiace molto perchè sono una lettrice di liberazione e lo trovo uno dei migliori giornali italiani (chiaro che non sono iscritta a rifondazione ne mai lo sarò) Chi dice di non amare i giornali di parito ha ragione forse (io non leggo mai giornali di partito) ma ha torto chi, dicendolo, ci mette anche liberazione. Fa un grande errore o meglio vuol dire che NON legge mai liberazione che è un giornale che da spazio a molte idee diverse e anche a politiche diverse. Condivido quando giorgio dice che sente puzza di  guerra per bande, per spartirsi il nulla, ma non condivido certo quando dice che ferrero rappresenti la sinistra ... se la sinistra è quella meglio perderla che trovarla. Ad ogni modo a me liberazione com&#039;è ora (e come è da parecchi anni) piace ... piace proprio perchè da spazio a tutte le posizioni, cosa che certamente da noia a un segretario come ferrero che vorrebbe trasformarlo in un vero giornale di partito: piatto monolitico unilaterale e che dia sempre ragione al segretario,  che poi non circoli altro che fra i burocrati che può mai fregargliene a lui?  un tubo direi .... le elezioni si avvicinano e lui vuole essere eletto al parlamento europeo (e lo sarà come capolista) solo quello gli interessa. 
A me non interessa nulla cosa faccia ferrero, segretario eletto dalle pastette dei burocrati visto che la maggioranza nei circoli non l&#039;aveva proprio avuta, anzi anche i voti (di minoranza) andati alla mozione 1 (alla prima mozione 1 perchè poi il documento verrà addirittura cambiato) erano per claudio grassi e non certo per la sua bella faccia da saponetta,  Mi dispiace veramente che nella lotta fra galletti, Liberazione venga stritolata e con lei la professionalità dei suoi giornalisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a me dispiace molto perchè sono una lettrice di liberazione e lo trovo uno dei migliori giornali italiani (chiaro che non sono iscritta a rifondazione ne mai lo sarò) Chi dice di non amare i giornali di parito ha ragione forse (io non leggo mai giornali di partito) ma ha torto chi, dicendolo, ci mette anche liberazione. Fa un grande errore o meglio vuol dire che NON legge mai liberazione che è un giornale che da spazio a molte idee diverse e anche a politiche diverse. Condivido quando giorgio dice che sente puzza di  guerra per bande, per spartirsi il nulla, ma non condivido certo quando dice che ferrero rappresenti la sinistra &#8230; se la sinistra è quella meglio perderla che trovarla. Ad ogni modo a me liberazione com&#8217;è ora (e come è da parecchi anni) piace &#8230; piace proprio perchè da spazio a tutte le posizioni, cosa che certamente da noia a un segretario come ferrero che vorrebbe trasformarlo in un vero giornale di partito: piatto monolitico unilaterale e che dia sempre ragione al segretario,  che poi non circoli altro che fra i burocrati che può mai fregargliene a lui?  un tubo direi &#8230;. le elezioni si avvicinano e lui vuole essere eletto al parlamento europeo (e lo sarà come capolista) solo quello gli interessa.<br />
A me non interessa nulla cosa faccia ferrero, segretario eletto dalle pastette dei burocrati visto che la maggioranza nei circoli non l&#8217;aveva proprio avuta, anzi anche i voti (di minoranza) andati alla mozione 1 (alla prima mozione 1 perchè poi il documento verrà addirittura cambiato) erano per claudio grassi e non certo per la sua bella faccia da saponetta,  Mi dispiace veramente che nella lotta fra galletti, Liberazione venga stritolata e con lei la professionalità dei suoi giornalisti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/25/liquidazione-comunista/#comment-98028</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 13:53:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A meno che non si intenda la democrazia come una colata di cemento su tutto e tutti, naturalmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A meno che non si intenda la democrazia come una colata di cemento su tutto e tutti, naturalmente.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/25/liquidazione-comunista/#comment-98027</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 13:49:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Liberazione, Il Manifesto, Il Foglio, eccetera.
Mi pare che il provvedimento colpisca parecchi giornali piccoli, così detti di opinione, talvolta di partito. 
Giornali che di solito non coprono tutto l’arco delle notizie, ma si limitano a selezionare le più importanti (a loro criterio), in modo da usarle come punti di appoggio quotidiano per portare avanti una linea generale di interpretazione della società, del momento politico e culturale, della storia, della realtà, eccetera.
Difficile che un giornale di questo tipo non sia palesemente e direttamente ideologico e non avrebbe senso che non lo fosse.
Dico «palesemente» perché tutti i giornali sono ideologici, anche quelli che negano di esserlo.
La crisi di Liberazione è anche legata alla crisi del movimento neo/tardo-comunista in Italia, crisi di consensi, crisi di obbiettivi, di programmi, crisi ideologica, d’identità: crisi, crisi, crisi.
Crisi di risposta, ma soprattutto crisi di visibilità, in un sistema mediatico ormai determinante per vincere le elezioni, che è anche il motivo per cui le ha perse, ma di meno, il PD.
Per un partito in queste condizioni un giornale è fondamentale, è un’ancora, è il sentirsi ancora vivi, è un luogo di visibilità e dibattito.
Lo dice uno che non compra Liberazione, uno che Il Manifesto lo compra solo il sabato.
Tuttavia anche quando mi capita tra le mani Il Foglio, provo il sollievo della diversità, di una certa libertà contro-intuitiva di pensiero, non ostanti alcune caratteristiche, per me intellettualmente ributtanti, del giornale.
Salvare questi ed altri piccoli giornali non è salvare delle «voci libere» - nessuno è libero – è consentire che esista ancora qualcosa al di fuori del campo gravitazionale dei grandi giornali, qualcosa di diverso, qualcosa che funziona in altro modo, che dice altre cose, che siano o meno con-divisibili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Liberazione, Il Manifesto, Il Foglio, eccetera.<br />
Mi pare che il provvedimento colpisca parecchi giornali piccoli, così detti di opinione, talvolta di partito.<br />
Giornali che di solito non coprono tutto l’arco delle notizie, ma si limitano a selezionare le più importanti (a loro criterio), in modo da usarle come punti di appoggio quotidiano per portare avanti una linea generale di interpretazione della società, del momento politico e culturale, della storia, della realtà, eccetera.<br />
Difficile che un giornale di questo tipo non sia palesemente e direttamente ideologico e non avrebbe senso che non lo fosse.<br />
Dico «palesemente» perché tutti i giornali sono ideologici, anche quelli che negano di esserlo.<br />
La crisi di Liberazione è anche legata alla crisi del movimento neo/tardo-comunista in Italia, crisi di consensi, crisi di obbiettivi, di programmi, crisi ideologica, d’identità: crisi, crisi, crisi.<br />
Crisi di risposta, ma soprattutto crisi di visibilità, in un sistema mediatico ormai determinante per vincere le elezioni, che è anche il motivo per cui le ha perse, ma di meno, il PD.<br />
Per un partito in queste condizioni un giornale è fondamentale, è un’ancora, è il sentirsi ancora vivi, è un luogo di visibilità e dibattito.<br />
Lo dice uno che non compra Liberazione, uno che Il Manifesto lo compra solo il sabato.<br />
Tuttavia anche quando mi capita tra le mani Il Foglio, provo il sollievo della diversità, di una certa libertà contro-intuitiva di pensiero, non ostanti alcune caratteristiche, per me intellettualmente ributtanti, del giornale.<br />
Salvare questi ed altri piccoli giornali non è salvare delle «voci libere» &#8211; nessuno è libero – è consentire che esista ancora qualcosa al di fuori del campo gravitazionale dei grandi giornali, qualcosa di diverso, qualcosa che funziona in altro modo, che dice altre cose, che siano o meno con-divisibili.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carlo Cannella		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/25/liquidazione-comunista/#comment-98019</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Cannella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 12:18:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Di certo non lo acquistano i comunisti, visto che di solito si fa in quattro per illustrarci le qualità della signora Franzoni o a sputare sentenze contro Cuba. Notizia bellissima quella del fallimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di certo non lo acquistano i comunisti, visto che di solito si fa in quattro per illustrarci le qualità della signora Franzoni o a sputare sentenze contro Cuba. Notizia bellissima quella del fallimento.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giocatore d'Azzardo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/09/25/liquidazione-comunista/#comment-98018</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giocatore d'Azzardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 12:14:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sicuramente sono banale, ma mi chiedo perché gli elettori di PRC non acquistano il loro giornale, aumentandone la tiratura e le entrate, invece di lamentarsi che possa essere chiuso perché, con la tiratura che si ritrova, non riesce a campare. Indipendentemente da eventuali aiuti, dei quali eventualmente discutere, mi pare questo il problema di fondo da risolvere e da comprendere: perché in pochi lo acquistano?

Blackjack.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sicuramente sono banale, ma mi chiedo perché gli elettori di PRC non acquistano il loro giornale, aumentandone la tiratura e le entrate, invece di lamentarsi che possa essere chiuso perché, con la tiratura che si ritrova, non riesce a campare. Indipendentemente da eventuali aiuti, dei quali eventualmente discutere, mi pare questo il problema di fondo da risolvere e da comprendere: perché in pochi lo acquistano?</p>
<p>Blackjack.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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