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	Commenti a: Polyptique dell&#8217;ora esatta &#8211; Mia Mare	</title>
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		<title>
		Di: mia mare		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/10/22/polyptyque-dellora-esatta-mia-mare/#comment-99261</link>

		<dc:creator><![CDATA[mia mare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 13:00:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio dei commenti. 
Mi colpisce il riferimento di Levin a &quot;Le bibliotecarie di Alessandria&quot;, libro che ho finito di leggere proprio in questi giorni e nel quale mi sono riconosciuta profondamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio dei commenti.<br />
Mi colpisce il riferimento di Levin a &#8220;Le bibliotecarie di Alessandria&#8221;, libro che ho finito di leggere proprio in questi giorni e nel quale mi sono riconosciuta profondamente.</p>
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		<title>
		Di: Levin		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/10/22/polyptyque-dellora-esatta-mia-mare/#comment-99246</link>

		<dc:creator><![CDATA[Levin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 07:57:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[belle! mia mare (per un complesso di ragioni che danno ragione a freud) (se il disamore è un amore ribaltato) (altrimenti gli dà torto) nel mio dialetto è una formulazione che mi causa un moto di fastidio – ma appunto, a me. in realtà se è quello che penso (dove parli di esilio a napoli: mia viene dal nord?) è molto bella la trasposizione in italiano, con quel “mare” che è nuovamente ventre materno, e “mia” come nome e speranza: di possedersi, di non essere (più?) dominio altrui. L’intero romanzo in versi, se posso chiamarlo così, mi fa venire in mente “Le bibliotecarie di Alessandria” della Lavagnino (Sellerio) – cercare di capirsi attraverso chi c’è stato prima (ecco, forse questo proprio non mi riesce, e per questo ce l’ho tanto cu-n mia mare). Una poesiola estemporanea, nata adesso adesso:

così: che scrivere poesie allora serve, 
mette in circolo faccende laterali, 
altrimenti lasciate a macerare: 
e mette in mezzo storie, le racconta,
le riformula, le incanta e poi le spezza.
per trovarci poi un sorriso, una carezza
(goffa come una rima sbucata lì per caso)
un senso a tutto il resto, al prima e al dopo, 
a chi c’era e ci ha lasciato il posto,
a noi e agli altri – ma soprattutto a noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>belle! mia mare (per un complesso di ragioni che danno ragione a freud) (se il disamore è un amore ribaltato) (altrimenti gli dà torto) nel mio dialetto è una formulazione che mi causa un moto di fastidio – ma appunto, a me. in realtà se è quello che penso (dove parli di esilio a napoli: mia viene dal nord?) è molto bella la trasposizione in italiano, con quel “mare” che è nuovamente ventre materno, e “mia” come nome e speranza: di possedersi, di non essere (più?) dominio altrui. L’intero romanzo in versi, se posso chiamarlo così, mi fa venire in mente “Le bibliotecarie di Alessandria” della Lavagnino (Sellerio) – cercare di capirsi attraverso chi c’è stato prima (ecco, forse questo proprio non mi riesce, e per questo ce l’ho tanto cu-n mia mare). Una poesiola estemporanea, nata adesso adesso:</p>
<p>così: che scrivere poesie allora serve,<br />
mette in circolo faccende laterali,<br />
altrimenti lasciate a macerare:<br />
e mette in mezzo storie, le racconta,<br />
le riformula, le incanta e poi le spezza.<br />
per trovarci poi un sorriso, una carezza<br />
(goffa come una rima sbucata lì per caso)<br />
un senso a tutto il resto, al prima e al dopo,<br />
a chi c’era e ci ha lasciato il posto,<br />
a noi e agli altri – ma soprattutto a noi.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Giovanni Monasteri		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/10/22/polyptyque-dellora-esatta-mia-mare/#comment-99193</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Monasteri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 16:22:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello, questo polittico. Mi è sempre piaciuta la poesia che riesce ad essere narrativa restando poesia.
Sembrano i testi di qualcuno che parla di sé, ma anche di altri, con affettuoso distacco, con affetto distaccato, amorosamente confondendo la propria storia e le storie altrui. E&#039; come se la voce si sdoppiasse di continuo, creando una sovrapposizione di due o più racconti, o un racconto nel racconto; come se una voce si staccasse da un&#039;altra divenendone un controcanto, o ripetendo, rimormorando un dialogo che si è spento. 
&quot;Un sogno dentro un sogno&quot; è, appunto, la vita altrui, che somiglia alla propria; le storie d&#039;altri, che si confondono col proprio passato e interrogano un avaro (amaro) presente.
Il nickname Mia Mare (se è un nickname) non potrebbe essere più appropriato. La poesia come grambo che custodisce le storie, per raccontarle accarezzando il capo di un figlio.
Il castello di Arechi dovrebbe essere, se non sbaglio, a Salerno... E&#039; un indizio importante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello, questo polittico. Mi è sempre piaciuta la poesia che riesce ad essere narrativa restando poesia.<br />
Sembrano i testi di qualcuno che parla di sé, ma anche di altri, con affettuoso distacco, con affetto distaccato, amorosamente confondendo la propria storia e le storie altrui. E&#8217; come se la voce si sdoppiasse di continuo, creando una sovrapposizione di due o più racconti, o un racconto nel racconto; come se una voce si staccasse da un&#8217;altra divenendone un controcanto, o ripetendo, rimormorando un dialogo che si è spento.<br />
&#8220;Un sogno dentro un sogno&#8221; è, appunto, la vita altrui, che somiglia alla propria; le storie d&#8217;altri, che si confondono col proprio passato e interrogano un avaro (amaro) presente.<br />
Il nickname Mia Mare (se è un nickname) non potrebbe essere più appropriato. La poesia come grambo che custodisce le storie, per raccontarle accarezzando il capo di un figlio.<br />
Il castello di Arechi dovrebbe essere, se non sbaglio, a Salerno&#8230; E&#8217; un indizio importante.</p>
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		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/10/22/polyptyque-dellora-esatta-mia-mare/#comment-99192</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 16:14:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molto belle, fra&#039;! Ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molto belle, fra&#8217;! Ciao.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/10/22/polyptyque-dellora-esatta-mia-mare/#comment-99188</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 14:26:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Amo la poesia sgranata come in un tempo particolare, onda trascinando il tesoro nel ciclo della marea o allora tempo ritmico delle madri, o allora tempo dell&#039;amore distillato.
Mi piace l&#039;ombra della madre e del bambino, prigionieri dell&#039;abbraccio ma con gli sguardi tornati verso il cielo in aperto o nella camera.
Vedo il destino della bambina mostrato dalla madre, si tiene all&#039;inizio della vita nuova, del corpo feminità, la lunga scorta delle madri nell&#039;ombra della feminità.
Il nome mia mare è magnifico si apre le &quot;a&quot; femminile, di speranza e il &quot;M&quot; che evoca la dolcezza, il piacere.
Mia mare di silenzio e di amore.

Ho molto amato la poesia. Si legge nella felicità di un bambino scoprando un tesoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amo la poesia sgranata come in un tempo particolare, onda trascinando il tesoro nel ciclo della marea o allora tempo ritmico delle madri, o allora tempo dell&#8217;amore distillato.<br />
Mi piace l&#8217;ombra della madre e del bambino, prigionieri dell&#8217;abbraccio ma con gli sguardi tornati verso il cielo in aperto o nella camera.<br />
Vedo il destino della bambina mostrato dalla madre, si tiene all&#8217;inizio della vita nuova, del corpo feminità, la lunga scorta delle madri nell&#8217;ombra della feminità.<br />
Il nome mia mare è magnifico si apre le &#8220;a&#8221; femminile, di speranza e il &#8220;M&#8221; che evoca la dolcezza, il piacere.<br />
Mia mare di silenzio e di amore.</p>
<p>Ho molto amato la poesia. Si legge nella felicità di un bambino scoprando un tesoro.</p>
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