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	Commenti a: Parlando di scrittura con John Banville	</title>
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		<title>
		Di: camilla pacher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/05/parlando-di-scrittura-con-john-banville/#comment-100127</link>

		<dc:creator><![CDATA[camilla pacher]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 07:01:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Banville , da quando lo conosco, (lettura del Mare) è diventato il mio scrittore preferito. Leggo spesso i suoi grandi romanzi e con emozioni inenarrabili ho trovati i legami strordinari tra -eclisse e l&#039;invenzione del passato, tra la spiegazione dei fatti Athena. Magnifici tutti i suoi libri tradotti e ritrovabili sul mercato italiano (non c&#039;è tutto. per chi conosce Banville (o chi ha la sfortuna di non conoscerlo ancora)  i protagonisti dei suoi romanzi ti penetrano fin nel midollo e non ti lasceranno mai più. Anche i minori come la zia corkie(?) non ricordo bene come si scrive ma la ricordo sempre come fosse stata una zia , si fa per dire, mia. Con quel rossetto!. E i pianti del padre in eclisse!.piange la sua cass. e lei dove sta? nellinvenzione del passato con un vecchio rabbioso e disperato. e dove finisce? a poerto venere.....Insomma chi non conosce Banville non ha ancora letto niente. il suo pantheon, a mio avviso, è formato da Joyce, Beckett,  naturalmente proust e Nabocov (anche se Banville è molto più .....umano e più &quot;terreno&quot; di Nab. E&#039; poco conosciuto in Italia, ma non sanno cosa si perdono. amo i due noir, impossibile non farlo, ma ROMANZONI sono più forti di qualunque altro romanzo degli ultimi decenni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Banville , da quando lo conosco, (lettura del Mare) è diventato il mio scrittore preferito. Leggo spesso i suoi grandi romanzi e con emozioni inenarrabili ho trovati i legami strordinari tra -eclisse e l&#8217;invenzione del passato, tra la spiegazione dei fatti Athena. Magnifici tutti i suoi libri tradotti e ritrovabili sul mercato italiano (non c&#8217;è tutto. per chi conosce Banville (o chi ha la sfortuna di non conoscerlo ancora)  i protagonisti dei suoi romanzi ti penetrano fin nel midollo e non ti lasceranno mai più. Anche i minori come la zia corkie(?) non ricordo bene come si scrive ma la ricordo sempre come fosse stata una zia , si fa per dire, mia. Con quel rossetto!. E i pianti del padre in eclisse!.piange la sua cass. e lei dove sta? nellinvenzione del passato con un vecchio rabbioso e disperato. e dove finisce? a poerto venere&#8230;..Insomma chi non conosce Banville non ha ancora letto niente. il suo pantheon, a mio avviso, è formato da Joyce, Beckett,  naturalmente proust e Nabocov (anche se Banville è molto più &#8230;..umano e più &#8220;terreno&#8221; di Nab. E&#8217; poco conosciuto in Italia, ma non sanno cosa si perdono. amo i due noir, impossibile non farlo, ma ROMANZONI sono più forti di qualunque altro romanzo degli ultimi decenni.</p>
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		Di: Roberto Plevano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/05/parlando-di-scrittura-con-john-banville/#comment-100106</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Plevano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 18:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nei paesi di lingua inglese (inclusa l&#039;Irlanda…) Banville si è guadagnato la statura di monumento letterario, e forse i due ultimi  noir sono un modo di sperimentare, esplorare generi in cui conta la professionalità dello scrivere, più che la letterarietà. 

In realtà, quello che ho letto di Banville (poco purtroppo: il libro dell&#039;evidenza, l&#039;intoccabile, il mare) è scritto in un inglese straordinario, una prosa a lunghi tratti poetica, nel flusso e riflusso di monologhi interiori, memorie quasi sempre involontarie, ammissioni di fallimenti. Mi sono chiesto spesso, leggendo, come tradurre certi fulminanti giochi di parole, o l&#039;humor nero di un Beckett o di un Nabokov uscito da un pub, malfermo sulle gambe.  

Ho trovato alcune costanti: il narratore ricorre alle memorie (fino alle memorie esemplari dell&#039;infanzia) in modi obliqui, i ricordi diventano simulazioni di cui non si è consapevoli fino in fondo, quando non colpevoli divagazioni, espressione dell&#039;incapacità di confessarsi responsabili di crimini perpetrati con le proprie mani. C&#039;è una profonda riflessione sugli scarti tra la costruzione della identità sociale e il vissuto di impostura (e di tradimento) dei personaggi principali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei paesi di lingua inglese (inclusa l&#8217;Irlanda…) Banville si è guadagnato la statura di monumento letterario, e forse i due ultimi  noir sono un modo di sperimentare, esplorare generi in cui conta la professionalità dello scrivere, più che la letterarietà. </p>
<p>In realtà, quello che ho letto di Banville (poco purtroppo: il libro dell&#8217;evidenza, l&#8217;intoccabile, il mare) è scritto in un inglese straordinario, una prosa a lunghi tratti poetica, nel flusso e riflusso di monologhi interiori, memorie quasi sempre involontarie, ammissioni di fallimenti. Mi sono chiesto spesso, leggendo, come tradurre certi fulminanti giochi di parole, o l&#8217;humor nero di un Beckett o di un Nabokov uscito da un pub, malfermo sulle gambe.  </p>
<p>Ho trovato alcune costanti: il narratore ricorre alle memorie (fino alle memorie esemplari dell&#8217;infanzia) in modi obliqui, i ricordi diventano simulazioni di cui non si è consapevoli fino in fondo, quando non colpevoli divagazioni, espressione dell&#8217;incapacità di confessarsi responsabili di crimini perpetrati con le proprie mani. C&#8217;è una profonda riflessione sugli scarti tra la costruzione della identità sociale e il vissuto di impostura (e di tradimento) dei personaggi principali.</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 08:49:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho letto Athena...
La mer è un romanzo che è propia la musica che voglio sentire leggendo.
Inoltrare la lettura come una stagione poetica, vivere in un monde dove il ricordo apre la speranza di entrare in sogno.
L&#039;accenno a Proust non mi sorprende, segue la partizione.
Mi è venuto anche il ricordo di Promenade au phrare, un romanzo di Virginia Woolf che per me a una musica luminosa.
Sono scrittori del mondo sensibile...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho letto Athena&#8230;<br />
La mer è un romanzo che è propia la musica che voglio sentire leggendo.<br />
Inoltrare la lettura come una stagione poetica, vivere in un monde dove il ricordo apre la speranza di entrare in sogno.<br />
L&#8217;accenno a Proust non mi sorprende, segue la partizione.<br />
Mi è venuto anche il ricordo di Promenade au phrare, un romanzo di Virginia Woolf che per me a una musica luminosa.<br />
Sono scrittori del mondo sensibile&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/05/parlando-di-scrittura-con-john-banville/#comment-100048</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 20:39:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[oopss... Massimo... mo&#039; correggo il refuso... 

Grazie, Andrea; lo penso anch&#039;io, anche se non vedo una grande reazione da parte dei critici fin qui ciarlieri in NI. Forse quello che pensa un autore è davvero poco importante...

Atena l&#039;ha tradotto Guanda, sì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>oopss&#8230; Massimo&#8230; mo&#8217; correggo il refuso&#8230; </p>
<p>Grazie, Andrea; lo penso anch&#8217;io, anche se non vedo una grande reazione da parte dei critici fin qui ciarlieri in NI. Forse quello che pensa un autore è davvero poco importante&#8230;</p>
<p>Atena l&#8217;ha tradotto Guanda, sì.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 17:28:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grande Gianni. Banville è davvero un autore importante. Di lui ho amato moltissimo &quot;Athena&quot; - credo uscito da guanda. Non so se lo conosci. Una sorta di poliziesco sentimentale che si svolge nell&#039;ambiente dei collezionisti d&#039;arte, con straordinarie descrizioni di quadri mitologici. Importante anche quanto dice sullo stile... In effetti, sentire il parere degli scrittori è fondamentale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande Gianni. Banville è davvero un autore importante. Di lui ho amato moltissimo &#8220;Athena&#8221; &#8211; credo uscito da guanda. Non so se lo conosci. Una sorta di poliziesco sentimentale che si svolge nell&#8217;ambiente dei collezionisti d&#8217;arte, con straordinarie descrizioni di quadri mitologici. Importante anche quanto dice sullo stile&#8230; In effetti, sentire il parere degli scrittori è fondamentale.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/05/parlando-di-scrittura-con-john-banville/#comment-99992</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 12:38:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il sentimento del mare.

Ho letto con attenzione il brano, perché non penetra un discorso troppo astratto, è nell&#039; alta luce della letteratura, e proietta un aspetto che ho sempre ricercato nella mia passione di lettrice: la melanconia del tempo presente affrontando il regno potente dell&#039;infanzia.
La scrittura disegna il sentiero che porta alla soglia dell&#039;infanzia.
Nel romanzo di John Banville si ascolta il rumore del ricordo nella conchiglia marina. Il cuore del personnagio in lutto della moglie morte entra nel ritmo del paesaggio visto dal cielo, dal greto dove si svegliano gli esseri del passato in una descrizione che dà colori e tratti nitidi al ricordo.
Colori e musica del mare, nuotatori di una spiaggia melanconica. Si amaraggia la scrittura che entra nel mare, ma anche trova la sua consolazione. Il termine del libro è un&#039;immensa carezza dell&#039;onda e un sentimento di oblio: resta niente della vita minuscola, sempre la scrittura raccoglie l&#039;ultima memoria, è la sabbia lavorata dall&#039;acqua, dal tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sentimento del mare.</p>
<p>Ho letto con attenzione il brano, perché non penetra un discorso troppo astratto, è nell&#8217; alta luce della letteratura, e proietta un aspetto che ho sempre ricercato nella mia passione di lettrice: la melanconia del tempo presente affrontando il regno potente dell&#8217;infanzia.<br />
La scrittura disegna il sentiero che porta alla soglia dell&#8217;infanzia.<br />
Nel romanzo di John Banville si ascolta il rumore del ricordo nella conchiglia marina. Il cuore del personnagio in lutto della moglie morte entra nel ritmo del paesaggio visto dal cielo, dal greto dove si svegliano gli esseri del passato in una descrizione che dà colori e tratti nitidi al ricordo.<br />
Colori e musica del mare, nuotatori di una spiaggia melanconica. Si amaraggia la scrittura che entra nel mare, ma anche trova la sua consolazione. Il termine del libro è un&#8217;immensa carezza dell&#8217;onda e un sentimento di oblio: resta niente della vita minuscola, sempre la scrittura raccoglie l&#8217;ultima memoria, è la sabbia lavorata dall&#8217;acqua, dal tempo.</p>
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		Di: massimo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/05/parlando-di-scrittura-con-john-banville/#comment-99989</link>

		<dc:creator><![CDATA[massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 12:20:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Yeats, non Yeates]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Yeats, non Yeates</p>
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			</item>
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