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	Commenti a: Il giorno della valanga	</title>
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		Di: Racconto di un sepolto: il giorno della valanga &#124; hilpers		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/09/il-giorno-della-valanga/#comment-104073</link>

		<dc:creator><![CDATA[Racconto di un sepolto: il giorno della valanga &#124; hilpers]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 20:55:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] che andrebbe riletto dopo questi giorni di incidenti in montagna.  Il testo si può leggere qui:  <a href="https://www.nazioneindiana.com/2008/1" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2008/1</a>&#8230;della-valanga/   [per qualche motivo il post originale da googlegroups ieri non è partito, lo riposto [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stefano		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/09/il-giorno-della-valanga/#comment-103443</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 10:28:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[bellissimo pezzo.. da brividi.. commovente..
bravo e fortunato.
sono strafelice che hai potuto raccontare questa esperienza.
spero che riuscirai a superare la paura della montagna (condivisibile) e tornare a sciare..
un abbraccio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimo pezzo.. da brividi.. commovente..<br />
bravo e fortunato.<br />
sono strafelice che hai potuto raccontare questa esperienza.<br />
spero che riuscirai a superare la paura della montagna (condivisibile) e tornare a sciare..<br />
un abbraccio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/09/il-giorno-della-valanga/#comment-103441</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 09:04:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@alessandro: penso che agli autori faccia solo piacere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@alessandro: penso che agli autori faccia solo piacere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: alessandro		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/09/il-giorno-della-valanga/#comment-103440</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 08:51:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una voce dal &quot;di dentro&quot; mancava.
Ho assistito a valanghe e a racconti ma sempre ma fortunatamente di persone che non sono mai state completamente sepolte.
Grazie per aver condiviso con gli altri la tua tragica esperinza ed in bocca al lupo per il fututo.
Se non Ã¨ un problema vorrei metetr il link al racconto sul mio blog.
Se ci sono problemi ovvimantre lo toglo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una voce dal &#8220;di dentro&#8221; mancava.<br />
Ho assistito a valanghe e a racconti ma sempre ma fortunatamente di persone che non sono mai state completamente sepolte.<br />
Grazie per aver condiviso con gli altri la tua tragica esperinza ed in bocca al lupo per il fututo.<br />
Se non Ã¨ un problema vorrei metetr il link al racconto sul mio blog.<br />
Se ci sono problemi ovvimantre lo toglo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/09/il-giorno-della-valanga/#comment-101704</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 09:46:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fabrizio,  sono felice che tu abbia apprezzato i due scritti. Li ho pubblicati qui proprio per dar oro una diffusione piÃ¹ ampia del bollettino SEM in cui sono stati pubblicati inizialmente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fabrizio,  sono felice che tu abbia apprezzato i due scritti. Li ho pubblicati qui proprio per dar oro una diffusione piÃ¹ ampia del bollettino SEM in cui sono stati pubblicati inizialmente.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Fabrizio Brena		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/09/il-giorno-della-valanga/#comment-101503</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Brena]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 19:11:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche se Ã¨ trascorso quasi un mese dalla pubblicazione, mi sembra giusto esprimere la mia ammirazione per questo pezzo, che non merita di essere archiviato senza commenti: come rileva Roberto, descrivere la sofferenza di per sÃ© risulta sempre un&#039;operazione banale, ossia inadeguata, perchÃ© la parola implica una mediazione fra il vissuto e il narrato, mentre il dolore irrompe nell&#039;esperienza lacerandola, prende possesso di tutta la persona e convoglia su di esso la totalitÃ  delle percezioni. 
 Le considerazioni espresse nel post si possono applicare agli eventi naturali ma anche alle stragi terroristiche: a salvarsi non Ã¨ spesso il meglio protetto o il piÃ¹ accorto, ma semplicemente il piÃ¹ fortunato, quello che non si trovava dove doveva essere per un malanno improvviso o per un semplice contrattempo; e cosÃ¬ ci ritroviamo a fare i conti con la potenza di quello che chiamiamo caso: il caso Ã¨ la cattiva mira di uno sparatore che manca il bersaglio, il caso Ã¨ lo spirito di solidarietÃ  di uno sconosciuto che ti prende sulle spalle e ti porta in salvo, il caso Ã¨ l&#039;indice teso dell&#039;avventore che indica al cuoco un&#039;aragosta nella vasca piuttosto che un&#039;altra (se proviamo a identificarci con le aragoste).
 Non sono un profeta, ma penso che Roberto quando avrÃ  ricuperato le forze tornerÃ  ad affrontare la montagna: sopravvivere ad una catastrofe non conferisce il sigillo dell&#039;incolumitÃ , ma non costituisce neppure un debito con la fortuna, proprio come chi ne Ã¨ vittima non puÃ² appellarsi a nessun credito da riscuotere nel futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se Ã¨ trascorso quasi un mese dalla pubblicazione, mi sembra giusto esprimere la mia ammirazione per questo pezzo, che non merita di essere archiviato senza commenti: come rileva Roberto, descrivere la sofferenza di per sÃ© risulta sempre un&#8217;operazione banale, ossia inadeguata, perchÃ© la parola implica una mediazione fra il vissuto e il narrato, mentre il dolore irrompe nell&#8217;esperienza lacerandola, prende possesso di tutta la persona e convoglia su di esso la totalitÃ  delle percezioni.<br />
 Le considerazioni espresse nel post si possono applicare agli eventi naturali ma anche alle stragi terroristiche: a salvarsi non Ã¨ spesso il meglio protetto o il piÃ¹ accorto, ma semplicemente il piÃ¹ fortunato, quello che non si trovava dove doveva essere per un malanno improvviso o per un semplice contrattempo; e cosÃ¬ ci ritroviamo a fare i conti con la potenza di quello che chiamiamo caso: il caso Ã¨ la cattiva mira di uno sparatore che manca il bersaglio, il caso Ã¨ lo spirito di solidarietÃ  di uno sconosciuto che ti prende sulle spalle e ti porta in salvo, il caso Ã¨ l&#8217;indice teso dell&#8217;avventore che indica al cuoco un&#8217;aragosta nella vasca piuttosto che un&#8217;altra (se proviamo a identificarci con le aragoste).<br />
 Non sono un profeta, ma penso che Roberto quando avrÃ  ricuperato le forze tornerÃ  ad affrontare la montagna: sopravvivere ad una catastrofe non conferisce il sigillo dell&#8217;incolumitÃ , ma non costituisce neppure un debito con la fortuna, proprio come chi ne Ã¨ vittima non puÃ² appellarsi a nessun credito da riscuotere nel futuro.</p>
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