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	Commenti a: La fame di realtà e l&#8217;immaginazione romanzesca	</title>
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 16:01:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sento a casa, qui.

2666. 
La &quot;parte dei delitti&quot; inghiotte tutti i maledetti thriller che infestano le nostre librerie, le nostre biblioteche, le nostre vite e li rivomita in un tassellamento alla Penrose, alla Escher. 
Un fascino ammaliante come un patchwork quacchero.

La fantasia. 
Non solo come più preziosa facoltà di ogni individuo. Ma strumento di conoscenza. Strumento di costruzione di ogni &quot;realtà&quot;: Mill, Dewey, Russell, Rorty. Contro tutti i fondamentalismi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sento a casa, qui.</p>
<p>2666.<br />
La &#8220;parte dei delitti&#8221; inghiotte tutti i maledetti thriller che infestano le nostre librerie, le nostre biblioteche, le nostre vite e li rivomita in un tassellamento alla Penrose, alla Escher.<br />
Un fascino ammaliante come un patchwork quacchero.</p>
<p>La fantasia.<br />
Non solo come più preziosa facoltà di ogni individuo. Ma strumento di conoscenza. Strumento di costruzione di ogni &#8220;realtà&#8221;: Mill, Dewey, Russell, Rorty. Contro tutti i fondamentalismi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: A. Morgillo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A. Morgillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 09:17:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me questo Ritorno alla Realtà fa tanto Ritorno al Futuro. Il film. L&#039;ennesima saga postmoderna. Eroica. 

Questo ritorno alla realtà sarà forse la tendenza critica attuale, ma io resto dell&#039;idea che la tendenza la faccia il mercato. Un mercato assolutamente stagnante nel suo disinteresse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me questo Ritorno alla Realtà fa tanto Ritorno al Futuro. Il film. L&#8217;ennesima saga postmoderna. Eroica. </p>
<p>Questo ritorno alla realtà sarà forse la tendenza critica attuale, ma io resto dell&#8217;idea che la tendenza la faccia il mercato. Un mercato assolutamente stagnante nel suo disinteresse.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria valente		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[maria valente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 06:35:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie davvero. 
- acquisti arretrati, in effetti -
unico neo è la provenienza dall&#039;università ;-)
scherzo- (mica tanto)
ma ho capito, ho capito. credo di avere imparato la lezione.
i suoi interventi sono sempre necessari.
con infinita stima.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie davvero.<br />
&#8211; acquisti arretrati, in effetti &#8211;<br />
unico neo è la provenienza dall&#8217;università ;-)<br />
scherzo- (mica tanto)<br />
ma ho capito, ho capito. credo di avere imparato la lezione.<br />
i suoi interventi sono sempre necessari.<br />
con infinita stima.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/10/la-fame-di-realta-e-limmaginazione-romanzesca/#comment-100319</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 00:47:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Rizzante. Solo una chiosa (e per di più da non specialista).
Borges è un autore imprescindibile per la letteratura non solo latinoamericana ma mondiale. Perfino il &quot;parigino&quot; Cortazar, pur svincolandosi dal magistero borgesiano, ha riconosciuto il suo debito iniziale con Borges. Però il Bolan&#039;o che a mio avviso rilancia la possibilità storica del genere romanzo è quello della discontinuità, è quello &quot;originale&quot; (mi scuso per la brutta parola) di &quot;2666&quot;. Del resto, Borges un respiro narrativo alla Bolan&#039;o non ce l&#039;ha (il che non c&#039;entra con la bravura magisteriale).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Rizzante. Solo una chiosa (e per di più da non specialista).<br />
Borges è un autore imprescindibile per la letteratura non solo latinoamericana ma mondiale. Perfino il &#8220;parigino&#8221; Cortazar, pur svincolandosi dal magistero borgesiano, ha riconosciuto il suo debito iniziale con Borges. Però il Bolan&#8217;o che a mio avviso rilancia la possibilità storica del genere romanzo è quello della discontinuità, è quello &#8220;originale&#8221; (mi scuso per la brutta parola) di &#8220;2666&#8221;. Del resto, Borges un respiro narrativo alla Bolan&#8217;o non ce l&#8217;ha (il che non c&#8217;entra con la bravura magisteriale).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giulio napoleoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/10/la-fame-di-realta-e-limmaginazione-romanzesca/#comment-100317</link>

		<dc:creator><![CDATA[giulio napoleoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 23:03:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;idea di un tipo di immaginazione &quot;meccanica&quot;, che Barthes ha individuato in Calvino, mi fa venire in mente l&#039;uso che fanno spesso i filosofi contemporanei, specie di area analitica, dell&#039;immaginazione come strumento per affrontare questioni teoriche. Si tratta dei cosiddetti &quot;esperimenti mentali&quot; (usati non solo dai filosofi, ma anche dagli scienziati...). Si formulano delle ipotesi e si esaminano in astratto (ossia appunto usando una ferrea immaginazione logico-argomentativa...) le conseguenze. 
C&#039;è anche qualche filosofo che poi ha fatto di questa pratica un attività autonoma e ha pubblicato libri di &quot;storie filosofiche&quot;, per esempio Roberto Casati e Achille Varzi (&quot;Semplicità insormontabili&quot;, Laterza 2004).
Dell&#039;importanza dell&#039;immaginazione in filosofia parla Franca D&#039;Agostini in &quot;Nel chiuso di una stanza con la testa in vacanza&quot; (Carocci, 2005, vedi cap. 10).

La domanda &quot;Siamo davvero sicuri che un reportage, un racconto diretto dei fatti, ci dica di più sulla realtà di quanto possa fare un romanzo?&quot; è, un po&#039; come tutto il testo di Rizzante, una sorta di difesa dell&#039;importanza dell&#039;immaginazione. L&#039;immaginazione come potente strumento non solo per evadere, ma per conoscere meglio. Forse possiamo dire che l&#039;immaginazione può aiutare a conoscere laddove l&#039;esperienza non basta, può servire ad andare verso le radici, i fondamenti dei fatti osservabili, e può inoltre aiutare a capire cosa manca, di cosa abbiamo bisogno e che nei fatti non troviamo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea di un tipo di immaginazione &#8220;meccanica&#8221;, che Barthes ha individuato in Calvino, mi fa venire in mente l&#8217;uso che fanno spesso i filosofi contemporanei, specie di area analitica, dell&#8217;immaginazione come strumento per affrontare questioni teoriche. Si tratta dei cosiddetti &#8220;esperimenti mentali&#8221; (usati non solo dai filosofi, ma anche dagli scienziati&#8230;). Si formulano delle ipotesi e si esaminano in astratto (ossia appunto usando una ferrea immaginazione logico-argomentativa&#8230;) le conseguenze.<br />
C&#8217;è anche qualche filosofo che poi ha fatto di questa pratica un attività autonoma e ha pubblicato libri di &#8220;storie filosofiche&#8221;, per esempio Roberto Casati e Achille Varzi (&#8220;Semplicità insormontabili&#8221;, Laterza 2004).<br />
Dell&#8217;importanza dell&#8217;immaginazione in filosofia parla Franca D&#8217;Agostini in &#8220;Nel chiuso di una stanza con la testa in vacanza&#8221; (Carocci, 2005, vedi cap. 10).</p>
<p>La domanda &#8220;Siamo davvero sicuri che un reportage, un racconto diretto dei fatti, ci dica di più sulla realtà di quanto possa fare un romanzo?&#8221; è, un po&#8217; come tutto il testo di Rizzante, una sorta di difesa dell&#8217;importanza dell&#8217;immaginazione. L&#8217;immaginazione come potente strumento non solo per evadere, ma per conoscere meglio. Forse possiamo dire che l&#8217;immaginazione può aiutare a conoscere laddove l&#8217;esperienza non basta, può servire ad andare verso le radici, i fondamenti dei fatti osservabili, e può inoltre aiutare a capire cosa manca, di cosa abbiamo bisogno e che nei fatti non troviamo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: nadia agustoni		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/10/la-fame-di-realta-e-limmaginazione-romanzesca/#comment-100313</link>

		<dc:creator><![CDATA[nadia agustoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 21:55:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/10/la-fame-di-realta-e-limmaginazione-romanzesca/#comment-100308</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:43:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La rete della critica

caro Max, ora c&#039;è da sperare solo che  Cortellessa intervenga citando Donnarumma, che chiamato in causa (leggi, Cousa) entra in campo e la passa a centro alla Policastro.  Poi via, sulla fascia per Berardinelli . In area più nessuno. Nessun portiere. Nessun gol.

Grande intervento il tuo, Max, anche se la critica ufficiale ti vuole in panchina.
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La rete della critica</p>
<p>caro Max, ora c&#8217;è da sperare solo che  Cortellessa intervenga citando Donnarumma, che chiamato in causa (leggi, Cousa) entra in campo e la passa a centro alla Policastro.  Poi via, sulla fascia per Berardinelli . In area più nessuno. Nessun portiere. Nessun gol.</p>
<p>Grande intervento il tuo, Max, anche se la critica ufficiale ti vuole in panchina.<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: max rizzante		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/10/la-fame-di-realta-e-limmaginazione-romanzesca/#comment-100301</link>

		<dc:creator><![CDATA[max rizzante]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 16:16:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Macondo
D&#039;accordissimo.
Ricordo che Bolaño, in uno dei suoi saggi più luminosi, raccolti in &quot;Entre paréntesis&quot;, intitolato &quot;Derive della letteratura canagliesca&quot;, rileggendo in filigrana la storia della letteratura argentina del XX secolo, affermava alla fine che il solo corollario possibile per avanzare nella terra del romanzo del XXI secolo era di &quot;rileggere Borges&quot;. &quot;2666&quot;, &quot;I detective selvaggi&quot;, &quot;La letteratura nazista in America&quot;, &quot;Notturno cileno&quot;, &quot;Monsieru Pain&quot;, tutta l&#039;opera di Bolaño è inconcepibile senza Borges. Certo un Borges rivisto alla luce violenta e accecante di chi è sopravvissuto all&#039;orrore della Storia (ma che non per questo rinuncia alla poesia, al tribunale della poesia, il solo che possa mettere alla berlina l&#039;orrore della Storia) e che sa che nel tempo che ci aspetta la necessità di sopravvivere sarà tale da mettere a rpentaglio ogni altra forma di sopravvivenza spirituale.
RImando al numero monografico sul romanzo latinoamericano di &quot;Nuova prosa&quot;, 46, 2007 (Bolaño, Piglia, Fresán e altri)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Macondo<br />
D&#8217;accordissimo.<br />
Ricordo che Bolaño, in uno dei suoi saggi più luminosi, raccolti in &#8220;Entre paréntesis&#8221;, intitolato &#8220;Derive della letteratura canagliesca&#8221;, rileggendo in filigrana la storia della letteratura argentina del XX secolo, affermava alla fine che il solo corollario possibile per avanzare nella terra del romanzo del XXI secolo era di &#8220;rileggere Borges&#8221;. &#8220;2666&#8221;, &#8220;I detective selvaggi&#8221;, &#8220;La letteratura nazista in America&#8221;, &#8220;Notturno cileno&#8221;, &#8220;Monsieru Pain&#8221;, tutta l&#8217;opera di Bolaño è inconcepibile senza Borges. Certo un Borges rivisto alla luce violenta e accecante di chi è sopravvissuto all&#8217;orrore della Storia (ma che non per questo rinuncia alla poesia, al tribunale della poesia, il solo che possa mettere alla berlina l&#8217;orrore della Storia) e che sa che nel tempo che ci aspetta la necessità di sopravvivere sarà tale da mettere a rpentaglio ogni altra forma di sopravvivenza spirituale.<br />
RImando al numero monografico sul romanzo latinoamericano di &#8220;Nuova prosa&#8221;, 46, 2007 (Bolaño, Piglia, Fresán e altri)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: macondo		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/10/la-fame-di-realta-e-limmaginazione-romanzesca/#comment-100300</link>

		<dc:creator><![CDATA[macondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 14:53:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di immaginazione, realtà e &quot;meccanica&quot; (o, se si vuole, stile, forma, scrittura ecc.), non credo che stia male qui ricordare un&#039;affermazione di Roberto Bolan&#039;o:
&quot;Non significa nulla scrivere bene, perché questo può farlo chiunque, e neppure scrivere meravigliosamente bene, perché anche questo può farlo chiunque. Allora cos&#039;è la qualità della scrittura? È quello che è sempre stato: saper cacciare la testa nel buio, saper saltare nel vuoto, sapere che la letteratura è fondamentalmente un mestiere pericoloso&quot;.
E, per inciso, vorrei dire che oggi, dopo l&#039;ubriacatura di postmoderno e la conseguente esigenza di &quot;ritorno al reale&quot;, il romanzo che sta rilanciando la possibilità storica del geere romanzo è appunto &quot;2666&quot; di Bolan&#039;o.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di immaginazione, realtà e &#8220;meccanica&#8221; (o, se si vuole, stile, forma, scrittura ecc.), non credo che stia male qui ricordare un&#8217;affermazione di Roberto Bolan&#8217;o:<br />
&#8220;Non significa nulla scrivere bene, perché questo può farlo chiunque, e neppure scrivere meravigliosamente bene, perché anche questo può farlo chiunque. Allora cos&#8217;è la qualità della scrittura? È quello che è sempre stato: saper cacciare la testa nel buio, saper saltare nel vuoto, sapere che la letteratura è fondamentalmente un mestiere pericoloso&#8221;.<br />
E, per inciso, vorrei dire che oggi, dopo l&#8217;ubriacatura di postmoderno e la conseguente esigenza di &#8220;ritorno al reale&#8221;, il romanzo che sta rilanciando la possibilità storica del geere romanzo è appunto &#8220;2666&#8221; di Bolan&#8217;o.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: max rizzante		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/10/la-fame-di-realta-e-limmaginazione-romanzesca/#comment-100296</link>

		<dc:creator><![CDATA[max rizzante]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 13:00:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per l&#039;acquisto del libro rivolgersi a:

Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Filologici
Via Santa CRoce, 65 38100 TRENTO
e-mail : editoria@lett.unitn.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per l&#8217;acquisto del libro rivolgersi a:</p>
<p>Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Filologici<br />
Via Santa CRoce, 65 38100 TRENTO<br />
e-mail : <a href="mailto:editoria@lett.unitn.it">editoria@lett.unitn.it</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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