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	Commenti a: autoritratto in piedi	</title>
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		<title>
		Di: Paolo Sciola		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100648</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Sciola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 19:55:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me sono piaciute molto le prime due. Le altre mi sembrano semplici asserzioni. Che partono da un proposito iniziale - i titoli - troppo dichiarato.
Ma forse mi sbaglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me sono piaciute molto le prime due. Le altre mi sembrano semplici asserzioni. Che partono da un proposito iniziale &#8211; i titoli &#8211; troppo dichiarato.<br />
Ma forse mi sbaglio.</p>
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		<title>
		Di: Anna Tellini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100598</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Tellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 19:51:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie a te, Natàlia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie a te, Natàlia</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Natàlia Castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100595</link>

		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 18:22:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[razionale e stratagemma efficace l&#039;uso del &quot;solidus&quot; che non spezza ma lega i versi nella lettura, una sorta di punteggiatura che da respiro senza spezzare la logica che scorre dal primo all&#039;ultimo verso.

Mi sono piaciute tutte - manco a dirsi! - ma in &quot;trascorrere&quot; vedo le movenze del corpo mentre leggo ironia tagliente e morbida femminilità.

grazie, natàlia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>razionale e stratagemma efficace l&#8217;uso del &#8220;solidus&#8221; che non spezza ma lega i versi nella lettura, una sorta di punteggiatura che da respiro senza spezzare la logica che scorre dal primo all&#8217;ultimo verso.</p>
<p>Mi sono piaciute tutte &#8211; manco a dirsi! &#8211; ma in &#8220;trascorrere&#8221; vedo le movenze del corpo mentre leggo ironia tagliente e morbida femminilità.</p>
<p>grazie, natàlia</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100589</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 16:27:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qualche giorno fa, qualcuna, si chiedeva dove fossero le voci femminili che non avevano partecipato a un certo dibattito alquanto estroso,
direi distrasoso, sul &quot;realismo&quot; in letteratura.

Ecco, non vorrei fare la quinta colonna, ma sono convinto di aver assunto
atteggiamenti e di essermi comportato a lungo, e per certi versi di comportarmi ancora, in modo tale che, qualcuna, mi possa dire &quot;realmente&quot;:

&quot;spazzando via l’ottusa / caparbietà mentale / di cui hai fatto cauto / la tua stolida cifra / vessillo miserevole / di alterità infantile / ne erigi barricate / di sterco e di egoismo / a riparare il buco / che tu supponi anima&quot;

E non è vero che non la pensi così: se ci penso la penso così.

Tutto l&#039;altro è la reale vita quotidiana: compromesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, qualcuna, si chiedeva dove fossero le voci femminili che non avevano partecipato a un certo dibattito alquanto estroso,<br />
direi distrasoso, sul &#8220;realismo&#8221; in letteratura.</p>
<p>Ecco, non vorrei fare la quinta colonna, ma sono convinto di aver assunto<br />
atteggiamenti e di essermi comportato a lungo, e per certi versi di comportarmi ancora, in modo tale che, qualcuna, mi possa dire &#8220;realmente&#8221;:</p>
<p>&#8220;spazzando via l’ottusa / caparbietà mentale / di cui hai fatto cauto / la tua stolida cifra / vessillo miserevole / di alterità infantile / ne erigi barricate / di sterco e di egoismo / a riparare il buco / che tu supponi anima&#8221;</p>
<p>E non è vero che non la pensi così: se ci penso la penso così.</p>
<p>Tutto l&#8217;altro è la reale vita quotidiana: compromesso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100583</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 13:59:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100583</guid>

					<description><![CDATA[[ il &lt;strong&gt;/&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;solidus&lt;/em&gt; è antico in poesia quasi quanto l&#039;aspo dell&#039;arcolaio e - comunque - il massimo vezzo capitale degli odierni vezzi è la subdola comparativa ipotetica (come se, come fosse, quasi fosse) insieme alla ugualmente antipatica, bugiardissima, circostanziata ed anche un po&#039; ipocrita litote  (non buono, non cattivo, non bello, non brutto, non tutto) ché uno crede che si creda che creda di non dire dicendo o di dire non dicendo - (-1+1)=0 ]


&lt;em&gt;Se le cose hanno un centro / non c’è compasso a potermi inchiodare&lt;/em&gt;

di certo la poesia di Anna di compasso ne è uno nautico, di quelli a due punte, per commisurare distanza e vicinanze, sempre per linee curve morbide, mai semplici diritte rette.

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[ il <strong>/</strong> <em>solidus</em> è antico in poesia quasi quanto l&#8217;aspo dell&#8217;arcolaio e &#8211; comunque &#8211; il massimo vezzo capitale degli odierni vezzi è la subdola comparativa ipotetica (come se, come fosse, quasi fosse) insieme alla ugualmente antipatica, bugiardissima, circostanziata ed anche un po&#8217; ipocrita litote  (non buono, non cattivo, non bello, non brutto, non tutto) ché uno crede che si creda che creda di non dire dicendo o di dire non dicendo &#8211; (-1+1)=0 ]</p>
<p><em>Se le cose hanno un centro / non c’è compasso a potermi inchiodare</em></p>
<p>di certo la poesia di Anna di compasso ne è uno nautico, di quelli a due punte, per commisurare distanza e vicinanze, sempre per linee curve morbide, mai semplici diritte rette.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna Tellini		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100582</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Tellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 13:44:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Più che altro - azzardo - un eccesso di (inutile) cautela: comprimermi, prima di espormi a
lettori competenti/
e/
o/
surcigliosi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più che altro &#8211; azzardo &#8211; un eccesso di (inutile) cautela: comprimermi, prima di espormi a<br />
lettori competenti/<br />
e/<br />
o/<br />
surcigliosi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuliano joyce		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100581</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliano joyce]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 13:39:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[4

iride fantastica di occhi tenui lungo l’orbita cangiante
rami scricchiolanti teneri germogli fuscelli poco consistenti
particole di spazio disarmante e lunghe camminate.

in sintonia discorde con rari avvenimenti
si distolgono da noi respiri e sguardi
confusi e senza senso.

3

e tacque!

2

e sparì così dentro un rinnovato desiderio di morire
e rinascere in primavere enormi d’oro e rosso e verdi
e non conoscere mai di sé
il fantasma che alberga da anni senza mai pagare
tra stanze strette e mura immacolate di dolore.

un colore simile al rantolo di una creatura
agonizzante trafitta da cristalli purissimi di luce
al bordo polveroso di una strada nerissima e pulita
così spesso si porta a spasso il proprio straccio
di illusione: chi lo chiama vita chi lo chiama sogno

chi lo chiama amore.

1

passi stanchi riflessi contro specchi
gomme lisce acciottolate sugli emisferi dubbi
ti amo ti amo ti amo
il sole torrido e freddissimo il semicerchio ovale
dei tuoi occhi mi allontana da me.

mi racconto illusioni e storie che finiscono
prima o poi
bene o male
scende o sale
un ascensore il destino la ruota che rintrona
su strade lunghissime e sconnesse
senza fine
mi disegno un circuito di macchinine e gare
chi è più forte?
mi chiedo
chi arriva prima chi non arriva mai
chi naufraga aggrappato al relitto di un nave
e la tempesta si abbatte su corpi privi
di calore come una fredda giornata di agosto, dopo un tremendo temporale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>4</p>
<p>iride fantastica di occhi tenui lungo l’orbita cangiante<br />
rami scricchiolanti teneri germogli fuscelli poco consistenti<br />
particole di spazio disarmante e lunghe camminate.</p>
<p>in sintonia discorde con rari avvenimenti<br />
si distolgono da noi respiri e sguardi<br />
confusi e senza senso.</p>
<p>3</p>
<p>e tacque!</p>
<p>2</p>
<p>e sparì così dentro un rinnovato desiderio di morire<br />
e rinascere in primavere enormi d’oro e rosso e verdi<br />
e non conoscere mai di sé<br />
il fantasma che alberga da anni senza mai pagare<br />
tra stanze strette e mura immacolate di dolore.</p>
<p>un colore simile al rantolo di una creatura<br />
agonizzante trafitta da cristalli purissimi di luce<br />
al bordo polveroso di una strada nerissima e pulita<br />
così spesso si porta a spasso il proprio straccio<br />
di illusione: chi lo chiama vita chi lo chiama sogno</p>
<p>chi lo chiama amore.</p>
<p>1</p>
<p>passi stanchi riflessi contro specchi<br />
gomme lisce acciottolate sugli emisferi dubbi<br />
ti amo ti amo ti amo<br />
il sole torrido e freddissimo il semicerchio ovale<br />
dei tuoi occhi mi allontana da me.</p>
<p>mi racconto illusioni e storie che finiscono<br />
prima o poi<br />
bene o male<br />
scende o sale<br />
un ascensore il destino la ruota che rintrona<br />
su strade lunghissime e sconnesse<br />
senza fine<br />
mi disegno un circuito di macchinine e gare<br />
chi è più forte?<br />
mi chiedo<br />
chi arriva prima chi non arriva mai<br />
chi naufraga aggrappato al relitto di un nave<br />
e la tempesta si abbatte su corpi privi<br />
di calore come una fredda giornata di agosto, dopo un tremendo temporale.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chiara valerio		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100580</link>

		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 13:19:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di vezzi viviamo tash.
i vezzi capitali, che vuoi farci...
chi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di vezzi viviamo tash.<br />
i vezzi capitali, che vuoi farci&#8230;<br />
chi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Tashtego		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100579</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tashtego]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 12:45:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[chissà / perché / invece di / andare a capo / qui si / sceglie lo slash.
quasi fosse un / vezzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>chissà / perché / invece di / andare a capo / qui si / sceglie lo slash.<br />
quasi fosse un / vezzo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/17/autoritratto-in-piedi/#comment-100573</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 08:21:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Amo il corpo femminile affondato nella poesia. E&#039; l&#039;ombra strappata del pipistrello, del cielo, del gatto.
Amo maternità per lo sguardo della metamorfosi del testardo, fatta di desiderio e di angoscia,
amo poesia per l&#039;audacia e il vero della parola:
&quot;La poesia mi tenta/ deliziosamente oscena&quot;
Mi parla questo paralello tra poesia e oscena, e delizio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amo il corpo femminile affondato nella poesia. E&#8217; l&#8217;ombra strappata del pipistrello, del cielo, del gatto.<br />
Amo maternità per lo sguardo della metamorfosi del testardo, fatta di desiderio e di angoscia,<br />
amo poesia per l&#8217;audacia e il vero della parola:<br />
&#8220;La poesia mi tenta/ deliziosamente oscena&#8221;<br />
Mi parla questo paralello tra poesia e oscena, e delizio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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