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	Commenti a: Ah, non parlatemi della Duncan!…	</title>
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		Di: lambertibocconi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/25/ah-non-parlatemi-della-duncan/#comment-101410</link>

		<dc:creator><![CDATA[lambertibocconi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 12:00:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo e godibilissimo post. Aggiungo che se ha un senso parlare d&#039;arte oggi, lo si deve agli &quot;avanzi di fossa&quot; dei primi decenni del Novecento. Aspettiamo con ansia un articolo sul Tuca Tuca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo e godibilissimo post. Aggiungo che se ha un senso parlare d&#8217;arte oggi, lo si deve agli &#8220;avanzi di fossa&#8221; dei primi decenni del Novecento. Aspettiamo con ansia un articolo sul Tuca Tuca.</p>
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		<title>
		Di: orsola puecher		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/25/ah-non-parlatemi-della-duncan/#comment-101040</link>

		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 15:32:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Sparz questo &quot;&lt;em&gt;danza la natura, prima della caduta, la natura primordiale&lt;/em&gt;&quot;, dai &quot;&lt;em&gt;balabiott&quot;&lt;/em&gt; (quelli che ballano nudi) di Gurdjieff ad Ascona (cosi detti dai valliggiani che spiavano le loro danze primordiali nascosti dietro gli abeti) percorre l&#039;Europa nella prima parte del secolo scorso e quel che appare ingenuo e un po&#039; invasato, liberando il corpo dalle ossessioni pruriginose vittoriane e la danza da scarpe da punta e stilemi accademici, arriva fino a noi nella Modern Dance, da Martha Graham a Pina Bausch fino all&#039;ultima ballerina di fila della più scalcinata rivista. 
Isadora resta viva in questa catena di sopravvivenza dell&#039;arte attraverso le generazioni. Una specie di memoria incarnata. 
Non a tutti gli artisti riesce, ovviamente.
Per Isadora fu mito anche la morte: provando una Bugatti finì strangolata dalla sua sciarpa che si intrigò nella ruota:

&lt;strong&gt;Sylvia Plath&lt;/strong&gt;
da &lt;em&gt;Fever 103°&lt;/em&gt;



&lt;blockquote&gt;Love, love, the low smokes roll
From me like Isadora&#039;s scarves, I&#039;m in a fright

One scarf will catch and anchor in the wheel.&lt;/blockquote&gt;





&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;Amore, amore, i bassi fumi si srotolano 
da me come le sciarpe di Isadora, ho paura

che une sciarpa mi accalappi e mi ancori alla ruota.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;



Ad Anna, che ringrazio per il suo prezioso articolo, questa divertente citazione da uno dei miei romanzi preferiti



&lt;blockquote&gt;&quot;«Chiedo scusa», lo interruppe Schwonder. «Siamo venuti a parlarle proprio della sala da pranzo e dell&#039;ambulatorio. L&#039;Assemblea Generale la prega di rinunciare alla sala da pranzo: spontaneamente, per disciplina proletaria. A Mosca nessuno ha la sala da pranzo.» 
«Neanche Isadora Duncan», gridò la donna con voce squillante. 
Filìpp Filìppovič subì una leggera trasformazione. Divenne paonazzo e rimase in attesa del seguito senza emettere un suono. 
«E per quanto riguarda l&#039;ambulatorio», continuava Schwonder, «lei può benissimo mettere ambulatorio e studio nella stessa stanza.» 
«Uhm,» fece Filìpp Filìppovič con una voce strana, «e dove dovrei consumare i pasti?» 
«In camera da letto», risposero tutti e quattro in coro.
Il colorito paonazzo di Filìpp Filìppovič prese una sfumatura un po&#039; grigiastra.
«Consumare i pasti in camera da letto», cominciò con voce leggermente strozzata, «leggere in ambulatorio, vestirsi in sala d&#039;aspetto, operare nella camera della servitù e visitare in sala da pranzo. È possibilissimo che Isadora Duncan faccia proprio così. Può darsi che pranzi nello studio e vivisezioni i conigli in bagno. Può benissimo darsi. Ma io non sono Isadora Duncan!...»&quot;&lt;/blockquote&gt;



&lt;strong&gt;Michail Bulgakov &lt;/strong&gt;Cuore di cane 

Grazie a tutti.

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sparz questo &#8220;<em>danza la natura, prima della caduta, la natura primordiale</em>&#8220;, dai &#8220;<em>balabiott&#8221;</em> (quelli che ballano nudi) di Gurdjieff ad Ascona (cosi detti dai valliggiani che spiavano le loro danze primordiali nascosti dietro gli abeti) percorre l&#8217;Europa nella prima parte del secolo scorso e quel che appare ingenuo e un po&#8217; invasato, liberando il corpo dalle ossessioni pruriginose vittoriane e la danza da scarpe da punta e stilemi accademici, arriva fino a noi nella Modern Dance, da Martha Graham a Pina Bausch fino all&#8217;ultima ballerina di fila della più scalcinata rivista.<br />
Isadora resta viva in questa catena di sopravvivenza dell&#8217;arte attraverso le generazioni. Una specie di memoria incarnata.<br />
Non a tutti gli artisti riesce, ovviamente.<br />
Per Isadora fu mito anche la morte: provando una Bugatti finì strangolata dalla sua sciarpa che si intrigò nella ruota:</p>
<p><strong>Sylvia Plath</strong><br />
da <em>Fever 103°</em></p>
<blockquote><p>Love, love, the low smokes roll<br />
From me like Isadora&#8217;s scarves, I&#8217;m in a fright</p>
<p>One scarf will catch and anchor in the wheel.</p></blockquote>
<blockquote><p><em>Amore, amore, i bassi fumi si srotolano<br />
da me come le sciarpe di Isadora, ho paura</p>
<p>che une sciarpa mi accalappi e mi ancori alla ruota.</em></p></blockquote>
<p>Ad Anna, che ringrazio per il suo prezioso articolo, questa divertente citazione da uno dei miei romanzi preferiti</p>
<blockquote><p>&#8220;«Chiedo scusa», lo interruppe Schwonder. «Siamo venuti a parlarle proprio della sala da pranzo e dell&#8217;ambulatorio. L&#8217;Assemblea Generale la prega di rinunciare alla sala da pranzo: spontaneamente, per disciplina proletaria. A Mosca nessuno ha la sala da pranzo.»<br />
«Neanche Isadora Duncan», gridò la donna con voce squillante.<br />
Filìpp Filìppovič subì una leggera trasformazione. Divenne paonazzo e rimase in attesa del seguito senza emettere un suono.<br />
«E per quanto riguarda l&#8217;ambulatorio», continuava Schwonder, «lei può benissimo mettere ambulatorio e studio nella stessa stanza.»<br />
«Uhm,» fece Filìpp Filìppovič con una voce strana, «e dove dovrei consumare i pasti?»<br />
«In camera da letto», risposero tutti e quattro in coro.<br />
Il colorito paonazzo di Filìpp Filìppovič prese una sfumatura un po&#8217; grigiastra.<br />
«Consumare i pasti in camera da letto», cominciò con voce leggermente strozzata, «leggere in ambulatorio, vestirsi in sala d&#8217;aspetto, operare nella camera della servitù e visitare in sala da pranzo. È possibilissimo che Isadora Duncan faccia proprio così. Può darsi che pranzi nello studio e vivisezioni i conigli in bagno. Può benissimo darsi. Ma io non sono Isadora Duncan!&#8230;»&#8221;</p></blockquote>
<p><strong>Michail Bulgakov </strong>Cuore di cane </p>
<p>Grazie a tutti.</p>
<p>,\\&#8217;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: chi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/25/ah-non-parlatemi-della-duncan/#comment-100961</link>

		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 08:03:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[franz... e quando un tuo post su elisabetta virgili??
nulla per nulla. ogni cosa a ogni uomo. ogni nulla a ogni uomo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>franz&#8230; e quando un tuo post su elisabetta virgili??<br />
nulla per nulla. ogni cosa a ogni uomo. ogni nulla a ogni uomo.</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/25/ah-non-parlatemi-della-duncan/#comment-100958</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 00:55:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[... e abbisogna anche di guardare il fondo, a parte gli inermi di colore che prendono le botte dai fascisti.

il fondo inutile che ci racchiude, volenti o nolenti. la duncan, se mi consentite, è un fondo di fossa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; e abbisogna anche di guardare il fondo, a parte gli inermi di colore che prendono le botte dai fascisti.</p>
<p>il fondo inutile che ci racchiude, volenti o nolenti. la duncan, se mi consentite, è un fondo di fossa.</p>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/25/ah-non-parlatemi-della-duncan/#comment-100957</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 00:46:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grande, post, molto colto, anche se a mio modestissimo avviso un po&#039; polveroso, un po&#039; tè dai guermantes (per carità, roba da ricchi). però su questa nazione indiana tanto galateo e sachertorte mi piacerebbe si parlasse anche di un&#039;altra danzatrice: elisabetta virgili, che divenne celebre nel 1979 col suo &quot;ballo del gancio&quot;. a me attizzava più della duncan, forse perchè la duncan attizzava il mio bisnonno in germania (ad ognuno i suoi attizzatoi), e io essendo un popolano della kultur ho una weltanschaung molto ARD NDR ZDF... o RAI, appunto.

ecco, un post su elisabetta virgili sarebbe d&#039;uopo. nazione indiana abbisogna anche del nulla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grande, post, molto colto, anche se a mio modestissimo avviso un po&#8217; polveroso, un po&#8217; tè dai guermantes (per carità, roba da ricchi). però su questa nazione indiana tanto galateo e sachertorte mi piacerebbe si parlasse anche di un&#8217;altra danzatrice: elisabetta virgili, che divenne celebre nel 1979 col suo &#8220;ballo del gancio&#8221;. a me attizzava più della duncan, forse perchè la duncan attizzava il mio bisnonno in germania (ad ognuno i suoi attizzatoi), e io essendo un popolano della kultur ho una weltanschaung molto ARD NDR ZDF&#8230; o RAI, appunto.</p>
<p>ecco, un post su elisabetta virgili sarebbe d&#8217;uopo. nazione indiana abbisogna anche del nulla.</p>
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		<title>
		Di: chi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/25/ah-non-parlatemi-della-duncan/#comment-100936</link>

		<dc:creator><![CDATA[chi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 08:38:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sparz!!! ma quanto e&#039; (ah!!! la tastiera senza accenti senza abilitazione ascii) bella la convoluzione? la matematica riesce pure a essere sensuale.
quanto all&#039;etere mi permetto di pronunciarlo, nonostante te... lo so, dovrei tacermi. :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sparz!!! ma quanto e&#8217; (ah!!! la tastiera senza accenti senza abilitazione ascii) bella la convoluzione? la matematica riesce pure a essere sensuale.<br />
quanto all&#8217;etere mi permetto di pronunciarlo, nonostante te&#8230; lo so, dovrei tacermi. :-)</p>
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/25/ah-non-parlatemi-della-duncan/#comment-100933</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 04:34:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[refuso: Stanislawski.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>refuso: Stanislawski.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/25/ah-non-parlatemi-della-duncan/#comment-100932</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 04:29:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alberto Savinio, nella sua fanciullezza, &quot;non&quot; ebbe modo di ammirare Isadora Duncan ad Atene.

*

Qual gioia per Nivasio Dolcemare se avesse potuto vedere i movimenti a biella del suo idolo, udire i suoni graniti che nascevano dalle sue dita come le bollicine d&#039;aria dalla bocca di un pesce! Ma nell&#039;ora in cui Lafont sonava e Isadora toccava con le nude piante la scena del Demòtiko, i bambini dormono, vigilati ciascuno dal suo angelo custode. E infatti l&#039;angelo di Nivasio stava seduto al capezzale del fanciullo che dormiva, le ali ripiegate dietro la spalliera, e al chiariore del lumino notturno posato davanti alla riproduzione in tricomia della *Madonna del cardellino*, leggeva con manifesto diletto le *Avventure di Pinocchio* che aveva trovato nella libreria del suo piccolo protetto, illustrate dai disegni di Chiostri. Ma il sonno di Nivasio non era tranquillo. Cupi sogni lo traversavano, nei quali l&#039;adorato Lafont, più lungo e scheletrico che mai, era minacciato da pericoli spaventosi. Nivasio voleva proteggerlo, salvarlo.

Nivasio Dolcemare studiava pianoforte sotto la guida di Hermann Lafont, sassone di origine ugonotta e allievo del grande Reisenhauer. Virtuoso formidabile e uno dei maggiori velocisti della pianistica internazionale (serbava preziosamente ritagliata la recensione in cui Edmond Rurisch, della *Musikalische Zeitung*, lo soprannominava *Die Lokomotive der Klavier*, &quot;la locomotiva del pianoforte&quot;).

Per dare vita ai *divini esemplari*, Isadora pensò di unirsi, lei così bella di forme, con uomini *d&#039;eccezione*.

L&#039;eugenesi tentata [...] con la collaborazione di Hermann Lafont, non sortì l&#039;effetto desiderato. Si vede che su altre tastiere, la *locomotiva del pianoforte* era un semplice carretto. Di poi uguale proposta fece Isadora a Stanislawaki, ma costui, sebbene amasse Isadora quanto la luce dei propri occhi, la guardò stralunato come se di colpo si fosse trasformata nell&#039;imagine della Morte, ed esclamò: &quot;E Pòlia Trofìmovna? Che dirà Pòlia Trofìmovna?&quot;. Conforta pensare che c&#039;è ancora nel mondo qualcuno per il quale il dovere coniugale non è una vana parola. Invitato a partecipare alla concezione di una creatura che alle gambe di lei unisse il cervello di lui, Giorgio Bernardo Shaw rispose, come si sa: &quot;E se dovesse unire al cervello di lei le gambe di lui?&quot; Nel che il salace irlandese ancora una volta sbagliò, perché Isadora non che nei pregi fisici, ma superava Giorgio Bernardo anche nel senno. Anche Strindberg ricevè l&#039;invito di Isadora [...] ma Strindberg fu irremovibile. E Isadora commenta: &quot;il pessimismo di Strindberg è da imputare alle donne da lui amate. Le donne si dividono in due speci: ispiratrici e vampiri. Strindberg non amò che donne vampiri.&quot;
Lo stesso invito toccò a Ernesto Haeckel, l&#039;ultimo dei grandi darviniani, autore della monografia dei radiolari e dell&#039;*Antropogenie oder Entwickelungseschichte des Menschen*, ed Ernesto Haekel accettò. L&#039;incontro avenne a Bayreuth.

ALBERTO SAVINIO, Isadora Duncan, in &quot;Narrate, uomini, la vostra storia&quot;, Bompiani 1977, pagg. 247-324.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto Savinio, nella sua fanciullezza, &#8220;non&#8221; ebbe modo di ammirare Isadora Duncan ad Atene.</p>
<p>*</p>
<p>Qual gioia per Nivasio Dolcemare se avesse potuto vedere i movimenti a biella del suo idolo, udire i suoni graniti che nascevano dalle sue dita come le bollicine d&#8217;aria dalla bocca di un pesce! Ma nell&#8217;ora in cui Lafont sonava e Isadora toccava con le nude piante la scena del Demòtiko, i bambini dormono, vigilati ciascuno dal suo angelo custode. E infatti l&#8217;angelo di Nivasio stava seduto al capezzale del fanciullo che dormiva, le ali ripiegate dietro la spalliera, e al chiariore del lumino notturno posato davanti alla riproduzione in tricomia della *Madonna del cardellino*, leggeva con manifesto diletto le *Avventure di Pinocchio* che aveva trovato nella libreria del suo piccolo protetto, illustrate dai disegni di Chiostri. Ma il sonno di Nivasio non era tranquillo. Cupi sogni lo traversavano, nei quali l&#8217;adorato Lafont, più lungo e scheletrico che mai, era minacciato da pericoli spaventosi. Nivasio voleva proteggerlo, salvarlo.</p>
<p>Nivasio Dolcemare studiava pianoforte sotto la guida di Hermann Lafont, sassone di origine ugonotta e allievo del grande Reisenhauer. Virtuoso formidabile e uno dei maggiori velocisti della pianistica internazionale (serbava preziosamente ritagliata la recensione in cui Edmond Rurisch, della *Musikalische Zeitung*, lo soprannominava *Die Lokomotive der Klavier*, &#8220;la locomotiva del pianoforte&#8221;).</p>
<p>Per dare vita ai *divini esemplari*, Isadora pensò di unirsi, lei così bella di forme, con uomini *d&#8217;eccezione*.</p>
<p>L&#8217;eugenesi tentata [&#8230;] con la collaborazione di Hermann Lafont, non sortì l&#8217;effetto desiderato. Si vede che su altre tastiere, la *locomotiva del pianoforte* era un semplice carretto. Di poi uguale proposta fece Isadora a Stanislawaki, ma costui, sebbene amasse Isadora quanto la luce dei propri occhi, la guardò stralunato come se di colpo si fosse trasformata nell&#8217;imagine della Morte, ed esclamò: &#8220;E Pòlia Trofìmovna? Che dirà Pòlia Trofìmovna?&#8221;. Conforta pensare che c&#8217;è ancora nel mondo qualcuno per il quale il dovere coniugale non è una vana parola. Invitato a partecipare alla concezione di una creatura che alle gambe di lei unisse il cervello di lui, Giorgio Bernardo Shaw rispose, come si sa: &#8220;E se dovesse unire al cervello di lei le gambe di lui?&#8221; Nel che il salace irlandese ancora una volta sbagliò, perché Isadora non che nei pregi fisici, ma superava Giorgio Bernardo anche nel senno. Anche Strindberg ricevè l&#8217;invito di Isadora [&#8230;] ma Strindberg fu irremovibile. E Isadora commenta: &#8220;il pessimismo di Strindberg è da imputare alle donne da lui amate. Le donne si dividono in due speci: ispiratrici e vampiri. Strindberg non amò che donne vampiri.&#8221;<br />
Lo stesso invito toccò a Ernesto Haeckel, l&#8217;ultimo dei grandi darviniani, autore della monografia dei radiolari e dell&#8217;*Antropogenie oder Entwickelungseschichte des Menschen*, ed Ernesto Haekel accettò. L&#8217;incontro avenne a Bayreuth.</p>
<p>ALBERTO SAVINIO, Isadora Duncan, in &#8220;Narrate, uomini, la vostra storia&#8221;, Bompiani 1977, pagg. 247-324.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/25/ah-non-parlatemi-della-duncan/#comment-100921</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 17:18:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[chissà com&#039;era la &lt;i&gt;la natura, prima della caduta, la natura primordiale&lt;/i&gt; forse diversissima da ora forse non tanto, a parte dove abbiamo spazzato via ogni forma di vita animale e vegetale.
@chi mi compiaccio molto che tu parli di etere e poi il tuo linguaggio è really matematico (quel &quot;convoluto&quot; non mi sfugge)
Bellissimo comunque il tutto: non riesco però ad aprire il file musicale della Berceuse di Chopin. E&#039; firefox che mi tradisce?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>chissà com&#8217;era la <i>la natura, prima della caduta, la natura primordiale</i> forse diversissima da ora forse non tanto, a parte dove abbiamo spazzato via ogni forma di vita animale e vegetale.<br />
@chi mi compiaccio molto che tu parli di etere e poi il tuo linguaggio è really matematico (quel &#8220;convoluto&#8221; non mi sfugge)<br />
Bellissimo comunque il tutto: non riesco però ad aprire il file musicale della Berceuse di Chopin. E&#8217; firefox che mi tradisce?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/11/25/ah-non-parlatemi-della-duncan/#comment-100902</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 10:44:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=10802#comment-100902</guid>

					<description><![CDATA[Se continua questo bellissimo passo, aspetterò un articolo di Anna sulla danza in Walt Disney, con animazione di Orsola, in cui elefantine in tutù, attraversato il monitor, vengono a danzare sulle nostre tastiere, per scrivere, naturalmente, un elogio di Anna e Orsola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se continua questo bellissimo passo, aspetterò un articolo di Anna sulla danza in Walt Disney, con animazione di Orsola, in cui elefantine in tutù, attraversato il monitor, vengono a danzare sulle nostre tastiere, per scrivere, naturalmente, un elogio di Anna e Orsola.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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