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	Commenti a: Due falserighe	</title>
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		<title>
		Di: andrea branco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/05/due-falserighe/#comment-101579</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea branco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 10:53:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una cosa che mi ha colpito della prima parte è la parola &quot;terminale&quot;.
Dopo &quot;le news in loop&quot;, e il verso della canzone, ecco &quot;terminale&quot;, invece di &quot;aeroporto&quot;, e sì il film con Hanks, &quot;terminal&quot;, però mi ha colpito. Mi ha colpito l&#039;italianizzazione del termine, ecco, e certo scelto anche per la ripetizione di &quot;m&quot;, &quot;t&quot;, &quot;e&quot;, &quot;n&quot;, &quot;r&quot;, &quot;a&quot; con le parole precedenti &quot;Ma mentre il terminale&quot;, quasi uno scioglilingua rispetto a &quot;Ma mentre l&#039;aeroporto&quot;.
In somma, mi ha colpito.
Riguardo alle critiche etc. mi sembra si possa dire che non sia per niente facile esprimerle, tanto meno nella brevità di un commento. Si va, spesso, di fretta, e si tende ad essere trancianti nei giudizi, a volte aldilà delle nostre intenzioni. Alle volte non considerando che chi ha scritto ha fatto esperienze che, forse, non sono le nostre, né pretende di esaurire in un testo tutte le esperienze possibili, ma ne racconta una, ed una sola. Sono pochi, rispetto a quelli scritti, i testi che sembrano avere l&#039;universo delle possibilità umane all&#039;interno, e spesso il nostro sentire questo dipende dalle nostre esperienze di lettura, dai nostri gusti (per cui, alle volte, nonostante dei libri siano considerati capolavori, da alcuni vengono detti &quot;noiosi&quot;, etc, oppure si dice &quot;riconosco la bravura dell&#039;autore/trice etc, ma a me proprio non piace, non lo/a sopporto&quot;), dalle nostre esperienze di lettura di ciò che ci circonda.
E niente. ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa che mi ha colpito della prima parte è la parola &#8220;terminale&#8221;.<br />
Dopo &#8220;le news in loop&#8221;, e il verso della canzone, ecco &#8220;terminale&#8221;, invece di &#8220;aeroporto&#8221;, e sì il film con Hanks, &#8220;terminal&#8221;, però mi ha colpito. Mi ha colpito l&#8217;italianizzazione del termine, ecco, e certo scelto anche per la ripetizione di &#8220;m&#8221;, &#8220;t&#8221;, &#8220;e&#8221;, &#8220;n&#8221;, &#8220;r&#8221;, &#8220;a&#8221; con le parole precedenti &#8220;Ma mentre il terminale&#8221;, quasi uno scioglilingua rispetto a &#8220;Ma mentre l&#8217;aeroporto&#8221;.<br />
In somma, mi ha colpito.<br />
Riguardo alle critiche etc. mi sembra si possa dire che non sia per niente facile esprimerle, tanto meno nella brevità di un commento. Si va, spesso, di fretta, e si tende ad essere trancianti nei giudizi, a volte aldilà delle nostre intenzioni. Alle volte non considerando che chi ha scritto ha fatto esperienze che, forse, non sono le nostre, né pretende di esaurire in un testo tutte le esperienze possibili, ma ne racconta una, ed una sola. Sono pochi, rispetto a quelli scritti, i testi che sembrano avere l&#8217;universo delle possibilità umane all&#8217;interno, e spesso il nostro sentire questo dipende dalle nostre esperienze di lettura, dai nostri gusti (per cui, alle volte, nonostante dei libri siano considerati capolavori, da alcuni vengono detti &#8220;noiosi&#8221;, etc, oppure si dice &#8220;riconosco la bravura dell&#8217;autore/trice etc, ma a me proprio non piace, non lo/a sopporto&#8221;), dalle nostre esperienze di lettura di ciò che ci circonda.<br />
E niente. ciao.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: agata		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/05/due-falserighe/#comment-101575</link>

		<dc:creator><![CDATA[agata]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 00:41:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro marco, ti ringrazio per quello che dici. Hai colto esattamente quello che volevo dire: la mia è un&#039;insofferenza più ampia rivolta ai libri che mi capita di leggere e forse anche anche a un sistema che mi sembra immobile.
e in quanto ad alcor, a mio avviso uno scrittore non ha bisogno di rimasticare opere d&#039;altri per essere tale. certo cinema, letteratura e televisione alimentano il suo immaginario e le sue parole ma devono restare sotto come una traccia segreta. in quanto a offrire da bere e se questo può porre fine alla questione, da buona emiliana, non mi tiro mai indietro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro marco, ti ringrazio per quello che dici. Hai colto esattamente quello che volevo dire: la mia è un&#8217;insofferenza più ampia rivolta ai libri che mi capita di leggere e forse anche anche a un sistema che mi sembra immobile.<br />
e in quanto ad alcor, a mio avviso uno scrittore non ha bisogno di rimasticare opere d&#8217;altri per essere tale. certo cinema, letteratura e televisione alimentano il suo immaginario e le sue parole ma devono restare sotto come una traccia segreta. in quanto a offrire da bere e se questo può porre fine alla questione, da buona emiliana, non mi tiro mai indietro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: franz krauspenhaar		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/05/due-falserighe/#comment-101571</link>

		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 20:59:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quoto Alcor.  

Se non attingi non tingi. (E&#039; mia, anche se è brutta:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quoto Alcor.  </p>
<p>Se non attingi non tingi. (E&#8217; mia, anche se è brutta:-)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/05/due-falserighe/#comment-101569</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 20:05:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non vorrei infierire, ma sotto il post di Forlani su Cossu Agata dice:

&quot;La perdita dell’aura in molti romanzi italiani deriva dal fatto che molti autori scrivono attingendo a un patrimonio già esistente di letteratura, cinema e televisione.&quot;

Tutta la frase a mio parere non ha senso, se uno scrittore non attingesse a un patrimonio già esistente  potrebbe produrre al massimo qualche balbettio, ma soprattutto misteriosa è la perdita dell&#039;aura, cos&#039;è l&#039;aura secondo Agata e come si è persa?

perchè se si riferisce all&#039;aura benjaminiana deve pagare da bere a tutti per penitenza, e il vino lo scegliamo noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vorrei infierire, ma sotto il post di Forlani su Cossu Agata dice:</p>
<p>&#8220;La perdita dell’aura in molti romanzi italiani deriva dal fatto che molti autori scrivono attingendo a un patrimonio già esistente di letteratura, cinema e televisione.&#8221;</p>
<p>Tutta la frase a mio parere non ha senso, se uno scrittore non attingesse a un patrimonio già esistente  potrebbe produrre al massimo qualche balbettio, ma soprattutto misteriosa è la perdita dell&#8217;aura, cos&#8217;è l&#8217;aura secondo Agata e come si è persa?</p>
<p>perchè se si riferisce all&#8217;aura benjaminiana deve pagare da bere a tutti per penitenza, e il vino lo scegliamo noi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: soldato blu		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/05/due-falserighe/#comment-101568</link>

		<dc:creator><![CDATA[soldato blu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 19:56:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[O.T.

Ho già detto, ma ripeto, che sono uno che non lascia perdere nessuna occasione per mettersi in mostra. Il blog mi rende felice per questo.

E infatti non mi lascio sfuggire l&#039;occasione di sottolineare una cosa
che mi ha fatto piacere: l&#039;immagine &quot;la realtà è la zip slacciata&quot;
di Carmelo Mario.

PESCE D&#039;APRILE

Inezia Aprile temporale strip
s&#039;accosta all&#039;insanità di Marzo
, mettono assieme i loro giorni
come riparo alla vergogna

Buccine mondo fa da rombo
alla chiusura lampo


Nel buio
io inseguo le fanciulle
, non scorgo più i dèmoni del parco.

[1984]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>O.T.</p>
<p>Ho già detto, ma ripeto, che sono uno che non lascia perdere nessuna occasione per mettersi in mostra. Il blog mi rende felice per questo.</p>
<p>E infatti non mi lascio sfuggire l&#8217;occasione di sottolineare una cosa<br />
che mi ha fatto piacere: l&#8217;immagine &#8220;la realtà è la zip slacciata&#8221;<br />
di Carmelo Mario.</p>
<p>PESCE D&#8217;APRILE</p>
<p>Inezia Aprile temporale strip<br />
s&#8217;accosta all&#8217;insanità di Marzo<br />
, mettono assieme i loro giorni<br />
come riparo alla vergogna</p>
<p>Buccine mondo fa da rombo<br />
alla chiusura lampo</p>
<p>Nel buio<br />
io inseguo le fanciulle<br />
, non scorgo più i dèmoni del parco.</p>
<p>[1984]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/05/due-falserighe/#comment-101565</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 19:04:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il commento che ha scritto Agata nell&#039;ultima recensione di Francesco Forlani  è molto bello. Anche le parole che scrive in questi commenti sono condivisibili. Però, mi domando: perché spendere queste parole per Marilena Renda? Ammettiamo che nel testo ci siano cliché, ammettiamo che la Renda scriva glamour, perché prendersela con lei, quando ci sono un migliaio di libri simili distribuiti nelle librerie? La vogliamo colpevolizzare perché non ci ha proposto qualcosa di nuovo? E gl&#039;altri? E chi pubblica per le grandi case editrici? In fondo Marilena Renda non ha fatto altro che raccontarci una cosa che sentiva l&#039;esigenza di raccontare, e ha trovato qualcuno, Domenico Pinto, che l&#039;ha pubblicata. Perché riversare su Marilena Renda l&#039;astio che si è accumulato negl&#039;anni verso testi commerciali, e non vissuti sulla propria pelle, per riprendere le parole di Agata? Forse si potrebbe agire in questo modo, quando si commenta: &quot;Questo testo di X, mi ricorda i testi dei ben più noti Y, Z e K&quot; e a questo punto addosso con le critiche a Y, Z e K. Non è sbagliato pensare che se esistono testi brutti è perché &#039;sono esistiti&#039; ed &#039;esistono tuttora&#039; testi brutti, e che questi condizionano quelli. Sono rimasto abbastanza deluso dall&#039;intevento di Gherardo Bortolotti su blog e letteratura. Certamente una spiegazione esaustiva di che cosa siano i blog, e molto utile e appropriata in certi contesti, in un contesto come quello della rete, però, a me è sembrato deludente. Forse, si potrebbe avviare sul serio una riflessione sui blog e sulla letteratura entrando nel merito della questione. La domanda forse potrebbe essere: &quot;Come mai ora che ci possiamo confrontare quotidianamente sulla rete, scrittori, critici, editor, aspiranti, e crescere insieme, e promuovere l&#039;idea migliore di letteratura, la più onesta, - un&#039;idea che in parte può essere quella di Agata - come mai poi nelle librerie escono ancora gli stessi libri di sempre - come le dovute eccezioni, quasi regolarmente ignorate?&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commento che ha scritto Agata nell&#8217;ultima recensione di Francesco Forlani  è molto bello. Anche le parole che scrive in questi commenti sono condivisibili. Però, mi domando: perché spendere queste parole per Marilena Renda? Ammettiamo che nel testo ci siano cliché, ammettiamo che la Renda scriva glamour, perché prendersela con lei, quando ci sono un migliaio di libri simili distribuiti nelle librerie? La vogliamo colpevolizzare perché non ci ha proposto qualcosa di nuovo? E gl&#8217;altri? E chi pubblica per le grandi case editrici? In fondo Marilena Renda non ha fatto altro che raccontarci una cosa che sentiva l&#8217;esigenza di raccontare, e ha trovato qualcuno, Domenico Pinto, che l&#8217;ha pubblicata. Perché riversare su Marilena Renda l&#8217;astio che si è accumulato negl&#8217;anni verso testi commerciali, e non vissuti sulla propria pelle, per riprendere le parole di Agata? Forse si potrebbe agire in questo modo, quando si commenta: &#8220;Questo testo di X, mi ricorda i testi dei ben più noti Y, Z e K&#8221; e a questo punto addosso con le critiche a Y, Z e K. Non è sbagliato pensare che se esistono testi brutti è perché &#8216;sono esistiti&#8217; ed &#8216;esistono tuttora&#8217; testi brutti, e che questi condizionano quelli. Sono rimasto abbastanza deluso dall&#8217;intevento di Gherardo Bortolotti su blog e letteratura. Certamente una spiegazione esaustiva di che cosa siano i blog, e molto utile e appropriata in certi contesti, in un contesto come quello della rete, però, a me è sembrato deludente. Forse, si potrebbe avviare sul serio una riflessione sui blog e sulla letteratura entrando nel merito della questione. La domanda forse potrebbe essere: &#8220;Come mai ora che ci possiamo confrontare quotidianamente sulla rete, scrittori, critici, editor, aspiranti, e crescere insieme, e promuovere l&#8217;idea migliore di letteratura, la più onesta, &#8211; un&#8217;idea che in parte può essere quella di Agata &#8211; come mai poi nelle librerie escono ancora gli stessi libri di sempre &#8211; come le dovute eccezioni, quasi regolarmente ignorate?&#8221;.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Natàlia Castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/05/due-falserighe/#comment-101564</link>

		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 19:03:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[l&#039;idea è bella, il pretesto è ottimo, i pezzi d&#039;anima una risorsa...

ciò non toglie che qualcosa possa non piacere e qualcos&#039;altro affascinare e non mi sembra corretto tradurre ciò in una puerile vivisezione, al contrario in una lettura attenta e partecipe, cosa che chiunque &quot;scriva&quot; si dovrebbe augurare di ricevere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;idea è bella, il pretesto è ottimo, i pezzi d&#8217;anima una risorsa&#8230;</p>
<p>ciò non toglie che qualcosa possa non piacere e qualcos&#8217;altro affascinare e non mi sembra corretto tradurre ciò in una puerile vivisezione, al contrario in una lettura attenta e partecipe, cosa che chiunque &#8220;scriva&#8221; si dovrebbe augurare di ricevere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Carmelo Mario		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/05/due-falserighe/#comment-101561</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carmelo Mario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 18:40:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella. L&#039;idea di lasciar scorrere storie minime, intime, a partire da un&#039;immagine, da una narrazione che si articola su funzioni diverse da quelle letterarie. Il cinema, infatti (non devo neanche disturbare Deleuze), ricostruisce la realtà dopo avern distrutto gli usurati rapporti spazio-temporali. Passa dalla prima alla terza persona, il cinema, senza capoversi; ha la profondità della camera e può alternare la visione. La scrittura, invece, scava all&#039;interno di un punto, lo descrive, lo approfondisce. Otto, venti, cinque, più o meno rigeh per un istante solo. Per un ricordo, un profumo. La realtà è la zip slacciata. La scrittura minima è il tempo dell&#039;anima che si è soffermato sul senso possibile di quella zip e sul senso impossibile. Non importa che sia o non sia così... La letteratura è scrittura di sentimenti. E il sentimento è una dimensione relazionale, inter-lacciata, syn-titemi per ritornare alla lingua. Così, in queste minime scritture vedo il pretesto di una comunicazione. Non descrivono i racconti, sono righe false, appunto, e per questo balenanti. Ora, localizzzare frasi e bollare stilemi, mi pare poco. E questo poco mi pare puerile. Adulti, invece, sono questie righe che non sono racconti, ma approcci. Qui c&#039;è qualcosa che deriva dalla finzione del cinema e dalla magia della scrittura. Nuovo orizzonte di cielo in un pattume sempre stancamente identico. C&#039;è corpo, sensazione, calore e riflesso di gelo in questa favoletta ritrovata. Ciò, appunto, che la scrittura può in più dell&#039;immagine... o almeno diversmente. Il pretesto è ottimo. Come ogni buon pretesto per scrivere pezzi d&#039;anima...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella. L&#8217;idea di lasciar scorrere storie minime, intime, a partire da un&#8217;immagine, da una narrazione che si articola su funzioni diverse da quelle letterarie. Il cinema, infatti (non devo neanche disturbare Deleuze), ricostruisce la realtà dopo avern distrutto gli usurati rapporti spazio-temporali. Passa dalla prima alla terza persona, il cinema, senza capoversi; ha la profondità della camera e può alternare la visione. La scrittura, invece, scava all&#8217;interno di un punto, lo descrive, lo approfondisce. Otto, venti, cinque, più o meno rigeh per un istante solo. Per un ricordo, un profumo. La realtà è la zip slacciata. La scrittura minima è il tempo dell&#8217;anima che si è soffermato sul senso possibile di quella zip e sul senso impossibile. Non importa che sia o non sia così&#8230; La letteratura è scrittura di sentimenti. E il sentimento è una dimensione relazionale, inter-lacciata, syn-titemi per ritornare alla lingua. Così, in queste minime scritture vedo il pretesto di una comunicazione. Non descrivono i racconti, sono righe false, appunto, e per questo balenanti. Ora, localizzzare frasi e bollare stilemi, mi pare poco. E questo poco mi pare puerile. Adulti, invece, sono questie righe che non sono racconti, ma approcci. Qui c&#8217;è qualcosa che deriva dalla finzione del cinema e dalla magia della scrittura. Nuovo orizzonte di cielo in un pattume sempre stancamente identico. C&#8217;è corpo, sensazione, calore e riflesso di gelo in questa favoletta ritrovata. Ciò, appunto, che la scrittura può in più dell&#8217;immagine&#8230; o almeno diversmente. Il pretesto è ottimo. Come ogni buon pretesto per scrivere pezzi d&#8217;anima&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: agata		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/05/due-falserighe/#comment-101560</link>

		<dc:creator><![CDATA[agata]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 17:17:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per rispondere a soldato blu - i cui interventi leggo spesso e e che ammiro -non sono una sfinge ma una che ama libri e la scrittura e non ho nessun criterio enigmatico se non il mio, che è ovviamente del tutto personale e relativo. non c&#039;era in me alcuna volontà di offendere marilena renda, nè le sue origini famigliari visto che non la conosco.
ma la critica al testo per me resta, forse perché leggo spesso scrittori giovani e ritrovo in tutti lo stesso modo di esprimersi, gli stessi cliché, la stessa esasperazione nell&#039;uso della metafora. e ancora secondo me un racconto non è semplice stile ma anche istantanea di qualcosa che accade. non sono certo una prima della classe, ma credo che le parole abbiano un peso tanto più se si sono vissute sulla propria pelle.
 sinceramente e semplicemente non ho capito il senso dei due pezzi. questo con il massimo rispetto per chi scrive e qualsiasi cosa scriva e quindi non credo che aggiungere un nome o un cognome faccia molta differenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per rispondere a soldato blu &#8211; i cui interventi leggo spesso e e che ammiro -non sono una sfinge ma una che ama libri e la scrittura e non ho nessun criterio enigmatico se non il mio, che è ovviamente del tutto personale e relativo. non c&#8217;era in me alcuna volontà di offendere marilena renda, nè le sue origini famigliari visto che non la conosco.<br />
ma la critica al testo per me resta, forse perché leggo spesso scrittori giovani e ritrovo in tutti lo stesso modo di esprimersi, gli stessi cliché, la stessa esasperazione nell&#8217;uso della metafora. e ancora secondo me un racconto non è semplice stile ma anche istantanea di qualcosa che accade. non sono certo una prima della classe, ma credo che le parole abbiano un peso tanto più se si sono vissute sulla propria pelle.<br />
 sinceramente e semplicemente non ho capito il senso dei due pezzi. questo con il massimo rispetto per chi scrive e qualsiasi cosa scriva e quindi non credo che aggiungere un nome o un cognome faccia molta differenza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Natàlia Castaldi		</title>
		<link>https://staging.nazioneindiana.com/2008/12/05/due-falserighe/#comment-101558</link>

		<dc:creator><![CDATA[Natàlia Castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 15:45:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=11905#comment-101558</guid>

					<description><![CDATA[&quot;Dividere il sonno è cosa intima e impegnativa: può essere accomunata allo spartirsi il pane, e di fatto è una prova di fede: se mi addormento vicino a un altro è perché penso che non verrò derubato o accoltellato nel sonno, o che addirittura mi proteggerà con la sua presenza, ed è per questo che gli affido la sicurezza, la vita stessa.&quot;
...
&quot;...come se non fossimo passeggeri in attesa di imbarcarsi per Beauvais, ma i reietti di qualche sud che friggono per ore su una panchina scomoda cercando inutilmente una posizione più confortevole...&quot;
...

le parti che ho riportato sono quelle che più mi piacciono, credo che il racconto si perda quando entra in gioco la citazione del film di Tom Hanks, perchè ne devia il corso, riconducendolo ad un già noto ed un già scritto che annulla la com-partecipazione del lettore alla prima parte della narrazione, sminuendo tutto nella finzione cinematografica.

***

&quot;Uno si scorda che gli manca qualcosa se ...&quot;, qui sorrido perchè in questo &quot;scordare&quot; si sente la mia Sicilia... 

***

&quot;Il cuore si può inventare e anche il coraggio si può improvvisare.&quot;: questo è bellissimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dividere il sonno è cosa intima e impegnativa: può essere accomunata allo spartirsi il pane, e di fatto è una prova di fede: se mi addormento vicino a un altro è perché penso che non verrò derubato o accoltellato nel sonno, o che addirittura mi proteggerà con la sua presenza, ed è per questo che gli affido la sicurezza, la vita stessa.&#8221;<br />
&#8230;<br />
&#8220;&#8230;come se non fossimo passeggeri in attesa di imbarcarsi per Beauvais, ma i reietti di qualche sud che friggono per ore su una panchina scomoda cercando inutilmente una posizione più confortevole&#8230;&#8221;<br />
&#8230;</p>
<p>le parti che ho riportato sono quelle che più mi piacciono, credo che il racconto si perda quando entra in gioco la citazione del film di Tom Hanks, perchè ne devia il corso, riconducendolo ad un già noto ed un già scritto che annulla la com-partecipazione del lettore alla prima parte della narrazione, sminuendo tutto nella finzione cinematografica.</p>
<p>***</p>
<p>&#8220;Uno si scorda che gli manca qualcosa se &#8230;&#8221;, qui sorrido perchè in questo &#8220;scordare&#8221; si sente la mia Sicilia&#8230; </p>
<p>***</p>
<p>&#8220;Il cuore si può inventare e anche il coraggio si può improvvisare.&#8221;: questo è bellissimo.</p>
]]></content:encoded>
		
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